Quando andare in terapia? Meglio prima che poi: non aspettare che i problemi si cronicizzino!
Per esempio, prendi in considerazione la richiesta d’aiuto se:
- i litigi diventano più frequenti, e non capisci perché
- hai la sensazione che tra te e la tua partner (o il tuo partner) si stiano instaurando dei giochi di potere
- non riesci a trovare un accordo su temi della vita quotidiana: per esempio le vacanze, la gestione dei lavori domestici…
- siete in serio disaccordo sull’educazione dei figli
- litigate spesso davanti ai ragazzi
- hai la sensazione di essere trascurato/a e non ascoltato/a da molto tempo, nonostante le tue rimostranze
- hai la sensazione di dover controllare ciò che fai o dici per evitare la sua rabbia o il suo malumore
- senti che tornare a casa non è piacevole, anche se non sai bene perché
- senti che non hai voglia di stare vicini, di fare l’amore, di passare del tempo a coccolarvi
Ma cosa fare se uno dei due non vuole chiedere aiuto?
Accade molto spesso che ci sia uno dei partner che spinge, e l’altro che acconsente un po’ riluttante. In genere, a insistere è il partner che soffre di più, o quello che è più motivato a risolvere la situazione.
Non è la situazione ideale, ma si può iniziare anche così… Molto spesso il partner recalcitrante, se durante le sedute si sente ascoltato, capito, accettato e non giudicato, supera paure e pregiudizi, abbassa le sue difese e si impegna anche lui (o lei) a cogliere questa opportunità di lavoro sulla coppia.
Se questo non accade, se dopo le prime sedute lui (o lei) continua ad avere un atteggiamento di rifiuto, distacco, aggressività o sufficienza, purtroppo, è il segnale che forse è troppo tardi: la voglia di lavorare per stare di nuovo bene insieme non c’è più…
La terapia di coppia funziona davvero?
Qualcuno dice: “E’ inutile, tanto poi le coppie si separano lo stesso”. Non è vero: se i due partner che chiedono aiuto sono motivati, in genere la prognosi è incoraggiante… Molte difficoltà si risolvono, e non è raro che la coppia possa trovare un accordo migliore che in passato.
Qualche volta, tuttavia, questo non accade. A volte la situazione è degenerata da troppo tempo, il rapporto si è inaridito, il cuore di uno dei due partner o di tutti e due è chiuso, o veleggia altrove. Altre volte emergono diversità e conflitti insanabili.
Tuttavia, pure in questi casi le sedute spesso si rivelano utili: anche se l’esito dovesse essere la separazione, migliorare le doti di comprensione e comunicazione aiuta a prendere la decisione di separarsi con meno astio, meno rabbia, meno dolore. Il terapeuta può aiutare ciascuno dei partner a elaborare il lutto del sogno di un progetto comune, la sensazione di fallimento, i sensi di colpa.
E soprattutto può aiutare entrambi a capire cosa non ha funzionato e perché: una consapevolezza che non sempre può salvare la coppia attuale, ma che il più delle volte si rivela poi preziosa per non commettere gli stessi sbagli in futuro.
In ogni caso, se pensi alla terapia, non rimandare: prima si interviene, più speranze ci sono in una ripresa serena della coppia.
Ma cosa fare se il tuo partner proprio non vuol sentire parlare di questo intervento?
In genere in questi casi si consiglia alla persona (è una opzione che interessa più spesso alle donne, ma non è detto) di chiedere aiuto per se stessa, e di iniziare un percorso di ricerca individuale che focalizzi l’attenzione su di sé e sul proprio benessere, indipendentemente da ciò che fa il partner.
E’ un consiglio valido, ed è assolutamente da seguire se il (o la) partner ha dei comportamenti distruttivi, o violenti.
Se il problema sono solo delle incomprensioni tra voi, è sempre possibile andare singolarmente da un terapeuta di coppia a chiedere un percorso sì individuale, però focalizzato sulla relazione.
In questo caso, il terapeuta ti aiuterà a diventare consapevole del tuo stile di comunicazione, di come ti proponi all’altra persona, di come reagisci alle frustrazioni, dei meccanismi distruttivi che magari metti in atto senza neppure rendertene conto…
Un esempio? Succede che qualcuno possa essere convinto di tenere moltissimo alla coppia però di fatto, senza neppure accorgersene, non fa che esprimere lamentele, accuse, critiche.
Magari è provocato, ma poi risponde in modo tale da suscitare nell’altra persona la voglia di comportarsi anche peggio… E’ come una danza, in cui ognuno dei due ripete sempre gli stessi passi: se però uno diventa consapevole delle sue mosse e le cambia, la danza stessa deve cambiare.
In altre parole, anche lavorando da soli con un terapeuta è possibile avere importanti intuizioni: se tu trasformi il tuo comportamento, il tuo modo di parlare e di ascoltare, i tuoi atteggiamenti, inevitabilmente anche il suo evolverà…
La vostra relazione si farà, se non altro, più chiara e diretta, più aperta. E chissà, magari l’altra persona, notando i tuoi cambiamenti, potrebbe volersi unire a te nel percorso di comprensione.
Questo articolo fa parte di una serie. Gli altri articoli della serie sono:
Terapia di coppia: sbloccare gli ostacoli, ritrovare l’amore
Terapia di coppia: quando è indicata?
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Molto utile questa serie di articoli! Serve bene a chiarire quando e perchè chiedere una terapia di coppia e soprattutto come predisporsi a questo tipo di lavoro. Perchè spesso il partner che la desidera si aspetta ‘un aiuto per convincere l’altro a cambiare’ e il partner recalcitante pensa di doversi difendere e giustificare… e oltretutto entrambi prendono il terapeuta come un giudice che deve decidere chi ha ragione! Niente di più sbagliato.
il problema vero è che deve coesistere una reale e profonda sensibilità di entrambi i patner nel momento in cui sorge una problematica di coppia, altrimenti un problema non compreso può determinare nell’altro a sua volta una sensazione di trascuratezza che crea poi una reazione a catena di chiusure, a cui è difficile sottrarsi.
Franco, hai descritto molto bene la reazione a catena che si determina talvolta dopo una incomprensione. Certo, se i due partner sono sensibili evitano proprio che si inneschi questa dinamica… Sempre meglio prevenre i problemi e parlarsi! Ma talvolta, quando le cose sono andate troppo avanti, può essere più difficile sbrogliare la matassa delle reciproche incomprensioni. Allora a volte in questi casi l’intervento di una terza persona, formata a fare questo lavoro, può essere utile.
Ok, abbiamo un problema (in realtà il calo del desiderio ce l’ho solo io).
Ok, abbiamo deciso di rivolgerci a uno specialista.
Come trovarne uno???
(avendo una storia di depressione alle spalle ho familiarità con la difficoltà nel trovare un bravo professionista, soprattutto considerando i DELINQUENTI che ho anche incontrato strada facendo)
Io scrivo da Trieste…
Grazie
ps: molto interessanti tutti gli articoli!!!
Cara Lia, direi che la cosa migliore, se non hai amici che conoscano già qualche bravo professionista, è rivolgerti all’Ordine degli Psicologi della tua Regione (lo trovi sulla guida telefonica), specificando che vuoi un terapeuta della coppia.
Chiedi al professionista un colloquio iniziale e fatti guidare dalle tue sensazioni: se non sei convinta prova con un altro nominativo.
Fammi sapere se riesci a trovarne uno che ti soddisfi. Un abbraccio
mmm, condivido,ma..purtroppo io sto constatando che nonostante io abbia cambiato i miei passi, dopo un anno di psicoterapia, anche se per un momento ci sono stati dei miglioramenti, adesso di nuovo tutto non va. io voglio evolvermi, progettare ecc, lui è sempre fermo e tira indietro.non ne vuole sapere di andare da uno psicologo,anche da solo (anzi, forse sarebbe meglio nel nostro caso)…e stamattina la mia psicoterapeuta mi ha detto senza mezzo termini che vede una coppia che non ha speranze, destinata a finire o a mantenersi così com’è, soffrendo però, se lui non decide di farsi aiutare. e lui non lo vuole fare. e di certo non posso io insistere xchè vada. per cui anche se io ho cominciato a ballare in un altro modo, lui non vuole seguire i miei passi, e preferisce il solito vecchio ballo triste e noioso. se dopo un anno ci ritroviamo cmq ancora in questi problemi, sono costretta a lasciarlo. pur amandolo e non volendolo. che tristezza..
Buongiorno.
Sono moglie di un alcolista, ma da tre mesi siamo separati perché io non ce la facevo proprio più (nei miei sette anni di matrimonio ho sempre convissuto con questo problema,…con gli alti e bassi, ricadute, periodi sereni,…).
Non è che mi son separata perché è finito l’amore, no… io provo sempre affetto, amore per lui, avrei la necessità di averlo accanto, di condividere…
Abbiamo iniziato con la mediazione, solo 1 incontro, e la prossima settimana ne avremo un altro.
Mi chiedo se nel nostro caso non sarebbe necessaria una terapia di coppia per capire cosa non ha funzionato, e se ci potrebbero esser le premesse per un nuovo inizio insieme.
Lei che pensa?
Cara Maria, bene la terapia di coppia, ma dovete fare qualcosa per il problema dell’alcol, è anche più importante. nel blog troverai tanti articoli sull’alcolismo e la co-dipendenza: leggiili con attenzione e cerca un gruppo di mogli di alcolisti (e invita lui ad andare ad AA). Difficile infatti che il vostro amore possa resistere se non affrontate il problema di base…. Un abbraccio
Buongiorno
mi chiedo e le chiedo se una terapia di coppia può aiutare in una situazione in cui il partner non vuole figli pur dichiarando di amarti e di voler condividere una vita con te.
Premessa necessaria lui è separato e ha già 3 figli io non ne ho e per vivere insieme io dovrei trasferirmi nella sua città con non pochi timori da parte mia. Insomma noto un grande sbilanciamento lui ne è consapevole e così ci ritroviamo a vivere un grande disagio con sofferenza di entrambi da cui non sappiamo venirne fuori e che forse porterà inevitabilmente alla separazione.
grazie
Sì, certo… La sua è proprio la situazione in cui una terapia di coppia può essere utile a ribilanciare la situazione. Gliela consiglio caldamente e le faccio tanti auguri
Buona sera,
sono una ragazza di 26 anni e scrivo perchè sto soffrendo molto per la separazione dal mio ragazzo con cui ho avuto una bellissima storia per 5 anni. Nell’ultimo anno abbiamo litigato molto, per cose che potevano essere considerate banalità, abbiamo fatto tanti sbagli ma è stata sempre e comunque una splendida storia d’amore. L’amore c’e da entrambi le parti ma non riusciamo a capirci. Un mese stiamo bene, tre mesi ci separiamo, ritorniamo e riprendiamo gli stessi sbagli.
Ora lui ha preso la decisione di rompere questa storia ma soffriamo molto ed entrambi. Dice che il tempo potra dire qualcosa. Ma ora sento di cadere in depressione. Mi sento soffocare, quasi. Ho l’ansia. Purtroppo non penso che accetterebbe una terapia di coppia, ma vorrei trovare una soluzione per i nostri problemi e non scappare via, non è del mio carattere. So che non è possibile vivere sempre di litigio, ma non è possibile che dobbiamo affrontare la separazione per mesi e mesi per uno stupido litigio, piuttosto che affrontare. Davvero non so che fare.
Cara Vivian, ti auguro davvero che il tuo ragazzo accetti di intraprendere un percorso insieme a te… Da quanto mi racconti mi sembra che vi vogliate molto bene e sarebbe bello che poteste dare a questa storia una vera chance. Ma se lui non dovesse cambiare idea, perché non cerchi aiuto intanto tu? Vai da un terapeuta della coppia da sola, può comunque aiutarti a capire tante dinamiche. E poi magari un giorno lui vorrà unirsi a te… Ti abbraccio e ti auguro tanta fortuna
Buongiorno
In breve: siamo sposati da 11 anni. Dopo un fatto, che non reputo il caso di riportare, ma che entrambi eravamo d’accordo di fare, avvenuto 2 anni fa, è come se si fosse rotto qualcosa. Oggi mia moglie dice di non amarmi più, ma dice che mi vuole bene. Abbiamo due figlie, litighiamo poco, abbiamo molto dialogo, ridiamo e scherziamo, condividiamo molte cose, ma qualcosa si è rotto.
Io l’amo forse più di prima e non vorrei vedere sfumare il matrimonio, anche perchè io credo molto nella famiglia come valore.
Sto valutando l’idea di intraprendere un percorso terapeutico di coppia, purtroppo leggo in giro che sono più i fallimenti che i successi.
Aspetto suoi consigli.
Saluti
Che dire? Nella sua situazione, un bravo terapeuta della coppia può fare la differenza… Si prenda tempo per trovare la persona giusta, e faccia con sua moglie anche più di un colloquio, sino a trovare una persona dalla quale vi sentite capiti… I fallimenti di cui sente possono essere dovuti sia alla scarsa abilità del terapeuta, sia a una non ottima sintonia tra lui/lei e la coppia, ma anche al fatto che a volte li si consulta troppo tardi, quando la situazione si è deteriorata in modo irreversibile. Non faccia l’errore di rimandare troppo! Le auguro buona fortuna
Buongiorno, abbiamo entrambi 37 anni, stiamo insieme da quando ne avevamo 19 e convissuto negli ultimi 10 anni. E’ stata una bellissima storia ma con tutti quei problemi tipici di quando si cresce insieme. Sicuramente ho commesso errori, non le sono stato adeguatamente vicino in momenti difficili della sua vita, spesso ho dato più importanza a me stesso che a lei o alla coppia. Credo che tutto il nostro vissuto abbia contribuito a creare tante piccole ferite che ci hanno portato in questa situazione. Ora lei dice di volermi un bene esagerato ma pensa di non amarmi più, di non sentirsi più al suo posto a fianco a me e sta pensando di andarsene da casa. Oltre a questo è un paio di anni che non sta bene emotivamente, credo che soffra di depressione, specialmente la mattina si sveglia molto giù di morale, ha perso interesse per tutto, è spesso stanca nonostante dorma parecchio.
Sono sincero quando le dico che negli ultimi anni credo di essere diventato un uomo migliore, ho corretto molti miei atteggiamenti sbagliati, ho cercato di essere un compagno più presente e attento, ma non è servito a nulla.
Io la amo profondamente e farei davvero qualsiasi cosa per renderla ancora felice e salvare la nostra storia. Rinuncerei a tutto per lei.
Non so se ci possa aiutare ma ho pensato di rivolgermi a un terapista di coppia e un paio di giorni fa ho provato a proporglielo. La sua prima risposta è stata che non pensa ci possa servire perchè non abbiamo problemi concreti. Non ho insistito perchè volevo ci pensasse un po’ da sola ma voglio riparlargliene. Nel frattempo vorrei contattarne uno capace e che mi dia fiducia (noi siamo di Parma) ma non saprei a chi rivolgermi.
Le ho anche proposto di rivolgerci ad uno specialista che possa aiutarla a valutare il suo stato di depressione e su questo punto mi ha dato una risposta positiva anche se per ora non ha ancora fatto nulla di concreto.
Vorrei tanto un consiglio, in particolar modo per capire se nella nostra situazione la terapia di coppia ci possa aiutare o meno.
Grazie
Sì, credo proprio che un consulto di coppia potrebbe esservi utile. Mi dispiace, però, non so consigliarvi un nome su Parma. Potete provare a contattare l’Istituto di sessuologia clinica di Roma http://www.sessuologiaclinicaroma.it/, e chiedere se magari hanno nei loro indirizzari qualche esperto da consigliarvi.
Mi sembra che giusta l’idea di chiedere un aiuto per la depressione. Vi copio qui due link che possono esservi utili. In bocca al lupo!
http://www.fondazioneidea.org/
http://www.progettoitaca.org/
Buongiorno, stiamo insieme da 13 anni, io ne ho 37 e lui 35. Conviviamo da 7 anni e negli ultimi mesi lui non ha più desiderio di me. Mi dice che mi ama moltissimo e profondamente ma che dal punto di vista sessuale non prova più nulla per me e si sente anzi a disagio. Sia lui che io stiamo soffrendo moltissimo per questo distacco e mi sembra di impazzire dal dolore al solo pensiero che non lo avrò più accanto, che non farò più parte del suo mondo e che non condivideremo più tutte le esperienze. Abbiamo sempre avuto dialogo, lui è molto sensibile, buono e gentile, sempre di buon umore e ora vederlo così accresce ulteriormente il mio dolore. Ieri gli ho proposto, prima di chiudere questi 13 anni di storia meravigliosa, di affrontare una terapia di coppia, e su questo lui è molto scettico e non convinto per molti dei motivi che ho letto anche nell’articolo… Mi sento in colpa ed egoista per volerlo “trascinare” in qualcosa che lui forse vorrebbe chiudere. Lei crede che invece possa essere d’aiuto una consulenza esterna per questo tipo di situazione? e nel caso, saprebbe indirizzarci? siamo di Roma. La ringrazio anticipatamente per il suo consiglio.
Salve Chiara, è difficile giudicare da così pochi elementi ma sì, penso che, se lui accettasse, un percorso di coppia potrebbe essere utile a capire cosa è accaduto, e magari a sciogliere il problema. Se siete di Roma, potete andare dalla Dott.ssa Roberta Rossi oppure dalla dott.ssa Adele Fabrizi (dite pure che avete avuto il nome da me). I riferimenti e i numeri li trovate qui http://www.sessuologiaclinicaroma.it/about.php
L’istituto in cui queste dottoresse lavorano (peraltro è quello in cui ho fatto la mia formazione anch’io) offre anche un servizio gratuito di consulenza telefonica e e-mail.
http://www.sessuologiaclinicaroma.it/consulenza_telefonica.php
http://www.sessuologiaclinicaroma.it/consulenza_email.php
Naturalmente questi servizi di consulenza non possono sostituire i consulti di persona: possono però chiarire dubbi e perplessità prima di iniziare.
Le auguro di trovare l’accoglienza che merita, e di riuscire a salvare la sua storia meravigliosa. Mi faccia sapere…