Per gestire bene il tempo sii consapevole dei tuoi pensieri

Foto Di Cane Rosso http://www.flickr.com/photos/cane_rosso/

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Come pensi il tuo tempo? Le strategie, anche quelle più mirate, non servono se si coltivano degli atteggiamenti mentali errati nei confronti del tempo.

Spesso sono dei “pensieri di onnipotenza”: si parte convinti di poter fare qualunque cosa, salvo crollare di fronte alle prime difficoltà.

Vediamo quali sono i pensieri più comuni e perché fungono da trabocchetti.

Il tempo lo controllo io

E’ un’idea molto diffusa, ma non è totalmente vera. E’ possibile decidere molto riguardo alla propria giornata, ma essa è un contenitore nel quale entrano anche le esigenze degli altri, gli imprevisti della vita, e così via.

Una volta compreso realmente questo concetto, si possono pianificare le giornate in modo più adeguato, lasciando qualche margine per l’imprevisto.

E’ importante anche coltivare una certa elasticità mentale, che consentirà, all’occorrenza, di non paralizzarsi di fronte all’idea di dover spostare o rimandare qualche impegno.

Un esempio pratico? Meglio prendere l’abitudine, ogni volta che si fissa un appuntamento (che sia lavorativo o meno), di chiedere all’interlocutore un numero di telefono per rintracciarlo in caso di imprevisti: se siamo costretti a un ritardo o a un’assenza, non perderemo tempo prezioso per cercare di rintracciarlo (e non rischieremo una brutta figura).

Sì, che ce la faccio…

Molte persone hanno una scarsa capacità di valutare il tempo necessario per portare a termine le cose. Fare la spesa, cucinare un piatto di spaghetti, andare in auto a un appuntamento o a riprendere il bimbo a scuola…

Calcolare male questi tempi può portare a una programmazione sbagliata e alla sensazione di dover sempre correre.

L’errore più comune? E’ compiuto sugli spostamenti, sia fatti con i mezzi pubblici (ma bisogna calcolare anche i minuti necessari per raggiungere a piedi le fermate, i possibili ritardi e così via) sia in auto (senza valutare bene l’incognita-traffico).

Inizio la giornata decidendo di fare tutto, poi se è necessario posso sempre scegliere

Anche questo è un atteggiamento di onnipotenza. In genere gli impegni della giornata non spariscono, caso mai si moltiplicano.

Partire con un pensiero del genere può significare trovarsi costrette dalle circostanze a non poter scegliere affatto gli impegni da scartare, rischiando di dover rinunciare proprio a quelli più importanti per noi o per i nostri cari.

Inutile programmare, tanto in ogni caso salta tutto

E’ un atteggiamento opposto al precedente, e altrettanto poco funzionale.
Chi non programma affatto è in balia degli eventi, delle richieste degli altri, non riesce a valutare l’importanza di ciò che fa e rischia di non centrare i suoi obiettivi.

Io sono più bravo/a degli altri, riuscirò a fare tutto

E’ di solito un pensiero inconscio, ma presente in molte persone che vogliono essere super. E’ la radice del perfezionismo: la persona si prodiga per dare il massimo, convinta di lavorare per una situazione ideale.

Non calcola, però, che la tensione necessaria per fare troppe cose in tempo stretti la rende rigida, tirata, troppo concentrata sul suo obiettivo e sorda alle esigenze degli altri. Insomma, non proprio perfetta…

Non posso fermarmi e prendere tempo per me, con tutto quello che c’è da fare

Il tempo per noi stessi è necessario. Senza il riposo sufficiente il rendimento va in tilt, senza il tempo per chiarirsi le priorità si rischia di perdere oceani di tempo dietro a obiettivi non essenziali.

E senza l’occasione di stare un po’ con se stessi, di ascoltare i propri pensieri e le proprie emozioni, si corre il pericolo anche di andare incontro a forme di insoddisfazione profonda, di serio disagio psichico.

Sacrificarsi, non concedendosi le pause necessarie, è dunque una negazione di sé pericolosa, che può avere un costo, sia psicologico che pratico, inutilmente alto.

Se solo ieri non avessi fatto (o detto)…
E se domani le cose andassero male?

Quanto del tempo se ne va nel rimuginare avvenimenti passati, o nelle preoccupazioni per il futuro? In questo modo la consapevolezza non è mai nell’unico tempo che si può veramente gustare, e cioè il presente.

In genere, lasciarsi travolgere dall’ansia per il domani “accorcia” il tempo, perché si è sempre proiettati in quello che potrebbe capitare.

Pensare troppo al passato è invece un atteggiamento depressivo che fa sembrare le giornate lunghe, interminabili, ma paralizza l’azione.

E’ importante imparare, se non a eliminare, almeno a ridurre al minimo i pensieri su cosa potrà accadere, e a pensare al passato costruttivamente, come a una serie di lezioni dalle quali è possibile apprendere, perdonandosi nello stesso tempo eventuali errori.

E tu, come pensi il tuo tempo? Ti capita di fare qualcuno di questi errori? A me sì….

Articolo apparso su Donna Moderna (Mondadori). Ha collaborato la dottoressa Alessandra Saggin

3 thoughts on “Per gestire bene il tempo sii consapevole dei tuoi pensieri

  1. Altrochè…se mi capita di fare uno di questi errori!
    Complimenti! un bellissimo e interessantissimo post ed altrettanto bellissimo blog.
    Mi sa che verrò a trovarti spesso!
    Ciao. Marju.

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