La Terapia di Coppia per Problemi Sessuali

Foto d Zellaby

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Non sempre si va in terapia per difficoltà, litigi, incomunicabilità. Altre volte il problema è (o sembra essere) più circoscritto: è il caso per esempio dei disturbi sessuali: poco desiderio, poco slancio, mancanza di orgasmo per lei, disturbi erettivi o eiaculazione precoce per lui…

Perché dico che il problema sembra essere più circoscritto? E perché andare in terapia in due, se il problema è di una persona sola?

Per capire, bisogna considerare che talvolta (non sempre) il sintomo sessuale può essere solo la punta dell’iceberg di un problema di coppia. Facciamo un esempio: prendiamo il caso di un uomo che, da un po’ di tempo, non riesca più a controllare bene l’eiaculazione come prima, e che raggiunga l’orgasmo sempre troppo presto, almeno rispetto ai tempi della compagna.

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Fare la pace a letto: opportunità o rischio per la coppia?

Foro di David Zellaby http://www.flickr.com/people/toymaster/

Foro di David Zellaby http://www.flickr.com/people/toymaster/

Fare l’amore per fare la pace? Chi sceglie questa strategia (più spesso gli uomini) si sente romantico, passionale, sensuale. Chi la rifiuta (in genere le donne) rischia di essere accusato di freddezza, eccessivo controllo, o di “voler sempre spaccare il capello in quattro”. Chi ha ragione? Forse la soluzione sta nel mezzo…

Un bisticcio tra innamorati, lo screzio di un momento. Oppure una scenata, più o meno motivata, di gelosia. O ancora uno scontro serio, su un problema importante. Sono tante e diverse le occasioni in cui i due partner possono trovarsi a litigare.

“Se la lite è su un argomento di nessun peso, se entrambi avvertono chiaramente che si è trattato solo di una nuvola di passaggio, fare la pace a letto può essere un’ottima idea. Ci si affida al linguaggio del corpo, e allora saranno le carezze, i baci a portare il messaggio: ‘non volevo, perdonami’. E non c’è bisogno di altro” spiega Giuliana Proietti, psicoterapeuta ad Ancona e direttrice del sito www.psicolinea.it.

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Amare un uomo più giovane. Parte I

Immagine del film Chéri di Stephen Frears

Michelle Pfeiffer e Rupert Friend in una scena del film "Chéri" di Stephen Frears

Un tema d’attualità: nelle sale arriva “Chéri” di Stephen Frears, tratto dal romanzo di Colette, interpretato da Michelle Pfeiffer e Rupert Friend. Ma basta guardarsi intorno per vedere che sempre più spesso nascono coppie in cui lui è più giovane

“Tu non hai letto il mio primo libro, ‘Una donna’. V’ha, al principio, il racconto della mia educazione infantile, del mio dressage mentale. Segue poi l’intera narrazione di quello che io chiamo una preistoria, fino al giorno in cui lasciai marito e figlio e cominciai a vivere come Sibilla. Nello stesso giorno – te l’ho mai detto? – tu, Luciano, nascevi. S’io inventassi una simile coincidenza per un romanzo, chi ci crederebbe? Avevo all’incirca gli anni che hai tu oggi” .

Con queste parole la “scandalosa” Sibilla Aleramo si rivolge al suo amore ragazzo, pronta a vivere un amore insolito, trasgressivo, peccaminoso per quell’epoca. Perché lui è più giovane. Potrebbe essere suo figlio. E questo è considerato inaccettabile.

Oggi le cose sono cambiate. Il terribile tabù culturale e psicologico che vietava l’unione di una donna con un partner più giovane – mentre nessuna obiezione è mai stata sollevata per gli incontri, magari altrettanto squilibrati anagraficamente, in cui è l’uomo a essere più anziano – si è molto affievolito, senza d’altra parte scomparire del tutto. Ma oggi si può amare un giovane. E infatti accade spesso che le donne decidano di vivere questa avventura, e fanno bene.

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Ecosessuologia: ritrovare la gioia

Foto di Manuel http://www.flickr.com/photos/nexus_6/

Foto di Manuel http://www.flickr.com/photos/nexus_6/

Un termine nuovo per un diverso modo di concepire il rapporto tra sessualità e ambiente

Ecosessuologia: la definizione ancora non esiste… Ma propongo di inventarla! Questo termine può infatti designare un modo di vivere e concepire la sessualità che sia in armonia con gli equilibri più profondi dell’ambiente e del nostro modo di vivere sulla Terra.
Un simile modo di concepire la sessualità può anche essere una strada importante per riconnetterci all’essenza gioiosa e vitale di questa sfera dell’esistenza, e per prevenire disagi, disfunzioni, difficoltà.

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Amicizie: il segreto per una vita felice

Stringerle non è difficile: spesso per iniziare basta un sorriso. Vediamo il valore di questi rapporti, e come coltivarli con più facilità

“Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni”: così, più di trecento anni prima di Cristo, ragionava Aristotele. La sua era una frase provocatoria: allora e oggi, invece, sono state e sono moltissime le persone che affrontano l’avventura di vivere senza quel caldo conforto che viene dall’avere compagni di percorso.

Eppure l’amicizia fa bella la vita. Alcune persone sembrano magicamente capaci di riempire la propria esistenza di affettuosi alleati. Altre, invece, paiono quasi non possedere quel tocco magico, leggero, aggraziato, capace di trasformare una semplice conoscenza in qualcosa di più significativo. Come mai? E cosa perdono, in ricchezza di esperienza, queste persone?

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Donne che Amano Troppo

 

Foto di Sara Meloni (http://www.flickr.com/people/szarah/)

Quando confonde amore e sofferenza, una donna sta amando troppo. Quando accetta una relazione che lede la sua dignità e non la rende serena e felice, ma ciononostante non riesce a interromperla, sta amando troppo…

Sei stanca di amare troppo? Clicca QUI per un meraviglioso gruppo di sostegno! Da gennaio anche online…

Una donna ama troppo anche quando rimane con un compagno aggressivo e violento fisicamente o psicologicamente. E quando passa da un partner all’altro non con piacevole spensieratezza, ma perché le sembra quasi di non esistere se non ha un uomo, una donna sta, ancora una volta, amando troppo.

Come si vede, queste situazioni non hanno davvero niente a che fare con il vero amore, ma assomigliano più a una sorta di ossessione.
La definizione viene dall’ormai famosissimo libro Donne che amano troppo (in Italia edito da Feltrinelli) della psicoterapeuta americana Robin Norwood. L’autrice ha ben spiegato la dinamica malata che porta alcune donne a essere dipendenti da una relazione: è una dipendenza che assomiglia a quella per il cibo o per l’alcol, e che ha origine da una profonda sofferenza interiore.

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