Pensare un po’ a se stesse non è egoismo. Parte II

Molte persone sono state educate con l’idea che pensare a se stesse sia male, e prodigarsi invece per gli altri sia una cosa giusta e generosa. Ma questo concetto è stato ampiamente sfatato dalla psicologia, che ha dimostrato come le persone che sanno amare se stesse, (e che quindi si prendono cura dei propri bisogni e soddisfano le proprie esigenze) siano in grado di dare anche agli altri un amore non nevrotico e disinteressato.

Dedicarti a te dunque non è egoismo, tutt’altro: è qualcosa che, rendendoti più serena, ti metterà in grado di dare gioia anche a chi ti sta accanto.

Vorresti farti aiutare da una psicoterapia, oppure seguire un corso di yoga o di training autogeno, o regalarti una vacanza, ma pensi che “non valga la pena” di spendere soldi e tempo per te stessa?

Oltre a ogni altra considerazione, prova un semplice esercizio: elenca su un foglio tutti i modi in cui hai sprecato tempo e denaro stando male. Scrivi per esempio tutti gli acquisti inutili che hai fatto per consolarti nei momenti difficili, i cioccolatini che hai mandato giù per riempire un vuoto, gli oggetti che hai rotto in un impeto di rabbia, le telefonate interurbane fatte alla tua migliore amica per sfogarti.

Ma annota anche il lavoro che non hai svolto perché eri depressa, i problemi creati dai piccoli e grandi disturbi psicosomatici, tutte le volte che ti è venuta l’influenza o che sei incappata in un piccolo incidente perché – sei la prima a sospettarlo – in realtà era l’unico modo di “fermarti”… Puoi aggiungere voci all’elenco per qualche giorno. Alla fine rileggilo: scommettiamo che l’idea di utilizzare tempo e denaro per te stessa, per stare bene, non ti sembrerà più così assurda?

E la tua creatività? E’ la prima vittima del troppo correre, dei troppi impegni. In realtà, non darsi tempo di stare a contatto con se stesse è una vera e propria “autocastrazione”: tagli fuori di te una parte importante, che vorrebbe vivere ed esprimersi… Creatività non vuol dire solo la tua voglia di scrivere o dipingere (anche se non sarebbe certo sbagliato dar voce alle tue emozioni in questo modo), ma anche la possibilità di fare emergere idee diverse dal solito, energia, vitalità.

Essere creativa potrebbe anche dire permetterti di compiere i soliti doveri in un modo diverso e più piacevole, di trovare soluzioni nuove a vecchi problemi cristallizzati, o di sperimentare uno stile di lavoro più originale e personale…

Pensare a se stesse non è egoismo. Anzi, il contatto interiore è un momento importante di tutte le pratiche spirituali. Che tu sia credente o no, non puoi compiere un percorso di crescita profondo se eviti il vuoto, il silenzio, l’ascolto di quello che si muove nel tuo intimo. Ma se sei sempre di corsa, sempre affannata dietro a mille cose, cosa vuoi ascoltare?

Stai dalla tua parte

Hai deciso che da oggi penserai più a te stessa? Questo significherà lasciar perdere un sacco di incombenze che non ti riguardano direttamente: problemi altrui, premure che ormai tutti si spettano da te (dandole per scontate), grane che risolvi per conto terzi.

Ma gli altri come reagiranno? Ci sono un sacco di persone ormai abituate a contare su di te: il tuo capo, i colleghi che ti rifilano sempre del lavoro arretrato, il tuo compagno, i tuoi figli, i tuoi genitori. Cosa succederà quando annuncerai che sarai un po’ meno disponibile per lavoro extra, che preparerai un po’ meno cene, che farai la tassista meno spesso?

Qualcuno – è inevitabile – probabilmente brontolerà. Ma se avrai il coraggio di andare avanti, e di chiarire con cortesia che hai bisogno di un po’ di tempo per te, vedrai che le reazioni saranno molto meno negative di quanto ti aspetti.

Certo, perdere dei privilegi non fa piacere a nessuno, ma se la gente che ti circonda in realtà ti vuol bene capirà le tue esigenze e sarà ben disposta a darti una mano. Tuo marito farà qualcosa di più in casa, e così i tuoi figli, che si sentiranno responsabilizzati. Certo, poi non dovrai pretendere che tutto sia fatto esattamente come vuoi tu! Accetta un livello medio di esecuzione, e non sabotare tu stessa il tuo piano chiedendo la perfezione.

Non è così, e la famiglia non collabora? Allora forse dovrai affrontare il fatto che c’è bisogno di un chiarimento sui rapporti. Non sei mica in casa in qualità di cameriera! Non temere, anche se dovrai arrivare a una contrattazione un po’ vivace: le discussioni ti aiuteranno a liberare le relazioni da scorie di egoismo, lasciandole più sincere e libere. Per chi ti vuol bene potrebbe essere anche una grande lezione.

Più difficile, forse, delimitare le richieste sul lavoro. Ma anche in questo caso, non lasciarti intimorire: sottolinea con calma quello che fai, in modo affidabile, e continuerai a fare. Vedrai che prima o poi riuscirai a ridurre le pretese extra. E avivere la professione in modo più rilassato, efficiente, e felice.

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