Amare un uomo più giovane. Parte I

Immagine del film Chéri di Stephen Frears

Michelle Pfeiffer e Rupert Friend in una scena del film "Chéri" di Stephen Frears

Un tema d’attualità: nelle sale arriva “Chéri” di Stephen Frears, tratto dal romanzo di Colette, interpretato da Michelle Pfeiffer e Rupert Friend. Ma basta guardarsi intorno per vedere che sempre più spesso nascono coppie in cui lui è più giovane

“Tu non hai letto il mio primo libro, ‘Una donna’. V’ha, al principio, il racconto della mia educazione infantile, del mio dressage mentale. Segue poi l’intera narrazione di quello che io chiamo una preistoria, fino al giorno in cui lasciai marito e figlio e cominciai a vivere come Sibilla. Nello stesso giorno – te l’ho mai detto? – tu, Luciano, nascevi. S’io inventassi una simile coincidenza per un romanzo, chi ci crederebbe? Avevo all’incirca gli anni che hai tu oggi” .

Con queste parole la “scandalosa” Sibilla Aleramo si rivolge al suo amore ragazzo, pronta a vivere un amore insolito, trasgressivo, peccaminoso per quell’epoca. Perché lui è più giovane. Potrebbe essere suo figlio. E questo è considerato inaccettabile.

Oggi le cose sono cambiate. Il terribile tabù culturale e psicologico che vietava l’unione di una donna con un partner più giovane – mentre nessuna obiezione è mai stata sollevata per gli incontri, magari altrettanto squilibrati anagraficamente, in cui è l’uomo a essere più anziano – si è molto affievolito, senza d’altra parte scomparire del tutto. Ma oggi si può amare un giovane. E infatti accade spesso che le donne decidano di vivere questa avventura, e fanno bene.

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Segnali di seduzione

Lui e lei. Si incontrano, si guardano, si piacciono. Scatta la scintilla, e molte volte non ha bisogno di parole

Spesso, quando si arriva al momento delle presentazioni, un uomo e una donna che si piacciono si sono già comunicati, in qualche modo, che qualcosa c’è: un’attrazione, una curiosità, una corrente di energia erotica. E anche durante le prime fasi del corteggiamento, non è il linguaggio verbale a fare da padrone, ma quello, sottile e inequivocabile, del corpo.

E’ come un codice, composto da una serie di segni, i “segnali sessuali”: atteggiamenti, movimenti, posture, sguardi, e così via.
L’insieme di questi gesti dà origine a una sorta di danza seduttiva: ci rende più visibili e attraenti, comunica la nostra disponibilità e un attimo dopo, maliziosamente, la mette in forse, sino a risvegliare l’interesse dell’altra persona, la sua risposta. E a questo punto molte cose possono accadere…

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