Donne Che Pensano Troppo. Le Soluzioni

Ruminare ogni tanto succede a tutte (e a tutti!). Però, quando il lavorio mentale diventa quotidiano, prolungato, particolarmente triste o rabbioso, è davvero ora di correre ai ripari contro questa abitudine così distruttiva.

Cosa devi fare? Il primo passo è desiderare davvero smettere. Molte persone, quando sono concentrate sulla ruminazione, sono convinte di star facendo qualcosa di importante per la loro vita. “Ora ci penso su sinché non trovo una soluzione…” “Finalmente mi sono tolta gli occhiali rosa. Finalmente guardo in faccia la realtà della mia vita che va a rotoli, del mio matrimonio che è un disastro, dei miei figli che ho rovinato con tutti i miei errori…”

Ma di fatto, non è vero che la tua visione sia realistica, anzi.

I recenti studi sul cervello indicano infatti che certi ricordi ed emozioni sono correlati tra di loro. Se ti focalizzi su qualcosa di negativo, magari quando se sei stanca o scoraggiata, non farai che rievocare, a catena, memorie tristi e pensieri funesti. Altro che realismo! In quei momenti non ti è proprio possibile ricordare che hai delle risorse, e che molte cose vanno bene nella tua vita.

Il primo passo è dunque convincerti che questo lavorio mentale (che con ogni probabilità il più delle volte sai benissimo riconoscere e distinguere dalle normali riflessioni) non ti fa bene, e dire a te stessa che vuoi rinunciarvi. Non ti sorprendere di questa avvertenza: molte persone sono talmente attaccate alla ruminazione da non desiderare affatto separarsi da un’abitudine che è ormai quasi parte della loro identità.

Prova una strategia anti-ruminazione

Una delle più utili consiste nel concedere una tregua alla mente, avvalendosi di distrazioni piacevoli. Ci sono esperimenti che dimostrano che distogliendo il cervello anche solo per otto minuti dal suo lavorio ossessivo si hanno notevoli risultati sull’umore e sulla lucidità mentale.

Allora, quando ti scopri intenta a rimuginare, alzati e fa’ subito qualcosa di piacevole.

Se puoi, vai fare una passeggiata, possibilmente nel verde: il contatto con la natura è in grado di calmarti all’istante.

Oppure metti su un cd e balla, o fai un po’ di cyclette, o una corsa. Le distrazioni legate all’attività fisica sono particolarmente indicate, però tieni presente che alcune persone riescono a rimuginare anche mentre fanno uno sport ripetitivo, come per esempio il jogging. Se è il tuo caso, allora devi inventare qualcosa di diverso: perché non giochi a palla con i tuoi figli? Se ti fai distrarre dai tuoi pensieri e il pallone ti sfugge, ti giudicheranno una schiappa… Devi impegnarti per forza!

Ma ogni attività piacevole va bene: il giardinaggio, il bricolage, la pittura, la preparazione di un piatto abbastanza complesso da richiedere la tua attenzione, giocare con il tuo cane o il tuo gatto, mettere in ordine… Anche lavorare spesso è un ottimo antidoto!

Evita ovviamente distrazioni malsane come aprire il frigo anche se non hai fame, oppure fumare…

Ti capita di rimuginare mentre non puoi muoverti, per esempio perché sei sull’autobus, o in una sala d’attesa, o in una noiosa riunione di lavoro? Una tecnica semplice ma efficace è intimare mentalmente “STOP”! ai tuoi pensieri. Visualizza un segnale stradale di Stop e tienilo fisso in mente per qualche istante. Se i pensieri riprendono, ripeti per tre o quattro volte. Sarai sorpresa di vedere che molto spesso funziona ( ricorda però che devi metterci anche il desiderio di smettere).

Obietti che devi pur pensare a un problema, se vuoi risolverlo?

Giusto. Se tendi alla ruminazione, fai così: programma un’ora della tua giornata per pensare a quella cosa. In tutti gli altri momenti, lascia i pensieri disturbanti da parte e cerca di concentrarti il più possibile nelle tue attività quotidiane. Fai in modo, però, che quest’ora di riflessione non sia subito prima del sonno…

Probabilmente ti capiterà di vedere che, una volta giunta l’ora X, spesso i problemi ti appariranno più lievi e meno opprimenti, le persone coinvolte più umane, il bisogno di vendetta meno impellente. Accade perché l’aver spezzato il circolo vizioso della ruminazione ha permesso al tuo umore di rasserenarsi e di raggiungere una prospettiva più equilibrata.

Altre persone riescono a uscire dalle sterili ruminazioni con la preghiera. Se sei credente, rivolgiti a Dio, affidagli i tuoi problemi e le tue preoccupazioni, poi dedicati a qualcosa di utile e piacevole che ti occupi per un po’. Se non credi, la pratica della meditazione può aiutarti ad acquisire l’abilità di “staccare” dal lavorio mentale. La tendenza a voler controllare tutto innesca i rimuginii: affidarti e meditare sono antidoti potenti, nonché momenti importanti di crescita spirituale.

Ancora: puoi ricorrere alla scrittura. Mettere nero su bianco i tuoi pensieri può darti un senso di controllo su di loro, e aiutarti a discriminarli: alcuni di loro ti sembreranno proprio ridicoli, appena li vedrai su carta. Altri invece possono saltarti all’occhio come considerazioni vere e cruciali per la risoluzione dei tuoi problemi. Scrivi di getto, poi prenditi una pausa, fa’ qualcosa di piacevole, e quando ti sentirai più serena riprendi in mano lo scritto: vedrai che la differenza tra ruminazioni e problemi reali ti balzerà all’occhio.

Affrontare davvero i problemi

Una volta che sei riuscita a spezzare momentaneamente il circolo vizioso della ruminazione, potresti avere la tentazione di accantonare del tutto i problemi, perché non hai voglia di avere a che fare con questioni che ti rendono triste, ansiosa o arrabbiata.

Ma se i problemi ricorrenti non vengono mai affrontati, tenderanno a ossessionarti in futuro. Non aspettare di essere scoraggiata, per poi riprenderli in mano quando vedi tutto nero.

Scegli invece un momento di coraggio e serenità e apriti alla ricerca di soluzioni creative. Certo, non sempre basta un po’ di buona volontà per trovare delle soluzioni a questioni, che, magari, sono complesse e si trascinano da tempo.

Però puoi provare a fare un po’ di brainstorming: è una tecnica che potemmo anche chiamare “libera esposizione di idee”. Anziché pensare a una sola cosa che potresti fare per risolvere il tuo problema (per poi analizzare l’idea e concludere che non va bene) puoi lasciar fluire liberamente diverse soluzioni, dalle più sciocche alle più fantasiose, dalle più probabili alla più utopistiche… Ecco un uso creativo del pensiero! Scrivi tutto su un pezzo di carta o sul computer, senza fermarti, senza selezionare le idee, senza giudicarle. Poi smetti e fai la solita pausa piacevole.

Quando hai voglia di concentrarti di nuovo, fatti una domanda: quali sono i miei valori più alti? (E’ meglio se rispondi per iscritto). Molto spesso la nostra vita si complica perché perdiamo di vista le nostre vere priorità.

Ora riprendi la tua lista di idee: forse ora qualcuna di quelle soluzioni ti apparirà assurda e vorrai cancellarla, e invece qualcun’altra sarà più in sintonia con quello che vuoi davvero.

Non pretendere però di risolvere tutta la tua vita in un giorno! Anche un piccolo passo è utile per incamminarti verso una maggiore serenità.

Vivere pienamente tutte le aree della vita

La dottoressa Nolen- Hoeksema ha scoperto che sono più portate alla ruminazione ossessiva quelle donne che hanno puntato tutto, nella vita, su un
unico ruolo: sono solo mamme, o solo mogli, o solo professioniste… Ecco che, quando qualcosa in quella sfera privilegiata non va come vorrebbero, si sentono travolte e il cervello parte in quarta.

Cerca di avere una vita più equilibrata e, anche se hai scelto di dedicarti alla famiglia, coltiva altri interessi: le amicizie, il volontariato, gli hobby creativi. Più siamo contente di noi, meno energie sprechiamo in inutili rimuginii.

A te capita spesso di rimuginare senza costrutto? Su quali temi?

Hai scoperto qualche strategia, per contenere i pensieri neri, che vuoi condividere con noi? Aspetto i commenti…

Donne che pensano troppo , Susan Nolen-Hoeksema
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21 thoughts on “Donne Che Pensano Troppo. Le Soluzioni

  1. Questo blog lo inserirò subito nel mio “Blogrool”
    Bellissimo! Complimenti! Mi inserisco subito tra i lettori..
    Piacere Emma, io sono Sax! 😉

  2. Complimenti per l’articolo e per il blog, molto interessante.
    Anch’io pur essendo uomo ho questo problema di ruminare troppo. Sono anni che provo a mettere in atto i consigli da lei suggeriti ma purtoppo non sono mai riuscito a risolvere i miei problemi, legati sia al lavoro che alla sfera relazionale. Fortunatamente per sopravvivere mi sono trovato dei distrattori che il più delle volte riescono a tenere lontani i pensieri, ma non sempre funzionano, specialmente di sera e di notte.

  3. Beh le solite cose.. degli hobby, musica, teatro, cose che mi prendono e mi distraggono dai miei problemi. Putroppo però più passa il tempo più perdono la loro efficacia…

  4. Grazie per le dritte, cercherò di applicarle. Il mio è un rimuginare costante e distruttivo. Ho una ditta di produzioni audiovisive, sono solare, amo la vita,lo sport, gli amici, i viaggi, la cultura, l’arte, il cinema, la poesia, sto da 10 anni con un ragazzo tranquillo e gentile ma ho una voce che mi accompagna ormai troppo spesso. Viene da dentro e mi intima di sparire, che non ho diritto di vivere, che sono una fallita e che ho bruciato il mio talento in scuole mediocri, che non ho saputo pianificare il mio lancio nel mondo del lavoro e ora mi trovo con una piccola ditta individuale in una provincia in putrefazione…Aiutooo

  5. Ehi, fa tacere quella voce! Non so quanti anni tu abbia, dunque non so come parlarti… Ma comunque mi sembra che tu abbia realizzato più cose di tantissime persone. Punta alla gioia, per favore. Valorizzala. Count your blessings, come dicono gli inglesi: renditi conto delle cose che hai. E di quanto vali. E riscrivimi presto, per favore, per dirmi se va meglio

  6. Che bello sentirsi rispondere così in fretta! Cara Emma ho 35 anni, la mia mente è perfettamente preparata a ricevere e donare gioia in modo totalizzante, ma mi sembra di restare imbrigliata in questa spirale del pensiero negativo. A proposito del “Count your blessings” :il mio compagno, che collabora con me, per porre fine alla mia atroce negatività, mi sciorina di continuo tutti i nostri (piccoli)successi lavorativi,i progetti andati a buon fine,i concerti o i viaggi in cui ci siamo divertiti, ma le cose realizzate da me mi appaiono tremendamente mediocri. Un po’credo succeda in tutti i lavori creativi: l’autore anela sempre all’impossibile. Ma questa non è vita, è l’inferno dell’autoannientamento in terra!

  7. Cara Dalila, mi rassicuri… Allora sei davvero una donna fortunata. Ti serve solo un po’ di disciplina nel cercare di pensare più al positivo… Del resto hai tanto tempo per altri succcessi e progetti brillanti, che però nasceranno più facilmente in una mente serena e grata che non in una inutilmante angosciata, non credi? Non sabotarti da sola!
    Un abbraccio grande

  8. Ciao! Ho provato alcuni dei suggerimenti del blog per abbattere il lavorio mentale negativo che mi succhiava tutte le energie e mi rendeva arida come una serpe. Ecco i primi risultati:

    – Il contatto con la natura: IL GRANDE VERDE
    Sono stata con amici qualche giorno in un agriturismo sull’Appennino, ho passeggiato fino alla sorgente,scattato macrofotografie alle farfalle, guadato ruscelli, ho cavalcato come un’amazzone, sfidando la paura… Non ero mai andata a cavallo prima…
    Sono altissimi,danno una prospettiva eccitante, bisogna sintonizzarsi con i loro corpi possenti e a volte comunicare con loro con determinazione…
    Come con le persone che ci circondano nella vita.
    Alla fine non volevo più scendere.
    Questa esperienza mi ha distratto dalle paranoie rimuginanti per una settimana buona!

    Dunque: consiglio moolto efficace (ma non è applicabile sempre per me, il lavoro non mi consente di trasferirmi nei boschi)
    Forse si dovrebbe essere costanti in queste scampagnate?!

    Se interessa continuo i miei report. Siccome sono motivata a “guarire” dal rimuginamento con accanimento da sport estremo, potrei trasmettere forza agli altri che cercano di sgrollarsi di dosso i pensieracci brutti

  9. anch’io ho questo problema, avendo lasciato la scuola per dedicarmi alla musica ( a causa della mia emicrania cronica e della scuola nn riuscivo più a fare niente).
    da più di un anno il mio cervello nn sta mai fermo..sempre con le solite pare! ed ogni volta che nn mi sento accettato in ambito musicale le pare nn fanno che aumentare e l’umore va a terra..e così nn riesco a concentrarmi su ciò che sto facendo o voglio fare..è un circolo vizioso.

  10. Ciao Emma! Che bello leggere i vostri contributi!
    Rimuginare è come la peste… a volte è difficile addirittura rendersi conto che si sta rimuginando, quando si è ancora inconsapevoli…. a volte ancora adesso me ne accorgo dopo un bel po’ che ero lì, convinta di essere padrona invece ero schiava della mente… atroce! Però, appunto, poi ci sono situazioni e persone in cui e con cui riusciamo a tirar fuori altre nostre identità, inascoltate…. e stiamo bene. Dovremmo dedicarci solo a loro!
    Mi è piciuta questa tua frase, Emma: “bisogna far tacere quella voce”. Sta tutto lì! Ma quant’è difficile in certi momenti!?!?

  11. Ciao Emma.
    complimenti per il blog m olto ricco e dettagliato.sono una ragazza di 23 anni e e sono stata sempre un po’ rimurginatrice e un po’ malinconica anche a causa di una situazione famigliare triste.
    mi sono sentita sempre meno degli altri da sempre fino quando non ho incontrato il mio ragazzo,che é stupendo e un lavoro che desideravo da tanto.
    andato poi male il lavoro per orari impossibili e stress ho iniziato a pensare se lasciarlo o meno e nel tentativo di scegliere ho attivato questo modo ossessivo di rimurginatrice.
    prendevo una scelta e 5min dopo cambiato idea ed r’successo per 1 medesimo.
    sensi di colpa per aver lasciato quel lavoro che era diventato impossibile e depressione.
    poi cosa succede???inizio ad avere dei dubbi sul mio ragazzo e metto in atto lo stesso sistema.
    ho cambiato 4psicologi perché avevo perso la fiducia e con l’andare del tempo e i dubbi sono ricaduta in un altra dep.
    rigurgito di continuo e sembra che non voglio risolverlo.
    premetto che non ho mai portato niente a termine impegnandosi sul serio pur avendo belle capacità’.grazie e scusa per la lunghezza.

  12. ciao ,sono mamma di un bimbo di 6 anni e in attesa tra poco di una bimba. sono felicemente sposata ma da quando sono a casa dal lavoro in pre maternita sono ossessionata da pensieri di inutilità,mi sembra che poco sia sensato e devo fare entrare con forza la ragione nel cervello e dire STOP!Ho letto il libro donne che pensano troppo e mi ci sono ritrovata ,grazie Emma

  13. Ti ringrazio anzi per la condivisione! Non posso naturalmente darti consigli perché non ti conosco…. Possibile che nessuno degli psicologi ti abbia aiutato? Forse puoi provare ancora… Ti abbraccio forte 🙂

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