Se il tuo sonno è leggero e frammentato, apri le porte alle emozioni…
Ti capita di svegliarti durante la notte? Forse hai dei sogni che ti disturbano, o degli incubi (di cui magari non sei del tutto cosciente).
In genere una intensa attività onirica è un buon segno, vuol dire che il tuo inconscio sta elaborando molto materiale: la tua psiche non è certo in una fase stagnante…
(Ma anche se non ricordi di aver sognato, leggi lo stesso questo post)
Probabilmente di notte elabori emozioni profonde, ti poni domande su aspetti della tua vita che devono evolvere, ti confronti con tante cose.
Ma forse questa attività onirica è così intensa (e arriva a svegliarti) proprio perché di giorno tu non dai abbastanza spazio alle emozioni.
Può essere un periodo: magari è un mese di superlavoro, o di preoccupazioni. Hai tante difficoltà, ma di giorno non hai proprio il tempo di pensarci.
Allora pazienza, lascia che sia il tuo inconscio a lavorare la notte, e sopporta i tanti risvegli e i sogni: arriveranno momenti più tranquilli! Ma se è una tua abitudine chiudere la porta della consapevolezza di fronte alle emozioni, allora è ora di provare a cambiare atteggiamento.
Un esperimento
Fai un piccolissimo test: immagina di ricevere una notizia molto spiazzante, bella o brutta che sia (per esempio l’annuncio di una nascita in famiglia, o del trasferimento di qualcuno che ti è vicino).
Cosa fai? Ti siedi e ti dai il tempo di assorbire la novità, e di adattartici? Magari ti prendi subito qualche ora libera, per assaporare l’evento, o per lasciare espandere le sensazioni che nascono in te? Ti senti indulgente con te stesso se per un po’ di ore sei distratto, non sai dove hai la testa? Esprimi ciò che senti, con un pianto liberatorio, oppure con una risata, o abbracciando il latore della notizia se è buona?
Oppure cerchi di incamerare la notizia-bomba facendo finta di niente, non concedendoti più che dieci minuti di commenti, tornando subito al tuo lavoro e alle tue occupazioni?
Cosa puoi fare
Non è facile di punto in bianco fare spazio all’emotività, se sei abituato a rimuoverla. Però puoi iniziare da piccole cose.
Inizia ad ascoltare un po’ di più quello che ti succede. Tieni un diario. Fai l’utilissimo esercizio delle “pagine del mattino”: appena sveglio, scrivi tre pagine di getto, senza fermare la penna, a costo di scrivere sciocchezze o di ripetere sempre le stesse cose. Vedrai che qualcuno dei tuoi contenuti più profondi farà capolino…
Un’altra possibilità è dedicare un po’ di tempo a una forma d’arte: disegna, dipingi, danza (ma in modo libero, non su una coreografia già prefissata).
Molla il controllo
Il problema non è tanto che ti risvegli spontaneamente, ma che hai un sonno leggerissimo: dunque, qualsiasi piccolo rumore o movimento ti fa sobbalzare…
Spesso, però hai anche difficoltà ad addormentarti. In realtà tu senti il sonno che arriva, ma al momento di lasciarti andare è come se ti spaventassi, e riprendi a vigilare.
Il sintomo è chiaro e lo sai anche tu: non riesci a lasciare il controllo e a tuffarti nell’ignoto.
Ci sono teorie che dicono che questa condizione può essere dovuta a un rapporto difficile con tua madre, quando eri piccolo: non hai mai avuto la sensazione di poterti davvero rilassare, perché c’era qualcuno che vegliava su di te. E’ probabile che la situazione comunque migliori nei periodi in cui ti senti più sicuro, e peggiori nelle fasi della tua vota in cui sei più solo, ti senti esposto e vulnerabile.
Forse non te ne accorgi, ma sei ipercontrollato anche durante il giorno. Per esempio, hai mai provato a fare un rilassamento in gruppo, magari alla fine di una seduta di yoga?La scena è quasi comica: alla sola idea di lasciarti andare, ti prende il panico, ti viene voglia di muoverti, ti agiti…
Accettati..
Se davvero hai dovuto crescere senza la sensazione di una persona che ti proteggesse, questo atteggiamento di ipervigilanza è una strategia di difesa che ti ha permesso di sopravvivere; ringraziala, anche se ora ti provoca qualche difficoltà. La potrai lasciare andare, a poco a poco.
Cerca di coltivare la confidenza in te stesso, e nella vita, ogni giorno che passa.
La notte, quando stenti a rilassarti, tenta di dare un nome alle tue paure. Chiediti “sono davvero esposto a qualche pericolo?”: sentirai che sei al sicuro in casa tua, con la porta di casa ben chiusa, magari con una persona cara… Capirai allora che non è rimasta che l’eco delle paure infantili.
Domandati anche qual è il tuo rapporto con l’aggressività, e con il mondo degli istinti sessuali. Talvolta la paura di mollare il controllo segnala che si sta reprimendo qualcosa in queste aree.
Forse potresti iniziare a cercare un contatto con questi mondi che ti fanno paura, magari con una psicoterapia, o semplicemente con un ascolto attento delle tue emozioni.
Infine rifletti sul fatto che tantissime cose che tu non controlli avvengono in ogni istante, e ti tengono in vita. Puoi forse vigilare sul sangue che scorre, sui processi digestivi, sui battiti del tuo cuore, sull’avvicendarsi delle stagioni?
Prendi l’abitudine di riflettere spesso sul fatto che la vita ha una sua saggezza intrinseca, che può sostenerti. Anche mentre dormi.
Questo articolo fa parte di una serie scritta con l’aiuto della dott.ssa Paola Santagostino. Gli altri articoli della serie sono:
Insonnia: le cause psicologiche
Insonnia: Hai Difficoltà ad Addormentarti?
Non Dormi? Forse Sei Iperattivo…
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Ottimo lavoro! ho “divorato” il post e adesso mi leggo anche gli altri!
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Grazie Azzurra…. Torna a trovarmi!
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Io non ce la faccio più…Ho 34 anni, sono sposata e non ho figli. Non dormo quasi più…mi sveglio mille volte a notte e al lavoro arrivo distrutta e nervosa. Sono infermiera e soprattutto i turni di notte (con le veglie forzate quando sento tanto il bisogno di chiudere gli occhi) sono la ciliegina sulla torta. Sono stanca e scoraggiata. Non mi vogliono togliere le notti…e io penso seriamente di lasciare il lavoro…Aiuto…
Cara, mi dispiace risponderti con tanto ritardo (dovuto alle vacanze). Prova a leggere il libro Dormire è facile di Paul Mc Kenna. Ci scriverò prossimamente un post…
Un abbraccio, a presto