Uomini che amano troppo

 

Foto di Emma Chiaia

Non sono solo le donne ad “amare troppo”… Capita anche agli uomini, che a volte vivono relazioni infelici e ossessive senza rendersi conto che stanno usando questa “passione” solo per sfuggire da se stessi

Uomini che amano troppo. Uomini che sopportano donne difficili, relazioni frustranti, rifiuti, tradimenti, senza cessare di essere presenti, di offrire affetto. Uomini che cercano – il più delle volte inutilmente – di “salvare” la propria donna da problemi anche gravi: depressione, droga, alcol, tendenze distruttive.

Dopo il fortunato libro della psicoterapeuta americana Robin Norwood Donne che amano troppo, (Feltrinelli) si tende a pensare che tale dipendenza dalle relazioni affettive sia una caratteristica femminile. La dipendenza d’amore, che può avere varie forme e intensità, riguarda invece anche diversi uomini.
Attenzione: si parla di dipendenza d’amore. Quando un uomo ama molto, aiuta la partner in difficoltà, è presente, premuroso, attratto sessualmente, paziente e volenteroso nelle crisi, felice e soddisfatto nei periodi sereni, questo va benissimo, anzi. Un uomo così non ama troppo: ama tanto.

Qualche donna a volte ha la pessimistica convinzione che in genere gli uomini amino meno delle donne: è impossibile stabilire un dato del genere. E’ certo però che, mediamente, gli uomini esprimono e dimostrano assai poco i loro sentimenti: già quindi un uomo tanto espansivo sembra una preziosa rarità.

Amare in modo distorto

Un uomo che “ama troppo”, secondo la fortunata ma forse un po’ fuorviante espressione coniata da Robin Norwood, è invece un uomo che ama male o che, meglio ancora, forse non ama affatto: si definiscono così infatti le persone che credono di amare intensamente qualcuno, ma in realtà scaricano nella relazione amorosa tutta una serie di ansie e problemi personali.

Dunque non amano, sono ossessionati. Non sono attratti da una partner, ma in fuga da se stessi, e da un vuoto interiore che non riescono a riconoscere e a sopportare. Non hanno un genuino desiderio sessuale, ma l’imperioso bisogno di dimenticare se stessi, tra le braccia di un’altra persona.

Come capire la differenza tra un uomo che ama molto e uno che “ama troppo”?Non è sempre facilissmo, perché a chiunque può capitare, di tanto in tanto, di usare il sentimento come paravento per scordare le proprie difficoltà personali. Un buon metro per giudicare, d’altra parte, è la quantità e la qualità della sofferenza che questi uomini sopportano nei loro rapporti.

E’ un ottimo segno saper aiutare una partner in difficoltà; meno tranquillizzante è l’aver bisogno che lei sia nei guai, per sentirsi utili e accettati. E allo stesso modo, può capitare a tutti di innamorarsi perdutamente di una donna che non ne vuole sapere; ma non è altrettanto sano se questo accade in continuazione… La premura è deliziosa, la disponibilità tirata sino al masochismo è sospetta. La generosità nel sesso in un uomo è bellissima, ma non se arriva alla dimenticanza di se stesso…

Chi sono gli uomini che “amano troppo”?

L’amare troppo, la dipendenza psicologica dalle relazioni, è più diffusa tra le donne, ma non è certo assente tra gli uomini, che però la ‘pubblicizzano’ meno. Un uomo può forse ammettere un amore infelice, ma è improbabile che confessi tutto: la sua ossessione, le umiliazioni, le suppliche e le strategie tentate.
Diverse le tipologie dell'”amare troppo” maschile.

C’è il ‘salvatore’, colui che trova sempre donne con gravi problemi. Il più delle volte sono persone che hanno avuto una madre sofferente, che si è appoggiata molto a loro: ecco che spesso ripropongono l’unico modello d’amore che conoscono, scegliendo a ripetizione partner bisognose di cure. Questi uomini hanno bisogno della debolezza della partner per sentirsi utili: se lei riesce a star meglio, il rapporto entra in crisi, e spesso lui va in cerca di una nuova donna da aiutare…

Ci sono poi gli uomini-vittime, molto più passivi: hanno uno spirito di sopportazione infinito, tollerano tradimenti, umiliazioni, mancanza di attenzioni e di rispetto, ripetendosi che ne vale la pena, perché si tratta di un ‘grande amore’. Sono persone con problematiche di tipo masochista, cresciuti in famiglie difficili, nelle quali sono stati abituati a evitare a ogni costo i conflitti.

Infine i persecutori: uomini che partono da un’estrema debolezza interiore che però, per nascondersi, si veste di aggressività, violenza o spirito di persecuzione: aggrediscono verbalmente o fisicamente la partner, la perseguitano con il loro desiderio o la loro gelosia, elaborano strategie di vendetta se lei si allontana.

Ultimi i partner depressi: passano da una crisi abbandonica all’altra, senza riuscire a uscirne.

Caratteristica comune dell’amare troppo è, in ogni caso, l’incapacità di riconoscere che “il problema” non è nella partner – con la sua freddezza, i suoi problemi, i suoi tradimenti – ma dentro di sé, nella inconscia convinzione di non meritare l’amore, nei modelli nevrotici appresi in famiglia.

Capire questo meccanismo di proiezione è il primo passo, necessario e difficile, per riuscire ad amare tanto, ma non troppo, e accettare quello che a questi uomini sembra fare così paura, perché se ne sentono indegni, perché non hanno imparato per primi ad accettare se stessi: essere ricambiati.

E in più…

Cosa c’entra il Viagra, la famosa pillola del desiderio, con l’amare troppo? Questi uomini nel loro tentativo ossessivo di tenere insieme un rapporto difficile, di non lasciare andare una partner non interessata, non permettono a se stessi neanche l’idea della possibilità di una défaillance. Se poi occorre loro l'”incidente” di un’erezione mancata, scaricano su questo fatto la “colpa” del non funzionamento della relazione, che invece, è evidente, sta da tutt’altra parte.

Si sente ripetere da più parti che il vero pericolo del Viagra, che in molti casi può essere un farmaco utile, sta nell’automedicazione. Questo è vero a due livelli. A livello fisico, la mancanza di erezione è prima di tutto un sintomo che va controllato, perché può essere la spia di patologie come il diabete o disturbi cardiovascolari, che vanno curati.

Ma lo stesso discorso è valido a livello psicologico: se l’erezione non c’è, e si escludono cause organiche, si tratta di un chiaro segnale di sofferenza della psiche che non va “coperto” subito prendendo una pillola.

55 thoughts on “Uomini che amano troppo

  1. Cara Emma,
    non so se a distanza di un anno leggerà ancora su questa pagina, ma dopo aver letto le esperienze altrui vorrei condividere anche la mia, dato che sono nel pieno di una tempesta interiore fatta di sofferenza, amarezza e delusione..e dura cosi da piu di un anno e mezzo, da quando cioè mia moglie ha deciso di lasciarmi.

    Vivevo al nord, avevo un ottimo lavoro, una vita soddisfacente, una casa mia.. un giorno incontro lei..bellissima, simpaticissima..ci siamo innamorati quasi subito, lei abitava al sud.. ma non era la distanza ad impedirci di vivere questo sentimento strano, forte, trovato alla mia età di 42 anni io e 36 lei…
    Entrambi venivamo da esperienze di vita sicuramente complesse, ma vite vissute, e il trovarci a quest’età con la voglia di amare ci è sembrato un segno.

    Ho mollato tutto, lavoro, casa, amici, quando lei ha improvvisamente perso la madre, per starle vicino..dopo pochi mesi ha perso anche il padre..ed io ero li con lei a sostenerla..a farle sentire che io c’ero.. per mia scelta..
    Ci siamo successivamente sposati, abbiamo vissuto due anni di matrimonio stupendi, pieni di amore, risate, allegria..abbiamo condiviso insieme anche le amarezze dovute alla quotidianità, come il lavoro precario di entrambi, ma ci siamo sempre fatti forza l’uno sull’altro.. non ho mai amato nessuno come ho amato (e purtroppo continuo ad amare) lei.. poi è arrivata la “cicogna” a farci visita, ed è stato questo l’inizio della fine..

    Entrambi eravamo genitori soli ed inesperti..lei è andata subito in crisi ed io per ovviare alle sue mancanze mi sono preso la briga di fare da “mammo” alla piccola, che per i primi due anni non ha mai chiuso occhio la notte, mai!!
    Il preoccuparmi cosi tanto di nostra figlia, misto alle preocupazioni del lavoro e del quotidiano, mi ha creato un lento e progressivo iperconsumo di energie psicofisiche, a tal punto che mi sono quasi ridotto ad uno zombie, non interagendo piu nelle discussioni, mi addormentavo la sera non appena la piccola si addormentava..il dialogo tra noi è lentamente svanito ed io non avevo neanche piu la forza di dedicarle le attenzioni che prima invece era spontaneo avessi nei suoi confronti.

    Cosi lei, dopo qualche mese in cui ho poi scoperto essere stato tradito, ha deciso di lasciarmi, e da allora è come se io avessi rotto il guscio del mio torpore risvegliandomi in un incubo da cui non ne sono ancora adesso uscito.

    Passata la fase della disperazione ho provato a riconquistarla, ho lavorato su me stesso limando tutto cio che era stato di ostacolo al nostro rapporto, mi sono riscoperto attento a lei a tal punto di capirla senza che lei neanche dovesse aprire bocca.. come prima, anche meglio di prima..

    Abbiamo più volte parlato, le ho mostrato che non ero piu la persona che lei aveva visto spegnersi giorno per giorno, le ho prospettato di ricominciare, voltando pagina senza dimenticare troppo cosa ci aveva allontanato perchè fosse di monito per il futuro… lei si è dimostrata confusa, ha ammesso che è legata a me da un sentimento profondo, qualche volta lo ha definito affetto..altre volte amore.. ma non ha voluto tornare con me..

    in quest’arco di tempo ha avuto due storie, entrambe finite male, perchè, a detta sua, ha avuto sempre la mia figura ad intralciarle un percorso che lei aveva deciso di intraprendere, e cioe quello di lasciarmi…

    Ho accettato con dolore questa sua decisione, abbiamo una figlia e almeno come genitori siamo stati bravi a non far pesare nulla alla nostra piccola che ci adora.. poi però quest’estate ha voluto stare tutti insieme per 15 giorni al mare..e sono stati 15 giorni di paradiso… è mancato il sesso, perchè lei non se l’è sentita, ma è stata serena come non lo era da anni, lo sono stato anche io e mia figlia faceva i salti di gioia, chiedendoci piu volte di tornare insieme..

    Lei invece non ne ha voluto sapere, questa volta ho pensato davvero che l’incubo finisse e che la mia pazienza e sofferenza nell’aspettarla mi avrebbero premiato.. ma ho avuto l’ennesima delusione, e ora le ho chiesto di limitare al minimo le nostre comunicazioni e che queste siano solo legate alla gestione (che brutta parola) di nostra figlia.

    Le ho chiesto di lasciarmi decidere con serenità quale strada ora intraprendere, anche quella di allontanarmi dalla citta dove viviamo per andare lontano, perchè questa “malattia” mi ha provato moltissimo, e sono stanco di soffrire cosi, preso in giro nei miei sentimenti piu veri.

    E’ inutile ripetere quanto io stia ancora male, continuo da mesi a non dormire di notte, e se lo faccio dormo poco e ho gli incubi, sognando lei che sta con altre persone.
    Sto cercando di reagire ancora una volta, ma è dura e non perchè non trovi modo di conoscere gente, anche donne, con cui poter uscire o altro, lei è radicata profondamente nel mio cuore, e lasciandomi mi ha causato un vuoto interiore di infinita grandezza.

    Sto cercando un nuovo lavoro, vivo ovviamente gia da mesi in un altra casa e ora sto pensando di cambiarla.. alla fine penso solo che siano dei paraventi, non so proprio se definirmi come colui che ama troppo, di certo amo tantissimo ancora e vorrei poter smettere per lo meno di soffrire cosi tanto..

    Ovviamente questo non lo do a vedere a lei, anche se lo immagina certo, mi conosce anche meglio di me, e io continuo a non capire perchè quando c’è la serenità, la complicità, il piacere di stare insieme e condividere le cose, l’attrazione (anche se non abbiamo fatto sesso mi è stata rivelato da mia cognata che lei lo desiderava ma non sentendosi sicura ha preferito non darmi segnali forti.. perchè, gli altri che tipo di segnali erano??), il tutto complementato da una figlia stupenda da crescere, lei è di nuovo sfuggita…

    E’ difficile trovare una dignità in queste situazioni, sto pagando un prezzo altissimo, qualsiasi sia stata la mia colpa… Vorrei solo un po di pace ora per poter con calma pulire il mio cuore dall’enormi macerie che ha lasciato questa donna..

    Ho passato un infanzia piuttosto difficile, il divorzio dei miei genitori quando avevo 7 anni ha condizionato parecchio la mia adolescenza.. mi sono sempre detto che non avrei mai voluto una famiglia che poi si sfaldasse, ecco perchè non mi ero mai sposato.. ma conoscendo un giorno lei mi sono fidato di cio che sentivo e cio che provavo, e di donne ne avevo avute parecchio in passato..

    ..e anche lei, idem.. pur passando un infanzia serena, aveva avuto anche lei il suo cumulo di storie.. pensavo davvero che questo fosse l’amore che cercavo..e non posso credere che non lo sia, nonostante tutto..

    Serenità, complicità, allegria, attrazione, voglia e piacere di stare insieme di sentirsi accanto, condividere le stesse passioni, giocare… se questo non è amore allora io non ho capito nulla dalla vita..

  2. Salve Pep, grazie per la bella condivisione… Poco da dire sul suo percorso (naturalmente dalla bacheca di un blog posso farmi solo un’idea molto limitata…). Mi sembra comunque che lei stia reagendo con centratura e dignità. Forse all’inizio ha avuto un eccesso di attenzione per la sua donna, come se volese sostituirsi a lei nel percorso di crescita, spianandole ogni difficoltà. Invece anche lei deve evolvere e cambiare!
    Mi dispiace non poter dirle di più, ma naturalmente non sarebbe giusto che mi esprimessi su una situazione così delicata senza conoscerla a fondo. Posso solo farle coraggio: lei è un uomo generoso e prima o poi la vita saprà ripagarla…

  3. Io amo a prescindere le donne perché sono la vita e le adoro per tutta la loro immensa dolcezza..anche se sono stressate cerco di comprenderle sono l essenza della vita stessa

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