Fare la pace a letto: opportunità o rischio per la coppia?

Foro di David Zellaby http://www.flickr.com/people/toymaster/

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Fare l’amore per fare la pace? Chi sceglie questa strategia (più spesso gli uomini) si sente romantico, passionale, sensuale. Chi la rifiuta (in genere le donne) rischia di essere accusato di freddezza, eccessivo controllo, o di “voler sempre spaccare il capello in quattro”. Chi ha ragione? Forse la soluzione sta nel mezzo…

Un bisticcio tra innamorati, lo screzio di un momento. Oppure una scenata, più o meno motivata, di gelosia. O ancora uno scontro serio, su un problema importante. Sono tante e diverse le occasioni in cui i due partner possono trovarsi a litigare.

“Se la lite è su un argomento di nessun peso, se entrambi avvertono chiaramente che si è trattato solo di una nuvola di passaggio, fare la pace a letto può essere un’ottima idea. Ci si affida al linguaggio del corpo, e allora saranno le carezze, i baci a portare il messaggio: ‘non volevo, perdonami’. E non c’è bisogno di altro” spiega Giuliana Proietti, psicoterapeuta ad Ancona e direttrice del sito www.psicolinea.it.

“Ma se il litigio riguarda una questione importante, meglio essere più prudenti. Se si vuol sciogliere davvero il nodo, in genere è necessario verbalizzare sentimenti, emozioni, motivazioni, per giungere a una riconciliazione che sia chiara e reale. Il rischio altrimenti è di fare la pace, ma lasciando immutato il problema di fondo”.

Certo, è sempre possibile parlare dopo l’amore, con toni che a quel punto sono diventati più morbidi. Ma quante volte poi non si ha più voglia di riaffrontare questioni spinose, e si rimanda, sino allo scontro successivo?

“Bella e romantica l’idea della pace a letto, ma quale pace?” si chiede Giancarlo Ricci, psicoanalista a Milano. “Nella nostra pratica clinica vediamo troppo spesso come la ripresa dell’eros, non accompagnata da un chiarimento, non sia che una sorta di compromesso: la coppia dura, ma problemi e rancori rimangono, con un effetto di accumulo che a lungo andare si ripercuote anche sul desiderio.”

La pace a letto piace in genere più agli uomini (sia pure con tutte le eccezioni), che non amano troppo le analisi delle emozioni e le sottigliezze, e sono più portati all’azione: ‘intanto facciamo l’amore, poi vedremo’. “Le donne invece amano ragionare sui sentimenti, mal tollerano il saltare a pié pari le spiegazioni” aggiunge Giancarlo Ricci. “A volte si crea una netta contrapposizione tra chi pretende la verbalizzazione, e chi la evita. Bisognerebbe superarla: l’ideale sarebbe un’intimità della parola che ceda il passo alla dolcezza del corpo, per poi riaprirsi di nuovo alla parola…”

Articolo apparso sulla rivista Psychologies (Hachette)

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