Uomini che amano troppo

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Foto di Emma Chiaia

Non sono solo le donne ad “amare troppo”… Capita anche agli uomini, che a volte vivono relazioni infelici e ossessive senza rendersi conto che stanno usando questa “passione” solo per sfuggire da se stessi

Uomini che amano troppo. Uomini che sopportano donne difficili, relazioni frustranti, rifiuti, tradimenti, senza cessare di essere presenti, di offrire affetto. Uomini che cercano – il più delle volte inutilmente – di “salvare” la propria donna da problemi anche gravi: depressione, droga, alcol, tendenze distruttive.

Dopo il fortunato libro della psicoterapeuta americana Robin Norwood Donne che amano troppo, (Feltrinelli) si tende a pensare che tale dipendenza dalle relazioni affettive sia una caratteristica femminile. La dipendenza d’amore, che può avere varie forme e intensità, riguarda invece anche diversi uomini.
Attenzione: si parla di dipendenza d’amore. Quando un uomo ama molto, aiuta la partner in difficoltà, è presente, premuroso, attratto sessualmente, paziente e volenteroso nelle crisi, felice e soddisfatto nei periodi sereni, questo va benissimo, anzi. Un uomo così non ama troppo: ama tanto.

Qualche donna a volte ha la pessimistica convinzione che in genere gli uomini amino meno delle donne: è impossibile stabilire un dato del genere. E’ certo però che, mediamente, gli uomini esprimono e dimostrano assai poco i loro sentimenti: già quindi un uomo tanto espansivo sembra una preziosa rarità.

Amare in modo distorto

Un uomo che “ama troppo”, secondo la fortunata ma forse un po’ fuorviante espressione coniata da Robin Norwood, è invece un uomo che ama male o che, meglio ancora, forse non ama affatto: si definiscono così infatti le persone che credono di amare intensamente qualcuno, ma in realtà scaricano nella relazione amorosa tutta una serie di ansie e problemi personali.

Dunque non amano, sono ossessionati. Non sono attratti da una partner, ma in fuga da se stessi, e da un vuoto interiore che non riescono a riconoscere e a sopportare. Non hanno un genuino desiderio sessuale, ma l’imperioso bisogno di dimenticare se stessi, tra le braccia di un’altra persona.

Come capire la differenza tra un uomo che ama molto e uno che “ama troppo”?Non è sempre facilissmo, perché a chiunque può capitare, di tanto in tanto, di usare il sentimento come paravento per scordare le proprie difficoltà personali. Un buon metro per giudicare, d’altra parte, è la quantità e la qualità della sofferenza che questi uomini sopportano nei loro rapporti.

E’ un ottimo segno saper aiutare una partner in difficoltà; meno tranquillizzante è l’aver bisogno che lei sia nei guai, per sentirsi utili e accettati. E allo stesso modo, può capitare a tutti di innamorarsi perdutamente di una donna che non ne vuole sapere; ma non è altrettanto sano se questo accade in continuazione… La premura è deliziosa, la disponibilità tirata sino al masochismo è sospetta. La generosità nel sesso in un uomo è bellissima, ma non se arriva alla dimenticanza di se stesso…

Chi sono gli uomini che “amano troppo”?

L’amare troppo, la dipendenza psicologica dalle relazioni, è più diffusa tra le donne, ma non è certo assente tra gli uomini, che però la ‘pubblicizzano’ meno. Un uomo può forse ammettere un amore infelice, ma è improbabile che confessi tutto: la sua ossessione, le umiliazioni, le suppliche e le strategie tentate.
Diverse le tipologie dell'”amare troppo” maschile.

C’è il ‘salvatore’, colui che trova sempre donne con gravi problemi. Il più delle volte sono persone che hanno avuto una madre sofferente, che si è appoggiata molto a loro: ecco che spesso ripropongono l’unico modello d’amore che conoscono, scegliendo a ripetizione partner bisognose di cure. Questi uomini hanno bisogno della debolezza della partner per sentirsi utili: se lei riesce a star meglio, il rapporto entra in crisi, e spesso lui va in cerca di una nuova donna da aiutare…

Ci sono poi gli uomini-vittime, molto più passivi: hanno uno spirito di sopportazione infinito, tollerano tradimenti, umiliazioni, mancanza di attenzioni e di rispetto, ripetendosi che ne vale la pena, perché si tratta di un ‘grande amore’. Sono persone con problematiche di tipo masochista, cresciuti in famiglie difficili, nelle quali sono stati abituati a evitare a ogni costo i conflitti.

Infine i persecutori: uomini che partono da un’estrema debolezza interiore che però, per nascondersi, si veste di aggressività, violenza o spirito di persecuzione: aggrediscono verbalmente o fisicamente la partner, la perseguitano con il loro desiderio o la loro gelosia, elaborano strategie di vendetta se lei si allontana.

Ultimi i partner depressi: passano da una crisi abbandonica all’altra, senza riuscire a uscirne.

Caratteristica comune dell’amare troppo è, in ogni caso, l’incapacità di riconoscere che “il problema” non è nella partner – con la sua freddezza, i suoi problemi, i suoi tradimenti – ma dentro di sé, nella inconscia convinzione di non meritare l’amore, nei modelli nevrotici appresi in famiglia.

Capire questo meccanismo di proiezione è il primo passo, necessario e difficile, per riuscire ad amare tanto, ma non troppo, e accettare quello che a questi uomini sembra fare così paura, perché se ne sentono indegni, perché non hanno imparato per primi ad accettare se stessi: essere ricambiati.

E in più…

Cosa c’entra il Viagra, la famosa pillola del desiderio, con l’amare troppo? Questi uomini nel loro tentativo ossessivo di tenere insieme un rapporto difficile, di non lasciare andare una partner non interessata, non permettono a se stessi neanche l’idea della possibilità di una défaillance. Se poi occorre loro l'”incidente” di un’erezione mancata, scaricano su questo fatto la “colpa” del non funzionamento della relazione, che invece, è evidente, sta da tutt’altra parte.

Si sente ripetere da più parti che il vero pericolo del Viagra, che in molti casi può essere un farmaco utile, sta nell’automedicazione. Questo è vero a due livelli. A livello fisico, la mancanza di erezione è prima di tutto un sintomo che va controllato, perché può essere la spia di patologie come il diabete o disturbi cardiovascolari, che vanno curati.

Ma lo stesso discorso è valido a livello psicologico: se l’erezione non c’è, e si escludono cause organiche, si tratta di un chiaro segnale di sofferenza della psiche che non va “coperto” subito prendendo una pillola.

55 thoughts on “Uomini che amano troppo

  1. Salve :),
    ho letto con molto interesse questo articolo, per via di alcune “situazioni” personali che sto passando in questo periodo e dopo un pò di riflessioni su me stesso…devo ammettere che nella descrizione mi ritrovo in più punti. Sono un “uomo che ama troppo”. Forse non così “troppo”, ma sicuramente “troppo” per essere considerato semplicemente “molto” 😛 (battuta sulle definizioni eheheheh :)). L’unica differenza che riscontro in me stesso, rispetto al tipico “atteggiamento” su scritto è che, apparte il fatto che sono quasi completamente consapevole che il “cruccio” sia mio (provo fastidio ad usare la parola “problema”) e non di certo colpa della ragazza, c’è la questione riguardante la paura che ho per via del fatto che sono consapevole che questo è un modello comportamentale, in me, che tende a ripetersi. E per di più…molto precocemente. In me, questo meccanismo parte anche durante la fase “seduttiva”, nella fattispecie molto prima che la relazione sia a qualche livello consolidata…
    Personalmente, quando mi prende questo meccanismo, vivo l’emozione di chi si sente senza scampo. Ci sono anche dei comportamenti per l’appunto ossessivi/compulsivi, del tipo, aver bisogno di controllare il profilo facebook della ragazza perchè-così-posso-capire-se-quello-che-mi-dice-è-realtà-o-menzogna…o sentire-bisogno-di-chiamarla-per-avere-un-contatto-con-lei-che-altrimenti-sembra-svanire-nel-nulla…
    Brutta sensazione, che personalmente ha effetti devastanti su di me. Mi toglie la motivazione per fare anche altre cose (tipo uscire o studiare). Avvilente, veramente avvilente…e anche frustrante sotto certi versi.
    Mi piacerebbe capire come venirne fuori, anche se per quanto possa pretendere da una bacheca, mi accontento semplicemente di aver postato la mia semplice testimonianza.
    Ne approfitto per complimentarmi con te Emma (posso darti del tu? Se non posso, mi dici, che se capiterà di intervenire nuovamente, ti darò del Lei :)) e per augurare una buona giornata a tutti i lettori.

  2. Certo che puoi, anzi devi, darmi de tu! Ti ringrazio per avere condiviso le tue riflessioni e per esserti aperto. Magari spronerai altri a fare lo stesso… E i “crucci” (come li chiami tu) perdono già un po’ del loro potere quando li si condivide, magari sdrammatizzandoli. Come uscirne? La cosa fondamentale è lavorare su te stesso, su quanto ti conosci, su quanto ti accetti, su quanto ti senti sicuro… Sei tu ad avere nelle tue mani il potere di vivere una vita bellissima, ma so bene a volte come ciò sembri impossibile a causa di ciò che si è vissuto e di mille condizionamenti… Leggi anche l’articolo “Donne che amano troppo”, i meccanismi sono molto simili! E riparliamone presto, se ti va: dai notizie! Un abbraccio e buona giornata a te.

  3. Salve nuovamente :),
    Ho letto anche l’articolo riguardo le Donne che Amano troppo. Interessante devo dire. Effettivamente la dinamica soggiacente è pressappoco la stessa. Le manifestazioni sono diverse probabilmente per un retaggio culturale diverso tra uomini e donne.
    Si, personalmente sto risolvendo ponendo attenzione soprattutto alle mie sensazioni. Ripeto, è una struttura che si ripete, evidentemente la prima cosa che devo fare è permettere che i miei sentimenti mi dicano ciò che devono dirmi :). Non è proprio così semplice, perchè visto che ci sono dentro, vedere una via d’uscita è difficile: guido un’auto con i vetri appannati :)…ma ci si può tranquillamente riuscire. Personalmente già mi sento meglio rispetto a qualche giorno fa, il che è ovviamente una buona cosa :).
    Un saluto a te Emma…e ai lettori tutti.

    V.

  4. Ok, continua a seguire il blog se ti va… Prossimamente posterò altri articoli che credo potranno interessarti! Un abbraccio

  5. Si, ovviamente. Lo seguivo già prima. Questo fatto degli “U.C.A.Troppo” ha risvegliato in me determinate consapevolezze e mi hanno spinto a scrivere :). Vediamo cosa ci attende 😉

    V.

  6. Gent.ma Emma, sono una 30enne felice…dopo essere stata una “donna che amava troppo”, ho guardato il problema in faccia e sono riuscita ad uscire dal tunnel. Ora ho un rapporto felice (perchè bilanciato) con un uomo meraviglioso.
    Ti scrivo quindi NON per me…ma per un amico che “ama troppo”…cade nella categoria degli “uomini vittima”…cerca da anni di far andare un rapporto che non va, subendo puntuali umiliazioni in un legame affettivamente sbilanciato…si ostina, mosso, a mio parere, dall’incapacità di accettare il fallimento della relazione, perchè, inconsciamente, lo considera un fallimento personale.
    Per me fu utilissimo “Donne che amano troppo”…cosa posso consigliare a lui? Ho trovato solo “Mal d’amore o amore sano?” di Adamoli…un altro suggerimento?
    Ringraziandola anticipatamente, inoltro stima per la sua attività di appoggio sentimentale. Caterina

  7. ciao condivido in pieno il tuo articolo,nel sottofondo c’è sempre la problematica dell’amore come bisogno e amore come scelta;nel primo caso perdiamo di vista la realtà e siamo spinti a giustificare come amore le nostre debolezze o nevrosi.è difficile conservare un minimo di obiettività laddove c’è una situzione di carenza affettiva non riconosciuta. franco

  8. Cara Caterina, diamoci del tu, come tutti in rete. Innanzitutto complimenti per il tuo percorso: sei riuscita a smettere di amare troppo e a farlo in modo sano, è meraviglioso! Per quanto riguarda il tuo amico, direi di far leggere anche a lui il libro della Norwood: molte dinamiche sono simili tra uomini e donne. Per ora non ho in mente altri libri, tranne uno che voglio scrivere io! Ma ci vorrà qualche mese.
    P.S. Libri più generici che possono essere utili sono “Le vostre zone erronee”, di Dyer, sull’autostima, e “Marte e Venere si corteggiano”, di John Gray: libri semplici, un po’ americani, ma che secondo me illustrano con tale chiarezza certe dinamiche che qualche riflessione la innescano…
    Per finire ti dirò che, poiché sono arrivate molte richieste, cercherò di velocizzare il libro o almeno di scrivere qualche post…
    Grazie dei complimenti

  9. ciao sono Nicola,
    io non riesco ad amare come vorrei mia moglie, non riesco a capire i continuini miei tradimenti nei suoi confronti. Non riesco a capire se l’amo veramente, poiche anche solo il pensiero di stare senza di lei mi fa sentir male, pero nello stesso momento la tradisco. Nella nostra vita all’inizio io ho dato tanto nel nostro rapporto, ma sistematicamente non bastava, era sempre possessiva,etc
    io ho avuto un’infanzia all?apparenza tranquilla , ma nella mia famiglia il dialogo o i problemi che c’erano non venivano mai affrontati ci si metteva sempre la testa sotto la sabbia perche cosi era la soluzione migliore. Questa per me puo essere una motivazione del perche io faccio cosi ma non so e sono in una confusine pazzesca ho bisogno veramante d’aiuto e consigli
    grazie

  10. Grazie della condivisione…. Naturalmente non è possibile darti molti consigli in questo spazio, proponi una situazione complessa che andrebbe dipanata con cura e amore. E’ possibile che tu come alcuni uomini abbia un’idea separata di sesso e amore, oppure che all’inizio del tuo rapporto tu abbia perso la fiducia, o che c’entri la tua infanzia…. Insomma ci possono essere molte spiegazioni che affondando le radici nell’intimo della tua psiche, e che ti consiglio senz’altro di ricercare con calma. Hai imparato nella tua famiglia a non affrontare i problemi, ma guardare in faccia questo può essere determinante per la tua felicità. Un abbraccio e in bocca al lupo!

  11. grazie mille pre la risposta, so che il mio problema e molto ampio e di difficle risposta, ma avevo bisogno di alcune dritte su come muovermi
    grazie

  12. In futuro pubblicherò probabilmente su questo sito un e book sulle dinamiche dell’amare troppo. Però non sarà tanto presto… Mi dispiace non averti potuto aiutare di più, ma le dritte non servono senza una visione profonda del tuo problema, anzi potrebbero creare confusione. Un abbraccio

  13. Interessante è quello che scrivi, materia da approfondire, e percorso di consapevolezza, di riumanizzazione, di armonie perdute..
    Ma più interessante ancora sono le modalità che in questo momento mi hanno portato qui…il vento del divenire gonfia le vele dell’esistenza, una vela bianca, uno spruzzo d’acqua, un mare di parole, che fa rima con amore…
    Buon lavoro
    Ciao Emma
    Walter

  14. Buonasera gent. dottoressa,sono una donna 32 enne,alle prese con l’ennesimo fallimento amoroso. Una ecatombe dietro l’altra.premetto che ho letto tutti i libri della Norwood e che tutte le tematiche psicologiche e legate ai sentimenti mi appassionano da tempo.Sono stata aiutata piu’ volte tramite percorso psicologico,ma e’ sempre dura cercare di fermarsi a tempo!capire da subito l’incopatibilita’ che potra’ esserci con la persona che si ha scelto di frequentare.Ho avuto svariate storie d’amore,una in particolare era decisamente “malata”!credevo di amare questo ragazzo,ma alla fine i suoi disturbi psicologici e gesti infantili mi hanno talmente logorata che ho dovuto chiudere a forza.Ora mi trovo ad aver chiuso da poco l’ennesima relazione,l’ultimo pero’ e’ un uomo adulto,titolare di grossa azienda e appena separato! un uomo insicurissimo,nonostante l’apparenza forte.Spiegargli che e’ finita e’ durissima,cerca anche quest’ultimo di coinvolgere amici e conoscenti per poter interagire in qualche modo con me e farmi tornare sui miei passi.Dottoressa,sono stanca di relazioni cosi’ squilibrate,ho sempre un vago senso di colpa che mi accompagna,dovuto al fatto che con certi uomini bisogna essere dure e ciniche,pur di fermare la loro inesorabile caduta verso la totale perdita d’orgoglio e ridursi a “zerbini”.Premetto che son figlia unica,con padre malato gravemente e una madre devotissima a curarlo come un figlio!padre che in passato era forte,bello e dotato di un grande talento e professione.Assisterlo con amore e’ l’unica cosa che mi rimane da fare,ma questo lento stillicidio mi continua a far vacillare e stancare subito degli uomini che mi amano.Un carissimo saluto,grazie dell’attenzione.

  15. Grazie a te, cara Marta, della tua fiducia e della tua condivisione. Non arrenderti! Se hai letto i libri della Norwood sai cosa devi fare: continua a lavorare su di te e PER te, per il tuo benessere, per la tua crescita personale, per la tua felicità. Rinforza la luce dentro di te, vedrai che un amore più sano arriverà di conseguenza. Ti abbraccio forte

  16. Gentilissima,la ringrazio della cortese attenzione.
    Volevo chiederle cosa ne pensa del percorso “12 passi”,sto valutando di intraprendere un percorso che tratti specificamente queste tematiche,ma nella mia citta’ l’unico e’ L’Al-Anon. Volevo sapere lei cosa ne pensa a riguardo.Premetto che sono sanissima e fortunatamente con un forte carattere,pero’ ogni tanto soffro di crisi malinconiche,non so se si possa definire depressione…un abbraccio.

  17. Penso molto bene del percorso dei 12 passi, e qui nel blog nella categoria “Percorsi di recupero e guarigione” trovi molto materiale. Secondo me è un approccio validissimo che potrebbe aiutare chiunque, perché si fonda su principi di equilibrio e salute universali. Certo, l’ideale sarebbe farlo in un gruppo di persone con problemi analoghi, per sfruttare anche la componente di riconoscimento che c’è nei gruppi. Però se nella tua città c’è solo Al-Anon puoi comunque andare a vedere come ti trovi. Cerca di tornare più volte, perché è impossbile valutare sino in fondo con un incontro solo. In ogni caso potrai prendere materiale prezioso sui 12 passi. E se fai un po’ di pratica poi potrai mettere su un gruppo di aiuto-aiuto per problemi di relazione nella tua città (in fondo al libro della Norwood c’è scritto come fare).
    Più in là spero di scrivere un libro sul recuperarsi dall’amare troppo: se ne hai voglia, quando starai meglio, vorrai scrivermi la tua esperienza? Intanto ti ringrazio e ti abbraccio

  18. Salve, sono un ragazzo di 27 anni. Credo che se c’è un libro intitolato “Le donne che amano troppo”, ce ne vorrebbe un altro per gli uomini. Per la mia esperienza posso dire che le tali problematiche riguardino gli uomini più di quanto ci si possa aspettare. Forse sono problemi umani, quindi non solo femminili. E’ sbagliato concentrarsi sempre e solo sulle donne, è sbagliato pensare che gli uomini siano immuni.

  19. Hai perfettamente ragione! Continua a seguire il blog, in futuro pubblicherò altro sulle dinamiche dell’amare troppo. Un caro saluto

  20. ciao,ho 47 anni e da un anno vivo una relazione tormentata con una ragazza di 32. lei ha un ragazzo con il quale convive da cinque anni e che io conosco. la storia è veramente assurda. lei è una bellissima ragazza, educata, di buona famiglia e benestante. tra noi è nata subito una forte passione e me ne sono innamorato quasi immediatamente.inizialmente speravo che lasciasse il suo ragazzo per me. lei non lavorava e mi faceva credere che se avesse trovato un buon impiego avrebbe avuto il coraggio di lasciarlo per me. dopo poco tempo comincio a capire che nella sua vita c’è anche un altro uomo e non solo. morale della favola, anche se mi ha sempre detto di amarmi, non ha fatto nulla per nascondere la sua intrigante vita. miriadi di uomini che la cercano, sempre al telefono, una volta con uno e una volta con un altro; quattro cinque uomini pronti a fare qualsiasi cosa per lei pur di avere un abbracio o un momento da condividere. il ragazzo di lei ridotto ad uno zerbimo, al punto da dover accettare tutto, a vedere la sua ragazza uscire con me e con gli altri sempre e lui ad aspettare il suo ritorno a casa. per lei fa tutto l’accompagna ovunque ed esaudisce ogni suo capriccio. la cosa mi ha fatto tremendamente soffrire, sessualmente con lei era bellissimo e piano piano non riuscivo più a farne a meno di non stare con lei. tre mesi fa è iniziato un vero calvario per me. ogni volta che ci vedevamo mi accusava di non essere una persona perbene, di essere uno che tradisce, falso ed ipocrita. E’ arrivata al punto di controllare il mio pc ed il mio cellulare. paradossalmente era lei la gelosa mentre avrei dovuto averne tutte le ragioni io per esserlo vista la sua vita. ho cercato di farle capire che l’amavo, che non c’era altra donna per me, ma questo non bastava. per punirmi non rispondeva alle mie telefonate fino a quando io per paura di perderla mi riavvicinavo a lei e la toria ricomciava da un bellisimo rapporto sessuale. dentro di me ho avuto sempre la presunzione di farla cambiare con l’amore che gli davo, perchè se c’è una cosa vera in tutto questo è proprio l’amore che ho provato per lei.
    i miei amici, miei colleghi hanno tentato di persuadermi dicendomi che continuando cosi mi sarei ammalato, ma io niente, continuavo nonostante stessi bene un ora e male una settimana.
    il fatto che lei avesse nei miei confronti una gelosia delirante faceva si che credevo di essere amato anch’io e perciò non riuscivo ad allontarmi da lei. finalmente 20 giorni fa, all’ennesima sua scenata di gelosia ( non voleva che frequentassi neanche un amica)terminata con parole ed atteggiamenti offensivi verso la mia persona ho preso coraggio e ho deciso di tirarmi fuori.le ho scritto una lettera, molto profonda, e senza odio ne amarezza le conicavo la mia volonta di chiudere questa storia. non ho mai abbandonato nessuno nella mia vita, perchè forse a mia volta ho subito l’abbandono da piccolo quando mia mamma ha dovuto mettermi in collegio per la prematura morte di mio.
    padre).ora sto lavorando su me stesso, ma non vi nascondo che ho un grosso vuoto dentro e mi manca da morire. concludo dicendo che con me lei era senza maschera, si mostrava per quello che veramente è, mentre con gli altri( uomini di potere o affermati comunque) lei si mosta sicura di se manipolandoli a suo piacimento, usando il suo fascino e il suo corpo per farli innamorare. la mia grande sfiga è stata quella di aver fatto provare qualcosa ad una simile donna, che non ha accetta di perdere il controllo dei suoi sentimenti altrimenti ciò la porterebbe inevitabilmente a soffrire. Cara Emma non mi reputo un uomo che ha amato troppo credimi. ho solo creduto che l’amore puro, come quello che io ho provato e provo ancora, sarebbe riuscito a colmare quel vuoto che lei si porta dentro da una vita, avvicinadola ad una felicità che si nega e che non crede di meritare. sono stato presente sempre, duro quando ce n’era il bisogno, passionale e tenero. Ma lei pur di ditruggere e farmi scappare ha fatto di tutto. solo la mia tenacia ha tenuto in piedi questa storia dopo ogni violento litigio, sempre e solo provocato da lei, io mi riavvivicinavo con tutto il mio amore ed appena riuscivo a stringerla tra le mie braccia e riuscivo a penetrare le sue difese di colpo si trasmormava di nuovo nella ragazza più innamorata del mondo. Non è facile staccarsi da una persona che ami e che ti ama in modo malato, con la quale la passione arde ogni qualvolta ci stai insieme; non è facile sapere che puoi ricaderci in qualsiasi momento, basta che ci si incontra e se non si scappa in tempo torni nell’inferno. posso dirti che è stata la mia più grande passione, e siccome lei è per me il mio specchio ed io per lei il suo,ho creduto, ho sognato di farle superare la paura di amare. Paura che in passato ho avuto anch’io e che mi portava a distruggere le relazioni con donne che mi mostravano amore. la sensazione che ho ora e quella di chi sente sconfitto, di chi molla dopo avere tentato tanto, di chi crede che lasciandola al suo destino non abbia provato poi un cosi forte sentimento. ti chiedo un consiglio per aiutarmi a non ricaderci anche perchè oltre a soffrire io farei soffrire inutilmente anche lei. Grazie

  21. Buonasera Emma non voglio dilungarmi molto,io sono una persona che ha vissuto parecchio tempo della vita in un ambiente “particolare” legato alle regole BDSM ricoprendo una figura dominante.
    Ho avuto tutte storie d’amore fuori da questo mondo e ho sempre gestito con serenita’ e riflessione i miei rapporti.
    Da qualche anno ho deciso di avventurarmi in una storia con una donna un po problematica che ha seri problemi ad ammettere i suoi sbagli e come rimedio mi insulta malamente e prende le distanze, in qualche occasione arriva ad essere violenta apparente senza motivo pur di non ammettere un errore.
    All’inizio credevo che fosse la mia pazienda a guidarmi perdonandola e parlandogli con dolcezza ma ora vedo che lei tira sempre di piu’ la corda tentando di farmi soccombere. Ogni mio diritto passa in secondo piano e qualunque cosa faccia non è mai sufficente per lei.
    Non mi riconosco piu’ ho paura a lasciarla e per questo le concedo troppo devo considerarmi un uomo che ama troppo?
    Un saluto Luca e grazie

  22. Caro Luca, poni un quesito molto particolare e complesso, cui non posso rispondere nel ristretto spazio della bacheca di un blog… Posso infatti ipotizzare che la tua propensione a frequentare un certo ambiente non sia estranea al tuo problema di ora, ma dovrei saperne di più… Non ci sono però persone che amano troppo e altre che non lo fanno in assoluto: tutti noi possiamo invece, in particolari fasi della vita, cadere in relazini di questo genere. In generale si ama troppo quando si porta avanti una relazione che anziché dare feliciità e far crescere, crea dipendenza, disagio, involuzione, per un un lungo tempo. E’ il tuo caso? Sembra di sì ma solo tu puoi rispondere davvero… Buona fortuna e riscrivi presto, se vuoi, per dare notizie

  23. Grazie per la pronta risposta, in effetti quel mondo è fatto di regole precise, questo mi dava la possibilita’ di poter controllare tutto.
    Ad ogni mia azione corrispondeva una reazione da me conosciuta e questo mi dava sicurezza.
    Ora che ho abbandonato tutti i “privilegi” di quel mondo mi sono solo preoccupato di far star bene la persona che mi sta accanto con il risultato che invece di capire il mio sforzo mi ritrovo a dover sempre dimostrare con ogni mio gesto e con ogni mia azione.
    La sua risposta è sempre la stessa se non ti vado bene vattene che è disarmante una risposta che non da possibilita’ al dialogo.
    E’ strano quando credi di aver raggiunto una certa maturita’ nella vita ritrovarsi con molti dubbi e scoprirsi “deboli”

  24. Ciao Emma vorrei condividere con te e con i tuoi lettori la mia esperienza; non ho cercato alcun aiuto prima, allontandanandomi da tutti e da tutto e chiudendomi nel mio dolore e quasi mi sorprende il bisogno che ho oggi di parlarne.

    Ho amato, forse troppo, non so! Sono finito in una storia che mai avrei pensato di vivere! Una donna perfetta. Purtroppo sposata. Già ho sbagliato e me ne pento, non per questioni morali, ma solo perchè ho compreso di essere stato uno sciocco.

    Ho creduto ad ogni sua parola, pensando davvero di poter esser l’unico ad essere riamato da lei. Ho creduto alle sue bugie, pur immaginando che potesse mentire e non ho mai cercato la verità.

    I miei patimenti sono cominciati 5 6 mesi prima della fine della storia, perchè sentivo che da un giorno all’altro si sarebbe conclusa, ma non le ho mai fatto capire quanto stessi soffrendo.

    Quando è finita ho sofferto e vigliaccamente sarei tornato da lei in qualunque momento. Mi dicevo che la dignità non era nulla a confronto di quel grande sentimento.

    Per mia fortuna sono riuscito a contenere il naturale istinto che mi spingeva a cercarla. Tuttavia non miglioravo.

    Il mio percorso verso la guarigione dell’anima è cominciato un po’ alla volta. Ho iniziato con l’odiarla, maledicendola per quanto aveva fatto. Ogni giorno un pensiero cattivo mi ha aiutato ad allontanarmi dall’idea di riprendere il telefono e richiamarla.

    L’ho immaginata abbracciata con altri uomini ai quali diceva le stesse cose che aveva detto a me, odiandola ogni giorno di più. E’ stato un calvario, anche perchè per cultura e retaggio non sono abituato a pensare male di qualcun altro.

    Oggi sicuramente sto meglio e soprattutto adesso non la vorrei più rivedere, tanto meno risentire.

    Quello che mi ha colpito maggiormente è che ora non provo neanche risentimento nei suoi confronti; avrò sconfitto l’odio nutrendomi di odio?

    Comunque una controindicazione a quanto ho fatto c’è, non pensavo di farla franca e non pagare il conto. Quello che mi manca è ritrovare la fiducia nelle donne, ho paura di ricominciare per non dover nuovamente soffrire.

    Ma mi manca terribilmente il calore di un abbraccio, il sapore di un bacio, la gioia del sesso. Forse la mia è una forma di anoressia d’amore dettata dalla paura di ricominciare a star male.

    Mi auguro di riuscire a superare anche questa. Ma soprattutto vorrei trovare una risposta ad una domanda che mi pongo da un po’ di tempo: Perchè l’amore che è la cosa più bella che possa esistere ci porta spesso le sofferenze più atroci?
    Un saluto.

  25. Caro Valerio, non so rispondere alla tua domanda, ma voglio ringraziarti davvero tanto per la condivisione, che ho trovato molto interessante e toccante. Mi colpisce il fatto che tu sia riuscito in questa operazione quasi omeopatica di vincere l’odio con l’odio. E mi piacerebbe anche in qualche modo saperne di più… Sto scrivendo un e book sull’amare troppo, se me lo permetterai in seguito proverò a scriverti.
    Cosa ti succederà adesso? Se davvero non provi più rancore per lei – e se lo dici non ho motivo di non crederti – penso che riuscirai anche a ritrovare la fiducia, magari non subito per tutte le donne, ma cominciando da una donna in particolare… Non sono certo un’indovina e non ti conosco, ma leggendoti ho avuto l’impressione di una persona capace di dare a se stessa un’altra chance. Un abbraccio e buona fortuna!

  26. A dir la verità credo siano (siamo ,perchè secondo me chi prima chi dopo assaggiamo un pò tutti chi piu’ chi meno queste dipendenze) molti di piu’ gli uomini che soffrono in una relazione o addirittura nella seduzione,credo che è anche importante capitarci dentro,potrebbe essere la svolta della vita. L’importante sta capire che non è un atteggiamento da uomo questo.Francamente in tutti quei comportamenti nevrotici non ci trovo nulla che possa far pensare al verbo AMARE. Anzi di amore non c’è niente.

    🙂

  27. Grazie Daniel. Credo che capire come tante cose che vanno sotto il nome di Amore non lo siano affatto sia una svolta importante.

  28. Anche io mi ritengo uno che ama troppo…racconto la mia storia:

    sono stato fidanzato per 6 anni con una ragazza che ancora amo.
    Lei e’ una bravissima ragazza, lavora tanto e all’eta’ di 35 anni ha ancora voglia di studiare.
    Da circa 2 anni sta seguendo corsi per entrare in specializzazione che la dovrebbe tenere lontana per 10-15 gg al mese da casa e dal suo lavoro (libera professionista-medico)
    E’ da un po di anni che si parla di matrimonio…lei mi trova sempre scuse non per ultima quella della specializzazione che la porterebbe a stare troppo tempo lontana e che non la farebbe stare bene a pensare d’avere una famiglia.
    io non le ho fatto mai problemi ne per la specializzazione ne per il coesistere della stessa con il matrimonio…ma lei dice no!
    Altro problema sono i genitori che gli stanno sempre appiccicati e lei che e’ molto condizionata…tanto da non sentirsi libera di fare quello che vuole.
    Immagina che quando ci allontaniamo per un weekend, i genitori gli attaccano il muso, lei piange e vengono rovinati sempre quei giorni che ci concediamo di vacanza.
    addirittura nn sente l’esigenza d’avere rapporti!!!! e’ come se avesse fatto un voto o come se lo facesse come atto di pentimento per aver preso una decisione contraria a quello che pensano i genitori. A 35 anni mi sembra un po troppo.
    Piu’ volte gli ho chiesto di non farmi stare male e di lasciarmi solo…lei e’ sempre tornata dicendomi che mi ama.
    Io l’ho assecondata e aiutata sempre in tutto anche nel suo lavoro, lei mi ha sempre trascurato chiedendomi di non rinfacciarglielo. Si giustifica dicendo che per lei il lavoro, la specializzazione, i corsi, i convegni….sono cose a cui ci tiene molto e che non vuole sovrapporre alla nostra vita privata.
    Gli rispondo che se vuole puo’ far coesistere anche il nostro rapporto e la nostra vita a queste cose…lei mi risponde che non ce la fa.
    Ultimamente mi ha cheisto d’avere fiducia e d’aspettare la fine dei 3 anni della specializzazione…e li mi sono incazzato nero perche’ reputo che la richiesta non ha senso.
    non ci siamo sentiti per 1 mese mia scelta.
    ci siamo reincontrati e lei mi ha detto che non sa se prova qualcosa per me, che vuole andare a vivere sola per ritrovare se stessa e la tranquillita’ che gli manca e che sente un vuoto dentro di se. (Da premettere che sino a 30 gg prima diceva d’amarmi, cosa che nn mi diceva da 6 mesi!!!)
    io gli ho detto che sono d’accordo di lasciarla libera e sola e che mi volgio rifare un’altra vita.
    Lei accetta a condizione che non vado a letto con nessun altra ragazza!!!! Le ho detto ma che senso ha? Mi dice: non ce la farei a pensare che stai con un altra!!!!!
    inoltre mi chiede se mi puo’ chiamare ogni tanto????
    Le rispondo: ma se vuoi rimanere sola e non essere disturbata perche’ poi vuoi sentirmi?
    mi risponde: perche’ ne posso sentire il bisogno.
    Allora con molta tranquillita’ le rispondo che il mio numero lo deve dimenticare perche’ non ha senso neache quest’altra cosa.
    Prima di finire la serata mi dice che sono un ragazzo perfetto, buono, magnifico,…grazie di tutto…nel frattempo piangeva!!!!!!

    Cosa pensi di tuttocio’?
    Io ho promesso di non disturbarla piu’ cosi come lei mi ha chiesto, ma mi manca da morire.
    Vorrei sapere un consiglio per uscire da questo inferno

    grazie di tutto

  29. Ciao Emma, mi complimento per il lavoro che fa e per il modo in cui lo svolge.
    Anche io mi sono trovato nella situazione d’amare troppo.
    Ho fatto di tutto per la mia ragazza che chiedeva sempre più.
    Ad un certo punto ho deciso di fare cosi come faceva lei, sempre impegnata, che non aveva tempo per me…la cosa l’ho fatta con forza però, forse, è servita.
    Infatti l’ho invitata a non vederci e sentirci più. Lei è sparita. Successivamente ci siamo reincontrati dopo un mese e mi ha detto di avere un vuoto dentro di se e di non sentire nulla per me. L’impressione che ho avuto e che stesse dicendo una bugia però ho fatto finta di crederci per vedere la sua reazione.
    Da premettere che sino al mese prima mi ha chiesto sempre tempo e fiducia che però dopo 6 anni, di richieste simili, inizia a mancare.
    A me manca tanto e la penso sempre…lei invece dice che nn mi pensa quasi più. non credo che dopo 6 anni si possa cancellare una persona in un mese. L’unica rabbia che ho è l’essere stato preso in giro per tanto tempo. non ti nascondo che la vorrei chiamare…ma mi sono imposto di non farlo.
    Cosa mi consigli per pensarci meno?
    Ci tengo tantissimo ad avere un tuo parere.
    ti ringrazio tanto,
    luca

  30. Cari Gigi e Luca, grazie delle vostre storie… Però se avete girato un po’ per il blog avrete scoperto che io non amo dare pareri sulle storie, per me queste vicende non si possono definire in poche righe. Se vi dessi un consiglio su come agire, mancherei di rispetto alla complessità della vostra vita e delle vostre emozioni. L’unico consiglio che ripeto sempre è per me il più valido: non importa cosa facciate con le vostre compagne, l’importante è tornare a occuparvi di voi, ritrovare il vostro equilibrio, riprendere a occuparvi profondamente del vostro benessere e dei vostri ideali più alti. Lavorate su voi stessi, per stare bene… e la risposta verrà da sola. Vi abbraccio

  31. Incredibile…affronto da due anni dopo 14 di rapporto!) una crisi piuttosto seria con la mia ragazza. Siamo cresciuti insieme, lei 28 anni al terzo anno di specialità in medicina io 32 altra carriera ma in fase delicata anche la mia. Non credo il lavoro sia il punto. Il punto è che mi sono rivisto in pieno nel post di gigi ed ho trovato pazzesca la cosa. Ho avuto l’impressione che stesse parlando della mia ragazza e di quello che provo e tento di fare io. La mia difficoltà maggiore è riuscire a capire come lavorare su me stesso per smettere di soffrire di questa altalenante condizione affettiva che sto vivendo. Aspetto per questo anche il tuo ebook. Grazie per questo blog e per la tua umana professionalità cui ci permetti di accedere.

  32. Cari Tutti,
    mi sembra che in quanto a sintomatologia ci siamo e i diversi contributi avvalorano la tesi di un problema generale di amare troppo (per donne e uomini), ma la ricetta per amare tanto e non amare troppo mi sembra alquanto difficile specialmente in dinamiche in cui la razionalita’e’ quasi assente.
    Io mi ritrovo nella descrizione dell’aver amato tanto con qualche scavallamento nel troppo cosa che posso dire della mia (da poco)ex compagna.
    ora sono comunque solo a riflettere sul confine tanto/troppo
    A presto

  33. Ciao Emma,
    con qualche consapevolezza in piu’.
    Credo che quando ci innamoriamo di qualcuno sia per le cose belle che vediamo in quella persona e se ci sono dei problemi… beh nella fase delle rose e del vino, o non li vediamo o pensiamo di poterli sicuramente risolvere.
    Quindi penso che il fatto di amare troppo sia un po’ un problema del “senno del poi”. Siamo coinvolti in relazioni che potrebbero creare situazioni di amare troppo ma ce ne accorgiamo solo quando ci scoppiano tra le mani.
    Saluti

  34. Ciao, mi chiamo Stefania e, pur stando molto bene fino ad otto mesi fa’ ora sono rovinosamente in caduta verso il basso.
    Ho avuto molte difficoltà e mi sono sentita lasciata sola da tutte le persone vicine.
    Ero molto bella ed avevo successo mentre ora mi sento uno straccio e vorrei elemosinare amore ed attenzioni oltre che a trovarmi in difficoltà economiche e lavorative.
    Perchè pensi si possa arrivare a tanto, sono delle prove della vita o questi problemi rivelano mancanza di fiducia in se’ stessi e di autostima?
    Un’abbraccio

  35. Vorrei precisare che la mia sofferenza deriva dal fatto di aver notato negli altri la tendenza a parlare molto ed a non fare nulla, questo mi ha portato a chiudere delle relazioni e ad uscire da un gruppo spirituale in cui credevo.
    Non so se sono io ad aver sbagliato oppure penso di non meritare amore, affetto e vicinanza.
    Non credo come dice un’amico che dobbiamo cavarcela da soli nella vita… Ancora grazie!

  36. Cara Stefania, non posso parlare della tua storia che non conosco, ma…. Nuove amicizie potrebbero aiutarti: cerca di fare cose diverse dal solito, cose che ti piacciano molto e ti diano soddisfazione. E poi il lavoro spirituale è prezioso. Se senti che il tuo gruppo non è più affine a te, perché non ne cerchi un altro? No, nella vita non dobbiamo cavarcela da soli, ci sono tante persona splendide che possono aiutarci! Un abbraccio

  37. non so da dove inziare…ho 50 anni e dopo un fallimento di un matrimonio alle spalle e una successiva vita senza regole e freni 7 anni fa ho incontrato una donna.
    mi ha colpito perchè emanava un aria di richiesta di bisogno.
    in effetti era in delicate situazione economiche e soprattutto alla ricerca di un amore.
    i suoi atteggiamenti erano co-dipendenti questo ha fatto si che mi sentissi sicuro di poterla manipolare.
    la nostra storia è condita di convivenze e lunghi periodi di abbandono (da parte mia). dopo 5 mesi che non la sentivo sono tornato ma ho saputo nella maniera piu dolorosa che lei aveva una storia seppur non importante. ora sono sei mesi che tento in modo ossessionato di tornare con lei ma i ruoli si sono completamente capovolti.
    ho iniziato una esperienza in un gruppo spirituale dove ho visto la mia co dipendenza dovuta alla scarsa autostima e soprattutto il malessere generato dal fatto di non essere piu “necessario” all’ altro. lei nel frattempo ha lasciato la persona con la quale si frequentava e dice di amarmi ma di non essere pronta. sto accettando suoi comportamenti che non condivido abbassando ancor di piu la mia autostima.
    so che è un rapporto “malato” ma non riesco a vedere un altra donna senza pensare a lei.
    mi affido al Signore perchè faccia la scelta più giusta x la mia vita visto che io non ne ho la forza.
    grazie Mauro

  38. Caro Mauro, mi sembra che tu stia facendo un importantissimo percorso alla scoperta della tua capacità di amare davvero. Non mollare, continua a crescere, e alla fine la persona giusta sarà accanto a te, e tu sarari capace di non perderla e amarla davvero. Buon anno ( e buone 24h)

  39. Salve, sono Andrea ed ho 24 anni, mi sento un fallito, se ammettessi che la colpa del fatto che mi ha lasciato fosse solo mia non saprei come andare avanti, probailmente anche lei ama “troppo”, o almeno lo ha fatto. Mi ha lasciato da poco, sei mesi, ma ogni tanto continua a ricercarmi, non si è comportata molto bene con me. Io credo di appartenere alla categoria del “salvatore”, di 4 storie che ho avuto, 3 sono state con ragazze piene di problemi in famiglia, me ne sento attratto, riconosco subito se una persona ha delle difficoltà. Sto vivendo nell’incertezza, ieri le ho detto di non contattarmi più, non so se ho fatto bene, e se avessi perso una persona splendida? Io sono emotivo, e spesso mi sento inerme..sono incapace di crearmi una vita mia, sto andando da uno psicoterapeuta da 3 mesi ed ero riuscito a stare meglio, purtroppo da quando mi ha ricontattato questa ragazza, sono ricaduto..per questo l’ho allontanata. Spesso mi sento incapace di imparare. Emma, avrebbe qualche consiglio da darmi?

  40. Caro Andrea, come forse avrai letto in altri commenti cerco di non dare consigli, non voglio intervenire su situazioni che non conosco. Però per te ne ho uno che ritengo valido: se puoi, affianca alla psicoterapia un gruppo di sostegno (ce ne sono tanti gratuiti o che costano poco, leggi la pagina “Aiuto psicologico gratuito”).
    Il gruppo fa letteralmente miracoli per emotivi e persone in preda a dubbi e insicurezze… Ti abbraccio augurandoti un avvenire sentimentale radioso, lo meriti!

  41. Ciao,

    ho scoperto questo post per caso ma ed ho deciso di intervenire.
    La mia vita e’ fatta di dipendenza ma non solo di amore e rientro nel caso in cui ha visto la madre sofferente. stavo per sposarmi ed andare dall’altra parte del mondo ma non c’e’ l’ho fatta la paura ha preso il soppravento lei mi ha lasciato. Ma la mia vita e’ fatta di abbandoni di amare troppo di cercare un legame per poter muovermi. Sono stato a terapia ma la psicologa, bravissima per carita’, mi ha chiesto un percorso che economicamente non posso sotenere anche perche’ la scelta era stata presa e ora sono pure disoccupato.
    Ho bisogno di cambiare marci e riuscire a rinunciare alle dipendenze e vivere libero.

  42. Gentiele signora,
    mi rivolgo a lei perché sono un’uomo di 35 anni da due anni sposato con Alba, una bella donna di 25 anni, lei é come se avesse il miele sul corpo, se usciamo vedo che moltissimi uomini la guardano con uno sguardo di desiderio. Il mio mestiere non mi dá la possibiltá di essere ogni sera a casa come tutti gli altri, sono autista sul tir, percui arrivo a casa il sabato verso sera e riparto il lunedi mattina presto. É da un pezzo che mi sono accorto che mia moglie ha sesso con altri uomini, io l’amo moltissimo e non penso di lasciarla, ma al pensiero che lei va con altri uomini mi tormenta.
    La prego di darmi un consiglio in merito.

  43. Caro Michele, non posso certo darle un consiglio dalla bacheca di un blog, senza conoscerla, su una situazione così delicata e difficile! Lo farei volentieri per aiutarla, ma rischierei di scrivere delle sciocchezze o, peggio, di influenzarla non positivamente. In generale direi che la cosa migliore sarebbe parlarne con sua moglie e capire cosa le manca davvero: in una coppia che funziona bene, il fatto di vedersi poco – ma conunque tutte le settimane – non è necessariamente causa di tradimento… Mi dispiace non poterla aiutare di più, ma senza conoscerla non sarebbe serio! Un caro saluto

  44. Ciao Emma, ho letto con molto interesse l’articolo. Io sono decisamente un uomo che ama troppo e purtroppo ho distrutto la mia precedente relazione proprio per questo. Non solo, la mia ossessione sta andando avanti da circa 4 mesi, sono riuscito ultimamente soltanto una settimana a impormi di non contattarla, ma ho fatto l’errore di parlare di lei con altre persone, il che ha portato a equivoci spiacevoli. Nel frattempo però, in momenti di lucidità, ho realizzato che vivevo una ossessione e ho pensato che posso trovare serenità andando a vivere da solo, dato che tutt’ora vivo con mia madre. Ora credo che sto imboccando la strada giusta dandomi questo obiettivo. In realtà non voglio solo liberarmi dalla ossessione della relazione finita, voglio bensì imparare a non svilupparne di nuove. Penso che acquistando una autonomia di vita la guadagnerò anche a livello affettivo, cosicché qualsiasi relazione futura non sarà ossessiva. Ho un po’ di rammarico per quanto riguarda il fatto che questo disturbo mi impedisce di avere un rapporto sereno con la mia precedente compagna, che comunque stimo e stima me. Ma comunque il mio obiettivo principale non è questo, ossia ripristinare un rapporto, ma seriamente rendermi autonomo e immune a nuove ossessioni. Mi piacerebbe sapere la tua opinione e esprimo sollievo nel sapere che c’è chi si occupa di queste tematiche, difatti si crede che questo sia un problema prettamente femminile. Io ne sono affetto, non va bene che mi vengono le ossessioni, però non rinnego il mio bisogno di amare, credo sia uno dei miei più grandi talenti.

  45. Ciao Fabrizio, mi congratulo con te per la tua decisione di renderti autonomo e lavorare su te stesso! La strada è senz’altro quella. Più sarai soddisfatto di te stesso e della tua vita, più facile sarà imparare ad amare in modo equilibrato. Credimi, non sono pochi gli uomini che “amano troppo”! Ed è anche molto bella la tua ultima frase… Se ti fa piacere, riscrivimi tra qualche tempo, quando sarai andato a vivere da solo, per raccontarmi come va. Intanto un caro saluto

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