Vivere con un alcolista

L’alcolismo non è un problema solo per chi beve: tutta la famiglia è colpita da questa terribile dipendenza

Se sei la moglie o la compagna di un alcol-dipendente, avrai probabilmente vissuto per lunghi anni in uno stato di continua incertezza (l’alcolista attivo è una persona dall’umore imprevedibile), di ansia (quando e quanto berrà?), di vergogna e di solitudine (forse ti sarai isolata per nascondere agli altri la verità, e per il timore di brutte figure provocate dalla sua ubriachezza).

Probabilmente sarai molto arrabbiata: dov’è finito l’uomo che hai scelto e sposato? Un marito non dovrebbe proteggerti e sostenerti? E poi ci sono tutti i problemi pratici ed economici…

Molto spesso le compagne (e le altre persone della famiglia) dell’alcolista finiscono per essere ossessionate dalla malattia proprio come lo è lui: solo che tu pensi costantemente a come farlo smettere, e lui cerca la maniera per continuare!

E in questa ossessione magari trascuri te stessa, i tuoi figli, il tuo lavoro, le tue responsabilità. Inoltre, spesso paradossalmente i tuoi sforzi hanno l’effetto opposto a quello che vorresti.

Per esempio molte donne, spaventate dalle conseguenze del suo bere, fanno di tutto per proteggere il marito: fanno il suo lavoro, pagano i suoi conti, lo tolgono dai pasticci, coprono le sue bugie…

Senza accorgersene, fanno sì che possa continuare a bere, perché in qualche modo lo confermano nella convinzione che le conseguenze, poi, non siano così pesanti, e gli impediscono di toccare il fondo, esperienza che forse può motivarlo a cercare aiuto.

Altre volte l’emozione predominante è la rabbia: non ti senti amata, pensi che beva di proposito, che non si impegni abbastanza. Allora litighi con lui, lo insulti, lo mortifichi, lo punisci.

In questo modo, di nuovo, lo aiuti a bere; lui può dirsi che ricorre alla bottiglia perché l’atmosfera in casa è irrespirabile, che nessuno lo può capire e amare. Oppure il senso di colpa e vergogna può essere così pesante da spingerlo ancora di più verso l’alcol.

La stragrande maggioranza delle donne si dibatte nella disperazione, sinché non apprende che l’alcolismo non è un vizio, ma una malattia (intesa a livello fisico, mentale, emotivo, spirituale).

L’alcolista non può contrastarla con la sola forza di volontà: l’unica cosa che può fare è chiedere aiuto (per esempio ad AA), e lo farà solo quando sarà pronto.

Cosa puoi fare, allora, se sei una di queste mogli?

Non cercare di controllare il suo bere.

Non nascondergli o vuotargli le bottiglie

Non pregarlo, non arrabbiarti, non estorcergli promesse, non blandirlo

Non aiutarlo a mascherare le conseguenze del suo comportamento.

L’unica cosa che puoi davvero fare è dirgli che vorresti che cercasse aiuto, e che per iniziare tu cercherai aiuto per te stessa.

E fallo: i gruppi di Al-anon, pensati per i familiari degli alcolisti, ti aspettano. Lì imparerai molte cose su questa dipendenza, su come conviverci senza lasciare che devasti la tua vita e quella dei tuoi figli, sull’atteggiamento che è meglio tenere con lui, su come lavorare su te stessa lasciando andare un controllo malato e controproducente.

Molto spesso gli uomini si decidono ad andare ad AA dopo aver visto le proprie compagne recuperare la serenità.

Puoi “portargli il messaggio”, al meglio, in modo indiretto, diventando più fiduciosa, forte e felice tu stessa.

Leggi il prossimo post:

La co-dipendenza: i gruppi di sostegno per i familiari


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118 thoughts on “Vivere con un alcolista

  1. Ciao, Paola! Sì, sono giorni difficili per te, lo posso capire. Io ho i miei genitori che si auto-distruggono così da almeno 40 anni e non posso cacciarli di casa: me ne devo andare io, se no non vivo più. Ma non ci dobbiamo permettere di pensare “se facevamo di più”, o se facevamo diversamente, o se facevamo meglio. Dobbiamo vivere ‘un giorno alla volta’, come ci insegnano gli AA e gli Alanon. Siamo già molto provati di nostro, non infieriamo su noi stessi con altre auto-accuse o ripensamenti. Quel che è stato è stato: vivi l’oggi. Inoltre, ci viene insegnato di affidare il nostro alcolista a un Potere Superiore (non per forza Dio, ma potrebbe anche essere il suo destino, o una persona/un evento che lo faranno rinsavire). Se tu avessi una gamba rotta e ti obbligassero a guarire, guariresti prima? Anche l’alcolismo è una malattia con il suo decorso: alcuni lo hanno breve e intenso, altri lungo e snervante, altri se lo portano fino alla tomba, ad altri basta un paio d’anni e poi si ferma. Un giorno alla volta! E coltiva la fiducia nel tuo recupero, piuttosto che l’aspettativa nei confronti del recupero dell’alcolista. Ti incoraggio, ti sono accanto, con affetto sincero. Federico

  2. Io abito da un mese con il mio compagno e ho fatto questa scelta proprio per farlo allontanare dalle cattive compagnie facendogli addirittura cambiare città.
    Non è facile convivere con persone affette da questa malattia perchè come sudetto tale si deve definire.
    Spesso ha cambiamenti d’umore,irascibilità,incoerenza nei discorsi.Il mio compagno non si è mai ubriacato in mia presenza perchè è un male che nasconde ai miei occhi,ma trova mille escamotage per dormire fuori casa e affogarsi nell’alcool.Ieri pomeriggio mi ha promesso che sarebbe rientrato ed io gli ho dato fiducia,ma la sera mi telefona dicendo che deve dormire al suo paese per sbrigare delle faccende il mattino seguente,mi assicura di stare a casa,serena e tranquilla e mi da la buona notte.Provo a telefonarlo più tardi ed è black out totale.
    Cerco di affrontare il tutto con la massima serenità,ma delle volte scoppio,piango perchè mi sento impotente dinanzi a questo problema.
    Continuo a dirgli che ha bisogno di un sostegno psicologico,di un terapeuta,ma mi dice che non ne ha bisogno.Lui lavora,anche molto,ma la sera,quando non ha più la mente impegnata,affiora il bisogno di bere e se non beve dopo alcuni giorni inizia ad avere crisi di astinenza.
    Per non parlare delle numerose bugie che mi racconta,ne ho sentite talmente tante che oramai non gli credo neanche quando dice il vero.
    Mi sento sola e triste alle volte perchè sono io a sostenerlo,io a confortarlo,perchè sono io che porto i pantaloni in casa mia.

  3. Grazie Federico!!! Hai pienamente centrato il mio stato d’animo. Fare un passo indietro e’ stata l’unica scelta d’amore possibile. Fa male, ma non c’erano altre soluzioni. Vivo alla giornata, fiduciosa.

  4. Ciao a tutti e a tutte, a compagni/e, fratelli, sorelle, mariti, mogli, figli/e, amici e amiche di alcolisti… Scusate se sono ripetitivo, ma ogni tanto ritorno su questo blog, che grazie a Emma mi sembra il più sincero di tutti quelli che ho visitato nella mia ricerca di aiuto (altrimenti non lascerei post). Che lui/lei beva tanto, poco, una volta a settimana, tutte le sere, la mattina, o quando gli/le pare, insomma, è un problema SUO. Il fatto è che ANCHE NOI siamo malati, ma malati del SUO alcolismo, da cui derivano le nostre ansie, rabbie, risentimenti, sofferenze, vergogne, sensi di colpa, depressioni. Non possiamo pretendere di eliminare il LORO alcolismo. Anche perchè: come si misura un alcolismo? A quanti bicchieri si dice che uno/a è alcolista? E’ il nostro ‘grado’ di dolore a dirci quanto siamo malati NOI. Ed è per questo che solo NOI possiamo intanto curare NOI stessi (attraverso Alanon, per esempio), e NON POSSIAMO CURARE LORO. Non possiamo diventare genitori dei nostri genitori, o madri dei nostri mariti, o medici dei nostri figli, o lavorare per loro, o pagare i loro debiti, o fargli da autisti, segretari, amministratori, traslocatori, mettere i pantaloni al posto loro o il grembiule delle pulizie al posto loro (cercate di leggere fra le righe, per favore). Dobbiamo pensare alla nostra serenità, al nostro recupero, alla nostra vita. Dobbiamo lavorare perchè lui non è in grado di mantenerci? E allora lavoriamo, ma per NOI, non per fargli da stampella economica. Dobbiamo pulire casa perchè lei non pulisce? E allora facciamo le pulizie, ma non puliamo il suo letto pieno di vomito. I nostri bambini sono trascurati? Prendiamoci cura di loro (esiste anche Alateen per i più piccoli), ma non per rinfacciare che la mamma/il babbo sia più cattiva/o di noi. Si tratta di VOLER star bene, di abbandonare le care, vecchie abitudini, tanto familiari ma anche tanto autodistruttive. Si farà fatica, ci vuole coraggio, ma in cambio si VIVE. Poi ognuno applichi alla sua esperienza, non pretendo di fare prediche: Alanon stesso dice “Prendete quello che meglio credete e lasciate perdere il resto”, se questo resto sembra infastidirci. Siamo già troppo provati: vogliamoci bene, una buona volta.
    Scusate lo sfogo, ma l’ho vissuto e lo vivo tuttora sulla mia pelle e ne sono convinto.
    Grazie, Emma, per lo spazio che ci dai. Scusa se me ne sono preso troppo.

  5. P.S. per Manuela: Tu hai scritto “…mi sento impotente dinanzi a questo problema”. Forse senza saperlo, sappi però che hai già compiuto il Primo Passo del Programma Alanon, che recita: Abbiamo ammesso di essere impotenti di fronte all’alcool e di non poter più controllare le nostre vite. Frequenta, frequenta…
    Ciao, e scusate le lungaggini.

  6. Ciao Federico, grazie a te… Non ti sei preso troppo spazio!!! Anzi sono felice quando qualcuno, come hai fatto tu, condivide su questi argomenti. Invito gli altri visitatori a seguirti…

  7. Parto con una premessa: ALANON FUNZIONA!
    E partendo da questa premessa racconto molto brevemente i miei ultimi vent’anni.
    Mi son sposata giovanissima con un uomo poco più grande di me che aveva già problemi con l’alcol.
    Ma io non capivo.
    Lui tornava a casa alla sera, urlava, mi offendeva, inveiva contro di me, ma io non capivo il motivo.
    Poi sono arrivati i figli, tre nel giro di quattro anni ed io ogni giorno speravo che le cose cambiassero, che lui la smettesse di trattarmi in quel modo.
    E ancora non capivo.
    Gli ultimi anni poi son stati devastanti. Lui ha passato il tempo offendendomi gratuitamente anche di fronte ai nostri figli, ormai grandi, disconoscendone addirittura la paternità, trattandomi come una poco di buono anche se non uscivo MAI di casa.Ha offeso me, le persone che lavorano con me, i miei famigliari, le mie poche amicizie (che poi ho perso, più che altro perchè SON STATA IO ad allontanarle, per la vergogna). Ha fatto soffrire i nostri figli, li ha fatti piangere dal dolore provocato da questo tipo di comportamento.
    Io ho chiesto aiuto al medico di base, a due diverse psichiatre ma a parte qualche consiglio (“chieda aiuto alla polizia”, “gli faccia ritirare la patente”, “si prenda i suoi spazi e se ne freghi di lui”) non ho avuto altro. O forse ero io che avevo la mente chiusa e non riuscivo a prendere una decisione o a mettere in pratica un consiglio.
    Mi sono quindi affidata alla rete, ho fatto centinaia di ricerche, ho cercato di capire cosa stava succedendo in casa nostra ed è grazie anche alle testimonianze di tante altre persone che vivevano/vivono col mio stesso problema che alla fine sono approdata su questo blog.
    Mi sono affidata ad Emma, le ho raccontato la mia storia e lei mi ha consigliato senza mezzi termini di rivolgermi ad Alanon. Ho dovuto toccare il fondo prima di riuscire a farlo. Sono approdata ad Alanon una sera, con le lacrime agli occhi e poche speranze. Mi hanno accolta con gioia, mi hanno capita e rincuorata.
    Il giorno dopo ho raccontato tutto a mio marito e facendo leva sulla sua gelosia cronica l’ho convinto a partecipare al gruppo AA. Dopo pochi giorni aveva già uno sponsor (tutor) che lo seguiva assiduamente, ma senza essere invadente. Lo chiamava (e lo chiama tutt’ora) almeno una volta al giorno anche solo per dirgli ‘ciao’ e per incoraggiarlo a proseguire nelle sue 24h.
    Son bastati pochi mesi per notare un netto cambiamento.
    Ora lui ha raggiunto la sobrietà, io spero cn tutto il cuore che la cosa sia definitiva ma se anche non lo fosse, so che posso sempre contare sul “MIO” gruppo, so che loro son sempre presenti, so che loro mi possono aiutare a superare i momenti bui senza chiedere nulla in cambio.
    Con questa mia piccola testimonianza vorrei ringraziare Emma per il PREZIOSO consiglio e vorrei dire a chiunque si trovi a dover affrontare un simile problema di affidarsi ad ALANON, senza vergogna e senza timori!
    Raffa

  8. Grazie Raffa della tua bellissima testimonianza… Sono sicura che sarà di incoraggiamento a tante donne come te! E’ davvero un regalo prezioso!

  9. vorrei dire tante cose ma non so da dove iniaziare!
    grazie federico per le tue parole, sapere che ci sono persone che possono capire certi stati d’animo, auita a non impazzire.Purtroppo io ho chiesto la separazione a lui,non ne potevo più di sopportare una situazione così struggente,purtroppo lui si è licenziato dal lavoro ed è rimasto in casa perchè i problemi si sono moltiplicati,creando il blocco della situazine,adesso sto peggio perchè soffriamo tutti(i miei figli, io e anche lui) perchè con un mutuo da pagare e con il mio lavoro Part-taime non riusciamo a stare sereni economicamente.
    Non so come comportarmi per ritrovare la serenità,mi sento tanto stanca.chi potrebbe darmi un consiglio per vivere serena con i miei figli?

  10. dopo venti anni di matrimonio (due meravigliosi figli), ho detto a lui che voglio la separazione,per ripicca si è licenziato dal lavoro,moltiplicando tutti i nostri problemi. ha sempre bevuto,sul lavoro riesce a non bere ma alla prima occasione lo fa.Cambia carattere ed è intrattabile.Io volevo migliorare la mia vita e quella dei miei figli ma ho ottenuto una situazione pesantissima da sostenere,Sono tanta stanca ed è difficile spiegare tante cose con poche righe.Mi aiuta però leggere che ci sono persone che possono capire questi stati d’animo,Molte volte ho pensato di impazzire perchè non riuscivo più a capire come comportarmi.CHIARA

  11. Grazie Clara… Dico anche a te quello che dico a tutte: vai ad Alanon! Rileggi l’articolo, e leggi sopra la testimonianza di Raffa e tutti gli altri commenti. Lì, nei gruppi, c’è un aiuto valido per per te, per la tua famiglia, e tanta tanta comprensione. Ti abbraccio e se, come Raffa, dopo statai meglio, riscrivici!

  12. Le parole di Federico sono un incoraggiamento a riprenderci la nostra vita. Io ho capito che di fronte alla volonta’ di autodstruzione del mio compagno non potevo fare niente. L’ho allontanato da casa, ne ho preso le distanze, non senza dolore. Lui, continua a bere. E continua a cercarmi, per offendermi, per rinfacciarmi che ho ‘osato’ cacciarlo di casa. Riversa contro di me (anche se solo telefonicamente) tutte le sue frustrazioni. Ma non vuole aiuto. Non vuole uscirne. E io non voglio distrurgermi insieme a lui….devo pensare a me stessa!

  13. ho 36 anni, 3 figli ed una vita triste e arida, fatta di rinunce di ogni tipo( economiche, di relazioni, di amicizie).Da quasi 20 anni conosco il mio compagno, alcolista già quella volta. Proviene da una famiglia difficile, con una madre, anch’ ella alcolista, morta quando lui era adolescente, dopo aver passato gli ultimi anni in sobrietà ed un padre egoista e poco affettuoso.
    Penso di essere stata affascinata da quella storia e di aver voluto fin da subito rimpiazzare in qualche modo la madre che non c’ era già più.
    Ma gli anni son passati tra una bevuta e l’ altra e pochissimi momenti di sobrietà. Lui dice che io sono arida, poco affettuosa, ma in anni di bugie, l’affetto s’è perso e io ho trovato nei miei figli la ragione di vita,escludendolo sempre più. D’ altra parte nemmeno lui si dimostra sofferente della perdita periodica ( ultimamente il periodo di stordimento e particolarmente lungo)del rapporto con i bambini, anzi ne approfitta per rimanere fuori casa per giorni e giorni. Lo stipendio del 31 maggio lo ha già terminato e io sono con le bollette in mano cercando di far quadrare il bilancio. Alterno momenti di rassegnazione ad altri di rabbia. Nei momenti di rabbia, che ho quando lui rientra a casa per smaltire la sbornia, urlo e dico che deve curarsi, che deve smetterla… Lui non mangia più, penso che siano 2 settimane che non si lava i denti, la casa è allo sbando, lui non si interessa dei bisogni nostri e delle necessità della casa, vive in un mondo suo, non gli importa ciò che vivono i bambini, nè di andare in vacanza, non parliamo mai di niente, lui non ha discorsi, non ha argomenti, …Qualche giorno fa gli ho scritto una lettera, pregandolo di farsi curare, senza assalirlo come al solito, dicendo che i figli sono molto tristi, come me. Mi ha ringraziato, mi ha detto che lo faremo insieme, ma stavolta- gli ho detto- non mollo, si va dal medico… Ma il medico saprà affrontare l’ argomento?? Il medico si aspetta senz’ altro un colloquio per un normale disturbo… quando invece sentirà quale è il problema riuscirà ad essere convincente?? Non voglio tel. al medico prima per esporgli il problema, perchè penso sia una mancanza di rispetto nei confronti suoi..vorrei che andassimo assieme… ma poi, lì, lui chissà che cosa dirà! Che cosa dirà al medico…???? Ho tanta paura, sono triste e i miei bambini al limite della sopportazione.. Che devo fare??

  14. Ciao Deborah, scusa il ritardo della risposta, la e mail di notifica si era “nascosta”.
    Io penso che il medico dovrebbe saper riconoscere il problema e trovare le parole giuste. Approfitta di questa disponibilità di tuo marito e andate!
    Qualsiasi cosa succeda dal medico, però, chiedi a tuo marito di andare a una riunione degli Alcolisti Anonimi: sono gratuite, e lì c’è aiuto qualificato per lui. Se non vuole andare, vai tu, da sola, a una riunione di Alanon (fallo anche se ci va). Incontrerai persona che sono in situazioni simili alla tua, e altre che ne sono uscite. Troverai consigli dati dall’esperienza, incoraggiamenti, sostegno, informazioni tecniche, una guida su cone comportarti con lui e con i figli… Fallo, comunque, al più presto. Potrebbe essere l’inizio della tua rinascita. E dacci notizie, poi. Ti abbraccio con affetto.

  15. Siamo stati dal medico, lui ha parlato tutto il tempo, dicendo che sta esagerando e che qualche litro al giorno se lo beve, il medico ha detto di fare le analisi, perchè il fegato potrebbe essere compromesso, inoltre gli ha consigliato di rivolgersi all’ azienda sanitaria locale, perchè lì avrebbero trovato il giusto percorso da intraprendere. Sfortunatamente, per una concomitanza di avvenimenti, non siamo riusciti a fare le analisi, lui probabilmente ha sperato che me ne fossi scordata… Ha seguito un periodo di controllo, anche se non di astinenza totale, ieri sera di nuovo sfatto. Domani mattina devo convincerlo ad andare a fare questo prelievo. Sono tanto stanca, vorrei un po’ di felicità. Ho paura ad innervosirmi per qualsiasi cosa e che lui faccia marcia indietro, tutte le energie mentali sono rivolte a questo problema, c’è poco nspazio per i sorrisi, il dialogo, la figlia più grande mi sembra spesso pensierosa, ho paura stia cedendo anche lei, o forse è solo l’ adolescenza.Certo che anche questi problemi non l’ aiutano…Io poi ad un certo punto la sgrido…Poi son piena di sensi di colpa. Vorrei che fosse lui a tel agli alcolisti anonimi, per una presa di posizione, per avere consapevolezza, per non prevaricare e sostituirmi a lui anche in questo. Secondo me il fatto è che a lui una vita senza bere non piace… Lo annoia, lui non ha nessun hobby, come riempirebbe le sue giornate? Scriverò quanto prima per comunicare com’è andata.

  16. Ciao Deborah, grazie delle notizie! Mi sento di insistere però che tu vada conunque al più presto a una riunione di Alanon, indipendentemente da quello che fa tuo marito. Non ti stai sostituendo a lui, stai solo facendo qualcosa per te stessa (e che sarà di grande beneficia anche per tua figlia). Prova. Ascoltami, vai, al più presto, e per te stessa! Ti abbraccio forte e aspetto altre notizie

  17. Ciao, Emma,
    e ciao, Deborah!
    Ogni tanto mi rifaccio vivo… Sottoscrivo quanto detto da Emma, Deborah. Intanto trova aiuto per te stessa, e per i bambini. Vai al più presto a una riunione Alanon, su internet trovi facilmente il numero verde che ti indirizzerà al gruppo più vicino nella tua città. Vedrai che, col tempo, se insisti con la frequenza, le cose cambieranno, anche se ora per te è difficile crederlo. Se tu facessi anche solo questa cosa – andare alle riunioni – vedrai che sarebbe una grandiosa cosa! Fìdati di Emma. Un abbraccio.
    Grazie, Emma, per lo spazio che ci dai.

  18. Salve a tutti volevo scrivere la mia storia perchè non ce la faccio più. Sono sposata da 11 anni e lui era un uomo tranquillo e buono. Ho 2 figlie di 7 e 2 anni. Quando ero incinta della seconda figlia ha iniziato ad ubriacarsi dicendo che era stressato io lavoravo con lui siamo ancora soci. Non potendo lavorare come prima mi trattava male e a casa era sempre ubriaco finchè un giorno dopo alcuni mesi della nascita di mia figlia con lei in braccio ha cominciato a picchiarmi io gridavo e soo sceso i miei e ha picchiato pure loro. Ho chiamato i carabinieri ma non ho fatto la denuncia, lui se ne è andato di casa perchè l’ho cacciato ma voleva per forza vedere i figli. Io glieli portavo e stavo li con loro per paura che potesse ubriacarsi ma quando c’erano le figlie era sobrio, ora a distanza di un anno le cose sono peggiorate, lui si ubriaca anche quando porte le bambine, è aggressivo minaccia e ha detto che se dico qualcosa all’avvocato per togliergli le figlie mi ammazza. Fa debiti e io risulto nella sua azienda mi chiama dicendomi che se non firmo le carte per i mutui che deve farsi mi uccide. Ho paura sono paralizzata non riesco a reagire, a mia figlia la grande non faccio capire niente ma non so cosa fare. Come faccio a togliergli le figlie io le porto da lui ma lui si fa trovare ubriaco e poi pretende di portarle con lui in macchina. Prende anche medicinali von lavora più fa solo debiti. Cosa posso fare? Cosa fare per liberarmi da tutto questo?

  19. Teresa, hai veramente bisogno di aiuto e sostegno. Chiama oggi stesso il centralino di Alanon 800 087 897 e racconta la tua storia. Lì c’è sostegno e aiuto per te. TI ABBRACCIO FORTE. Riscrivi

  20. Grazie Emma per il sostegno non immagini quanto sia importante per me. Qualcosa dovrò fare perchè non vivo più e la mia preoccupazione più grande sono le bimbe. Un forte abbraccio anche a te

  21. Ciao Emma, ti scrivo perchè purtroppo sabato il mio compagno da un giorno all’altro ha deciso di lasciarmi, con la scusa che la colpa della sua sofferenza, del suo malessere, è dovuto alla nostra situazione pesante.
    Premetto che, sono separata da due anni con un figlio e da 4 mesi convivo con un uomo che è sempre stato di carattere un po chiuso ma sempre dolce e sensibile sia con me che con il bambino. Purtroppo non mi sono accorta di questa sua dipendenza, o meglio, avevo un sentore di questo ma pensavo potesse essere una mia paranoia dovuta allo stress picologico avuto per la separazione e sinceramente, come potevo senza un effettiva prova andare da lui e digli “ma tu bevi?”. Ci amiamo tantissimo perciò non capisco davvero il perchè lui mi abbia lasciato!!e mi addossi la colpa di tutto. Io mi sono iscritta ad un gruppo ALANON e spero mi possano aiutare…lo amo, lo amo tantissimo e lo voglio aiutare e non lo voglio perdere!Con la scusa che la nostra città attuale “gli va stretta” e io sono la causa del suo malessere ha deciso di tornare nella sua città attuale per un periodo per farsi seguire e poi tornerà per lavoro nella nostra attuale città ma non ne vuole sapere più di noi :-(( ha già fatto un passo importante riconoscnedo il suo problema). Mi ha tolto da un giorno all’altro dalla sua vita,ed il giorno prima mi aveva chiesto persino un figlio…come posso aiutarlo a guarire?come posso non perderlo per sempre? Grazie

  22. ciao.sono 7 anni che vivo con un ex tossicodipendente ora alcolizzato,e pensare che ho distrutto il mio precedente matrimonio x stare con lui!sto facendo una vita d inferno,trascuro me stessa,mia figlia,la casa e il lavoro per lui..e vengo ripagata con violenza fisica e psicologica.. nonostante lui conosce bene la sua dipendenza(2 volte in ospedale)nega di star male, anzi accusa me di essere malata a stare con lui che non mi ama..forse e ‘ vero sono io che ho un problema non riesco a convincermi che lui davvero non AMA ME MA AMA LA SUA BOTTIGLIA!Nn puoi aiutare chi non vuole..finisci per annientare te stessa!!

  23. Lella, sai già cosa ti dirò…. I gruppi di Coda e Alanon possono aiutarti…. Meriti di essere felice, non di fare questa vita. Dai una chance a te stessa e vai!

  24. Io stò con un ragazzo da 2 anni,35 lui,39 io,lui è un alcolista,ma in maniera subdola,perchè beve non molto,in maniera discontinua e solo quando ha qualche problema,classificato come uno che abusa dell’alcol,non si ubriaca non ha crisi di astinenza,ma è il suo rifugio…è stato in comunità e adesso viene seguito dal ser.t e da uno psichiatra.. ha avuto qualche ricaduta,ma ho capito adesso cosa vuol dire per lui bere,gli toglie la voglia di vivere e la toglie a volte anche a me,è apatico,vuoto,senza iniziative quasi un vegetale,tira fuori la sua depressione,e io che non sò cosa fare mi riempio di domande senza risposte,il nostro rapporto è in crisi perchè lui a tratti è totalmente assente e anaffettivo,quindi abbiamo parlato e ho preso una decisione,lui può anche continuare a bere ma senza di me,non è un ricatto ma voglio che abbia ben in chiaro quale è la mia posizione,voglio che lui capisca che non è solo e che lo amo,ma non posso affondare con lui,lo sò che la strada è lunga e difficile,ma attualmente con tutto l’amore che ho per lui,non riuscirei a creare niente(famiglia,dei figli)basato sulla sua dipendenza,sono forse crudele ma la vita è fatta di scelte,e come possiamo amarci fino in fondo se prima non amiamo noi stessi,grazie dello spazio e dei consigli se ne avete…

  25. Salve Serena, mi complimento per la decisioen di tutelare te stessa… Il consiglio è lo stesso che dò a tutte: frequenta un gruppo Alanon. Vai anche solo qualche volta. Anche se non vedi più il tuo fidanzato, ti aiuterà a capire tante cose della tua storia, e a tenere la posizione giusta se lui dovesse riavvicinarsi… Un abbraccio

  26. Salve a tutti, io solo ultimamente ho capito con certezza che il mio compagno ha un problema serio di alcolismo; all inizio circa 3 anni fa , non ci facevo caso perche’ mi sembrava che bevesse solo in compagnia o in situazioni di stress, ma era tranquillo con me, ma nell ultimo anno mi ritrovo a vivere un incubo; pensare avevo anche dubitato che avesse un altra perche ‘aveva comportamenti ambigui, poi invece i suoi cambiamenti di umore radicali, e poi ho iniziato ad accorgermi che aveva sempre bisogno di uscire e mi tagliava fuori; ma le sue uscite duravano pochissimo..il ritorno a casa da lavoro slittava sempre di un ora..oddio allora c e’ un altra ho pensaato..mi trascurava e mi trascura –invece scopro che beve, ma non riesco a capire a che punto sta il problema perche’ lui beve fuori casa…ultimamente tutte le volte che ho affrontato il problema e’ successa una catastrofe, come ti permetti dice lui, sbatte le porte e va a letto e intanto la cosa e’ sempre piu’ sovente..vomita spesso, ha forti mal di stomaco e mi trtta con idifferenza …ultimamente i momenti sereni sono solo quando io faccio finta di niente, allora lui e’ normale e si comporta bene…nasconde bottiglie di birra nel bidone della spazzatura…io inizio veramente a star male..qualcuno puo’ darmi un consiglio? grazie

  27. Convivo con un alcolista. quando ho capito quale era veramente il problema mi è caduto il mondo addosso. L’ho ricoverato perchè stava male, non capivo cosa avesse. un medico mi ha detto fuori dai denti di cosa si trattava. per un attimo era come non avere piu la terra sotto i piedi. sono preceduti e seguiti periodi di umiliazioni e anche violenze a volte, di cui nessuno sa niente. mi sono data la colpa di tutti i fatti per tanto tempo e non capivo dove io stessi sbagliando. Lui ora è in cura ma io sono distrutta. come si supera tutto il rancore, la rabbia e la frustrazione delle umiliazioni subite da un compagno alcolista? Ho frequentato gruppi e l’ho accompagnato, ma non sono riuscita a sentirmi meglio. Non credo di volerli piu frequentare, sto solo male. mi sento comunque sola e ho un tale rancore da non riuscire a superarlo, e mi logora. provo rabbia verso chiunque beva perchè non si rende conto del male che ci fa. ci ho provato a superare queste emozioni distruttive ma sono come uno tzunami che ti travolge ma non finisce. ho letto tutti i vostri post e mi ci riconosco, nella sofferenza e nel dolore che solo chi vive di riflesso il problema di un compagno alcolista vive. volevo solo un po’ di serenità, ma non la trovo. Perchè loro non capiscono quanto male ci hanno fatto o ci fanno? scusate lo sfogo.

  28. Cara, il consiglio è quello che dò anche alla altre nella tua stessa situazione: vai tu a una riunione di Alanon! http://www.al-anon.it/homeit.php
    Lì troverai supporto, consigli, appoggio. Ti risparmierai anni di sofferenze, credimi. Almeno prova! E se ti trovi bene, se ti è utile, torna qui sul blog a dirlo alle altre, per indicare una strada anche a loro! Un abbraccio grandissimo

  29. Scusa, ho risposto al primo post, poi ho visto il secondo che si era “nascosto”. Sei già stata dunque da Alanon? Mi dispiace che tu non ti sia trovata bene. E’ la prima volta che sento dire questo, ma non lo scrivo per invalidare le tue sensazioni… Piuttosto, sicura che non fosse un problema di quel gruppo in particolare? Magari puoi provare con un altro, se vivi in una città grande forse ce ne sono diversi… Io non so che altra strategia consigliarti, magari chi ci legge però ne sa più di me e può scriverti… Giro il tuo appello!
    Ti abbraccio forte, tanto

  30. Salve
    sono una ragazza di 23 anni, sono sposata con un uomo che è alcolizato e violento. Ultimanete mi sento sola e terrorizzata ho bisogno di conforto e cercando un auto- aiuto o visto tante persone che scrivevano e ho voluto sfogarmi anch’io.
    Ciao a tutti
    scusate per il disturbo

  31. Mara, chiama immediatamente Alanon:http://www.al-anon.it/homeit.php, tel 800 087 897. Non sei sola, c’è tutta la comunità di Alanon che può confortarti, consigliarti e supportarti. Fallo, non aspettare ancora.
    E forse, qualcuna delle lettrici di questo blog vorrà risponderti. Intanto, un abbraccio grande

  32. mi sono imbattuta in questo sito e subito ho deciso di dare la mia testimonianza, per sfogarmi e per condividere con voi questa sofferenza che ci portiamo dentro. Ho convissuto per anni con un uomo che ho amato ma che abusa dell’alcol. Non ce l’ho fatta a reggere, a un certo punto sono letteralmente crollata. Ho preso consapevolezza della situazione gradualmente, anche perché ero ignara dell’argomento e lui non mi aveva dato motivi di sospettare.. Poi…. bottiglie vuote nascoste dentro e fuori casa, bugie, discorsi da parte sua incoerenti, sabati e domeniche passati a fare i giri del bar per poi mettersi direttamente a letto, qualche alzata di mani. Ho provato a farlo ragionare, ho pianto, supplicato, minacciato ma non è servito a niente. Nei suoi confronti, ora, provo un senso di pietà ma nello stesso tempo sono convinta che quella che ho fatto è stata una scelta necessaria. A tutte coloro che hanno un partner alcolista mi sento di dire che se lui non accetta di farsi curare, anzi, non ammette nemmeno di essere dipendente e quindi malato, l’unica decisione da prendere, seppur molto dolorosa, è quella di separarsi.

  33. Un saluto affettuoso a tutti!
    … Dopo qualche mese di assenza da queste pagine, torno a leggere le vostre testimonianze. Ho ben poco da dire, ma è molto chiaro. Primo: l’alcolismo (come ho imparato in Alanon) è davvero una brutta malattia, che – come vedo dal numero dei post – continua a distruggere le vite dei bevitori e dei loro familiari. Secondo: nel mio caso, Alanon è stata ed è la soluzione. A chi si fosse sentito a disagio a frequentare, dico: il disagio è normale, fa parte del percorso. Indispensabile è non mollare. Alanon NON DA risposte preconfezionate (lasciarsi/non lasciarsi, far mutui/lasciar debiti, ecc…). Come si ripete in Alanon, ‘prendete quello che meglio credete e lasciate perdere il resto’. Se un gruppo vi da poco, non vi ispira particolari comportamenti positivi, frequentatene un secondo. Quando si tocca il fondo (il nostro fondo, di familiari), ogni cosa che si riceve dai gruppi è buona, non ci si può permettere il lusso di giudicare e lasciar perdere. Altrimenti è come se ci dicessimo che si sta meglio nel male che viviamo, piuttosto che affrontare l’iniziale disagio di cambiare qualche nostro atteggiamento, in vista di un miglioramento. E che miglioramento! Alanon dice: Un giorno alla volta. E i passi da fare sono 12: quindi, un passo alla volta! Ci sono voluti 5, 10, 20.. anni per arrivare a star male come siamo. Non possiamo pretendere di recuperarci in 1, 5, 10 riunioni. Gli effetti per alcuni sono lenti, ma inesorabilmente se si è costanti i miglioramenti arrivano, è garantito. Occorre semplicemente ‘mantenere la mente aperta’ (altro slogan Alanon). Frequentate, mettete la vostra serenità e quella dei vostri figli come priorità, e una goccia al giorno fiorirà il fiore della speranza!
    Un abbraccio

  34. Il mio percorso di vita si potrebbe definire “al contario”
    Spero con questo breve scritto di restituire la fiducia e la speranza che io ho avuto in AlAnon.
    Mi presento …Ciao, mi chiamo Massimiliano, e sono un membro grato di AlAnon. Io credo nei gruppi AlAnon, li frequento da 3 anni e mi sento una persona nuova. Grazie ai gruppi, agli esercizi spirituali quotidiani, alla lista della gratitudine quotidiana, alla preghiera della serenità, alla letteratura, alle riunioni e alla presa di coscienza dei soli miei difetti di carattere (non quelli degli altri), esercitando il distacco con amore… un giorno alla volta, ho recuperato e sto recuperando serenità. Il mio è un percorso “al contrario” per vari motivi. Spesso in AlAnon si sente parlare di familiari che portano (il più delle volte cercano di portare) altri familiari in AA. Si sente parlare anche di separazioni. Non è il mio caso. La mia compagnia infatti,sobria da 3 anni, ha portato me ai gruppi AlAnon dopo circa un mese che è entrata in AA. E poi da circa un anno ci siamo sposati. Quindi ogni storia è diversa e personale. AlAnon non da consigli o suggerimenti. AlAnon mi ha dato la possibilità di trovare le soluzioni adatte a me, di capire cosa io voglio dalla vita, di accettare gli altri per come sono oggi e non per le sole mie aspettative. Una cosa che credevo un incubo senza fine alla fine si è rivelata un opportunutà di crescita spirituale. Oggi sono felice, per quello che ho. L’alcool non fa più paura. Serene 24 ore a tutti.
    Massimiliano

  35. Ciao, io sono moglie di un alcolista, anche s elui non si definisce cosi-ha cominciato bere tanti anni fa, prima della nascita dinostra figlia, Giada, ora quasi 7anni- era riuscito ad uscirene dopo ave toccato il fondo, quando nell’agosto del 2000 giada gli ha detto che se continuava lei se ne andava con lamamma dalla nonna. stava bene..ha sempre soffeto di depressione dovuta alla famiglia, a quello che aveva passato con il padre (alcolista) da piccolo, padre padrone, che urlava e picchiava, anche la madre- tralati e bassi siamo andati avanti…abbiamo perso le amicizie..ha un carattere cosi.. ma da quando è morto suo padre è tornato abere, gia qualche volta furioso ci ha buttato fuoricasa-fuorios con la mia famiglia, con mia madre paralizzata che secondo lui gli ruba la famiglia.dopo liti l’ho convinto ad anadre ricoverato seguito dalla psichiatra -ha fatto tre settimane in un reparto psichiatria per alcolismo–è uscito ma dopo poco tornato abere- sta rischiando la cirrosi. beve e se gli dico smettila se pa prende con me.bisogna stare zitti per non farlo infuriare..non fa niente.io devo gestire mia figlia, il cane, la scuola e il lavoro oltre stare dietro amia madre paralizzata- sono stanca e voglio per mia figlia una vita diversa.non voglio che viva con un padre cosi. ne abbiamo parlato e lui sa.ma non so xche non si fa aiutare-gli psicologi non gli servono.racconta qwuello che vuole. ora sto provando a convincerload andare da alcolisti anonimi-secondo me loro possono aiutarlo.. ma non so più cosa fare.mia figlia sa tutto, ma anche lei è nerovosa e stanca poverina… chiusa in casa alle 8.00 di sera perchè lui chiude… secondo voi cosa posso fare? grazie a tutti

  36. Cara Mara, dopo anche a te l’accorato consiglio che do a tutte: contatta immediatamente Alanon (sono i gruppi per i familiari degli Alcolisti): se leggerai i commenti sparsi per il blog, vedrai che questi gruppi hanno fatto la differenza tra una vita d’inferno e una di rinascita per moltissime donne. Ecco il link, http://www.al-anon.it/homeit.php, sul sito trovi anche numero verde. Hanno anche gruppi per i figli di alcolisti, anche questi in grado di fare miracoli.
    Ti abbraccio tanto.
    P.s. scusami tantissima per il ritardo della risposta, l’avviso tuo commento si era “nascosto” tra i miei e-mail

  37. salve, io ho un relazione con una persona che beve, è la mia fidanzata, prende delle pastiglie apposite di cui non ricordo il nome, se sta con me, daro che viviamo lontani, le prende e no ci sono problemi, se sta da sola non so cosa fa, la cosa mi fa ansia ma cerco di contenerla anche perchè parlare con lei di vino è come innescare una situazione in cui lei si sa “gestire” la bevuta e le conseguenze; la realtà è che il nostro rapporto possa deteriorarsi per questo; un tempo beveva di più ora le basta poco anche ad una cena per andare ubriaca, io non so più che fare per alcuni motivi che sembrano apparenremente semoplici: non ho fiducia in lei, la sto perdendo, ma faccio finta e non cerco di non drammatizzare anche quando mi dice che ha bevuto poco ma mi accorgo che è ubriaca, o quando finge di avere mal di testa ma ha bevuto; ogni tanto mi chiede se io e lei possiamo davvero ubriacarci assieme per divertirci, per lei è importante che che se beve si sente su di giri e più allegra e viva oppure lenisce i mali della vita; ha due figli e io ogni tanto la vedo èerchè abitiamo lontanti; mi sento ipotente di fronte a tutto questo ed anzi ho notato ce spesso ha sbalzi di umore e dice che cose contradditorie su di noi ed il nostro rapporto che io non capisco più: c ‘è o non c’è? e la cosa dipende solo dai figli? e dal suo ex? certoche spesso mi dice che sente il forte bisogno di ubriacarsi per stare meglio per vibvere meglio, eppure ha un bel caratterer solare ed esubera nte; ad ogni modo io, che seppur bevendo, non posso eccederre per problemi di salute, mi rendo conto che il suo umore non lo capisco e non so più se abbozzare quando beve o se diventare autoritario: non sipuò andarer in giro a bere in piena notte e girarre in auto così e pensare poi che i figli a casa non se ne accorgano, cosa posso fare?? spesso al sert lei non ci va o si dimentica di andarci!!!
    grazie!

  38. dimenticavo: è talmente testarda che non accetterà mai più una psicoteratpia eo un centro di ascolto! o che io le possa dare una mano o una critica sul sul stile di vita!

  39. Ciao Georg, scusa il ritardo della risposta, ero in vacanza… Il consiglio migliore che possa darti è di andare tu a una riunione di Alanon, il gruppo dei familiari degli alcolisti. Lì troverai persona che sapranno consigliarti per il meglio. Ho visto tante situazioni risolte… Ti incoraggio davvero ad andare, hai diritto a ritrovare la tua serenità, anche di coppia! http://www.al-anon.it/homeit.phpE in bocca al lupo!

  40. Salve,
    sono lo zio di una ragazza di 23 anni affetta da una grave malattia rara degenerativa sulla sedia a rotelle , figlia di un alcolista.
    Non so quanto sia coscente della gravita della situazione del padre.
    La madre (mia sorella) a causa dell’alcolismo del marito e delle violenze e continui feroci litigi si è separata andando via di casa(bologna) e adesso vive a casa con mia madre in sicilia.
    I due genitori, dopo sette anni non riescono nemmeno a dialogare serenamente con la conseguenza di malessere della figlia(mia nipote)che amo e ha tanta fiducia in me perchè in questa situazione cerco di essere equidistante da tutti e tre con partiicolare affetto e presa di parte nei confronti della mia amat nipote.
    La mia cara nipote, oltre a stare male per la Sua malattia invalidante l 100%, sta male per a separazione e il cattivo rapporto dei genitori e inoltre ancora piu male perchè convive con il genitore alcolizzato che cerca di nascondere la Sua mallattia e reagisce male, è irascibile e bugiardo e inutilmente cerca di nascondere il Suo problema . io Vorrei tanto aiutarlo, ma guai parlare del fatto che lui beva e che nega, ma sopratutto vorrei aiutare mia nipote, ho paura di sbagliare a darle consigli.
    E’ disumano vedere una ragazza di 23 anni invalida sulla sedia a rotelle con difficoltà a parlare e altro, da sola
    in casa con un genitore alcolizzato e con la madre(mia sorella) che vive a oltre mille chilometri in Sicilia.
    Come posso aiutarli e come posso aiutare sopratutto mia nipote!
    cosa dire per sostenerli e come comportarmi nei modi?
    per favore aiutami, aiutatemi…….

  41. Ciao Pasquale, invito i frequentatori del sito a risponderti per supporto e consigli… Il mio consiglio è sempre lo stesso: contatta tu, personalmente, oggi stesso, Alanon! Lì troverai aiuto compentente a umano! http://www.al-anon.it/homeit.php In bocca al lupo e un caro saluto

  42. Ciao a tutti, grazie a questa pagina ma soprattutto ad un discorso di federico vado da inizio settembre in alanon e mio marito in AA. Inizialmente é andata bene é rimasto sobrio un mese e mezzo, ma ora ha ripreso. Al gruppo mi dicono che ci vuole tempo, ma sono molto scoraggiata!

  43. 18 novembre 2014
    Salve,
    vorrei tanto parlare e tanto non parlare di quello che è mio marito, alcolista.Malato lui, figlio di alcolisti, vive in una terra dove il vino tra i monti è cultura.
    Io sono arrivata fresca fresca a voler fare la crocerossina e così….oltre a cicli di psicoterapia e a qualche riunione di alanon ci sto rimettendo la salute per le continue accuse che mi muove.Tra l’altro non lavora e ha fatto piazza pulita con parenti e amici.Di sera non posso uscire un pò perchè mi minaccia un pò per i frequenti mal di testa che mi condizionano sui giorni lavorativi.e’ VIOLENTO E IO HO TANTA PAURA.pER FREQUENTARE IL GRUPPO MI SPOSTO DI CENTO CHILOMETRI.gRAZIE SE MI DITE QUALCOSA

  44. Spero che qualcuno dei frequentatori di questo blog sia vicino a e e possa portarti conforto e aiuto! Io da parte mia non riuscirei a dirti niente di più di quanto ti hanno già detto in Alanon, ma ti sono vicina. Un abbraccio grandissimo

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