Quando confonde amore e sofferenza, una donna sta amando troppo. Quando accetta una relazione che lede la sua dignità e non la rende serena e felice, ma ciononostante non riesce a interromperla, sta amando troppo
Una donna ama troppo anche quando rimane con un compagno aggressivo e violento fisicamente o psicologicamente. E quando passa da un partner all’altro non con piacevole spensieratezza, ma perché le sembra quasi di non esistere se non ha un uomo, una donna sta, ancora una volta, amando troppo.
Come si vede, queste situazioni non hanno davvero niente a che fare con il vero amore, ma assomigliano più a una sorta di ossessione.
La definizione viene dall’ormai famosissimo libro Donne che amano troppo (in Italia edito da Feltrinelli) della psicoterapeuta americana Robin Norwood. L’autrice ha ben spiegato la dinamica malata che porta alcune donne a essere dipendenti da una relazione: è una dipendenza che assomiglia a quella per il cibo o per l’alcol, e che ha origine da una profonda sofferenza interiore.
Non va confusa con la generosità di chi dona tanto al partner, ma in modo sano. E neppure con l’atteggiamento libertario di donne che hanno, sì, tante storie, ma che in questo trovano soddisfazione e divertimento.
L’amare troppo è invece una esperienza che comporta sofferenza e frustrazione profonde. Si tratta però di una dinamica difficile da capire, perché nella nostra cultura il fatto che una donna si sacrifichi per una relazione, sino ad annullarsi, è stato accettato sino almeno a pochi decenni fa.
Le donne, insegna la nostra cultura, per amore devono essere disposte a fare di tutto. Ecco perché questa dinamica malata riguarda il sesso femminile più spesso che gli uomini. I maschi che abbiano lo stesso bisogno di fuggire da se stessi (vedremo infatti che questa è una delle molle fondamentali di questo problema) facilmente sviluppano altri tipi di evitamento, che secondo la cultura sono più consoni al loro sesso: magari diventano “drogati” dal lavoro, o da Internet, o passano le giornate incollati al teleschermo a guardare lo sport. (Eppure ci sono le eccezioni, ed è probabile che anche qualche uomo si riconosca nel ritratto di chi è ossessionato dall’amore).
“Amare troppo” significa essere dipendenti da una relazione, in modo malsano
Significa comportarsi come se il fatto di trattenere accanto a sé un partner fosse più importante del proprio benessere, della felicità e della dignità personale. E’ una situazione che nasce da un profondo bisogno d’amore insoddisfatto: quando nell’infanzia non si è ricevuto abbastanza, o ci si è sentite abbandonate dai genitori, è facile che da adulte si sia disposte a tutto pur di evitare di provare ancora una volta quei sentimenti di vuoto e di perdita.
Purtroppo, però, succede spesso che queste donne, ex bambine trascurate, anziché rivolgersi, nella loro ricerca, a persone sane che potrebbero dare loro ciò di cui hanno bisogno, sono attratte da partner che, per vari motivi, sono assolutamente inadatti a dare affetto. Possono essere uomini non disponibili perché impegnati, oppure incapaci di un profondo sentimento perché immaturi o troppo chiusi, oppure inaffidabili, o ancora gravati da problemi come alcol o droga.
La donna li sceglie perché li trova familiari; in qualche modo, con loro, rivive le sue dinamiche infantili di rifiuto e abbandono. E si trova più a suo agio in queste situazioni, sia pure dolorose, piuttosto che con uomini più maturi e disponibili, con i quali si sente “fuori posto”…
In realtà, nel profondo del cuore queste donne, abituate all’indifferenza, non sono convinte di meritare davvero affetto e felicità. E’ come se ballassero una vecchia danza, che non porta benessere, ma di cui conoscono sin troppo bene i passi…
Purtroppo però si instaura un circolo vizioso molto negativo: l’amare troppo nasce dalla sofferenza e dal bisogno, ma genera, a sua volta, dolore e un bisogno ancora più profondo: una sete ardente d’amore, che dovrebbe placare il baratro interiore.
Alcune donne vivono la propria ossessione d’amore con un uomo solo, insistendo a chiedergli tenerezza e sicurezza anche quando è evidente che non possono riceverle da lui; altre, nel tentativo di placare questa “sete”, si lanciano in una relazione dopo l’altra. A un osservatore esterno il loro comportamento potrebbe sembrare promiscuo, dettato magari da leggerezza, o voglia di volare di fiore in fiore. E’ in realtà tutto il contrario: si cambiano tanti partner perché si cerca in ognuno quella profondità che continua a sfuggire.
Accade a molte donne
Quanto è seria la situazione delle donne che amano troppo? Come tanti disagi, anche questo ha diversi gradi di gravità. Moltissime donne, una volta o l’altra nella vita, hanno “amato troppo”, magari per un periodo. Moltissime sono incappate in una relazione infelice, che faceva riecheggiare in loro qualche sofferenza infantile, e si sono incaponite per cercare di averla vinta, almeno stavolta, sui vecchi fantasmi, ovviamente senza riuscirvi. Ma per molte, per fortuna, si è trattato di un periodo, oppure di un episodio isolato.
Per altre, invece, l’amare troppo è una costante: le relazioni “sbagliate” si susseguono, sempre con partner problematici, e non si riesce a uscire dai vecchi schemi nevrotici. Per esempio, se una donna continua “per caso” a innamorarsi sempre di uomini sposati, oppure di partner freddi e problematici, sta amando troppo. Magari all’esterno la sua situazione può non apparire così seria, ma lei vive una profonda frustrazione affettiva.
Altre situazioni sono invece più drammatiche. Ci sono donne che, per la loro dipendenza, non riescono ad allontanarsi da mariti violenti (emotivamente o fisicamente), che abusano di loro e talvolta anche dei figli. Altre si fanno sfruttare, anche economicamente. Altre tollerano umilianti infedeltà.
Infine, ci sono donne che rivestono il ruolo di “crocerossine”. E’ un altro modo di “amare troppo”: poiché si pensa di non meritare l’amore, ci si rivolge sempre a persone bisognose, pensando che solo dando moltissimo si possa essere accettate. Ma questo porta a coinvolgersi in situazioni difficili, con partner che hanno problemi di dipendenza da alcol o droghe, o seri problemi di salute. Il partner viene inconsapevolmente scelto proprio perché bisognoso, più che sulla base della sua vera personalità.E il più delle volte sono i problemi del partner ad averla vinta, travolgendo la donna (non è facile, per esempio, conservare il proprio equilibrio vivendo con una persona che abusa di droga).
L’amare troppo è una malattia che può diventare anche pericolosa, e spesso è sottovalutata dalla donna stessa che si dice che “non è poi così grave”.
In queste situazioni, invece, ci si può ammalare per lo stress, per il dolore, per le notti passate a piangere e a disperarsi. Spesso accade che si trascuri la propria salute, il lavoro, la casa, i figli. A volte si tollerano situazioni pericolose, in cui ci sono violenze; altre volte si finisce ad abusare di sostanze, o di alcol, di cibo, di farmaci, per cercare sollievo.
E’ possibile guarire dalla malattia dell’amare troppo?
Per fortuna sì. La guarigione arriva con una sorta di disintossicazione, quando si riesce a fermarsi, a interrompere il circolo vizioso, a uscire dagli schemi malati. Significa rompere l’isolamento in cui spesso queste donne si chiudono, andando per esempio a cercare aiuto.
Sembra facile, ma non lo è, perché implica l’ammettere che nella relazione sta succedendo qualcosa di molto negativo, e alcune donne proprio non vogliono farlo (anche perché temono di dover rinunciare al partner: invece una separazione prematura, prima di aver capito davvero le dinamiche, può addirittura talvolta essere controproducente).
E’ poi necessario dedicare tempo ed energie al processo di guarigione: se si è iniziata una terapia, bisogna seguirla, attentamente, senza saltare gli appuntamenti (magari perché arriva un invito dell’uomo del cuore). Spessissimo, in questi casi viene consigliata la frequenza a un gruppo di sostegno: il confronto con altre donne con problemi simili si rivela spesso un mezzo fondamentale per capire certe dinamiche.
Con l’aiuto della terapeuta o del gruppo bisogna compiere passi importanti: smettere di voler sempre controllare tutto (si tratta di un controllo malato), accettare di sentire il dolore sepolto dentro di sé che vuole emergere, diventare coscienti delle dinamiche del passato e di come esse siano operanti ancora oggi.
E’ soprattutto necessario imparare il percorso dell’amare se stesse, difficilissimo per chi non è stata amata. Ma quando finalmente una sana autostima emerge, è possibile, piano piano, imparare a fare scelte più sagge, anche sul piano affettivo. Quando non si è più disperate e bisognose, quando non si è più disposte a sacrificare se stesse in modo nevrotico per un uomo, ecco che l’amore, un amore sano, finalmente può arrivare.
I sintomi
- Ti senti molto spesso attratta da partner particolarmente bisognosi
- Ti senti molto spesso attratta da partner particolarmente irresponsabili o problematici
- Trovi frequentemente delle scuse per giustificare il comportamento scorretto, o il cattivo carattere del tuo partner
- Ti capita di mentire per nascondere (ai tuoi amici, alla tua famiglia, talvolta persino a te stessa) ciò che accade nella relazione
- Se le cose vanno male, tendi a attribuire a te stessa ben più del 50% di responsabilità
- Ti senti ossessionata da lui
- Non fai che pensare a come puoi risolvere i suoi problemi (dimenticando spesso di occuparti dei tuoi)
- Faresti qualsiasi cosa per compiacerlo (anche se questo significa andare contro il tuo benessere o la tua dignità)
- Anche se lui non ti fa mai regali, ti sei disposta a spendere grosse cifre per lui
- Ti piacerebbe cambiarlo
- Sotto sotto, pensi di non meritare l’amore e la felicità
- Hai una visione poco realistica delle situazioni affettive nelle quali sei coinvolta
- Ti senti sempre piena di paura e di ansia
- L’idea di chiudere con lui ti terrorizza
Gruppi di sostegno
Spesso per questo problema oltre alla psicoterapia, o in sostituzione, si consiglia la frequenza a un gruppo di sostegno. Ve ne sono alcuni a pagamento, condotti da counselor o psicologhe, e pubblicizzati in genere città per città. Io stessa ne conduco uno a Milano (vedi pagina “Gruppi per donne che amano troppo” a destra).
Altri invece sono strutturati sul modello degli Alcolisti Anonimi: gruppi autogestiti, gratuiti, che lavorano su un programma simile a quello degli alcolisti, e dunque molto ben rodato. Le donne che amano troppo trovano qui aiuto e comprensione.
A.C.A Adult Child of Alcoholics – Famiglie disfunzionali
A.C.A., nata negli USA intorno agli anni ’60, era stata pensata all’inizio per i figli degli alcolisti, ma oggi è rivolta a chiunque sia cresciuto in una famiglia disfunzionale. Dunque anche chi ha avuto genitori anaffettivi, o troppo impegnati sul lavoro, o distanti emotivamente, o dipendenti da sostanze stupefacenti e così via può trovare nell’associazione dei compagni per lavorare sui propri schemi comportamentali. In Italia A.C.O.A. esiste da molti anni a Bergamo. Più recentemente si sono formati gruppi a Torino, Arona, Milano, Brescia, Firenze, Arona.
Per informazioni e indirizzi dei gruppi, tel 340 5014113 www.adulchildren.org
Servizi Generali Mondiali |
http://www.adultchildren.org |
| ACA Italia http://www.aca-italia.com/
C’è inoltre un gruppo ACA online all’indirizzo http://aca.online.forumfree.net/ |
- CoDa – Co-dipendenti Anonimi
In CoDa si riuniscono quelle persone che si rendono conto di essere dipendenti dalle relazioni distruttive. Spesso sono le compagne o i compagni di una persona dipendente a sua volta, e soffrono perché cercano di “salvarla”. Altre volte invece sono solo persone eccessivamente attaccate a relazioni non sane, che non riescono a migliorare né ad abbandonare.
I gruppi sono a Torino, Genova, Valle Crosia (Imperia) Milano, Treviso, Lodena, Parma, Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma (5 gruppi), Capurso (Bari), Palermo. Per informazioni: Servizi Generali Co-D.A. Italiana c/o Oratorio Santa Giulia P.zza Giulia, 7/L, 10100 Torino Tel: 347 5596113
Servizi Generali Mondiali |
http://www.codependents.org |
CoDA Italia |
http://www.codipendenti-anonimi.it |
Donne che amano troppo , Robin Norwood
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Lettere di donne che amano troppo , Robin Norwood
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Guarire coi perché , Robin Norwood
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un pensiero al giorno , Robin Norwood
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Credo di aver raggiunto il punto di nn ritorno.HO paura …Non ho piu forza…mi sto logorando l’anima.CHI MI AIUTA ?????
Magari qualcuno nei commenti ti dirà qualcosa… Da parte mia io ti dico CORAGGIO, ma soprattutto ti ricordo di contattare un gruppo Coda… Un abbraccio grande
amare non è mai troppo,nella parola amore ègià racchiuso il senza fine.Non esiste amore senza sofferenza,non esiste riso senza amarezza.In media stat virtus,ma forse non si arriva all’equilibrio se non attraverso l’eccesso.(S.Paolo docet)
Infatti la definizion “amare troppo” è un po’ fuorviante. In questi casi non si ama affatto, in realtà, ci si ossessiona!
Sono ossessionata da lui.
Da questo lui che neanche mi ha mai parlato di se’.
E’ inziato tutto con le mail per poi passare alle chat
Voleva sapere di me e io gli ho detto tutto di me, che avevo una famiglia , che avevo avuto un’ infanzia travagliata fatta da abbandoni, solitudini, le mie passioni.
Piu’ i giorni passavano piu’ io per chattare con lui mi estraniavo da amici, mio compagno, mio figlio di 2 anni anni. Aveva in qualche risvegliato la mia femminita’, era un uscire dalla normalita’.
Ma piu’ gli scrivevo , piu’ io mi sentivo depressa, perdita di sonno, malumori,perdita di interesse per la famiglia, sensi di colpa nei confronti di mio figlio. Mio compagno era preuccupato e dubbioso del mio strano comportamento.
Mi svegliavo alle 4 di mattina per controllare la posta.
Ogni mio pensiero per un anno era per lui, gli scrivevo le mail tutti i giorni.
Quando finalmente mi sono decisa a vederlo, partendo per l’altra parte del mondo lui non si e’ degnato di vedermi da solo ma portando i suoi amici,
Un ragazzo molto chiuso. Io non ho resistito la situazione, me ne sono andata dopo due ore.
Non l’ho piu’ cercato per qualche mese.
e poi per la noia o per non averlo mai dimenticato ho ricominciato a scrivergli e lui mi rispondeva con qualche riga.
Dopo 1 anno esatto mi sono traferita nella citta’ dove lui abita e lavora, 1 ora da lui.
In quasi 3 mesi si e’ fatto vedere solo 2 volte, solo per fare sesso perche’ e’ l’unica cosa che vuole.
A lui interessano solo storie di sesso e ogni sera si vede con una donna differente.
Domenica , dopo 2 settimane finalmente si e’ deciso nel volermi rivedere.
Ma io dopo l’ennesima rimproverata da parte sua perche’ gli scrivevo messaggi teneri ho deciso di chiamarlo (mai fatto) e dirgli di non rispondere piu’ ai miei messaggi, che mi avrebbe dovuto cancellare . Ha detto di si’.
E io spero che sia finito seriamente ,anche se subito dopo quella telefonata gli ho scritto ancora e ancora .
Ma il buffo che lui in verita’ non mi ha mai parlato di se’ ,
Il buffo e’ che ogni volta per avere le sue attenzioni dovevo scrivergli solo messaggi sessuali, se non..non ripondeva.
addirittura mi ha proposto di avere rapporti sessuali in tre e io che …per accontentarlo ho detto di si’.
Dentro la mia testa sono convinta che ha bisogno di mio aiuto quando io sono la prima ad avere bisogno di aiuto.
Ho avuto una relazione con una persona frutto della mia immaginazione.
Voglio uscire da questa storia se mi voglio bene. Devo smetterla di pensare che lui deve essere aiutato. Devo smetterla di pensare di conoscerlo, che lui in qualche modo mi voglia bene, mi ami.
Devo uscire da questa storia per ritornare spensierata dalla mia famiglia.
Devo smetterla di pensare a lui , di scrivergli.
Devo disintossicarmi. il problema non sta in lui e non e’ lui ma in me.
Cara Xilia, sì, devi uscirne: rileggiti il libro della Norwood, cerca un gruppo di sostegno Coda. Fallo per te stessa! Un abbraccio
Io sono 2 anni che ho una relazione con il mio personal trainer. Ci vediamo tutti i giorni in palestra e spesso passiamo le serate insieme. All’inizio sono stata più discreta visto che lui convive da 7 anni con la sua donna, ma poi con il tempo sono diventata gelosa, ossessiva. Lo chiamo spesso e spesso lui nn mi risponde o stacca il telfono. Mi fa sentire brutta paragonandomi alle altre ragazze che girano in palestra, e inutile visto che in mezzo agli altri a malapena mi parla. Lo vedo interessarsi a tuttr intrattenere dei rapporti di conoscenza e flirtare con molte donne. Ma con me solo indifferenza salvo poi venire a letto con me. Mi ha detto ora dopo 2 anni che nn prova nulla per me ma che solo sesso. E che devo smetterla di assillarelo se no chiude la ns storia. In tutto questo io ho paura, mi sento umiliata, inutile, trasparente, vuota e priva di motivazioni anche solo per alzarmi la mattina. Ho rpovato la psicoterapia ma nn e’andata bene ora che faccio? Io da sola nn posso farcela
Cara MArgot, dico anche a te ciò che ho detto a Xilia: rileggi il libro della Norwood, cerca un gruppo di sostegno Coda. Basta stare male, basta buttare via gli anni e le occasioni per essere felice! Inizia a volerti un po’ di bene… Da sola non ce la fai? Ecco perché devi cercare un gruppo. Un abbraccio
Ciao Emma, sono Magda ACA
ho delle news per i gruppi ACA in Italia
ci siamo anche a Lecco, Roma e Modena
abbiamo una pagina web in italiano all’indirizzo http://www.aca-italia.com e…ciaoooooo
e grazie per tutte le amiche che finalmente escono dal buio anche grazie a te…
Grazie Magda, sei preziosa come sempre!
Vorrei scrivere righe e righe della mia storia…la considero non dipendenza, ma forte attaccamento.
Mi crea più sofferenza che gioia. Ma una parte di me non vuole assolutamente rinunciare. Altrimenti credo lo avrei già fatto..Anzi, ho provato ma sn sempre tornata sui miei passi.
Se la penso in questo modo provo un gran sollievo e tutto il male sparisce.
Rileggerò ank’io il libro della Norwood.
Grazie clà della tua condivisione! Un abbraccio
Salve,
In passato ho “Amato troppo” per colpa di un padre violento.In consequenza ho fatto delle scelte sbagliate.Sono sposata,adesso sono in crisi….fosse non ho superato questo modo malsano?.Non sono serena o felice….l’idea di chiudere con mio marito mi terrorizza.Delle volte ho le paure e ansia…mi piacerebbe cambiarlo in modo mio.Mio marito è un tipo molto immaturo e troppo chiuso…fosse per questo lo scelto perchè in qualche modo mi sento più a mio agio in questo situazione.Adesso voglio di più.Ho bisogno di affetto,gentilezze,sentirmi viva,desiderata e apprezzata.Ammetto nella nostra relazione di coppia ho capito che sta succedendo qualcosa di molto negativo.Ho capito che devo imparare di avere una sana autostima,fare le scelte sagge cosi posso amare in mondo giusto e sano.
Cara Anita, come sempre, riparti da te stessa, magari con l’aiuto di un gruppo! Hai il diritto di vivere con pienezza. Ti abbraccio
CIAO
SONO UNA DIPENDENTE AFFETTIVA. HO UNA RELAZIONE DA 5 ANNI LOGORANTE CON UN UOMO CHE SI APPROFITTA DEL MIO TROPPO AMORE.
SONO STATA RIPETUTAMENTE TRADITA E CIRCONDATA DA CONTINUE MENZOGNE E PROMESSE D’AMORE. ILLUSA SU UN FUTURO ASSIEME. SONO STATA SUL PUNTO DI AVERE UN FIGLIO CON QUESTA PERSONA CHE MENTRE ASPETTAVO UN FIGLIO NOSTRO SI DIVERTIVA IN CHAT E TELEFONATE EROTICHE CON ALTRE DONNE. POI HO PERSO IL BAMBINO. HO VISSUTO MOMENTI DI ANGOSCIA E DI ESTREMO DOLORE, DI NON LUCIDITA’. ADESSO STO UN PO’ MEGLIO. AVEVO CONTINUATO A FREQUENTARLO PENSANDO A ME, MA LUI HA COMINCIATO A MALTRATTARMI PERCHE’ NON SONO PIU’ SERVIZIEVOLE COME PRIMA, PERCHE’ NON VIVO PIU’ CON LUI E NON MI OCCUPO PIU’ DELLA SUA CASA E DEI SUOI PANNI DA LAVARE. INFINE DA QUALCHE GIORNO MI HA LASCIATA PERCHE’ HO PROGETTATO UNA VACANZA SOLO MIA. MI SENTO TRISTE ARRABBIATA, MA NON PIU’ COSI’ ANGOSCIATA. QUALCHE VOLTA SONO PRESA DAI SENSI DI COLPA …. MA SO CHE NON DEVO. LUI CONTINUA A SCRIVERMI MESSAGGI CON “MI MANCHI..” E IO NON VEDO IL SENSO DI TUTTO QUESTO. LASCIO ANDARE QUESTA STORIA COSI’ NON HO PIU’ ENERGIA DA INVESTIRE IN TUTTO QUESTO. DEVO PENSARE A ME, CERCANDO DI STARE BENE GIORNO PER GIORNO.
Ciao,
Anche io sto lottando ormai da anni con una storia che mi ha causato innumerevoli dolori. Ero ossessionata, c’era solo lui, vivevo per lui, quando lui non è e non è mai stato altro che un donnaiolo incallito. Ho buttato 12 anni della mia vita dietro ad una persona così, pensando che potesse cambiare, pensando che io avrei potuto cambiarlo e nel frattempo cadevo sempre più in basso. Finalmente un giorno ho realizzato quanto male mi stavo facendo. Da due anni sono in cura con una psicoterapeuta, anni fa avevo iniziato a leggere il libro della Norwood, ma l’ho lasciato a metà. Nel corso degli anni ho più volte cercato di lasciarlo, ma non ci sono mai riuscita. Ora sto meglio, non sono più ossessionata riesco a star senza di lui per dei periodo ma non riesco a staccarmi definitivamente da lui e non ne capisco il motivo.
Avrei tutte le ragioni per odiarlo, me ne ha fatte passare davvero tante eppure sono qui, tutte le volte che il signorino ha un problema metto da parte me stessa e corro in soccorso. Per un periodo davvero troppo lungo ho ruotato intorno a lui ed ora sono completamente sola. Vorrei frequentare un gruppo di sostegno per donne che amano troppo ma a Brescia non ne trovo, potreste segnalarmi qualcosa voi?
Cata Sally, scusa per il ritardo della risposta, ero in vacanza: devi contattare Coda, trovi i riferimenti nell’articolo: chiedi a loro il gruppo più vicino a te. Ricordato che tu sei importante e preziosa, e che sinché non impari ad amare te stessa, sarà difficile amare felicemente un’altra persona… Datti una chance! Ti abbraccio
non sò come uscirne…ho una relazione con un uomo sposato…lo amo..però lui non starà mai con me…non riesco a chiudere..sono disperata…
Mary, leggi i commenti delle altre e le mie risposte… La soluzione è nel lavoro su di te, e nell’amare te stessa. Datti la possibilità di essere felice! Un abbraccio
Ciao,ma i gruppi coda sono a pagamento?
no, sono gratuiti
Ho ventinove anni, tre convivenze alle spalle, in ognuna adottavo dei meccanismi per farmi amare. colpa delle mie grandi carenze affettive infantili. oltre alle tre convivenze sono passata da una relazione all’altra bramosa d’amore, dall’età di tredici anni. sono una ragazza molto carina quindi per me non è stato molto difficile. nell’ultima convivenza durata quasi quattro anni il mio ex si faceva di coca. io per la prima volta ero diventata una donna cattiva e che voleva cambiarlo a tutti i costi. lui non mi avrebbe mai lasciata ed io ero pienamente convinta che mi amasse e che non ci fosse nessuno che mi amasse come lui. tanto è vero che ho fatto tantissime cose nei quattro anni insieme. corsi, lettura, sport. in più litigavo in continuazione, lui mi mentiva e mi mancava sempre di rispetto e se io mi azzardavo a tirargli uno schiaffo lui me lo ridava con gli interessi. eppure mi sentivo io quella forte, eppure ero convinta mi amasse e il fatto che non mi abbandonasse mi sembrava tutto. sono riuscita a chiudere grazie all’aiuto di tante persone ma è stata dura. sono riuscita a stare due mesi single. poi una sera per caso ho baciato un ragazzo lui ha 41 anni e già una figlia, io ho tremendamente paura. da quando lo frequento la mia vita si è un pò fermata, anche se non ci siamo promessi niente, ed è meglio così, anche se ci vediamo poco, ho paura di diventare dipendente. io ho bisogno d’affetto ed ho paura. ormai sono quasi due mesi che lo frequento, di male non me ne ha mai fatto. spesso mi trattengo e ragiono per non essere mai più la donna di prima. ma se non me ne rendessi conto, come ho fatto prima? ho tanta paura, vorrei star sola ma non voglio neanche buttare via qualcosa di bello. lui mi fa provare qualcosa. e quando non lo vedo mi manca. cosa faccio?
Ho vissuto 4 anni in balia di un amore totalmente malsano, e nonostante fossi conscia del fatto che quest’uomo non fosse nemmeno degno di essere definito tale mi sono incaponita nel voler risolvere i suoi problemi trascurando me stessa e il mio benessere psico-fisico. Sono caduta in una depressione profonda che mi ha provata sia fisicamente (notevole calo di peso e totale assenza di appetito) che psicologicamente (frustrazione, apatia fino ad arrivare a pensieri suicidi). Devo ringraziare le persone che mi sono state accanto con pazienza e dedizione e che mi hanno aiutata a superare questo baratro che sembrava essere senza fine.
impariamo a diventare consapevoli della realtà e smettiamola di essere brave a tutti i costi…
Ho avuto 2 storie importanti nella mia vita, quando la seconda storia è finita dopo diversi mesi di sofferenza ho iniziato a frequentare un uomo; questa storia, se di storia si può parlare, dura da luglio. Inizialmente proprio xchè si trattava di un’attrazione sessuale ero al settimo cielo….sapendo che lui era molto ambito quando mi chiamava mi sentivo importante, sentivo di essere la prescelta ma con il tempo sentivo il desiderio di rivederlo, che mi desse più attenzioni e mi infastidiva vederlo in atteggiamenti inequivocabili con altre donne, sotto i miei occhi poi….ma lui si è sempre fatto sentire quando andava a lui e solo ed unicamente per finire la nottata in bellezza….Ho sempre sperata di riuscire a farlo innamorare di me….ma lui nulla….mi faceva sbollire la rabbia e poi tornava all’attacco, chiaramente solo e quando voleva lui….e attenzione, in pubblico dovevamo essere semplici “conoscenti”. Ho sempre sperato che q.sa di buono fossi riuscita a dargli, che fossi riuscita ad entrare nel suo cuore ma ora mi rendo conto che non è così….ho già cercato di staccarmi ma q.do lo vedo non capisco più nulla e appena lui si fà vivo ci ricasco….oggi ho cancellato il suo numero e il contatto in facebook….spero davvero di riuscire a chiudere q.to rapporto che ora mi provoca soltano frustazione e sofferenza. L’idea di non essere speciale per lui ma solo una delle tante mi umilia. Di fronte ad una persona che ti risponde dopo tanti mesi di essere “libero come il vento” l’unica cosa da fare sarebbe troncare q.si rapporto e così sto cercando di fare….devo farcela a tutti i costi xchè io sò quanto valgo anche se a volte sembra che me ne dimentichi….vorrei essere più forte, più egoista e più padrona di me stessa ma ci riesco per un pò e poi ricado nel mio vittimismo e nella “depressione” non appena mi sento sola e non amata. Ho avuto un padre assente e dai 4 ai sei anni se n’era andato di casa, credo che sia legato a .to la mia sofferenza. Sono di Bergamo, esiste un gruppo al quale posso partecipare senza sentirmi troppo a disagio? Grazie tante.
Cara, in questa pagina trovi i riferimenti di ACA e di Coda Italia. Vai sui loro siti, telefona ai numeri nazionali, e chiedi se c’è un gruppo! Credo di sì.
Altrimenti, forse da Bergamo puoi venire, almeno qualche volta, a Milano, dove i gruppi ci sono, mi pare anche di domenica (stessa procedura per trovarli).
Un abbraccio e buone 24h!
Leggendo le vostre storie…
Mi riconosco in quasi tutto ciò che scrivete…
Uomini, donnaioli, belli e “ricercati” … che ci fanno sentire importanti quando “cascano” teatralmente ai nostri piedi dopo anni di “tattiche” affinate con l’esperienza…
E dopo averci raccontato un milione di palle, spesso ancora riusciamo a guardarli con amorevole “stupidità” pensando … “Ma no… io sicuramente sono stata o sono qualcosa di diverso per lui… Non può essere stato tanto stronzo da prendersi gioco di me per tutto questo tempo sapendo di ferirmi”
E invece sì, mentono sapendo di mentire… Fanno soffrire coscienti di farlo in modo spudorato, coscienti del fatto che siamo troppo buone per rovinare loro la vita in modo drastico.
Potrei scrivere alla moglie, potrei scrivere a tutte le sue altre amichette, potrei prendermi la rivincita di avermi “rovinato” la vita…
E invece no.
Io, noi donne siamo più forti, non abbiamo bisogno di essere subdole come loro… dobbiamo solo imparare ad amare più noi stesse, volerci bene per ciò che siamo… E tirare fuori quelle palle che abbiamo anche noi…
Io sto cercando di uscirne, con un aiuto e con la mia forza…
Non nego che mi manca da impazzire, sarà un percorso lungo e doloroso ma ragazze, ci meritiamo davvero di meglio… E se anche non ci fosse nessun uomo alla nostra altezza, allora essere sole è sempre meglio, o magari “accompagnate” da un amico fidato, il cane, che è l’unico ad amarci incondizionatamente…
Un bacio a tutte, forza!!!!!!!!!
solo ora mi rendo conto degli errori commessi….ho avuto la forza di allontanarlo ,sembrava la persona migliore del mondo ,un pazzo,non ha mai voluto allontanarmi.corna in continuazione anche con mie amiche ,alcol droga,e mi faceva passare per matta!ha anche avuto il coraggio di cercarmi ancora per due anni dicendo che avevamo chiuso per via di una bugia che avevo detto….ridicolo,la donna è ancora discriminata,ma perchè spesso sono proprio le altre donne a godere delle tue sofferenze ma per cadere a loro volta un attimo dopo…non sopporto più di vederle mettersi cosi in ginocchio davanti a uno che magari pensa.. che scema!
solo una domanda…..la soluzione è solo lasciarlo….liberarsi di lui???
No cara Mari, la soluzione non è forzarti a lasciarlo (magari prima di essere pronta), la soluzione è capire le dinamiche che ti hanno portato a vivere una storia infelice, per non ripetere gli stessi errori in futuro. E la soluzione è anche amare se stesse. Una volta che starai meglio con te stessa, potrai o trasformare la tua storia oppure lasciarla andare più facilmente…
Da due settimane ho cacciato di casa mio marito che da 19 anni si e’ approfittato di me e di quello che pensavo fosse la mia bonta’ invece ho scoperto che si trattata di dipendenza affettiva. E’ stato assente sia come padre che come marito. Voleva avere rapporti sessuali di frequente e se mi rifiutavo per stanchezza o per altri motivi, si arrabbiava e mi diceva che “la portava” anche le formiche, e cioe’ che avrebbe “rimediato” altrove. Non si e’ preso mai nessuna responsabilita’ della casa, della famiglia, e dell’andamento economico. E’ stato discontinuo nel lavoro creando molti disagi economici in casa, per fortuna che io ho sempre lavorato, purtroppo trascurando anche le necessita’ dei figli (il piccolo ha problemi di dislessia). Stanca di tutto cio’, mi sono decisa e gli ho detto che volevo separarmi pur essendo consapevole che la cosa mi terrorizzava. Lui, non si aspettava un mio comportamento cosi’ deciso e si e’ spaventato, mi ha detto che non voleva perdermi e che avrebbe cercato di rimediare. Da un anno lavora lontano (l’unica cosa positiva e’ che finalmente arriva il suo stipendio tutti i mesi) e sta via tutta la settimana, dal lunedi al venerdi. Inizialmente, sentivo un po’ di sollievo, il fatto che non ci fosse, poi la cosa incominciava a pesarmi….il lavoro, i figli, la casa, tutto sopra le mie spalle, non ce la facevo piu’. Qualche mese fa scopro che nella citta’ dove lavora, va a scuola di ballo e la cosa mi ha scocciato tantissimo ed ha aumentato ancora di piu’ la mancanza di fiducia in lui. Mi sono arrabbiata e lui mi ha detto che dovevo fidarmi perche’ non faceva niente di male….con tutto quello che mi aveva fatto passare gli anni precedenti, sinceramente ero tutto fuorche’ tranquilla. Due settimane fa ho avuto il sentore che ci fosse un’altra…messaggi e telefonate che arrivano e che lui cancella dalla rubrica del telefono, bigliettini con frasi d’amore che a me non aveva mai detto….l’ho messo alle strette e lui negata sempre….cosi’ mi e’ venuto un attacco di panico e ho preso tutte le sue cose e gli ho detto di andarsene. sto male, mi sono poi sentita in colpa per averlo cacciato e l’ho anche richiamato e lui non e’ tornato…tutti mi dicono di lasciarlo stare dov’e’ e di non cercarlo…e’ dura, sto male, non magio e non dormo. faccio bene a lasciarlo andare? da una parte vorrei che tornasse cosi’ scompare questa stretta che ho sullo stomaco ma dall’altra non vorrei perche’ continuerei a non fidarmi ed ad avere paura che soffrire ancora. mi sento sospesa in aria con un baratro sotto.
Cara Claudia, non ti darò un consiglio sulla tua storia perché non mi sembra giusto, conoscendo la situazione solo dalle tue poche righe…. Il consiglio vero è quello di ricordarti che il lavoro vero parte da te stessa, dall’amore e dal rispetto per te e per la tua serenità…. Hai accanto amici o amiche di cui tu possa fidarti e che possano aiutarti e sostenerti? Mi auguro di sì… Se sei in una grande città, cerca l’indirizzo di un gruppo Coda o un gruppo di autoaiuto! Trovi i riferimenti nell’articolo che hai commentato o nella pagina “Aiuto psicologico gratuito”. Ti abbraccio e ti auguro di riuscire a trovare la strada verso la serenità!