Vivere con un alcolista

L’alcolismo non è un problema solo per chi beve: tutta la famiglia è colpita da questa terribile dipendenza

Se sei la moglie o la compagna di un alcol-dipendente, avrai probabilmente vissuto per lunghi anni in uno stato di continua incertezza (l’alcolista attivo è una persona dall’umore imprevedibile), di ansia (quando e quanto berrà?), di vergogna e di solitudine (forse ti sarai isolata per nascondere agli altri la verità, e per il timore di brutte figure provocate dalla sua ubriachezza).

Probabilmente sarai molto arrabbiata: dov’è finito l’uomo che hai scelto e sposato? Un marito non dovrebbe proteggerti e sostenerti? E poi ci sono tutti i problemi pratici ed economici…

Molto spesso le compagne (e le altre persone della famiglia) dell’alcolista finiscono per essere ossessionate dalla malattia proprio come lo è lui: solo che tu pensi costantemente a come farlo smettere, e lui cerca la maniera per continuare!

E in questa ossessione magari trascuri te stessa, i tuoi figli, il tuo lavoro, le tue responsabilità. Inoltre, spesso paradossalmente i tuoi sforzi hanno l’effetto opposto a quello che vorresti.

Per esempio molte donne, spaventate dalle conseguenze del suo bere, fanno di tutto per proteggere il marito: fanno il suo lavoro, pagano i suoi conti, lo tolgono dai pasticci, coprono le sue bugie…

Senza accorgersene, fanno sì che possa continuare a bere, perché in qualche modo lo confermano nella convinzione che le conseguenze, poi, non siano così pesanti, e gli impediscono di toccare il fondo, esperienza che forse può motivarlo a cercare aiuto.

Altre volte l’emozione predominante è la rabbia: non ti senti amata, pensi che beva di proposito, che non si impegni abbastanza. Allora litighi con lui, lo insulti, lo mortifichi, lo punisci.

In questo modo, di nuovo, lo aiuti a bere; lui può dirsi che ricorre alla bottiglia perché l’atmosfera in casa è irrespirabile, che nessuno lo può capire e amare. Oppure il senso di colpa e vergogna può essere così pesante da spingerlo ancora di più verso l’alcol.

La stragrande maggioranza delle donne si dibatte nella disperazione, sinché non apprende che l’alcolismo non è un vizio, ma una malattia (intesa a livello fisico, mentale, emotivo, spirituale).

L’alcolista non può contrastarla con la sola forza di volontà: l’unica cosa che può fare è chiedere aiuto (per esempio ad AA), e lo farà solo quando sarà pronto.

Cosa puoi fare, allora, se sei una di queste mogli?

Non cercare di controllare il suo bere.

Non nascondergli o vuotargli le bottiglie

Non pregarlo, non arrabbiarti, non estorcergli promesse, non blandirlo

Non aiutarlo a mascherare le conseguenze del suo comportamento.

L’unica cosa che puoi davvero fare è dirgli che vorresti che cercasse aiuto, e che per iniziare tu cercherai aiuto per te stessa.

E fallo: i gruppi di Al-anon, pensati per i familiari degli alcolisti, ti aspettano. Lì imparerai molte cose su questa dipendenza, su come conviverci senza lasciare che devasti la tua vita e quella dei tuoi figli, sull’atteggiamento che è meglio tenere con lui, su come lavorare su te stessa lasciando andare un controllo malato e controproducente.

Molto spesso gli uomini si decidono ad andare ad AA dopo aver visto le proprie compagne recuperare la serenità.

Puoi “portargli il messaggio”, al meglio, in modo indiretto, diventando più fiduciosa, forte e felice tu stessa.

Leggi il prossimo post:

La co-dipendenza: i gruppi di sostegno per i familiari


Servizi Generali mondiali

http://www.al-anon.org

Al-anon Italia

http://www.al-anon.it

109 thoughts on “Vivere con un alcolista

  1. GRAZIE però già mi aiuta sapere che ci sono persone che mi capiscono.In quei momenti forse non lo ricordo ma poi ciò mi sostiene .Un abbraccio a tutti voi.

  2. La prima cosa che ho imparato ė che l’alcolismo ė una malattia. Dettata d una compulsione. In Alanon ho capito che per aiutare chi ho accanto devo,prima aiutare me stessa, l’alcolismo ė la malattia della famiglia, ė un tornado che coinvolge tutti. Il ns scopo ė di riuscire a vivere in serenità sebbene sia molto difficile, mettendo in pratica ” i dodici passi “riconoscerci impotenti di fronte a questa malattia, ammettere che la ns vita ė diventata ingovernabile e che solo un Potere Superiore ( nel mio caso Dio) può aiutarci. Vivere un giorno alla volta, e mettere in pratica il,programma e la preghiera della serenitã.

  3. Sono Stefania mio marito riesce a stare senza bere anche due mesi X poi avere una settimana ubriaco dalla mattina a sera . Inizia di mattina con vodka. Diventa molto violento. Adesso nelle pause di sobrietà ha spesse scatti di ira in cui io sono sempre la colpevole scarica tutto su di me . Con offese e alzate di mano . Sono sette anni che vado avanti così . adesso mi sento male io ho il terrore di quando rientra a casa di cosa mi pule succedere . Aiutatemi.

  4. Grazie Emma per l’articolo, i consigli e grazie a tutti per i commenti. Mi trovo in una situazione simile a molti di voi con mia moglie, che non definirei alcolizzata perché non ha crisi quando non beve e apparentemente riesce a controllarsi in alcune situazioni (ad esempio al lavoro) ma ha comunque una dipendenza dall’alcool di cui mi sono accorto da poco più di un anno mentre in precedenza davo la colpa allo stress o alla sua depressione (per cui è tutt’ora in cura da uno psichiatra e psicologo). Da un anno circa la situazione è degenerata e il bere (unito agli antidepressivi che prende) la porta a cambiamenti di umore totali e repentini, aggressività, violenza; diverse volte sono stato costretto a chiamare il 118 e due volte è stata ricoverata. Lei nega il problema sia con me che con i dottori e dice di potere controllarsi ma a casa, quando usciamo o anche quando è fuori da sola (meno che al lavoro pare) deve bere e anche se relativamente poco poi perde il controllo. Spesso passo notti insonni tra le sue urla aspettando che crolli e si addormenti, fa poi tardi al lavoro, chiamavo per giustificarla ma ho capito di non farlo più anche se rischia così il licenziamento. Questa cosa le sta rovinando anche i rapporti con i genitori e gli amici che non comprendono i suoi cambi di umore.
    Quando è sobria anche con la sua depressione (che sarebbe più che gestibile con​ medicinali e psicologo) è sempre la donna che ho sposato ma se non risolve il problema con il bere prima non penso risolverà mai neanche quella, glielo dico sempre ma sembra serva solo a peggiorare ulteriormente la situazione. Credo seguirò il consiglio e contatterò il gruppo di aiuto qui consigliato perché non so veramente che altro fare.
    Un saluto

  5. Sì Dino, contatta Alanon! Sarà fondamentale per salvare la tua serenità e probabilmente anche la tua coppia. Ti mandiamo tutto il nostro supporto 🙂 🙂 🙂

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