La pace nel mondo: un obiettivo da raggiungere in 30 anni, secodo B.J. Fogg

Quante volte ti sei chiesto cosa puoi fare, in prima persona, per la pace nel mondo, per poi concludere sconsolatamente di avere un raggio d’azione ben ristretto? Forse ora potrai cambiare idea: la pace nel mondo, sostiene B.J. Fogg, non è un’utopia, ma un obiettivo che possiamo iniziare a pensare come possibile.

Bj Fogg, 45 anni, è il direttore del Persuasive Technology Lab di Stanford: forse il nome ti dirà poco, adesso, ma secondo la rivista Fortune è “uno dei dieci guru che tutti dovrebbero conoscere” nei prossimi anni.

E’ il fondatore della “captologia”, ovvero dello studio dell’influenza di web, Facebook e cellulari sulla psicologia umana. E’ un visionario, ma anche una persona con un buon senso della realtà, abituato nei suoi laboratori di ricerca a testare progetti e tesi cui presta il nome.

Lo ascolto a Milano, in una conferenza nell’ambito del ciclo “Meet the media guru”, il 25 settembre 2009. E mi piace molto: è simpatico, spigliato, per niente arrogante….

Esordisce premettendo che non definirà il concetto di “pace nel mondo”: non vuol perdere l’intera serata a discutere della definizione. E dice che non si tratta di un obiettivo certo, ma di una meta possibile. Come?

Nei suoi laboratori, Fogg ha definito gli atteggiamenti e i comportamenti che sono i precursori della pace: sono principalmente l’ottimismo, l’empatia, la tolleranza, il dialogo tra le culture, la convinzione che la pace sia possibile.

E grazie alle nuove tecnologie, questa convinzione e questa speranza possono diffondersi tra milioni di persone. Grazie ai blog, ai siti di informazione, ai social network, milioni di persone possono influenzarne altre, nel bene o nel male.

Se lo faranno nel bene, ovvero veicolando, appunto, ottimismo, empatia, tolleranza e così via, grazie all’effetto moltiplicatore del web la pace diventerà un obiettivo più vicino, più realistico, perché sempre più persone inizieranno ad agire in modo diverso.

Ma non siamo troppo piccoli, magari con il nostro blog, o il nostro profilo su Fecebook, per fare davvero qualcosa?

“Everthing big started small”, ricorda Fogg. E poi in futuro non ci saranno grandi guru della pace, ma tanti piccolissimi guru…

E allora ognuno di noi può fare qualcosa, diffondendo ottimismo, tolleranza, cultura. Se lo faremo sul web, viaggerà più veloce. Ma se lo facciamo nella vita reale (questo non l’ha detto Fogg, lo dico io) vale lo stesso…

3 thoughts on “La pace nel mondo: un obiettivo da raggiungere in 30 anni, secodo B.J. Fogg

  1. sarebbe fantastico e voglio crederci,sono convinta che tutti noi in fondo in fondo vogliamo la pace sia dentro di noi che intorno a noi.quindi coraggio lasciamo che questo sogno diventi realtà.Uniamocci in questo sogno e portiamolo avanti ogni giorno,nel nostro quotidiano dal piccolo del nostro nucleo familiare al più allargato della società intorno a noi.E se abbiamo costanza vedremo che i risultati ci saranno anche se modesti,ma col tempo aumenteranno. Sara 45 “Vi voglio bene”

  2. Verissimo Sara… mi viene in mente in aforisma relativamente significativo: Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, il mondo conoscerà la pace… Mi sa che è proprio un probl. di potere. <3<3<3

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