L’alcolismo non è un problema solo per chi beve: tutta la famiglia è colpita da questa terribile dipendenza
Se sei la moglie o la compagna di un alcol-dipendente, avrai probabilmente vissuto per lunghi anni in uno stato di continua incertezza (l’alcolista attivo è una persona dall’umore imprevedibile), di ansia (quando e quanto berrà?), di vergogna e di solitudine (forse ti sarai isolata per nascondere agli altri la verità, e per il timore di brutte figure provocate dalla sua ubriachezza).
Probabilmente sarai molto arrabbiata: dov’è finito l’uomo che hai scelto e sposato? Un marito non dovrebbe proteggerti e sostenerti? E poi ci sono tutti i problemi pratici ed economici…
Molto spesso le compagne (e le altre persone della famiglia) dell’alcolista finiscono per essere ossessionate dalla malattia proprio come lo è lui: solo che tu pensi costantemente a come farlo smettere, e lui cerca la maniera per continuare!
E in questa ossessione magari trascuri te stessa, i tuoi figli, il tuo lavoro, le tue responsabilità. Inoltre, spesso paradossalmente i tuoi sforzi hanno l’effetto opposto a quello che vorresti.
Per esempio molte donne, spaventate dalle conseguenze del suo bere, fanno di tutto per proteggere il marito: fanno il suo lavoro, pagano i suoi conti, lo tolgono dai pasticci, coprono le sue bugie…
Senza accorgersene, fanno sì che possa continuare a bere, perché in qualche modo lo confermano nella convinzione che le conseguenze, poi, non siano così pesanti, e gli impediscono di toccare il fondo, esperienza che forse può motivarlo a cercare aiuto.
Altre volte l’emozione predominante è la rabbia: non ti senti amata, pensi che beva di proposito, che non si impegni abbastanza. Allora litighi con lui, lo insulti, lo mortifichi, lo punisci.
In questo modo, di nuovo, lo aiuti a bere; lui può dirsi che ricorre alla bottiglia perché l’atmosfera in casa è irrespirabile, che nessuno lo può capire e amare. Oppure il senso di colpa e vergogna può essere così pesante da spingerlo ancora di più verso l’alcol.
La stragrande maggioranza delle donne si dibatte nella disperazione, sinché non apprende che l’alcolismo non è un vizio, ma una malattia (intesa a livello fisico, mentale, emotivo, spirituale).
L’alcolista non può contrastarla con la sola forza di volontà: l’unica cosa che può fare è chiedere aiuto (per esempio ad AA), e lo farà solo quando sarà pronto.
Cosa puoi fare, allora, se sei una di queste mogli?
Non cercare di controllare il suo bere.
Non nascondergli o vuotargli le bottiglie
Non pregarlo, non arrabbiarti, non estorcergli promesse, non blandirlo
Non aiutarlo a mascherare le conseguenze del suo comportamento.
L’unica cosa che puoi davvero fare è dirgli che vorresti che cercasse aiuto, e che per iniziare tu cercherai aiuto per te stessa.
E fallo: i gruppi di Al-anon, pensati per i familiari degli alcolisti, ti aspettano. Lì imparerai molte cose su questa dipendenza, su come conviverci senza lasciare che devasti la tua vita e quella dei tuoi figli, sull’atteggiamento che è meglio tenere con lui, su come lavorare su te stessa lasciando andare un controllo malato e controproducente.
Molto spesso gli uomini si decidono ad andare ad AA dopo aver visto le proprie compagne recuperare la serenità.
Puoi “portargli il messaggio”, al meglio, in modo indiretto, diventando più fiduciosa, forte e felice tu stessa.
Leggi il prossimo post:
La co-dipendenza: i gruppi di sostegno per i familiari
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grazie!finalmente ho trovato chi ha scritto tutto sul mio enorme problema.sono una moglie di alcolista e sicuramente sto trovando le risposte al mio problema.
Sono felice se ti sono stata utile riportando quanto ho imparato su fonti d’aiuto preziose come AA e Alanon. Dai notizie… In boccca al lupo e un abbraccio veramente grande
Ciao! Interessante la tua pagina, purtroppo però la mia è diventata una situazione insostenibile. Sono moglie di un alcolista ed ho due bambine. Da tre giorni l’ho buttato fuori di casa, non mi sento fiera… ma io una vita non la voglio così. Ho fatto di tutto, come hai riportato tu nella tua pagina, salvo che andare in un gruppo di al-anon! Forse dovrei andare non è troppo tardi! Però caspita son esaurita e devo pensare alle bambine e a me stessa! Io gli voglio bene, lo amo, e so ciò che voglio… ma anche ciò che non voglio!
Grazie
Cara Sole, Grazie per la condivisione. E complimenti per il tuo coraggio! Io spero che tu ce la faccia anche ad andare a qualche gruppo di al-anon, per elaborare meglio il tuo percorso, renderlo più solido, sfuggire ai momenti di debolezza, ma soprattutto per essere sostenuta e aiutata, e per capire l’esprienza di chi ci è già passata! Inoltre con l’esperienza di altre mamme potrai aiutare meglio le tue figlie. E chissà che il tuo esempio non invogli lui a cercare aiuto… Anche se non devi farlo per questo. Un abbraccio veramente grande
Ciao, anche mio marito ha lo stesso problema con l’alcol.
Ho provato perfino a invaghirmi di un’altro per coprire questo problema, e mi sembra che anche lui abbia fatto lo stesso, ma poi e’ emerso a galla con tutta la violenza il suo mal di vivere.
Che non e’ causato da me, come vuole farmi credere ma dal’alcol.
Il suo unico e vero probblema.
Ora l’ho mandato via dopo che qualche domenica fa mi ha detto delle cose irripetibili. Ho un bimbo meraviglioso al quale voglio regalare una vita migliore e tagliare tutti i rami secchi che non volgiono essere annaffiati e curati.Mi dispiace tanto, le ho provate tutte ma non e’ servito a niemte.Ora voglio ricominciare da me. A settembre andro’ in un club di alcolisti perche’ l’alcol avvelena chi lo consuma e anche chi indirettamente le sta vicino.Complimenti per il tuo blog!
Ciao.
Ciao Francesca, complimenti per il tuo coraggio e la luce che intravedo nelle tue parole. MI raccomando, a settembre cerca un gruppo, perché il sostegno è importante e ti aiuterà molto a costruire la vita meravogliosa che meriti. Un abbraccio
Ciao! Mi ero dimenticata d’aver postato con il nick Sole su queste pagine… sono Maria (terapia di coppia).
Ringrazio Fra per la sua testimonianza. Mi chiedo, le chiedo come fa a gestire il rapporto padre e figlio? Come sono le sue modalità. Io ho problemi in tal senso. Mi è stato suggerito un modo ma lui è stato capace a raggirarmi (in realtà a raggire se stesso…). Le bugie han le gambe corte…
Grazie mille.
Ci vado di sicuro, il mio sogno (che non si realizzera’mai) e’ che ci vada anche lui.Un saluto grosso.
ho bisogno di non sentirmi più in colpa verso di lui (alcolista)comemi fa sentire,ho bisogno di dare serenità ai miei figli e sono tanto stanca..le ho provate tutte..adesso ho bisogno soltanto di respirare un pò di pace per me e per i miei figli,ma lui non me lo rende possibile creandomi problemi anche economici..aiutatemi a capire cosa fare per tornare a vivere..grazie
Cara Chiara, ti senti esausta ma non sono certo in grado di aiutarti dalla bacheca di un blog, anche se vorrei. Frequenti un gruppo di sostegno per partner di alcolisti? In genere questo è proprio il tipo di aiuto che trovi nei gruppi. Ti abbraccio forte e ti auguro ogni bene.
grazie per la risposta..volevo dirti che non frequento un gruppo d’aiuto non so a chi rivolgermi…grazie lo stesso un abbraccio chiara
Leggi sul blog gli articoli sulla co-dipendenza, ci sono i riferimenti di Al-anon, chiamali e chiedi dov’è il gruppo più vicino… Fallo, ho parlato con tante donne che mi hanno detto che l’incontro con il gruppo ha segnato uan svolta decisiva. Ti abbraccio
ciao,sono moglie di un alcolista,insieme abbiamo avuto 2 figli,ora ormai grandi,camilla 18 ,daniele 15,viviamo un incubo,ogni cosa che capita anche solo una stupidata è colpa nostra,non si puo` piu`parlare di niente che è subito un pretesto per litigare.Lo so che prima cosa dovrei farmi aiutare io,so tutto,ma purtroppo non ho ancora trovato il coraggio per farlo.Lui è semre peggio,e io e i miei figli da lui non abbiamo piu`pace ne serenità.Permetto che ho 43 anni e mio marito anche,ed è esattamente 15 anni che ha iniziato con questa dipendenza,purtroppo con questa brutta malattia.
Concetta. sai tutto… E allora agisci, mi raccomando! Gruppo di Al- anon per te Alateen per i tuoi figli. Non fatevi travolgere da questa malattia! Il semplice gesto di iniziare (almeno tu) può davvero alla lunga salvare la serenità di tutti i tuoi cari. Riscrivimi presto, un abbraccio
Ciao a tutti.vi prego aiutatemi a trovare un aiuto altrimenti solo la morte mi salvera. vivo con un alcolista con un bambino disabile che amo piu della mia vita.problema e che io non ho un lavoro e devo subire tutto per non finire per strada con mio figlio.
Cara Debora, leggi ciò che ho scritto a Concetta e chiama subito il numero 800087897, per chiedere dov’è il gruppo Al.-anon piùù vicino a te. Vacci, troverai l’aiuto di cui hai bisogno ( e gratis).
E poi allerta i servizi sociali.
Fammi sapere, ma prima telefona
Prova anche a guardare questo sito sui servizi sociali http://www.servizisocialionline.it/
L’ho visto ora, mi sembra buono. Ma PRIMA telefona al numero verde di Al Anon
ciao, ho un marito alcolista col quale vivo ormai da ben 28 anni e due figli ormai grandicelli che hanno subito tutto il negativo di questa situazione, e ovviamente ne stanno facendo le spese sulla loro pelle. ho iniziato a frequentare l’al-anon ma non so per quanto riuscirò ancora tra famiglia, lavoro e situazione psicologica mia.
vorrei separarmi ma non ho la forza di fare questo passo che forse sarebbe l’unica cosa buona da fare.
grazie e scusate lo sfogo
Cara Luciana, che dirti? Pubblico il tuo sfogo, forse qualcuna potrà risponderti. Ma tieni duro con il gruppo, da sola sei molto più fragile! Un abbraccio grande davvero, ti auguro ogni bene
Ciao Emma,
sono sposato da 6 anni con una donna alcolista.
Abbiamo 2 magnifici figli, uno di 3 anni e uno di un anno e mezzo.
Il nostro rapporto si e’ andato deteriorando con l’evolversi della malattia.
Diciamo che siamo alla fase 2 in cui mia moglie inizia a fare difficoltà a nascondere la malattia,
ma comunque pochi sospettano.
Ha 33 anni e alcune amiche hanno iniziato a farsi delle domande, alcuni miei amici l’hanno vista tornare a casa ubriaca ed aggressiva.
Ora io ho deciso di metterla di fronte al fatto, sono andato da un avvocato ad informarmi sui miei diritti e le ho comunicato per email, parlare non e’ mai servito a nulla, che poichè è ormai evidente che si stia autodistruggendo io voglio sapere in maniera secca e chiara se ha intenzione di curarsi o meno altrimenti sono pronto al divorzio.
Lei ha ovviamente sentito puzza di avvocato e dopo una prima reazione in cui mi ha promesso di farmi la guerra fino alla morte ora mi dice che questa mio out out l’ha finalmente fatta decidere di separarsi da me e per salvaguardare la tranquillità dei bambini mi propone un periodo di tregua prima di sbattermi fuori di casa.
E’ evidente per me che voglia ripulirsi prima di farmi la guerra, ha infatti smesso di bere (chissà per quanto però?) e sta prendendo tempo per imbastire un romanzo su di me dicendo che sono matto, magari bipolare, etc…
E’ molto intelligente e determinata, e’ di padre inglese e madre brasiliana, non ha quindi il concetto del compromesso e delle mezze misure.
Dimenticavo, i miei genitori hanno abboccato e stanno praticamente sua parte.
Per capire, mio padre non mi ha mai abbracciato o detto bravo in vita sua, mia madre massimo 2/3 volte. Ho 41 anni hanno passato la vita a boicottare la mia esistenza in modo inconscio.
Cosa mi consiglia di fare?
Dell’affido congiunto non mi fido, perchè di una persona malata non mi fido, figuriamoci cosa potrebbe succedere in casa se me ne vado.
Tuttavia l’affido di entrambe i figli a me, mi sembra veramente difficile da ottenere allo stato attuale delle cose. Dovrebbe nel frattempo succedere qualcosa di grave e io dovrei iniziare a raccogliere prove e testimoni.
E’ una situazione che sembra senza via d’uscita.
Sia chiaro le mie priorità sono i bimbi prima di tutto e poi la mia felicità, che ho perso da tempo ormai.
Grazie infinite
Attendo un gentile riscontro
Ciao Guido, grazie della tua testimonianza. Ti consiglio senz’altro di andare a un gruppo di Alanon, i gruppi per i familairi degli alcolisti. Lì troverai persone che sono già passate in situazioni come la tua e possono darti preziosissimi consigli anche tecnici e legali. Inoltre ti aiuteranno a prenderti cura anche di te, e dei tuoi sentimenti. L’alcolismo è una malattia molto subdola… In questi casi, a guidare le azioni non è il carattere dell’altra persona ma l’alcol (per cui è ancora più imporntante sapere come comportarsi)! Gli indirizzi li trovi nei vari articoli sulla co-dipendenza sul blog. Mi raccomando, non tralasciare questa importante fonte d’aiuto e riscrivimi dopo un periodo nei gruppi, se vuoi. In bocca la lupo!
sono la compagna di un bevitore. da sei giorni ha smesso di bere, ma ieri ha ripreso dopo una delusione causata da me. mi sento in colpa. cosa ne pensa
ho tanto bisognio d aiutoooooooo ma tanto nessuno mi puo aiutareeeeee
Care Barbara e Maria, rivolgetevi ai gruppi di Alanon. Trovate indirizzi e riferimetni in questo articolo http://www.vitafelice.it/la-co-dipendenza.html .
Da sole è molto difficile, ma questi gruppi hanno salvato tante vite, tante famiglie. Date a voi stesse questa chance, quella di smettere di soffrire!| Vi abbraccio
P.S. In particolare per Barbara: non sei tu la causa del suo bere, il suo bere è dovuto all’alcolismo… Nei gruppi lo capirai e imparerai a non cadere più in queste dinamiche
ciao!
sono fidanzata da molti anni con un uomo del nord europa.
da 6 anni ha iniziato a bere. Di base beve 2 volte a settimana, beve 2-3 litri di vino qualche volta anche birra. Inizia a bere a pranzo e continua fino a sera.
Due volte ha promesso di smettere ma fa promesse quando è brillo.
Piu volte abbiamo litigato quando era ubriaco e voleva andarsene ma io l ho fermato perche non me la sentivo di lasciarlo andare in quello stato.
ormai quando so di avere i giorni di riposo con lui non sono felice ma sono in ansia e cosi quando torno a casa dal lavoro. Lui lo sa ma continua a bere.
Non so se si tratta di alcolismo oppure di bevute “occasionali”
Non vedo soluzioni se non quella di lasciarlo ma mi frena la paura che lui possa suicidarsi, è una paura grande che ho.
Di andare agli alcolisti anonimi dubito fortemente che vada….
Sto buttando la mia vita nel cestino, è una vita di mer….
Cara, non si tratta tanto e subito di convincere lui, quando di andare tu a un gruppo di familiari di alcolisti, dove troverai aiuto, sostegno, risposte a tutte le tue domande e molto altro, comprese istruzioni su come comportarti con lui. Non so se lo stato di lui si possa definire già alcolismo ma certo mi sembra avviato su quella strada. L’unico modo in cui puoi aiutare lui e soprattutto te stessa è andare tu ai gruppi dei familiari. Trovi le info in questo articolo http://www.vitafelice.it/la-co-dipendenza.html . Non trovare giustificazioni per non andare, so che può essere un passo che spaventa, ma ho parlarto con troppe persone molto felici dopo una vita come quella che descrivi tu per non spingerti con forza almeno a provare qualche riunione. Ti abbraccio
Ciao, frequento da 8 mesi un’alcolista che porta avanti il suo percorso autodistruttivo da ormai 13 anni e pur essendo profondamente innamorata sto veramente male.
all’inizio tutto era meraviglioso, sembravamo in perfetta sintonia e lui non beveva come ora, poi sfortunati avvenimenti lo hanno portato a recuperare le sue cattive abitudini e io non ce la faccio più a sentirmi scavalcata da una bottiglia. non voglio lasciarlo ma nemmeno continuare così. magari è un discorso da egoisti, ma vorrei essere io il suo sostegno. proverò ad andare a un gruppo al-anon anche se la speranza comincia a vacillare. grazie per “l’ascolto”.
SOn sposata da 23 anni con un alcolista.
Faccio fatica a usare quella parola perchè ogni volta che lui torna “normale” vengo presa dai sensi di colpa (alimentati dalle sue parole) e mi chiedo se non sia io che esagero, se non sia io che lo spingo ad arrabbiarsi, se non sia io che lo spingo a bere.
Purtroppo di andare dagli alcolisti anonimi non se ne parla anche perchè lui sostiene di non aver alcun problema mentre io non ho la libertà di disporre del mio tempo libero come meglio crede in quanto lui con la sua gelosia ossessiva e possessiva non mi permette di uscire libermente. Anche solo andare al supermercato, se lui “non è di luna buona” non è facile. Alla sera ho sempre il timore dello stato in cui tornerà, ogni volta mi chiedo se sarà “normale” o “alterato”, se mangerà tranquillamente o se getterà tutti ai cani dicendo che il cibo è una mer@a.
Ora ho preso appuntamento con una psichiatra (per me, perchè voglio “capire”) mz non sarà facile trovare il modo per uscire di casa (intanto dovrò uscire per andare a pagare il ticket ed in seguito per andare all’appuntamento), dovrò chiedere aiuto (e quindi rendere “complice”) uno dei miei figli. Glielo ho detto che ho intenzione di rivolgermi ad un professionista ma lui mi ha risposto che se oso portare uno psichiatra in casa lui prenderà la mia testa e quella del medico e le sbatterà una contro l’altra…
Purtroppo questo problema non è solo suo. Nella sua famiglia di origine ci sono almeno due casi identici!
Confermo in pieno quanto scritto nell’articolo: la moglie dell’alcolista lavora al posto suo, nasconde agli altri il problema “per vergogna”, cerca di trovare ogni tipo di scusante per il marito affinchè di fronte agli altri appaia “normale”.
Quel che non riesco a capire è il meccanismo che spinge la maggior parte degli alcolisti ad avere atteggiamenti da “fuori di testa” essenzialmente tra le mura domestiche mentre con i “loro” amici sono persone assolutamente “normali”.
Cara Donna, stai vivendo una situazione molto pesante e hai molto bisogno di aiuto per uscirne, non è pensabile che tu e i tuoi figli continuiate così! Non so quanti anni abbiano loro, ma non possono crescere sereni in un clima del genere. Il posto dove dovresti andare tu (la psichiatra va benissimo ma non basta) è Alanon, e magari i tuoi figli da Alateen. Lì troverete gruppi di persone che hanno vissuto situazioni come le vostre e hanno trovato la strada per uscirne. Ma non solo: troverete comprensione, sostegno, affetto, calore… Se leggi attentamente tutti gli articoli sulla co-dipendenza del blog troverai i recapiti (se hai difficoltà riscrivimi, anche privatamente). Mi dici che non puoi uscire liberamente… La situazione è molto grave. Al limite, allerta i servizi sociali… Comunque è Alanon il posto giusto dove possono consigliarti. Prova intanto a chiedere aiuto per telefono (numero verde 800 087 897 ), quando lui non c’è: ti consiglieranno loro come fare. Ti abbraccio forte, dai notizie.
Grazie a te Alice, scusami per il ritardo ma ero in vacanza…. Un abbraccio, spero che tu nel frattempo abbia contattato alanon!
sono una donna ,di 48 anni due ragazzi di 23 e 18 e un marito alcolista .anche lui beveva alle feste e in tutte le occasioni di uscita e lo reggeva anche bene . poi i problemi sono diventati sempre la scusa per farlo di piu o la scusa ero io che non riuscivo a capirlo o qualsiasi cosa capitasse lui beveva e beve . ormai non lo regge neanche piu non sta neanche in piedi,e quando non e ubriaco del tutto diventa agressivo non alza le mani ma diventa un incubo, sono stanca non e piu vivere aspettare in ansia come sara al suo ritorno.non riesco a lasciarlo perche ho paura di come finira se é da solo mi dispiace per i miei figli e sempre suo padre . io capisco che puo essere una mallatia ma che lo ametta e si faccia curare.adesso gli ho detto che mi considero libera da lui e che ci separiamo in casa ma e difficili lo stesso perche non risolve i problemi e per lui e uguale.lo so perche tante dicono lo vorrei morto non é cattiveria ma cosi sarebbe la fine della nostra pena,e loro starebbero bene
Ciao Emma, io sono proprio disperata, come dice il nick.
Ho 33 anni, da tre anni frequento un coetaneo, che ha conosciuto questa brutta bestia molti anni fa.
Gli voglio bene, altrimenti non ci starei ancora insieme, ma le ho provate tutte, tutto e il contrario di tutto. Ma niente.
Ho tentanto a più riprese di consigliargli di entrare in qualche gruppo, ma la sua risposta è: “io non ne ho bisogno”.
Dunque che fare più? dove posso sbattere la testa ancora?
Ogni giorno vivo nell’ansia che ritorni a casa ubriaco, e ciò sta diventando per me una vera e propria violenza psicologica.
Perciò ora, sto affrontando l’eventuale decisione di mollare. Anche se, dentro di me, l’amore è talmente grande che sicuramente ne soffrirò terribilmente.
Ma ho a che fare con una persona che, oltre ad avere seri problemi, è molto orgogliosa, e non accetta aiuto da parte di nessuno.
Io non ce la faccio più.
Disperata, ma TU sei andata ad Alanon? Chiedi per telefono (numero verde 800 087 897 ) dov’è il gruppo più vicino a casa tua. E vacci! Lì troverai tante compagne di alcolisti. E le risposte che cerchi. Ti abbraccio!
Cioa a tutte
io sono mamma di una bimba di 5 anni e mezzo.
Con l’aiuto di nessuno ma solo della mia forza di vivere, 2 anni fa ho lasciato il mio convivente, nonche padre di mia figlia e questo per il bene mio e di mia figlia.
Mi sono detta.. voglio dare una vita d’infermo alla bimba? Io voglio vivere da schifo? Mica sono io che gli riempo il bicchiere, se è cio che vuole, lo facesse da solo.
Cosi la mia decisione di prendere una casa in affitto e la bimba sta un po cn me ed un po cn lui, ancora nn siamo andati da nessun giudice,ma il prox passo sarà quello dato che per quanto abitiamo vicini,nn riesco ancora ad essere tranquilla, quindi via pronta a rifarmi una vita a 600 km da lui e mia figlia pure nn vede l’ora.
Lui quando è sobrio se la venisse a vedere quando vuole, ma quando non lo è, la bimba è giusto che non ricordi episodi terribili, che gia in minima parte sta vivendo.
proprio ieri è stato portato da nn so chi al pronto soccorso perche in condizioni disumane e si è rifiutato di vedermi.
Ragazze , voi volete vivere da schifo per delle colpe che vi vengono addossate e nn avete? Volete far vivere ai figli vite da incubo, vergognandosi dei padri alcolisti? Crescendo è giusto che non possono portare a casa delle amiche perchè non sanno quel giorno il padre in che condizione sia ? Che futuro e che carattere avranno crescendo?
Io alla mia mi son ripromessa di darle serenità e felicità in primis, non sono io a riempire il bicchiere del padre.. quindi ne pagasse le conseguenze da solo!!!
Sarò cattiva? ma la vita è una sola ed io voglio vivere ed è giusto che pure mia figlia viva… e non sopravviva.
Ciao. Mi chiamo Vladimiro e volevo complimentarmi con te per questo importantissimo e bellissimo blog. Sono un alcolista sobrio, ho 34 anni e frequento da alcuni anni Alcolisti Anonimi. Mi ha molto e positivamente colpito il fatto che oltre ad ascoltare le persone che qui ti scrivono e a dare loro dei suggerimenti, le indirizzi verso i gruppi Alanon (e AA), che ritengo, e riteniamo, essere un validissimo supporto per tutti coloro che vivono o hanno vissuto a contatto con un alcolista. Perdonami se ti do del tu anche se non ti conosco di persona, ma tra le persone che frequentano “questi ambienti” meravigliosi, siamo abituati così..
Grazie davvero per il tuo impegno, queste persone meritano davvero una vita nuova. Un alcolista rinato.
Grazie per i complimenti che fanno sempre molto piacere! Conosco bene il metodo dei 12 passi e sono stata invitata come giornalista al vostro convegno a Rimini, a settembre, qualche anno fa… Un’esperienza meravigliosa! E quanto è stata toccante la cerimonia della “conta”! Grazie a voi per l’impegno che mettete ogni giorno nel recupero da questa dipendenza…
Eh sì, la “conta” lascia il segno, c’è niente da fare..
Il raduno annuale di Rimini è un’esperienza che nessuno, tra quelli in recupero, doverebbe privarsi di viverla una volta almeno nella vita; e poi sono convinto che esperienze come quella vadano bene proprio per tutte le persone, dipendenti e non, poiché è la potenza dell’unità tra esseri umani e dello spirito a manifestarsi in quelle occasioni. L’alcool è un nemico davvero forte, troppo forte per una persona sola, lo dico per esperienza, ma l’unità e la condivisione con altri esseri umani, soprattutto se con lo stesso problema, riesce a scardinare la forza della mafia alcolica e ad aprire spiragli di luce che possono diventare cieli luminosi e duraturi, sempre che si sia disposti a chiedere aiuto e ad aprirsi alla guarigione. Grazie per interessarti a questo problema e che “un Potere Superiore” sia sempre con te nella tua vita.
Ciao!
Ciao Emma, avevo lasciato un post verso fine ottobre.
Purtroppo, dopo qualche giorno, il mio compagno è tornato a casa in condizioni allucinanti.
Mi ha fatto paura.
L’ho lasciato.
Inizialmente l’ho sentita come una sconfitta personale, per non essere riuscita ad aiutarlo.
Ci sono stata accanto tre anni. Forse sono pochi per qualcuno, ma per me, per l’intensità in cui li ho vissuti, è come se fossero stati molti molti di più.
Ma ora, dopo aver ripreso anch’io un po’ di lucidità e tranquillità, volevo lanciare un messaggio:
“è bello aiutare, ti arricchisce interiormente. Se all’inizio è dura e risultati non se ne vedono, non ci si deve scoraggiare, ma continuare a lottare.
Ma se vi accorgete che troppo tempo sta passando, e colui che avete scelto come compagno di vita, si è trasformato in un mostro, CHE NON SI FA AIUTARE, lasciate perdere, perchè ne va anche della vostra stabilità”.
I miei riconoscimenti vanno a tutte le associazioni di volontariato e di aiuto e supporto per coloro che vivono questo dramma familiare. Sono persone stupende.
Ma se non parte da dentro di sè la spinta, la forza e la volontà di smettere, nonostante tutti gli aiuti possibili ed immaginabili che vengono offerti, può sembrare crudele ed egoista, ma queste persone devono essere lasciate andare per la loro strada.
Per il bene di eventuali figli, familiari, e anche per voi stesse. La vita è una, e sacra.
salve
in reatà mio marito beve solo nelle occasioni vale a dire tutte le fete comandate i compleanni in tutti i casi in cui si va a cena con qualcuno che una bottiglai sul tavolo ma dutante il resto dei giorni non tocca alcool
Inoltre anche se beve un bicchiere di vino cambia subito espressione non è lucido diventa ancora più irascibile se possibile e non sia mai unisce il bicchiere di vino ad un gocciodi superalcolico è finita
dice sempre che non e’ interessato a bere ma poi non gli pare vero di cogliere l’occasione ora arrivano le feste e io già vedo il copione di solito finisce male che posso fare?
dimenticavo di dire una cosa che da sempre mi ha incuriosito perchè quando mio marito beve più passa il tempo e più “monta” l’alcool e tutto il resto invece di crollare addormentato sembra che abbia assunto cocaina……….
sono con lui da quattro anni. bevi tutti giorni. basta una nullita per farlo arabbiare sempre con me. mi insulta mi offenda e puoi dici che sono stata io a farlo arabbiare. faccio fatica e andare avanti a scrivere sul tuo blog perche sono a pezzi. grazie
Annaliza, dico a te quello che dico alle altre: vai ai gruppi di Alanon! Vacci, vacci, vacci. La soluzione è lì, per te (sono i gruppi dei familiari degli alcolisti, l’indirizzo è in fondo all’articolo). Forse salverai anche lui, o forse no. Ma salverai te stessa. Vacci,e poi riscrivi per raccontare alle altre! Un abbraccio
Io ho seguito il tuo consiglio, Emma.
In realtà avevo già iniziato a frequentare un gruppo tempo fa.
Ma forse o sono io che non riesco ad entrare nella psicologia del sistema, o il mio compagno (ormai putroppo ex) è davvero un caso irrecuperabile.
Credimi, le ho tentate tutte. Altrimenti non mi permetterei di scrivere qui.
E l’ultima volta che mi è ritornato a casa ubriaco, sono crollata definitivamente, nonostante le linee guida suggerite nel gruppo.
E’ chiaro che, non potendo umanamente cancellare i sentimenti per questa persona che tuttora sono molto forti, sto vivendo un profondo senso di colpa, poichè lo vedo solo ed abbandonato a se stesso.
Onestamente, dopo qualche giorno di distacco, vorrei riprovarci. Ma il mio problema è anche la mia famiglia, che si oppone a questa mia decisione in tutte le maniere.
I miei vorrebbero che io riuscissi a dare un taglio netto con questa storia, perchè prevedono un futuro alquanto buio per me, se deciderò di tornarci insieme. E sono molto spaventati, per il fatto che lui possa farmi del male, magari in occasione di qualche sua ubriacatura dai risvolti aggressivi.
Non so proprio cosa fare.
Cara Disperata, non posso certo consigliarti io da qui, non conoscendo la tua situazione! Posso solo mandarti un abbraccio forte e un incoraggiamento. Il tuo è un cammino così difficile… Peccato che tu non senta il supporto del gruppo. Ma è quel gruppo in particolare con cui non ti senti in sintonia (potresti trovarne un altro) o proprio il metodo dei 12 passi? Se no, parla con il tuo medico di base e chiedi quali servizi per la dipendenza ci sono nella tua Asl. Io purtroppo non so come funzionino queste altre risorse d’aiuto. Ma non abbandonare del tutto il tuo gruppo, a mano che non ti abbia deluso profondamente: oggi vedi tutto nero, magari un domani capirai che è comunque fonte di forza.
A volte, è necessario lasciare una persona al suo destino, e magari è proprio questo gesto che la aiuta, magari un domani poi sarà possibile ricucire… Ma sono parole generiche e NON riferite alla tua situazione che NON conosco. Ti abbraccio forte, dispiaciuta di non poter fare di più.
Grazie per le tue parole, ti apprezzo molto.
Ciao, sono Federico, e sono figlio di alcolisti. Raramente lascio dei post, ma ho trovato molto sincero l’appello di Emma affinchè frequentiate i gruppi Alanon. All’inizio è difficile, sembra di andare contro tutto quello in cui si crede, e cioè le nostre care vecchie abitudini, peraltro autodistruttive. Ma poco a poco magicamente funziona, ve lo garantisco, è stata la mia esperienza! Fin da bambino ero abituato a certe scenate, ed ero rassegnato a vivere male per il resto della mia vita. La frequenza di Alanon e l’applicazione del suo programma mi ha rivoluzionato positivamente la vita. Frequentate, frequentate, frequentate, non temete, non è una setta, ma una vera promessa di recupero!
Buone 24 ore a tutti voi.
Grazie Federico! Buone 24h a te
Salve! Sono stata per due anni al fianco di un alcolista. All’inizio della nostra storia lo avevo sentito qualche volta di troppo ‘su di giri’ ma non avrei mai immaginato a cosa sarei andata incontro. Sono stati due anni infernali, di bugie, inganni, promesse disattese, violenze psicologiche (ma a volte anche fisiche). Due giorni fa, dopo l’ennesima volta che si e’ ubriacato (aveva detto che andava all’incontro degli AA), mi sono fatta forza e l’ho cacciato di casa, l’ho lasciato. Con grande, grandissimo dolore. Ma era l’unica cosa da fare. Tirarmi indietro e’ stato l’ennesimo atto d’amore verso una persona che l’amora non sa cosa sia, soprattutto verso se stesso.
Grazie Paola della tua testimonianza e del tuo coraggio. Ti sono vicina. Buone 24h!
Grazie per l’incoraggiamento Emma. Sono giorni difficli per me, e quelli che verranno lo saranno ancor di piu’. Mi ritrovo a pensare a tutto quello che e’ successo, alla smania distruttiva del mio compagno e a volte mi domando se potevo fare di piu’. La mia speranza e’ che lui riesca a trovare la forza di affrontare la sua malattia. Ne approfitto per ringraziare gli AA che mi hanno dato un importante sostegno in questo difficile momento.