Terapia di Coppia: Bisogna Confessare i Tradimenti?

Il timore di molti è di essere costretti in terapia a confessare al partner segreti o emozioni molto private. Ma si tratta di un’ansia infondata

Forse hai negli occhi le immagini di tanti film americani in cui lui e lei parlano, di fronte al terapeuta, magari facendo rivelazioni sconvolgenti…

In realtà, questo intervento è fatto sia di momenti di coppia, che di sedute singole. C’è bisogno infatti di uno spazio individuale per parlare col terapeuta di tante cose, tra cui i segreti che pesano sul cuore, le ansie che non si vogliono ammettere, le emozioni che si ritengono indicibili.

Non tutto può essere riversato nella comunicazione di coppia, almeno non così all’improvviso, senza una preparazione…

Nelle sedute individuali ognuno potrà parlare della sua frustrazione, della rabbia, della delusione, delle paure, delle speranze, in modo sicuro.

Lo specialista non riporterà al partner quello che sentirà. Però aiuterà a capire, e a riordinare idee ed emozioni ingarbugliate.

Certo, presto spronerà a condividere gran parte di ciò che ognuno ha detto (e capito, ed elaborato) con il partner, con apertura e sincerità: la finalità di tutto ciò non è quella di avere un confidente privato, ma di riprendere a parlarsi come coppia, a essere veri e aperti l’uno con l’altra, senza paura. Ma tutto questo accadrà con calma e gradualità, senza forzature.

Cosa fare se esiste un segreto inconfessabile?

Se per esempio una persona ha avuto una relazione extraconiugale, e ha deciso a suo tempo di tacere, sarà convinta invece a parlarne? No: non sarà forzata a parlare del passato… Il più delle volte non solo non è indispensabile, ma forse nemmeno utile.

Tuttavia, ha senso fare una terapia solo se questa persona ha interrotto il suo legame extra, ed è disposta a essere sincera “da ora in poi”.

Altrimenti, non potrebbe avere la concentrazione necessaria per ottenere davvero dei miglioramenti del suo rapporto.

Alternate a quelle individuali, ci sono le sedute di coppia…

La presenza dello specialista non deve intimorire: non è lì per giudicare, né per decidere chi dei due ha ragione e chi ha torto, e tantomeno per “allearsi” con uno dei due a scapito dell’altro. E non è lì neppure per darvi un voto, o per dirvi cosa “dovete” fare…

La sua presenza serve solo ad aiutare ad avere una comunicazione corretta, a stimolare ad ascoltarsi davvero col cuore, a fare le domande giuste e importanti, a focalizzare gli aspetti positivi (senza farvi fuorviare dalle “note” negative), a diventare consapevole dei vecchi “giochi” sempre uguali che si ripetono senza costrutto…

Nella sua essenza, la terapia di coppia è un approccio che tende allo sblocco di una situazione, principalmente facendo fluire di nuovo la comunicazione, e favorendo un’espressione corretta delle emozioni e dei sentimenti.

Non è il terapeuta ad avere la soluzione precostituita in tasca, è la coppia ad avere le sue risorse, uniche e particolarissime. Solo che forse, per routine, noia e frustrazione, si è perso il contatto con le queste potenzialità… Compito del terapeuta è aiutare la coppia a ritrovarle.

Spesso l’amore che sembra spento non è in realtà davvero finito, ma è soffocato da blocchi e pesi emotivi: se si sgombrano i canali di comunicazione, il sentimento stesso riprenderà vita.

Questo articolo fa parte di una serie. Gli altri articoli della serie sono:

Terapia di coppia: sbloccare gli ostacoli, ritrovare l’amore

Terapia di coppia: quando è indicata?

La Terapia di Coppia per Problemi Sessuali

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