I Dodici Passi: come il metodo degli Alcolisti Anonimi aiuta a vincere le dipendenze. I primi tre passi: l’affidarsi

Cos’è, dunque, questo Programma in Dodici Passi degli Alcolisti Anonimi? Che impegno richiede? E’ un coinvolgimento di tipo religioso? Cosa comporta questa insistenza sulla spiritualità?

Ecco un commento fatto Passo per Passo. C’è però un’avvertenza: ogni “Passo” ha molte sfumature, e non è qui possibile accennarle tutte.

Inoltre il Programma dei Dodici Passi viene adottato anche da gruppi di persone accomunate da problemi diversi. In questo caso i Passi sono gli stessi (si sostituiscono solo alcune parole; per esempio non si dice “abbiamo ammesso la nostra impotenza di fronte all’alcol”, ma “di fronte al mangiare compulsivo, al gioco d’azzardo, alle droghe, all’’”amare troppo”… e così via a seconda del problema).

 

E’ chiaro dunque che anche i commenti ai passi andranno modulati a seconda dal problema.

I Dodici Passi di AA

I primi tre passi: L’affidarsi

1) Noi abbiamo ammesso la nostra totale impotenza di fronte all’alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili

Perché è necessaria una simile dichiarazione di resa? Non è certo facile ammettere una completa sconfitta!

In genere chi si rivolge ad Alcolisti Anonimi – per sua iniziativa o, più spesso, indirizzato da familiari, medici, psicologi, sacerdoti, servizi sociali o amici – non si riconosce subito come alcolista, ma tende piuttosto a considerarsi un forte bevitore; è cosciente di avere problemi con l’alcol e, in molti casi, ha tentato più volte (senza riuscirci) di smettere o di moderarsi, da solo o con supporti esterni. A volte è all’inizio del suo percorso alcolico ed è solo preoccupato, altre ha toccato il fondo ed è isolato e disperato.

Quando comincia a frequentare le riunioni del gruppo e ascolta le testimonianze degli altri, attraverso un processo di identificazione supera il grosso scoglio della negazione, e diventa sempre più consapevole di ciò che sta vivendo.

In questa prima fase il nuovo venuto apprende che quello che aveva sempre considerato un vizio (di cui vergognarsi e da tenere nascosto e negare, spesso anche a se stesso) è in realtà una “malattia”, e questo attenua fortemente i suoi sensi di colpa. Si rende anche conto della progressività e della gravità di questo stato. In sostanza, inizia ad accettare l’idea di essere un alcolista e che la sua vita, proprio per questo, sta divenendo o è già divenuta incontrollabile, con conseguenze pesanti nell’ambito familiare, professionale, finanziario, sociale.

Quest’ammissione è importante perché il programma di AA richiede una completa revisione dei propri modi di agire e di pensare, nonché la rinuncia a un “controllo malato”, che sbarra la strada all’apertura ai principi spirituali.

2) Siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi avrebbe potuto riportarci alla ragione

Questo è un punto fondamentale. Molte persone si irrigidiscono alla sola idea di parlare di Dio e di spirito. Alcune non vogliono credere, altre non possono, altri non hanno comunque alcuna fiducia nel Dio della religione che hanno conosciuto.

AA non propone una forma di religione (e non è in conflitto con nessun credo): tutto quello che è richiesto è di avere una mente aperta all’idea che ci sia qualcosa di più grande e forte della volontà del singolo soggetto. Alcuni scelgono di identificare il Potere Superiore con la semplice forza del gruppo di alcolisti sobri, certo più grande di quella di un singolo ubriaco. Questo per AA è sufficiente.

Per altri, non pregiudizialmente contrari all’idea di Dio, si tratta forse di rivedere l’educazione religiosa ricevuta da bambini, e rendersi conto che non è necessario credere a tutti i dogmi che ci sono stati insegnati.
Ognuno di noi può farsi una sua idea di un’Intelligenza Superiore, così come la concepisce: un’entità di puro amore, un’armonia universale, un principio di bene, un Dio personale, e così via.

Altri protestano che non hanno perso la fede, ma che essa non ha fatto niente per loro. Spesso si scopre che si trattava di una fede capovolta, in cui si domandava a Dio di esaudire i propri desideri (spesso per di più contraddittori), anziché chiedere “Sia fatta la tua volontà”, e che inoltre non era stata compiuta una vera pulizia morale e spirituale.

3) Abbiamo preso la decisione di affidare la nostra volontà e le nostre vite alla cura del Potere Superiore, come noi potemmo concepirLo.

E’ probabile che nella vita dell’alcolista il bere non sia l’unico problema: se non altro, vi sono tutte le difficoltà legate alla sua dipendenza: problemi finanziari, emotivi, rancore, risentimento.

Non è possibile affidarsi al Potere Superiore solo per l’alcol e lasciare tutto il resto immutato: anche se si raggiungesse la sobrietà, questa sarebbe minacciata dal perdurare dello stress, dai ragionamenti distorti, dalla sensazione di isolamento e di insicurezza, dalle tensioni che vengono da un modo di vita sbagliato.
E’ necessario che tutta la vita della persona si conformi a principi spirituali: non dogmi né regole, ma una serie di principi che consentono di sentirsi meglio con se stessi, di diventare più sicuri, aperti, trasparenti, e dunque sinceri, tolleranti, sereni e coraggiosi.

Riferimenti

Servizi Generali Mondiali http://www.alcoholics-anonymous.org
Grande libro on line http://www.aa.org/bigbookonline
Alcolisti Anonimi Italia  www.alcolistianonimiitalia.it

Questo articolo fa parte di una serie: Gli altri articoli della serie sono:

Il programma in Dodici Passi degli Alcolisti Anonimi: un percorso per il recupero dall’alcolismo e da altre dipendenze
Come nascono i gruppi degli Alcolisti Anonimi
Per chi è Alcolisti Anonimi
I Dodici Passi: come il metodo degli Alcolisti Anonimi aiuta a vincere le dipendenze. I primi tre passi: l’affidarsi
Il programma dei Dodici Passi: quarto, quinto, sesto e settimo. Guardare dentro se stessi
Il programma dei Dodici Passi: ottavo, nono, decimo, undicesimo e dodicesimo. L’ammenda e il recupero
Alcol e donne
Il programma dei Dodici Passi per la dipendenza da droghe, da cibo, dal fumo, dal gioco, dallo spendere compulsivo
Vivere con un alcolista
La co-dipendenza: i gruppi di sostegno per i familiari

19 thoughts on “I Dodici Passi: come il metodo degli Alcolisti Anonimi aiuta a vincere le dipendenze. I primi tre passi: l’affidarsi

  1. complimenti, dottoressa, ha azzeccato molto bene lo spirito AA, io da 31 anni vivo nel programma dei dodici passi e le assciuro che è il giusto cammino per vivere una vita serena e tranquilla senza necessità dell’alcol. Grazie ci faccai conoscere più che può, ne abbiamo bisogno. Serene 24 ore.
    Santino

  2. i dodici passi, sono come i dieci comandamenti per la religione Cristiana,bisogna assimililarli piano, piano, ed entrarvi dentro, poi viene quasi tutto automatico, il seguirne i principi,senza per questo la necessita di diventare dei Santi o degli eroi, basta accontentarsi di condurre una vita normale come ogni essere ragionevole di questo mondo, grazie Bill, e Bob.

  3. VIVO A CITTA DEL MESSICO DA 10 ANNI E 5 MESI FA SONO ENTRATA AD UN GRUPPO DI AA. MI PIACEREBBE SAPERE COME TROVO LA LETTERATURA IN ITALIANO GIÁ CHE SENTO LA NECESSITÁ DI APPLICARMI AL PROGRAMMA NELLA MIA LINGUA, MOLTE COSE IN SPAGNOLO MI SFUGGONO O FACCIO FATICA A TROVARGLI IL SENSO DI FATTI SONO ENTRATA A QUESTA PAGINA PER CERCARE DI TRADURRE IO STESSA IL LIBRO DEI DODICI PASSI.
    MOLTE GRAZIE

  4. GRazie mille Emma, Santino mi piacerebbe sapere se tu eri all’inizio del primo gruppo AA a Udine, ci sono stato anni fa in quel Gruppo Udinese, mi chiamo Juan Manuel (Uomini in Fuga) se cosi spero avere notizie tue un abbraccio e serene 24 ore dal messico, Hector(Juan Manuel)

  5. Cara Claudia Carelli, piacere di poter salutarti mi chiamo Hector e sono alcolista, abito nello stato di Queretaro Messico, ho visuto nel tuo bellissimo paese, parlo italiano e ovvio español, se ti posso aiutare per le parole in spagnolo della nostra letteratura conta con me.A presto e serene 24 ore Hector

  6. sono elena e sono un alcolista. Il programma mi mantiene sobria e mi aiuta a cambiare il mio modo di vivere e il mio modo di pensare.Lavorare il programma di AA e come entrare in un mondo nuovo. Un cammino bello e duro imparando a capire chi sono e cosa voglio fare. e un cammino dove capisco veramente amare me stessa e i altri. serene 24 ore ai amici che hanno scritto qui.

  7. OGGI FESTEGGIO 12 ANNI DI SOBRIETà…E COME UN BUON COMPLEANNO DESIDERO FESTEGGIARLO CON VOI….A.A RAFFA,,GRAZIE RAGAZZI

  8. Ciao Emma,
    confesso che scopro dell’esistenza del tuo blog solo in maniera indiretta..la donna con cui ho una relazione è arrivata al libro “Donne che amano troppo” e in un sms che mi ha inviato oggi mi consiglia di leggerlo tutto d’un fiato perchè questo potrebbe aiutarmi a capire alcune dinamiche del nostro rapporto “malato”.. la domanda che mi faccio immediatamente è.. potrà questo libro aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio? Vengo da un matrimonio concluso circa tre e mezzo fa.. dopo “soli” sei mesi ho iniziato una nuova relazione con una donna che chiamerò per comodità Elisa.. Per correttezza nei sui confronti devo ammettere di aver mancato moltissimo nei confronti del suo “innamoramento” fin dall’inizio.. confesso di aver avuto per lungo periodo il desiderio/istinto di riuscire a tornare da mia moglie.. purtroppo (ci sono milioni di episodi in cui l’ho ferita che sono costretto a tralasciare per necessità di spazio) ho sbagliato moltissimo.. non l’ho fatto consapevolmente ma l’ho fatto.. credo di aver minato le fondamenta di questo nupovo rapporto.. Elisa ha iniziato fin da subito a lasciarmi a seguito di ogni episodio.. sarà successo, e non esagero, almeno 50 volte in tre anni.. ogni volta la sua assenza mi provocava un dolore sempre più forte.. ho realizzato l’importanza che aveva questa persona nella mia vita grazie a questo suo sistema, forse perverso, di portare avanti la relazione.. oggi, dopo esser stati separati anche per mesi ci siamo reincontrati ma fin da subito i problemi “del passato” sono riaffiorati violentemente come sempre.. io non ho più nessun tipo di rapporto con la mia ex moglie ma, nonostante ciò, lei non mi crede e continua in modo, forse paranoico, a tirar fuori errori miei del passato… l’impressione è chemi odi e che abbia un rancore infinito nei miei confronti.. nonostante ciò continuiamo a cercarci e a riprenderci.. per poi vivere sempre il solito schema.. io zerbinato per compiacerla e lei spietata nel trattarmi a pesci in faccia.. ritrovo un po’ di entrambi sia negli uomini che amano troppo sia nelle donne che amano troppo.. da quanto leggo sembra che la soluzione sia quella di uscire dai rapporti malati.. ebbene la mia domanda è molto semplice (forse no): è possibile curarsi all’interno del rapporto che stiamo vivendo prendendo coscienza dei nostri limiti..
    Forse a causa della necessaria sintesi non sono riuscito a rendere bene l’idea di cosa stiamo vivendo..
    Ce la possiamo fare insieme?
    Grazie
    Marco

  9. Ciao Marco, ti sei speigato benissimo! E la tua domanda è corretta e importante. Certo, non solo è possibile “curarsi” all’interno del rapporto malato ma è anche utilissimo: o si riuscirà a guarire insieme, oppure sarà comunque importante capire certe dinamiche e gli errori commessi, e questo lascerà entrambi molto più liberi per nuovi rapporti. Se lei è disponibile, potete ragionare insieme con l’aiuto del libro della Norwood, o anche provare quanche seduta di terapia di coppia. Non sono percorsi lunghi e possono essere molto utili. Buona fortuna! 🙂

  10. L’unico modo per smettere di bere è volerlo!!!Si deve cambiare vita ,iniziare da zero o da uno,condurre una vita normale,riconoscere i propri difetti di carattere e correggerli,ci vuole tempo e fatica ,ma una volta scoperta una vita serena e tranquilla fatta di piccole soddisfazioni giornaliere,la bottiglia sparirà in automatico come per incanto!!!!!
    Giuseppe

  11. Ciao,mi chiamo babak è sn un alcolista
    Sn 8 mesi che nn bevo vivo in persia(iran)
    In questi 8 mesi sn cambiati molte cose,proprio
    Il mio visto alla vita,grazie a tutti
    Serene24h

  12. gRAZIE DOTTORESSA, IL GRUPPO :’12 PASSI CON gESù’ USA IL LIBRO: 12 PASSI PER CRISTIANI TRADOTTO IN ITALIANO, CON REGOLARE COPYRIGHT PER RECUPERARSI E POTER PARLARE NON DI ps MA DI dIO, SIAMO CREDENTI E OLTRE AL LIBRO CITATO USIAMO LA bIBBIA. PRESSO CHIESA aPOSTOLICA MILANO 12PASSICONGESù@GMAIL.COM

  13. Grazie per il suo contributo divulgativo dottoressa. Alcune precisazioni: “Abbiamo ammesso di essere impotenti SULLA NOSTRA DIPENDENZA e che la nostra vita era divenuta ingovernabile” – Narcotici Anonimi (NA). Secondo NA droga o alcool o qualunque sostanza alteri umore o mente può creare dipendenza in chi è affetto dalla malattia, della dipendenza appunto. Nessun Primo Passo di queste fratellanze dei 12 Passi dice “SULLA DROGA”. Detto ciò, è pur vero che negli Stati Uniti sono nati dei distaccamenti di fratellanze specifiche, a partire da NA, che citano nel loro Primo Passo una droga in particolare. Questo perché per alcune persone era importante identificarsi con quella specifica sostanza, ma in tutte il cuore della malattia è considerata LA DIPENDENZA, non la droga in se stessa. Inoltre, non esiste una fratellanza che dica nel suo Primo Passo “Abbiamo ammesso di essere impotenti SULL’AMARE TROPPO…..” ma semmai: “Abbiamo ammesso di essere impotente SUGLI ALTRI e che la nostra vita era divenuta ingovernabile.” – CoDA (Codipendenti Anonimi). O ancora: ” Abbiamo ammesso di essere impotenti SULLA NOSTRA DIPENDENZA DAL SESSO E DALL’AMORE….” – SLAA (Sex and Love Addicts Anonymous).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *