Per chi pensa di avere bisogno di un aiuto psicologico, ma non ha le possibilità economiche per farlo: cosa offre il Servizio Sanitario Nazionale?
Intervista al dott. Roberto Ferretti, già presidente della SIPSOT (Società Italiana di Psicologia dei Servizi Ospedalieri e Territoriali) e ora membro del Consiglio Direttivo.
La gente in Italia pensa spesso che sia proprio inutile provare a chiedere aiuto al Servizio Pubblico…
E invece sbaglia. L’offerta pubblica in Italia è molto migliorata nell’ultimo periodo, e oggi è una risorsa sottoutilizzata. Nel servizio pubblico lavorano circa 6000 psicologi… Non sono proprio pochissimi.
La realtà italiana è però molto sfaccettata. Ci sono regioni che si stanno organizzando molto bene (come ad esempio il Piemonte, il Trentino, la Toscana, la Puglia, la Sicilia), mentre sembra che altre invece non riescano a razionalizzare i servizi. Ma il consiglio è senz’altro di lanciarsi in una piccola ricerca su cosa offre la propria ASL…
Alcuni servizi pubblici hanno nomi che spaventano…
E’ vero. Se una persona si sente dire di rivolgersi al Dipartimento di Salute Mentale, può pensare che sia un posto dove curano solo i pazzi, o comunque gente che sta molto male… Non è così. Nel concetto di salute mentale oggi rientrano anche le idee di benessere, equilibrio interiore, serenità, e prevenzione del disagio psicologico.
Davvero allora si può fare una psicoterapia gratuitamente, o pagando solo il ticket?
Sì, se serve più che altro una terapia di sostegno, oppure un intervento di counseling: si tratta di aiuti mirati. La terapia di sostegno va bene per problemi cronici (per esempio se si deve convivere con una malattia), il counseling (una parola inglese traducibile con “consulenza psicologica”) è più indicato in momenti cruciali della vita (per esempio il disagio che precede la decisione di separarsi, o la necessità di decidere se licenziarsi o meno, o in generale un momento di crisi). Entrambe le alternative comportano cicli di sedute che in genere vanno dai due-tre, sino ai dieci incontri ed è abbastanza credibile pensare di poterli ottenere in tempi ragionevoli (dipende sempre da regione a regione).
E se una persona ha un problema psicologico che richiede una vera psicoterapia (come per esempio degli attacchi di panico, o un disturbo ossessivo-compulsivo)?
In teoria la struttura pubblica dovrebbe garantire ugualmente un intervento più duraturo. Il condizionale però è d’obbligo, perché una vera psicoterapia impegna lo specialista per un periodo molto lungo e quindi possono sorgere difficoltà. Ma in molte ASL questo aiuto viene erogato, se davvero necessario.
Ma in pratica come si fa?
Una prima difficoltà è effettivamente capire dove andare: i servizi di psicologia hanno una denominazione estremamente varia, che può essere diversa da regione a regione.
Alcuni dei servizi (in campo psicologico può accadere per le strutture riabilitative, quelle psichiatriche, i centri per tossicodipendenti) possono non essere gestiti direttamente dall’Ente pubblico, ma da privati riconosciuti e accreditati dalla Regione e dall’ASL.
Non bisogna perdersi d’animo. Sull’elenco del telefono, sotto la voce Azienda Sanitaria Locale, si trova il numero degli Uffici di Relazione con il Pubblico (URP). Qui si possono avere molte informazioni, e chiedere se l’ASL ha una Carta dei Servizi (o Guida ai Servizi). In genere in questi opuscoli sono illustrate anche le modalità di prenotazione e accesso alle visite.
Anticipiamole: in generale come si possono ottenere questi servizi?
Le modalità di accesso variano da regione a regione o da ASL a ASL. In alcuni casi servirà la ricetta del medico, e si dovrà fissare l’appuntamento tramite il CUP (Centro Unificato Prenotazioni).
Però non è una cattiva idea provare a telefonare direttamente ai Servizi Autonomi di Psicologia (laddove esistono, conviene contattare sempre queste strutture per prime) o al consultorio, e chiedere qual è la prassi per un appuntamento con lo psicologo.
In qualche caso si avrà la gradita sorpresa di scoprire che non servono mediazioni, e si può prenotare direttamente.
Quali dati vengono richiesti per telefono?
Quando si chiama per prendere l’appuntamento, basta dire che si vuole un incontro con uno psicoterapeuta: non serve fornire altre informazioni personali. Non è necessario dire, per esempio, “Mi sono separata da mio marito e sono in crisi”, oppure “Sono depresso”.
Sarà poi lo specialista, nel corso di un primo colloquio orientativo, a vagliare la domanda, e a valutare se c’è bisogno di un intervento di terapia familiare o di un aiuto individuale, se servono accertamenti medici, oppure esami o test psicodiagnostici.
E i tempi?
Nella maggior parte delle ASL, l’appuntamento viene dato abbastanza celermente, in media entro una o due settimane. Per la terapia successiva può essere che ci sia una lista di attesa, ma i tempi in genere sono di qualche settimana, non di mesi come ci si può aspettare (ma nella variegata realtà italiana, l’eccezione può sempre verificarsi!).
Il ticket varia molto a seconda delle strutture: secondo il tariffario nazionale una seduta di psicoterapia individuale costa Euro 19,40, ma ci sono posti dove il medico può prescrivere con una sola ricetta fino a tre sedute di psicoterapia e il ticket non supera gli Euro 36,20.
Ci sono poi le esenzioni normali legate all’età e al reddito. In caso di problemi psicologici più seri e invalidanti, così come quando c’è un handicap o una dipendenza, non si paga ticket.
I Servizi del SSN
- Servizi Autonomi di Psicologia
Ci sono psicologi di diverso orientamento scientifico e professionale che operano in maniera integrata.
- Consultori familiari
Il Consultorio Familiare è presente in quasi tutte le ASL, istituito dalla legge 405 del ’75. Ospita diversi operatori, come il ginecologo, l’assistente sociale, l’ostetrica e, appunto, vari psicologi che possono avere diverse specializzazioni: psicoterapia infantile, familiare, di gruppo, individuale, e così via.
- Dipartimenti di Salute Mentale
In passato si occupava prevalentemente delle persone affette da patologie mentali più serie: nevrosi gravi, disturbi gravi di personalità e psicosi, ecc. Oggi offre anche aiuto psicologico a persone sane, che hanno bisogno di semplice consulenza.
- Neuropsichiatria Infantile
Sono unità dirette da un neuropsichiatra, che però si avvalgono anche di altre figure professionali, come lo psicoterapeuta, l’educatore, l’assistente sociale e così via.
- Ser.T (Servizi Tossicodipendenze) o Ser.D (Servizi Dipendenze)
I Ser.T si occupano delle dipendenze da abuso di sostanza (alcol, droghe, farmaci). Offrono un intervento interdisciplinare, che coinvolge medici e psicologi. I trattamenti possono svolgersi in ambulatori, in centri diurni, e in comunità.
In molti di essi si trovano i Centri per la Disassuefazione dal Fumo (che talvolta, ma non sempre, sono presenti anche nei consultori). Offrono trattamenti interdisciplinari (c’è lo psicologo, il pneumologo, spesso l’oncologo).
- Servizi per l’handicap
Trattano, con la presenza dello psicologo (e di altre figure professionali come tecnici della riabilitazione, il neuropsichiatra infantile, il fisiatra) l’handicap infantile e adulto.
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Grazie di cuore…
Grazie veramente di cuore..
Salve.
Recentemente mi sono rivolta al Centro di salute mentale del mio paese, in provincia di Vicenza – Veneto, per un problema di depressione.
Con l’impegnativa del medico ho fissato un appuntamento per visita psichiatrica attraverso il CUP, visita che ho effettuato nel giro di una ventina di giorni.
Premetto che, allegata all’impegnativa del mio medico di base c’era una lettera di uno psichiatra visto da me qualche mese prima (amico di famiglia) dove si esponeva la mia problematica e la cura farmacologica da me seguita un paio di anni prima.
Alle prime domande del medico di turno al Centro di salute mentale, sia di burocrazia che di informazioni generiche sulla mia persona, ho avvertito subito dal suo sguardo che ci sarebbero stati dei problemi.
In breve, mi ha fatto diplomaticamente ma poco eticamente capire che sono “troppo poco malata” per accedere al servizio pubblico.
Inoltre, tra un sorriso imbarazzato e l’altro, ha messo in discussione, questa volta poco diplomaticamente, l’etica dello psichiatra amico di famiglia (stimato in tutto il Veneto) reo a suo avviso, di aver agevolato il mio accesso al servizio pubblico attraverso la lettera accompagnatoria e reo di non avermi persuaso, spingendomi invece verso la terapia in privato.
“Ma Lei, non è disposta ad investire economicamente su di lei?” mi sono sentita chiedere.
Se mi sono rivolta al servizio pubblico, evidentemente non posso permettermi una terapia in privato…ma questo psichiatra di turno mi ha fatto sentire come se stessi frodando lo Stato, solo perchè non sono sull’orlo del precipizio, perchè non ho l’aspetto tragicamente sconvolto e perchè non ho i segni di un tentato omicidio!
E la lettera accompagnatoria non parlava di unghia incarnita o di paturnia per una ruga in più! Parlava di depressione, di antidepressivi, di necessità di una psicoterapia..
Sono un’onesta cittadina che lavora, che paga le tasse ma che non può permettersi una psicoterapia privata.. E mi domando: bisogna essere ad un passo dalla morte per avere il sostegno dello Stato? La qualità della mia vita è altrettanto compromessa, ma sembra che non lo sia abbastanza per il Servizio Sanitario Nazionale.
Alla fine della visita, perchè evidentemente costretto dal non farmi uscire a mani vuote e con troppo amaro in bocca verso la Sanità, lo psichiatra mi ha fissato un’appuntamento con la psicologa del distretto, la quale avrà l’onere di decidere se avrà tempo da dedicare al mio caso tra uno più malato di me ed un altro!!!
Spero vivamente che l’esperienza da me vissuta sia esclusivamente circoscritta al mio Comune e che non sia così nella generalità del servizio, o non servizio.
Che Dio ci protegga!
Buona salute e tutti!
Cara Manuela, grazie delle testimonianza… Non so bene presso chi si debba protestare, chiederò… O forse puoi anche chiedere tu all’URP dove inoltrare una e mail come questa che hai scritto a me. Dobbiamo iniziare a far sentre la nostra voce, a richiedere i servizi che ci spettano… E se non è possibile per carenza di personale, che almeno ci venga detto chiaramente, con gentilezza, rispetto, e con tantissime scuse, perché è la struttura a essere inadeguata! A quando mi dice il dott Ferretti non è dappertutto così… TI abbraccio e ti ringrazio ancora, invitando anche altre persone a condividere esperienze, sia buone che deludenti. Facci sapere se con la psicologa va meglio…
Grazie Emma
sai che ora ci siamo anche a Lecco, Roma e Modena?
un bacione, Magda ACA
Buon giorno.
Sono diversi anni che i miei problemi psicologici sono peggiorati. La disoccupazione e il ritorno a casa dei miei ha notevolmente influito su questo. Non ho mai avuto gran stima di me stessa, ma fortunatamente a volte stavo meglio.
Mi riesce molto difficile chiedere aiuto e fatico a fidarmi, ma due anni fa, arrivata a toccare il fondo l’ho fatto: ho spiegato vagamente la situazione ai miei fratelli, mi è stato dato il numero di una psicologa. Ho cominciato le sedute, ma non mi sentivo a mio agio, mi faceva sentire incapace, per lei tutto era facile, quando per me le cose erano macigni. Mi ha prescritto lo Xanax, ma non ho mai notato nessuna differenza. Da lì mi ha consigliato di farmi vedere da un neurologo. Quando sono andata a farmi fare l’impegnativa dal mio dottore di base mi ha risposto che forse intendeva io vedessi uno psichiatra: quindi non ho mai ricevuto l’impegnativa e son stata mandata al Dipartimento di Salute mentale della mia città. Anche lì non mi sono trovata bene. La psichiatra che segue da molti anni mia madre l’ho trovata poco professionale: arrivava agli appuntamenti in ritardo e senza chiedere scusa, la trovavo poco sensibile al mio stato, mi ha dato della scansafatiche. Dentro di me stavo ancora peggio, non avevo trovato il sostegno del quale avevo bisogno e non sapevo più che fare, quindi ho continuato ad andare agli incontri. Mi ha prescritto anche dell’Elopram, ma anche con l’aggiunta di questo non vedevo differenze.
Avevo degli alti e bassi spaventosi e continuavo a sentirmi non capita da nessuno.
Dopo un paio di episodi poco piacevoli ho deciso, per il bene comune, di non parlare più di questo problema a nessuno, nemmeno ai miei fratelli.
In un periodo dove stavo un poco meglio ho smesso di andare agli incontri poichè li consideravo deleteri.
Io mi chiedo perchè non mi sia mai stato fatto un esame del sangue per vedere se ho dei valori sballati.
Ora, già da dievrsi mesi, sono nuovamente a terra, qualche giorno fa, con uno sforzo incredibile sono pure andata a chiedere di ricominciare gli incontri con la psicologa §(non la psichiatra) del CIM, mi è stato detto che m’avrebbero telefonato, ma per ora non ho sentito niente.
Capisco che ci sia una lunga lista, capisco che i soldi sono pochi, ma non so più dove sbattere la testa.
Cerco di tenermi occupata, ma la mia concentrazione è inesistente.
Cerco lavoro, ma non ho nessuna fiducia in me stessa.
Faccio fatica a mantenere le relazioni interpersonali, capisco che tutti hanno i loro problemi e non voglio pesare su nessuno, ma ne soffro e non poco.
Mi sto trasformando in una persona poco piacevole.
Mi sento continuamente sbagliata, inutile, pure nel scrivere questo messaggio mi chiedo se sto facendo bene, se è solo un ammasso di frasi senza senso.
I pensieri di farla finita sono sempre più frequenti.
Non vedo un domani sereno.
salve a tutti,sono uno studente di catania e soffro di ansia da prestazione,vorrei sepere se a catania c’è uno psicologo o psicoterapeuta che non abbia costi eccessivi al fine di prenotare una seduta…grazie
“Giro” la tua richiesta ai lettori di Catania… Ma tu hai provato con il servizio pubblico? Un saluto da Milano
no,non so proprio a chi rivolgermi…abito a catania solo per studio e non conosco bene questi posti…grazie per la disponibilità…
magari provero’ ad informarmi all’ asl di catania…
Sì, devi chiamare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Ciao,in bocca al lupo!
ok,lo faro’ quanto prima…spero di uscirnenn ce la faccio piu’…grazie!
Cara Laura, e per colma di sfortuna questo tuo messaggio è finito tra quelli scartati, per un errore del sistema! Scusami tantissimo! Non è facile aiutarti, non so neppure dove tu viva… Spero solo che il tempo sia stato amico e che tu abbia nel frattempo trovato una psicoterapeuta che sappia aiutarti. Ricordati che ci sono anche i gruppi, qualche indirizzo lo trovi nella pagina “Aiuto psicologico gratuito”,ci sono i gruppi di auto mutuo aiuto e quelli della Fondazione Idea che mi sembrano buoni. Ti abbraccio
Il mio nome è Alessandro e sono un ragazzo di 33 anni. Il mio problema è che ho una vita completamente bloccata, sotto ogni aspetto. Da ragazzino avevo difficoltà ad avere rapporti normali con i miei coetanei e spesso venivo trattato male, perchè evidentemente avevo comportamenti inadeguati che non mi permettevano di integrarmi bene con gli altri ragazzi. Venivo spesso preso in giro e lasciato solo, per non parlare dei traumi che ho avuto con le ragazze…a volte sono state con me di una crudeltà unica, che ha aperto ferite profonde dentro di me, ferite che oggi non si sono ancora rimarginate. Tutto questo ha fatto si che a 17 anni io cominciassi a soffrire di depressione. Il mio rendimento scolastico è crollato vertiginosamente, ma fortunatamente sono riuscito a diplomarmi. Ovviamente il rapporto con le donne finora è stato un disastro: a causa dei continui traumi che ho avuto durante le scuole medie, ho sviluppato un atteggiamento di totale chiusura verso le ragazze e durante il liceo non ho mai cercato di approcciarne qualcuna. La cosa è continuata anche negli anni successivi, fino ad oggi. Il risultato è stato che io, ad oggi, non sono mai stato insieme ad una donna, fatta eccezione per una frequentazione avuta per una settimana con una ragazza conosciuta ad un aperitivo -alla veneranda età di 30anni!- che mi ha permesso almeno di baciare una donna per la prima volta in vita mia. Da allora fino adesso, più niente. Ovviamente sono vergine. A causa della mia depressione mi sono lasciato andare, senza accorgermene. Durante i miei vent’anni non ho combinato gran che. Mi sono diplomato in pianoforte al conservatorio, dopo mille peripezie, ma poi mi sono fermato. Non ho avuto la forza di frequentare un corso universitario, quindi ad oggi posseggo solo un diploma di maturità classica e mi trovo nell’impossibilità totale di trovare un lavoro. In conclusione, sembra che a questo mondo non ci sia posto per me…. tutte quelle cose fondamentali, che normalmente caratterizzano la vita di ogni essere umano (lavoro, amore ecc.) mi sono negate. Vorrei sapere se esiste una direzione in cui mi posso muovere (io che fra l’altro, non lavorando, non ho neanche le possibilità economiche per intraprendere qualsiasi tipo di cura) o se al contrario sono destinato a rimanere solo, a casa dei miei genitori, fino a quando non ci saranno più. E’ normale che una persona nelle mie condizioni a volte si chieda che cosa ci sta a fare al mondo. Avrei bisogno di qualcuno che mi segua, per superare i miei blocchi, perchè da solo ho provato, ma non ce la faccio. In questi anni ci sono stati un paio di amici che hanno provato a darmi una mano, frequentandomi e invitandomi ad uscire, ma evidentemente i miei problemi erano ben al di sopra della loro portata e, anzi, i loro tentativi di aiutarmi non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Vorrei capire cos’è esattamente che cosa non va in me e se esiste una soluzione per un problema come il mio.
Distinti saluti
Alessandro
Caro Alessandro, cerca di non scoraggiarti! Prova a richiedere un aiuto psicologico al servizio pubblico. Inoltre, nella pagina “Aiuto psicologco gratuito” di questo blog, troverai dei link alla Fondazione Idea (che ha sedi in diverse città) e a un sito che segnala dei gruppi di auto-mutuo-aiuto. Si tratta di gruppi gratuiti, e la dimensione del gruppo credo possa essere risolutiva per un problema come il tuo, per aiutarti ad aprirti a poco a poco, con sicurezza e con i tuoi tempi. Mi raccomando, supera la timidezza e vacci! Ti auguro ogni bene
Grazie. Molto d’aiuto. Proverò a contattare l’asl per vedere se qualcuno può ascoltarmi
Mi chiamo Alessandra e sono una ragazza di 21 anni. Mi vergogno a scriverle o a chiedere aiuto ad un centro (come per esempio partecipare agli incontri coda) perchè sono molto giovane e si presuppone che ragazzi della mia età siano felici e non abbiano problemi di dipendenza da relazione. Io però sto male e ho bisogno d’aiuto. Ho avuto problemi di bulimia dai 13 anni. per sei anni ho continuato a vomitare ad ogni pasto e a fare abbuffate finchè in quarta liceo, dopo una delusione amorosa, ho toccato il fondo. pesavo 37 chili e mi sono rifiutata di andare a scuola per molti mesi. Ovviamente ho perso quell’anno scolastico. Sono stata da un psichiatra incapace che ha saputo solo dirmi che ero affetta da una depressione generale e probabilmente da bulimia/anoressia nervosa, cose che già sapevo da sola. Da maggio di quello stesso anno ho iniziato un percorso con una psicologa che ho poi interrotto circa un anno e mezzo dopo. Per il mio problema sono stata ricoverata in ospedale nel centro dei disturbi alimentari di niguarda. Adesso sto meglio, ma non sono ancora guarita del tutto, per me è molto difficile uscire dall’ossessione del peso e vomitare credo sia un modo per me per sentirmi meglio, per evitare di affrontare i dolori (noto che lo faccio quando sono triste o quando qualcosa non va come vorrei). Nel stesso anno, e quindi nel marzo del 2008 ho conosciuto quello che è il mio ragazzo ancora adesso. è una storia travagliata e fatta di sofferenze, specialmente da parte mia. potrei avere di meglio, lo so e me lo dicono tutti, ma io senza di lui sto male davvero. Ho letto “donne che amano troppo” e mi rispecchio perfettamente nelle storie di quelle donne. Io faccio e farei di tutto per lui. Nell’ultimo periodo ho persino lasciato mia sorella (sono gemella monozigote e il legame tra noi è qualcosa di molto forte) per seguirlo in spagna a vivere. C’è da dire che durante questi anni mi ha lasciata senza motivo per almeno cinque volte. l’ultima volta è stato lo scorso settembre e la separazione è durata circa cinque mesi (anche se poi continuava a cercarmi e a desiderarmi come se niente fosse mai successo). in questi mesi di “finta separazione” ho continuato a vederlo e ad essere ossessionata da lui perdendo peso e facendo girare la mia vita intorno alla sua. per tentare di fargli capire quanto lo amassi gli ho persino scritto un libro che parlava di noi. lui ha saputo solo dirmi che sono una psicopatica perchè mi ricordo ogni cosa. Sebbene mi avesse lasciata e calpestata per mesi, quando a gennaio di quest’anno è partito per andare a barcellona a vivere io continuavo a stare malissimo e a soffrire per la sua assenza. Dopo pochi giorni mi ha contattata implorandomi di raggiungerlo per vivere con lui l’esperienza fantastica che stava vivedo. non me lo sono fatta ripetere e sperando che finalmente m’avesse amata e rispettata l’ho raggiunto. In quei mesi di vita spagnola lui non ha fatto altro che farmi sentire fuori posto accusandomi di essere un’approfittatrice perchè vivevo sotto il tetto di quella casa che lui aveva cercato (pagavo l’affitto come una normale conquilina ma dormivo su un divano perchè il letto della camera che accupava era da una piazza e in due era scomodo dormirci). Per cercare di sdebitarmi in qualche modo io lavavo, cucinavo, piegavo vestiti senza che lui me lo chiedesse nella speranza di ricevere almeno un minimo di riconoscenza da parte sua, cosa che ovviamante non accadde dato che in più occasioni mi disse che “nessuno ti chiede di piegarmi e lavarmi i vestiti, se lo fai è perchè evidentemente ne provi piacere”. Poi ci sono state discussioni per i soldi… io andavo avanti con i risparmi che avevo messo via fin da bambina, lui viveva con i soldi che i suoi gli passavano (che non erano pochi). Pur sapendo le mie difficoltà economiche non faceva altro che creare malintesi e chiamarmi tirchia solo perchè cercao di rispiarmiare un po’. Credo che lui abbia anche un problema di alcohl. ha avuto un infazia difficile per via della madre che prendeva psicofarmaci per la depressione e penso che questo, anche se lui non l’ammette, ha avuto effetti non di poco conto sul suo io. Io cerco di non arrabbiarmi mai e di appararire sempre allegra e felice e con lui ma non basta. ora che siamo tornati in italia ha avuto il coraggio di dirmi che io in realtà non lo amo perchè amo solo me stessa checché io ne dica. a settembre partirà per andare a studiare a granada mentre io resterò a milano. mi ha già detto che lui tornerà di rado in italia ma mi ha concesso di andarlo a trovare, quasi come fosse un favore che mi fa. nonostante tutto io continuo ad esserne innamorata e a soffrire se non mi chiama e sicuramente starei malissimo se decidesse di lasciarmi ancora. ergo, credo di avere un problema non di poco conto perchè di lui non riesco a liberarmi. Cosa posso fare? Io vorrei solo essere felice e sentirmi amata.
Cara Alessandra, scusa il ritardo della risposta, ero in vacanza! Non sei troppo giovane per frequentare un gruppo, anzi ti invito a contattare subito non solo un gruppo Coda (trovi i riferimenti nell’articolo) che uno di Overeaters Anonymous (trattano anche disturbi come il tuo). Aiutare te stessa è davvero l’unica strada per stare meglio, e in genere i gruppi offrono un aiuto specializzato ed efficace. Datti una chance di essere felice, fallo, e fallo subito, oggi stesso! Ti abbraccio
ciao sonno una mamma di 2 bellisimi bambini, 1 maschio di 10 anni e la piccola di 9 messi, mio fliglio lo ho avuto a 20 anni e da 6 messi che sonno riuscita a portarlo in italia,pero non so cosa fare adesso perche il mio compagno padre di mia figlia sta diventando insoportabile, la nostra relazione diventa ogni giorno piu bruta e mi dispiace che mio figlio che ormai capisce tutto viva questa situacione, aviamo bisogno di aiuto,, tante volte ho pensato di prendere mie 2 bambini e andare via, pero non voglio che mia figlia viva la stesa situazioni di suo fratello. vorrei sapere se a treviso ce una strutura dove posa andare per aiuto psicologico gratuito per me e la mia famiglia, grazie mille
Cara Flora, non so come sia la situazione a Treviso ma qualcosa deve esserci. Prova a chiamare l’URP (Ufficio relazioni con il pubblico) della tua ASL (trovi il numero sull’elenco). Se lo trovi difficile, fatti aiutare da un’amica o anche dal medico di famiglia. Puoi chiedergli di aiutarti a prenotare una seduta di psicoterapia, oppure un incontro con gli assistenti sociali. Fammi sapere!
salve per favore avrei bisogno di una urgente cosnulenza psicologica,a firenze,gratuita per favore mi potrebbe aiutare grazie.
io sono molto pessimista vedo tutto nero e non c’è nemeno una piccola cosa che mi dia un po di forza la vita mi sembra difficile inutile e guardo sempre solo i poveri anziani quelli senza mano o gambe muratori e mi trovo in uno stato d’anima uguale alla loro situazione mi sento emozionalmente invalida,perchè non ho forza di fare niente per migliorare me setessa e la mia vita ho paura di tutto.
vivere mi sembra impossibile.
ho 21 anni e questo mi fa sentire peggio non lo so mi trovo grande per certe cose cioe un tale pessimismo non si adata alla mia eta dovrei studiare lavorare fare amici e essere vivace felice ma non ci riesco per niente.
credo che anch’io come la ragazza sopra Alessandra ho lo stesso problema non riesco a stacarmi dal mio ragazzo,lui è diverso vive è felice senza di me io no,so che è semplice dirlo con parole pero una situazione costante che dura da anni non è possibilie prendere forza da positive parole purtroppo anche se lo vorrei,per favore mi potrebbe solamente dare un indirizzo preciso
grazie
Cara Maria,
chiama l’Ufficio Relazioni per il Pubblico della tua ASL o chiedi al tuo medico di base come fare per una visita psicologica. Poi rileggiti la pagina sull’aiuto gratuito, e contatta la Fondazioen Idea chiedendo se hanno gruppi anche a Firenze. Oppure prova a questo indirizzo http://www.automutuoaiuto.it/info_mappatura_home.html a cercare il gruppo che fa per te! Ti abbraccio
Allora contatta i gruppi Coda e chiedi l’indirizzo del gruppo di Firenze: http://www.codipendenti-anonimi.it/contatt.htm ! Un abbraccio
Salve, mi chiamo Alessandra e ho 22 anni. Soffro da 6 anni di attacchi di panico, anche se adesso mi vengono molto sporadicamente. Quando avevo 17 anni ho iniziato una psicoterapia per problemi alimentari e condotte auolesioniste. Dopo circa 1 anno e mezzo ho interrotto la terapia perchè mi sentivo molto meglio, ma l’ho iniziata nuovamente a 19 anni e mezzo in seguito a dei problemi di ansia, abuso di alcool e nuovamente disturbi alimentari (non credo di poterla definire anoressia, non mangiavo quasi mai, è vero, ma non avevo perso molto peso, ero arrivata a pesare solo 48 kg) Le condotte autolesioniste (tagli sulle braccia nascosti dai braccialetti che porto) sono continuate, specialmente nei momenti di rabbia. in seguito a vari problemi mi sono rivolta a una psichiatra che, dopo un assessment psicodiagnostico e un colloquio, mi ha diagnosticato un disturbo borderline di personalità. Mi ha quindi dato un farmaco come stabilizzatore del’umore per evitare i mie gesti autolesivi e mi ha consigliato una terapia di orientamento diverso a quella che faccio io (cognitiva). Il fatto è che sono una studentessa e i soldi sono davvero pochi. Volevo sapere se a Pisa c’è il modo di fare una psicoterapia di tipo gestalt o psicodinamica all’interno del SSN.
grazie mille
un saluto
Cara Alessandra, non conosco la realtà di Pisa… Prova a chiamare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico URP della tua Asl, o a chiedere al tuo medico di base quali sono i canali da “battere” per la tua ricerca. Cerca anche, nella pagina “Aiuto psicologico gratuito” del blog, gli indirizzi dei gruppi di auto-aiuto o auto-mutuo-aiuto o della Fondazione Idea. Contatta gli Overeaters Anonymous. Ci sono un sacco di telefonate da fare ma alla fine troverai l’aiuto per te!
Per gli attacchi di panico guarda qui: http://www.lidap.it/
Ti abbraccio
Salve ho 19 anni e ho bisogno di trovare uno psicologo o un gruppo di auto mutuo aiuto completamente gratuito che tratti il problema della ludodipendenza. Abito a Palermo e non riesco a trovare nessuno che faccia questo tipo di servizio.Conosce qualche centro o psicologo che si occupa di questo argomento?
Grazie mille
Un saluto
No, ma se va sulla pagina “Aiuto psicologico gratuito” può trovare il link ai gruppi di auto mutuo aiuto. Buona ricerca!
Salve,
sono una ragazza di 29 anni e sto affrontando come tutti i ragazzi della mia età una situazione di cambiamento e di grosse incertezze.Certo è che la situazione lavorativa non ci aiuta per niente!!!!dopo aver studiato tanto laurea, master, e vari corsi sono disoccupata e mi sento terribilmente in colpa verso i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto e hanno creduto in me. Ora mi trovo in una grossa situazione di disagio sono in una città diversa dalla mia (a firenze), lontana dai miei, dal mio ragazzo e non so cosa fare!!Provo a fare colloqui ma ultimamente non va nulla bene…vorrei chiedere aiuto ma non so a chi rivolgermi non avendo neppure soldi per pagarmi le cure psicologiche…aspetto una dritta…Grazie
salve a tutti….ho 44 anni e mi rendo conto di stare male..di vivere vari disagi..sto senza lavoro…da qualche tempo non mi fa di fare nulla mi prefiggo molte cose con tanti buoni propositi..anche nella mia sfera .ma poi non faccio nulla di tutto cio’…e certo la situazione non migliora….non ho voglia neanche di uscire di casa e tutto mi pesa in modo spaventoso…non sono mai stato cosi…anzi sono sempre stato il contrario..a volte mangio per ansia e non per fame…ho messo su anche chili che vorrei smaltire…e dico vorrei….come vorrei tante cose…mi rendo conto che forse è arrivato il momento di chiedere aiuto a qualcuno…anche se non so bene a chi…
Sì Mirco, direi che è arrivato quel momneto. Se leggi con attenzione la pagina “Aiuto psicologico gratuito” dovresti trovare, tra servizio pubblico, gruppi di autoaiuto, gruppi della Fondazione IDEA ecc. qualcosa nella tua città di adatto a te. Vedrai, il lavoro psicologico su se stessi è interessantissimo. In bocca al lupo e un abbraccio!
Cara Claudia, scusa il ritardo della risposta. il tuo post si era “nascosto” tra altri… Ti capisco, anche io ho passato proprio a Firenze un periodo simile al tuo.
Dritte? Sul lavoro non so…. Per la psiche, se telefoni all’Ufficio Relazioni con il Pubblico(URP) della tua Asl, potrai chiedere come fare ad avere una consulenza psicoterapeutica pagando solo il ticket. Poi nella pagina “aiuto psicologico gratuito” del mio blog http://www.vitafelice.it trovi il link al sito dei gruppi di auto mutuo aiuto. C’è anche il telefono della Fondazione Idea, che fornisce molti tipi di aiuto spesso gratuito, forse hanno qualcosa anche a Firenze.
In quella stessa pagina trova anche i link ai gruppi dei 12 passi tipo CODA (sulle dipendenze amorose, se dovessi avere anche quel problema). Sono gratuiti.
Ti abbraccio, fammi sapere…
Salve! Io sono Francesco, ho 20 anni e sono di Torino. Ultimamente non capisco più quali sono i miei gusti sessuali. Tendo a distaccarmi dal sesso maschile per paura che mi scambino per ciò che non ho mai voluto essere: ovvero un’omosessuale. Non parlo con tono di disprezzo, anzi, i gay io li rispetto e non ho nulla contro di loro. Parlo per via della paura di perdere me stesso. La gente mi guarda stano come se avessi fatto qualcosa, le movenze o atteggiamenti che ho iniziano ad essere alquanto strani, ci sono momenti in cui quando sono a contatto con i miei amici mi sento me stesso, altri in cui sento di non esserlo più. Quando sto in solitudine mi faccio pensieri strani sui maschi e il più delle volte arrivo a toccare l’orlo di una crisi di pianto che però non avviene e mi indebolisce dentro. Ho bisogno di qualcuno con cui sfogarmi, qualcuno che mi dica che va tutto bene ma chiaramente non lavoro per paura di affrontare il colloquio con l’agenzia interinale passando per ciò che non sono. Non so’ più come uscirne, sapete dove indirizzarmi?
Ciao Francesco, io proverei a chiedere una consulenza presso L’Istituto di Sessuologia Clinica di Torino ( 011 611909 ) (Se il numero dovesse risultare vecchio riscrivimi). Non è gratuita ma per una cosa così delicata val la pena di andare da chi studia queste cose… ( e può sempre essere che la prima seduta sia gratis). Nella pagina “Aiuto psicologico gratuito” trovi il numero di telefono del centralino dell’ISC di Roma, puoi provare prima a parlare con loro, la consulenza telefonica è gratis. Se no puoi telefonare all’URP della tua ASL e chiedere una consulenza psicologica, potresti capitare con una persona esperta ma anche no… Ti abbraccio
Salve, cercando in rete costi e centri per iniziare una psicoterpia, ho trovato questo sito e ho letto tutti commenti. Premetto che sono uno psicoteraputa e lungi da me l’idea di farmi pubblicità. Leggendo mi rendo conto che la richiesta per fare una psicoterapia è alta e che a volte il costo ne determina la richiesta stessa. Sono rimasto colpito dalla passione con cui gestisce il sito, Emma, che ringrazio anche io per la sua disponibilità. Mi rendo conto di quanto sia importante che le persone abbiano una possibilità e credo che sia importante dire a tutti che ci sono psicoterapeuti, non molti, che si stanno muovendo affinchè tutti possano usufruire di un servizio sanitario di questo genere allo stesso costo del servizio sanitario nazionale. Cercate oltre ai servizi Sanitari anche struttre che propongono una psicoterapia accessibile e guardate anche la formazione di tali attività, perchè se nel servizio sanitario nazionale la professionalità è garantita dallo stato, in altre strutture la garanzia la dovete richiedere voi. Grazie per tutto.
Un saluto.
Buona sera,
Mi chiamo Lidia, ho 57 anni, vedova. Madre di due figli grandi 24 e26 anni. Scrivo perché ho grandissimi problemi con gestire i miei figli, perché mi accusano che li rovinato la vita. Per loro non essendo ricca , non dovevo fare dei figli o almeno risposarmi con un uomo ricco, come se fosse una passeggiatina. Sono stata maltratta psicologicamente da miei figli per più di 10 anni . sono arrivata a conclusione che meglio morire che continuare una vita del genere. Provato pure fare per liberarmi dal miei aguzzini (ormai io non li vedo come miei figli adorabili ). Puoi ho capito che io amo la vita e non voglio ammazzarmi. Il mio medico mi prescritto la visita psichiatrica. Dovevo imparare a convivere con i miei figli senza stress. Purtroppo nessun ospedale USL, consultori, da nessuna parte era possibile andare . Da per tutto mesi o anni di aspettativa senza una lista di attesa. Uno se sta male fa prima ad ammazzarsi. Non ho dei soldi, posso andare a curarmi solo con la mutua. Dove devo bussare ?
Lidia
Lidia, mi scusi il ritardo, il suo post si era “nascosto” tra le pieghe del blog…. Non so come aiutarla, non so neppure da dove scrive… Legga però con attenzione la pagine “Aiuto psicologico gratuito” di quetso blog (la trova nella lista a destra, oppure in alto): provi a vedere se c’è un gruppo di auto-mutuo aiuto vicino a li, o un gruppo Coda, o Aca, o un gruppo Familiari Anonimi, oppure contatti la Fondazione Idea…. E insista con il servizio pubblica, a costo di mobiltare gli assietnti sociali! L’abbraccio e le auguro buona fortuna
Mi scusi il ritardo, il suo post si era “nascosto” tra le pieghe del blog….
Sono depresso e non ho più stima di me potete aiutarmi se si dove grazie
Buongiorno, ho 34 anni e sto spesso male, in preda agli attacchi di panico e alla paura di morire..oppressioni al petto mi fanno pensare ad un infarto di continuo, sensazioni di vuoto alla testa mi danno l’impressione che non arrivi ossigeno sufficiente al cervello e spesso sono assente e rido sempre meno..sono anni che combatto con questa situazione e man mano peggiora, anno dopo anno è sempre peggio..ho provato con il ssn a rivolgermi ad uno psichiatra che mi ha dato una cura in pastiglie e completa disponibilità per gli incontri ma non trovando giovamenti e avendo necessità di ricorrere al lexotan ho smesso di andarci..credo di aver bisogno di un supporto psicologico o psicoterapeutico e non psichiatrico..vivo a Milano..se ci riesce mi farebbe bene un consiglio..mille grazie
Buongiorno a lei… Naturalmente non posso darle consigli utili da un blog, senza conoscerla. Il suo psichiatra non è disposto a farle soltanto una psicoterapia, senza farmaci? In caso contrario, lui o il suo medico di base potrebbero aiutarla a cercare uno psicoterapeuta nel servizio pubblico. Io Non potrei fornirle il numero di telefono di una professionista molto brava, ma non è nel pubblico. Non conosco invece i nomi di professionisti convenzionati, purtroppo. Ma certo ci saranno.
Se crede, mi scriva privatamente e le do il numero di telefono della persona che conosco. Non si scoraggi! Continui a cercare aiuto. Un sorriso di incoraggiamento.
Buongiorno , sono un ragazzo di 28 anni trasferitosi da poco a Milano .Sono vittima di ansia e credo una forma di depressione che va’ avanti da almeno 3 anni.
La mia e’ un’ansia che va’ e viene .Fortunatamente ho un lavoro (seppur poco soddisfacente e precario) una ragazza con cui convivo e con cui sto’ benissimo .
Sono in cura da un bravo psicoterapeuta da un paio d’anni e la psicoterapia ha dato risultati ,solo che ora che sono a milano non riesco a fissare appuntamenti causa lavoro e causa il mio psichiatra e’ nella mia citta’ (circa 100 km da Milano) .
VOLEVO SAPERE come fare per ottenere psicoterapia e Milano in una struttura pubblica.
La ringrazio di cuore.
Ciao Daniele,
sull’elenco del telefono, sotto la voce Azienda Sanitaria Locale, trovi il numero degli Uffici di Relazione con il Pubblico (URP). Chiama per chiedere informazioni. Anche il tuo medico di base dovrebbe saperti indirizzare.
Inoltre, nella pagina “aiuto psicologico gratuito” di questo blog trovi il link alla Fondazione Idea (studiati bene il loro sito e chiamali, sia per informazioni che per i gruppi) e alla mappatura dei gruppi di automutuoaiuto. Anche un gruppo potrebbe dare ottimi risultati nel tuo caso!
Buona ricerca, dacci notizie!
ciao emma, ti scrivo perchè soffro di depressione e disturbi che hanno a che fare con la dipendenza (alcool). sto attraversando un periodo terribile e ogni giorno la mia situazione peggiora. non riesco a dormire o a fare anche le cose più semplici, anche di accudimento di me stessa o dei miei figli. non posso permettermi un aiuto psicologico, non ne ho le risorse economiche. abito in abruzzo, in provincia di chieti. cosa posso fare?
ciao mi chiamo paolo e mi sento una persona solo da quando o perso il lavoro mi sento giu mi potete aiutarmi
Cara Alice, come prima cosa ti direi di contattare gli Alcolisti Anonimi, http://www.alcolisti-anonimi.it/ , 06 66.36.620. Telefona al numero che ti ho dato e chiedi qual è il gruppo più vicino alla tua zona.
Poi puoi provare a chiamare l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della tua Asl (numero sull’elenco) e chiedere come fare per avere una consulenza psicologica gratuita, e un aiuto per i problemi legati all’alcol. Se non trovi un gruppo di AA, che sarebbe meglio, al link http://www.automutuoaiuto.it/info_mappatura_home.html vedi se c’è un gruppo di auto aiuto nella tua zona. Buona fortuna e buona ricerca…. <3
Caro Paolo, le cose che puoi fare sono innanzitutto due. 1) Chiama l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della tua Asl (numero sull’elenco) e chiedi come fare per avere una consulenza psicologica gratuita, anche magari in un consultorio. 2) Poi al link http://www.automutuoaiuto.it/info_mappatura_home.html vedi se c’è un gruppo di auto aiuto nella tua zona. Buona fortuna e buona ricerca!
Salve.
Come molti,navigando su internet cercando le tariffe dei consulti psicologici, ho trovato questo sito.
La mia storia è difficile e troppo lunga da raccontare.
Ho 21 anni,e sin dall’infanzia,a seguito di un trauma,ho problemi psicologici.A 10 anni feci la mia prima terapia perchè avevo problemi con i compagni di scuola,ero aggressiva,ma brillavo a scuola e a tratti ero anche una bambina dolce.
La terapeuta disse che il mio unico problema era l’ambiente famigliare.
Col passare degli anni,nel periodo difficile dell’adolescenza,cominciai ad interiorizzare tutto ciò che mi faceva soffrire e passavo da uno stato depressivo all’altro.
Successero tante cose brutte nella mia famiglia e a 18 anni me ne andai.
Più e meno da quel periodo ho cominciato ad avere attacchi di panico associati alla claustrofobia e non trovo veramente il modo di tirarmi fuori.
Mi sento imprigionata in me stessa e so che devo ricorrere ad una terapia,ma non so a chi rivolgermi e a che tipo di terapia indirizzarmi.
Mi hanno detto che esistono dei centri in Lombardia i C.P.S. nei quali ti presenti con l’impegnativa del medico e paghi solo il ticket.
Saprebbe per cortesia indicarmi l’iter da seguire in questi centri e qual’è la loro validità?
Grazie