Ecosessuologia: ritrovare la gioia

Foto di Manuel http://www.flickr.com/photos/nexus_6/

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Un termine nuovo per un diverso modo di concepire il rapporto tra sessualità e ambiente

Ecosessuologia: la definizione ancora non esiste… Ma propongo di inventarla! Questo termine può infatti designare un modo di vivere e concepire la sessualità che sia in armonia con gli equilibri più profondi dell’ambiente e del nostro modo di vivere sulla Terra.
Un simile modo di concepire la sessualità può anche essere una strada importante per riconnetterci all’essenza gioiosa e vitale di questa sfera dell’esistenza, e per prevenire disagi, disfunzioni, difficoltà.


Per capire perché mai anche la sessualità abbia bisogno di un tale approccio, facciamo un parallelo con l’ecologia dell’ambiente. La Terra ha un suo equilibrio che resiste, che tende e autoristabilirsi, ad assorbire e a superare le crisi, a riparare i danni provocati dallo sfruttamento.
Tuttavia, questo equilibrio può essere turbato quando le influenze negative prodotte dall’uomo si fanno troppo pesanti. Ecologia è, allora, rispetto per le possibilità di autoriparazione del pianeta.

E’ possibile anche un analogo paragone con la salute degli uomini: il corpo umano è un sistema in equilibrio, e possiede delle forze di autoguarigione che, sino a quando non vengono troppo pesantemente compromesse, sono in grado di porre rimedio a molti malanni. Salute è, di nuovo, rispetto per queste forze.

Anche la sessualità funziona così. Ha un suo equilibrio che può dare gioia e forza a ciascuno di noi. Non si tratta di un assetto statico: l’impulso erotico si trasforma nelle stagioni della vita, si adatta alle circostanze (lo slancio di quando siamo innamorate è più intenso di quando attraversiamo una fase di chiusura o riflessione), ripara i piccoli danni (una brutta esperienza o una delusione non ci segnano a vita, se riusciamo a rielaborarle).

Eppure anche l’equilibrio della nostra sessualità viene minacciato da tanti fattori, e talvolta alterato in modo eccessivo. Ecco allora che possiamo cercare di capire quali siano questi “agenti inquinanti” che attaccano il nostro vissuto della sessualità. Spesso basterà fuggire da queste influenze per riportare l’equilibrio, e per risolvere, ma soprattutto per prevenire, tanti problemi.

L’eros “inquinato”

La sessualità è quanto di più naturale esista: è un legame importante con il mondo degli istinti (ma anche con quello dello spirito, come insegnano moltissime tradizioni orientali), è la danza del principio maschile e di quello femminile, ma soprattutto è il modo in cui la vita perpetua se stessa. Eppure
un vissuto naturale, libero e gioioso dell’eros non è l’esperienza di tutti.

La sessualità è stata vista, soprattutto in passato, come qualcosa di peccaminoso, sbagliato, impuro. Oggi anche gran parte della Chiesa Cattolica riconosce il sesso come fonte importante di gioia e unione tra i coniugi. Eppure il veleno del senso di colpa non è scomparso, e fa parte dei condizionamenti educativi di molte di noi: “quelle cose sono peccato…”
Ma non è la repressione del sesso l’unico fattore inquinante.

Ci sono anche condizionamenti di segno contrario: il sesso sembra diventato un dovere… Esiste un clima sociale basato sulla competizione e sulla performance, che non risparmia la camera da letto. Basti pensare al problema dell’”ansia da prestazione”: ieri era un problema prettamente maschile, ora riguarda anche il mondo femminile. Le donne, tra l’altro, subiscono l’influenza pesante dei modelli di estetica, modelli che portano al rifiuto del corpo così com’è, se non soddisfa certi standard imposti dall’esterno….

Tali condizionamenti sono alimentati da un inquinante potente, la cattiva informazione, certi modelli di sessualità “predatoria” e consumistica spesso veicolati dai media.
Non è solo la nostra psiche, però, a raccogliere gli inquinanti della sessualità. Anche il corpo a volte è intossicato: alcol e fumo in eccesso, droghe da discoteca, cocaina.

E persino tranquillanti, antidepressivi, e diverse altre medicine. Molte hanno effetti sulla sessualità, la deprimono. Quanti medici spiegano regolarmente tali effetti collaterali ai pazienti, senza aspettare che siano loro a chiedere? In un’ottica di ecosessuologia, gli effetti dei farmaci sulla sessualità dovrebbero essere conosciuti e discussi, senza lasciare che le persone si chiedano, senza capire, com’è che non provano più desiderio… A volte è necessario assumere comunque certe medicine, ma spesso è possibile cambiare formulazione, calibrare il dosaggio, limitare i danni.

Molti farmaci (per esempio il Viagra) possono poi essere inquinanti o meno a secondo del modo e dello spirito con cui si assumono: possono essere, alternativamente, un positivo aiuto a ripristinare un equilibrio momentaneamente perduto, o invece utilizzati come una sorta di doping della sessualità, negando pericolosamente i ritmi naturali.

E ancora. Un inquinante potente è la mancanza di amore per se stessi, che porta a vivere una esistenza di negazione della nostra naturalissima tendenza al piacere… E anche la relazione con l’altro può a volte essere antiecologica, se è dedita allo “sfruttamento” (del corpo del partner, della sua disponibilità emotiva) anziché allo scambio, alla condivisione, all’amore. E bisogna fare attenzione a rancori: sono dannosi come i pesticidi!

Infine, uno stile di vita malato. Molti di noi abitano in città inquinate, nella quali si respira male, non si vede quasi il verde delle piante, non si vedono degli animali. Diventa una esistenza innaturale, vissuta troppo sul piano mentale: si dimentica il corpo, si considerano normali livelli altissimi di stress (considerato da tutti gli esperti un pericoloso killer della sessualità). E ci chiediamo come mai tante volte il desiderio sessuale sia flebile… Poi magari andiamo in vacanza e la voglia di fare l’amore ritorna.

Torna perché respiriamo, perché ci muoviamo, perché stiamo a contatto con la natura, perché non corriamo più, perché vediamo cose belle, perché abbiamo il tempo di curare la relazione con il partner. Torna perché ricominciamo a vivere davvero, anche nel corpo e non solo nella testa, e perché questa vita ritrovata è una vita sana.

Ritrovare la gioia

Lungo e triste un tale elenco di inquinanti… Però è un’utile guida: possiamo iniziare a lavorare per ridurne l’impatto. L’ecologia, almeno all’inizio, è un lavoro di sottrazione. Rinunciamo ai condizionamenti, buttiamo a mare le zavorre, i diktat, i modelli, i pregiudizi. E allora capiamo che l’ecosessuologia potrebbe essere nient’altro che la libertà di essere noi stessi, di vivere, esprimere e difendere la nostra vera natura.


E ancora:

Stiamo alla larga dai veleni
Rinunciamo ai condizionamenti, buttiamo a mare le zavorre, i diktat, i modelli, i pregiudizi. Stabilito chiaramente il nostro preciso desiderio, troverete più facilmente la via per realizzarlo.

– Curiamo il corpo
Un fisico sano è essenziale per un eros sano. Giusto riposo, alimentazione equilibrata, attività fisica, respirazione piena e profonda: se lo stile di vita è sano il corpo aggiusta da sé tante piccole magagne, e ritrova le energie per vivere e per amare.

– Concediamoci il piacere
Ogni volta che neghiamo inutilmente il piacere neghiamo la vita… Non si tratta di lanciarsi in una vita di eccessi. Una giusta moderazione in molte cose aiuta l’equilibrio e la salute, ma facciamo in odo che l’obiettivo finale delle nostre scelte sia la gioia

– Curiamo la qualità profonda della relazione con l’altro
Rapporti onesti, autentici, basati sulla trasparenza, sull’amore, sulla generosità, creano un clima di benessere e apertura, propizio a un eros coinvolgente.

– Ricordiamo che guarire l’eros guarisce la Terra
Ogni gesto di cura che facciamo per l’ecologia del mondo, della Terra, vale anche per l’ecologia della sessualità, e probabilmente viceversa. Un ambiente sano ci regala maggiore salute e gioia, e ci fa senz’altro vivere meglio la sessualità. Ma d’altro canto, se viviamo una sessualità piena e felice siamo persone integre, sane, vitali, determinate. Siamo dunque più in grado per prima cosa di percepire, e poi di protestare e lottare contro gli affronti fatti alla Terra.

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