Raffreddore: forse è l’inconscio che parla…

Foto di Smeerch. www.flickr.com/photos/smeerch/

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Attenzione, allora, al prossimo starnuto. Oltre a prendere vitamina C, possiamo tentare, con l’aiuto della dottoressa Paola Santagostino, una lettura psicosomatica di questo disturbo…

Hai difficoltà con il partner, gli amici si mostrano scortesi o indifferenti, l’ambiente di lavoro è carico di ostilità? Secondo la visione psicosomatica il tuo raffreddore in questi casi può essere la reazione fisica a una sensazione di “freddo affettivo”.

Ma non sempre la colpa è degli altri: a volte siamo noi che – per una nostra paura di essere feriti, o rifiutati – ci comportiamo in maniera gelata, e raggelante… Ci esponiamo all’intirizzimento emotivo, e il risultato è lo stesso di una notte passata a passeggiare in un clima polare: un bel naso rosso e gocciolante.

Lacrime finalmente permesse

Dietro al comune raffreddore, c’è dunque spesso un dispiacere intenso ma episodico, una delusione magari inaspettata. Del resto, un bel raffreddore è l’unico modo socialmente accettato per lacrimare in pace in pubblico.

Molte persone poi, specie uomini, non si concedono di piangere neppure in privato. Ecco che questo disagio consente portare fuori una parte di questo carico di lacrime inespresse. Inoltre con un raffreddore si è giustificati se si è mogi e meno brillanti del solito.

E ancora. Questo disturbo il più delle volte ostacola il respiro e non permette neanche di sentire gli odori dell’aria circostante: un modo per non sentire “che aria tira”, quando quell’aria emotivamente ci provoca dispiaceri…

Ma la respirazione è il più fondamentale dei bisogni, e in psicosomatica è la funzione che più richiama il rapporto con la vita, la nostra connessione con il Tutto di cui facciamo parte e da cui dipendiamo per la sopravvivenza. Un problema respiratorio parla allora anche di una sofferenza, o di una paura, legate ai temi dell’abbandono e della separazione.

E chi soffre di sinusite? In questo caso si parla di una infezione meno superficiale, che si è andata ad annidare nei seni paranasali, vale a dire in una sede più nascosta. Il disagio dunque è stato come sepolto, messo via, rischia di diventare emotivamente un risentimento che continua a covare subdolamente.

Un sensualissimo raffreddore…

Qualche volta però il raffreddore arriva anche in momenti più allegri e vitali, in cui i motivi per piangere non sembrano poi tanti. Il significato simbolico allora può essere diverso.

L’organo colpito, il naso, è infatti anche un simbolo sessuale! E’ associato al fallo per la sua forma: una protuberanza che sporge dal viso. Ma richiama pure il sesso femminile, per le sue cavità interne rivestite di mucosa.

Secondo Georg Groddeck, famoso psicoanalista tedesco e pioniere della psicosomatica, il raffreddore è una perfetta rappresentazione dell’eccitazione sessuale. Dunque certi episodi di raffreddamento non sarebbero altro che la trasposizione sul piano organico di desideri sessuali repressi.

Una lettura del genere è molto spesso illuminante nel caso delle allergie primaverili. Si può dire in generale che la persona reagisce a una sostanza esterna, la quale può forse fungere anche da “rappresentante simbolico”. Il soggetto è dunque simbolicamente “allergico” sia a sostanze che a persone o situazioni, o a propri contenuti interiori, che lo infastidiscono, oppure lo provocano…

Non si può fare a meno di notare come l’allergia al polline, che affligge molte persone in primavera, sia una reazione al “prodotto sessuale” di una pianta e si collochi in un momento di grande risveglio sensuale di tutto il mondo sia animale che vegetale.

Per chi ha qualche conto in sospeso con la sessualità, dei problemi irrisolti, dei bisogni non riconosciuti, delle voglie di trasgressione o una vitalità sessuale che non si concede di esprimere, non è facile in primavera restare indifferente al moto sessuale di tutta la natura circostante: le difese inconsce si attivano più facilmente, raffreddori e starnuti cercano nello stesso tempo di allontanare e di rappresentare l’idea della sessualità.

Allergico a….

E’ da notare che mentre un semplice raffreddore occasionale parla di una situazione emotiva momentanea, una allergia ricorrente o cronica allude a dei problemi più strutturati nella vita di una persona.

A riprova della risposta dell’organismo ad agenti non solo fisici, vi sono diversi esperimenti che mostrano come molti soggetti predisposti a questo disagio reagiscano anche di fronte a dei filmati in cui si vede solo del polline nell’aria: l’allergene in sé ovviamente è assente, ma la catena associativa resta… ed è in grado anche da sola di scatenare la reazione fisica.

Si potrebbe spingersi oltre su questa strada e ampliarla in senso emozionale: per esempio chi è allergico ai peli di cani e gatti forse è disturbato da qualcosa nella loro animalità, chi starnutisce per la polvere di casa è certamente infastidito dagli acari, ma magari anche dalla situazione affettiva ed esistenziale che si è creata in quell’ambiente o, per estensione, negli ambienti chiusi in generale.

Emma Chiaia e Paola Santagostino, psicoterapeuta specializzata in psicosomatica

62 thoughts on “Raffreddore: forse è l’inconscio che parla…

  1. Ciao Emma!! che cosa carina!!! cercando il significato psicosomatico del mio raffreddore e del mio mal di gola che mi blocca a casa da n paio di giorni….mi sono imbattuta in TE!!! che bel regalo stamattina la tua faccia bella e sorridente!!! CIAO CARA E A PRESTO!!! Giò

  2. Salve,
    molto interessante l’articolo sul raffreddore!! cercavo qualche spunto di riflessione sul mio raffreddore che è esploso domenica mattina dal nulla (così sembra ma…) e l’ho trovato.
    grazie
    Viviana 🙂

  3. interessantissimo articolo: il mio raffreddore cronico e apparentemente senza cause esterne, inizia a svelare i suoi segreti 🙂

  4. Ciao Emma, grazie! il tuo articolo è davvero sorprendente in quanto la mia migliore amica sta frequentando da mesi un ragazzo e ogni volta che stanno insieme lui starnutisce tantissimo e lacrima come un pazzo, sono molto presi dalla storia ma quando sa di vederla inizia ad avere una specie di rinite o allergia già i giorni prima di vederla. Pensi possa essere una forma di energia che “attrae e respinge”? E’ davvero strano, specie la prima notte che hanno dormito insieme lui era completamente fuori di se da lacrime e mancato respiro per “raffreddore” e quando lei fa discorsi più seri o impegnativi, lui inizia a starnutire ed è davvero un problema trattenersi. Sebbene lui la desideri e la voglia sempre vedere, quando sono lontani lui non ha questo problema e quando sono vicini lui sta così….cosa credi possa essere? La mia amica si sente quasi in colpa. Grazie! Un abbraccio.

  5. Beh, difficile dirlo da qui… Certo è molto interessante. Forse la tua amica gli riattiva qualche paura inconscia. Lui, se ne ha la curiosità, potrebbe cheidere una consulenza anche una tantum da una psicocomatista, magari per sciogliere qualche resistenza residua verso quello che sembra un amore molto bello! Grazie della condivisione!

  6. Buonasera, sono preoccupata per mia figlia di 10 anni perché ormai convive con un raffreddore da un’ anno anche durante l’estate passata tre mesi al mare.
    È sempre piena da non respirare ma non sempre soffiandosi il naso esce muco.
    Stavo pensando che forse c’è un problema psicosomatico.
    Grazie Tatiana

  7. Buongiorno Emma, sono consapevole che il mio raffreddore viene provocato da una tristezza interiore, quando prendo una delusione ecco che compare mal di gola e un raffreddore con bronchite costretta a letto per giorni, questo mi fa stare male non sopporto sentirmi dire: ma sei ancora ammalata? Io sono sanissima gli anticorpi e esami del sangue perfetti prendo integratori per aiutarmi e mi chiedo perché tutto questo? Come posso proteggermi da queste aggressioni essendo consapevole che parte da una delusione, da una tristezza? Attendo una sua cortese risposta, Cordialmente saluto, 🙂 Mara

  8. Mara, diamoci del tu, sul blog si usa così! Ma tu sai perché sei triste? Prova a coccolare la tua bambina interiore, prova a chiederle di cosa ha bisogno. Se non basta, confida la tua tristezza a una persona amica che sappia ascoltarti e consolarti. Se poi vuoi un po’ di aiuto professionale, io faccio sedute sia di persona che via Skype. Se ti interessa, scrivimi a e.chiaia@tiscalinet.it.
    Una tristezza prolungata probabilmente ha un messaggio per te, se riesci ad ascoltarlo il dolore si tramuterà in gioia e in slancio. Non credere che la tristezza sia una condanna, non credere che dalle delusioni non ci si possa riprendere. Un grande abbraccio

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