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Donne che amano troppo

Foto di Sara Meloni (http://www.flickr.com/people/szarah/)

Foto di Sara Meloni (http://www.flickr.com/people/szarah/)

Quando confonde amore e sofferenza, una donna sta amando troppo. Quando accetta una relazione che lede la sua dignità e non la rende serena e felice, ma ciononostante non riesce a interromperla, sta amando troppo

Una donna ama troppo anche quando rimane con un compagno aggressivo e violento fisicamente o psicologicamente. E quando passa da un partner all’altro non con piacevole spensieratezza, ma perché le sembra quasi di non esistere se non ha un uomo, una donna sta, ancora una volta, amando troppo.

Come si vede, queste situazioni non hanno davvero niente a che fare con il vero amore, ma assomigliano più a una sorta di ossessione.
La definizione viene dall’ormai famosissimo libro Donne che amano troppo (in Italia edito da Feltrinelli) della psicoterapeuta americana Robin Norwood. L’autrice ha ben spiegato la dinamica malata che porta alcune donne a essere dipendenti da una relazione: è una dipendenza che assomiglia a quella per il cibo o per l’alcol, e che ha origine da una profonda sofferenza interiore.

Non va confusa con la generosità di chi dona tanto al partner, ma in modo sano. E neppure con l’atteggiamento libertario di donne che hanno, sì, tante storie, ma che in questo trovano soddisfazione e divertimento.

L’amare troppo è invece una esperienza che comporta sofferenza e frustrazione profonde. Si tratta però di una dinamica difficile da capire, perché nella nostra cultura il fatto che una donna si sacrifichi per una relazione, sino ad annullarsi, è stato accettato sino almeno a pochi decenni fa.

Le donne, insegna la nostra cultura, per amore devono essere disposte a fare di tutto. Ecco perché questa dinamica malata riguarda il sesso femminile più spesso che gli uomini. I maschi che abbiano lo stesso bisogno di fuggire da se stessi (vedremo infatti che questa è una delle molle fondamentali di questo problema) facilmente sviluppano altri tipi di evitamento, che secondo la cultura sono più consoni al loro sesso: magari diventano “drogati” dal lavoro, o da Internet, o passano le giornate incollati al teleschermo a guardare lo sport. (Eppure ci sono le eccezioni, ed è probabile che anche qualche uomo si riconosca nel ritratto di chi è ossessionato dall’amore).

“Amare troppo” significa essere dipendenti da una relazione, in modo malsano

Significa comportarsi come se il fatto di trattenere accanto a sé un partner fosse più importante del proprio benessere, della felicità e della dignità personale. E’ una situazione che nasce da un profondo bisogno d’amore insoddisfatto: quando nell’infanzia non si è ricevuto abbastanza, o ci si è sentite abbandonate dai genitori, è facile che da adulte si sia disposte a tutto pur di evitare di provare ancora una volta quei sentimenti di vuoto e di perdita.

Purtroppo, però, succede spesso che queste donne, ex bambine trascurate, anziché rivolgersi, nella loro ricerca, a persone sane che potrebbero dare loro ciò di cui hanno bisogno, sono attratte da partner che, per vari motivi, sono assolutamente inadatti a dare affetto. Possono essere uomini non disponibili perché impegnati, oppure incapaci di un profondo sentimento perché immaturi o troppo chiusi, oppure inaffidabili, o ancora gravati da problemi come alcol o droga.

La donna li sceglie perché li trova familiari; in qualche modo, con loro, rivive le sue dinamiche infantili di rifiuto e abbandono. E si trova più a suo agio in queste situazioni, sia pure dolorose, piuttosto che con uomini più maturi e disponibili, con i quali si sente “fuori posto”…

In realtà, nel profondo del cuore queste donne, abituate all’indifferenza, non sono convinte di meritare davvero affetto e felicità. E’ come se ballassero una vecchia danza, che non porta benessere, ma di cui conoscono sin troppo bene i passi…

Purtroppo però si instaura un circolo vizioso molto negativo: l’amare troppo nasce dalla sofferenza e dal bisogno, ma genera, a sua volta, dolore e un bisogno ancora più profondo: una sete ardente d’amore, che dovrebbe placare il baratro interiore.

Alcune donne vivono la propria ossessione d’amore con un uomo solo, insistendo a chiedergli tenerezza e sicurezza anche quando è evidente che non possono riceverle da lui; altre, nel tentativo di placare questa “sete”, si lanciano in una relazione dopo l’altra. A un osservatore esterno il loro comportamento potrebbe sembrare promiscuo, dettato magari da leggerezza, o voglia di volare di fiore in fiore. E’ in realtà tutto il contrario: si cambiano tanti partner perché si cerca in ognuno quella profondità che continua a sfuggire.

Accade a molte donne

Quanto è seria la situazione delle donne che amano troppo? Come tanti disagi, anche questo ha diversi gradi di gravità. Moltissime donne, una volta o l’altra nella vita, hanno “amato troppo”, magari per un periodo. Moltissime sono incappate in una relazione infelice, che faceva riecheggiare in loro qualche sofferenza infantile, e si sono incaponite per cercare di averla vinta, almeno stavolta, sui vecchi fantasmi, ovviamente senza riuscirvi. Ma per molte, per fortuna, si è trattato di un periodo, oppure di un episodio isolato.

Per altre, invece, l’amare troppo è una costante: le relazioni “sbagliate” si susseguono, sempre con partner problematici, e non si riesce a uscire dai vecchi schemi nevrotici. Per esempio, se una donna continua “per caso” a innamorarsi sempre di uomini sposati, oppure di partner freddi e problematici, sta amando troppo. Magari all’esterno la sua situazione può non apparire così seria, ma lei vive una profonda frustrazione affettiva.

Altre situazioni sono invece più drammatiche. Ci sono donne che, per la loro dipendenza, non riescono ad allontanarsi da mariti violenti (emotivamente o fisicamente), che abusano di loro e talvolta anche dei figli. Altre si fanno sfruttare, anche economicamente. Altre tollerano umilianti infedeltà.

Infine, ci sono donne che rivestono il ruolo di “crocerossine”. E’ un altro modo di “amare troppo”: poiché si pensa di non meritare l’amore, ci si rivolge sempre a persone bisognose, pensando che solo dando moltissimo si possa essere accettate. Ma questo porta a coinvolgersi in situazioni difficili, con partner che hanno problemi di dipendenza da alcol o droghe, o seri problemi di salute. Il partner viene inconsapevolmente scelto proprio perché bisognoso, più che sulla base della sua vera personalità.E il più delle volte sono i problemi del partner ad averla vinta, travolgendo la donna (non è facile, per esempio, conservare il proprio equilibrio vivendo con una persona che abusa di droga).

L’amare troppo è una malattia che può diventare anche pericolosa, e spesso è sottovalutata dalla donna stessa che si dice che “non è poi così grave”.
In queste situazioni, invece, ci si può ammalare per lo stress, per il dolore, per le notti passate a piangere e a disperarsi. Spesso accade che si trascuri la propria salute, il lavoro, la casa, i figli. A volte si tollerano situazioni pericolose, in cui ci sono violenze; altre volte si finisce ad abusare di sostanze, o di alcol, di cibo, di farmaci, per cercare sollievo.

E’ possibile guarire dalla malattia dell’amare troppo?

Per fortuna sì. La guarigione arriva con una sorta di disintossicazione, quando si riesce a fermarsi, a interrompere il circolo vizioso, a uscire dagli schemi malati. Significa rompere l’isolamento in cui spesso queste donne si chiudono, andando per esempio a cercare aiuto.

Sembra facile, ma non lo è, perché implica l’ammettere che nella relazione sta succedendo qualcosa di molto negativo, e alcune donne proprio non vogliono farlo (anche perché temono di dover rinunciare al partner: invece una separazione prematura, prima di aver capito davvero le dinamiche, può addirittura talvolta essere controproducente).

E’ poi necessario dedicare tempo ed energie al processo di guarigione: se si è iniziata una terapia, bisogna seguirla, attentamente, senza saltare gli appuntamenti (magari perché arriva un invito dell’uomo del cuore). Spessissimo, in questi casi viene consigliata la frequenza a un gruppo di sostegno: il confronto con altre donne con problemi simili si rivela spesso un mezzo fondamentale per capire certe dinamiche.

Con l’aiuto della terapeuta o del gruppo bisogna compiere passi importanti: smettere di voler sempre controllare tutto (si tratta di un controllo malato), accettare di sentire il dolore sepolto dentro di sé che vuole emergere, diventare coscienti delle dinamiche del passato e di come esse siano operanti ancora oggi.

E’ soprattutto necessario imparare il percorso dell’amare se stesse, difficilissimo per chi non è stata amata. Ma quando finalmente una sana autostima emerge, è possibile, piano piano, imparare a fare scelte più sagge, anche sul piano affettivo. Quando non si è più disperate e bisognose, quando non si è più disposte a sacrificare se stesse in modo nevrotico per un uomo, ecco che l’amore, un amore sano, finalmente può arrivare.

I sintomi

- Ti senti molto spesso attratta da partner particolarmente bisognosi
- Ti senti molto spesso attratta da partner particolarmente irresponsabili o problematici
- Trovi frequentemente delle scuse per giustificare il comportamento scorretto, o il cattivo carattere del tuo partner
- Ti capita di mentire per nascondere (ai tuoi amici, alla tua famiglia, talvolta persino a te stessa) ciò che accade nella relazione
- Se le cose vanno male, tendi a attribuire a te stessa ben più del 50% di responsabilità
- Ti senti ossessionata da lui
- Non fai che pensare a come puoi risolvere i suoi problemi (dimenticando spesso di occuparti dei tuoi)
- Faresti qualsiasi cosa per compiacerlo (anche se questo significa andare contro il tuo benessere o la tua dignità)
- Anche se lui non ti fa mai regali, ti sei disposta a spendere grosse cifre per lui
- Ti piacerebbe cambiarlo
- Sotto sotto, pensi di non meritare l’amore e la felicità
- Hai una visione poco realistica delle situazioni affettive nelle quali sei coinvolta
- Ti senti sempre piena di paura e di ansia
- L’idea di chiudere con lui ti terrorizza

Gruppi di sostegno

Spesso per questo problema oltre alla psicoterapia, o in sostituzione, si consiglia la frequenza a un gruppo di sostegno. Ve ne sono alcuni a pagamento, condotti da psicologhe, e pubblicizzati in genere città per città.

Altri invece sono strutturati sul modello degli Alcolisti Anonimi: gruppi autogestiti, gratuiti, che lavorano su un programma simile a quello degli alcolisti, e dunque molto ben rodato. Le donne che amano troppo trovano qui aiuto e comprensione.

A.C.A Adult Child of Alcoholics – Famiglie disfunzionali

A.C.A., nata negli USA intorno agli anni ’60, era stata pensata all’inizio per i figli degli alcolisti, ma oggi è rivolta a chiunque sia cresciuto in una famiglia disfunzionale. Dunque anche chi ha avuto genitori anaffettivi, o troppo impegnati sul lavoro, o distanti emotivamente, o dipendenti da sostanze stupefacenti e così via può trovare nell’associazione dei compagni per lavorare sui propri schemi comportamentali. In Italia A.C.O.A. esiste da molti anni a Bergamo. Più recentemente si sono formati gruppi a Torino, Arona, Milano, Brescia, Firenze, Arona.

Per informazioni e indirizzi dei gruppi, tel 340 5014113 www.adulchildren.org

Servizi Generali Mondiali

http://www.adultchildren.org

ACA Italia http://www.aca-italia.com/

C’è inoltre un gruppo ACA online all’indirizzo http://aca.online.forumfree.net/

- CoDa – Co-dipendenti Anonimi
In CoDa si riuniscono quelle persone che si rendono conto di essere dipendenti dalle relazioni distruttive. Spesso sono le compagne o i compagni di una persona dipendente a sua volta, e soffrono perché cercano di “salvarla”. Altre volte invece sono solo persone eccessivamente attaccate a relazioni non sane, che non riescono a migliorare né ad abbandonare.
I gruppi sono a Torino, Genova, Valle Crosia (Imperia) Milano, Treviso, Lodena, Parma, Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Roma (5 gruppi), Capurso (Bari), Palermo. Per informazioni: Servizi Generali Co-D.A. Italiana c/o Oratorio Santa Giulia P.zza Giulia, 7/L, 10100 Torino Tel: 347 5596113

Servizi Generali Mondiali

http://www.codependents.org

CoDA Italia

http://www.codipendenti-anonimi.it

Donne che amano troppo , Robin Norwood
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Lettere di donne che amano troppo , Robin Norwood
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Guarire coi perché , Robin Norwood
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un pensiero al giorno , Robin Norwood
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125 commenti a Donne che Amano Troppo

  • antonella

    “donne che amano troppo” –
    … è incredibile verificare quanto ci si riconosca in determinati atteggiamenti e quanto si voglia prenderne le distanze sulla carta …. ….
    nella vita reale, non volendo ammettere di far parte di una lunga schiera, si declina con molta fantasia la “propria eccezione” …

  • Carmen

    Ma il problema non è amare troppo, il problema è scegliere le persone sbagliate, e anche questo concetto andrebbe chiarito. In quest’articolo per me si fa una gran confusione e si traggono conclusioni fondate su una forma di razionalismo gretto e apatico, che concepisce l’amore come strumento di una felicità personale intesa quasi come una forma di consumo. Mettere sullo stesso piano la donna che sta con un uomo violento e la donna cosiddetta “crocerossina” (espressione volutamente denigratoria), che aiuta il suo partner ad affrontare i suoi problemi, è un esempio di questa confusione. Invece è bene che ci sia un sostegno reciproco nella coppia, e un aiuto nell’affrontare i problemi. Altrimenti anche noi non dovremmo lamentarci quando abbiamo accanto uomini che non ci capiscono e non ci sostengono. Ma tu parli di alcolisti e simili come di persone indegne di essere amate, e a sentirti sembrerebbe che se una donna ama una persona in difficoltà è solo a causa di una sua fissazione infantile o roba del genere, e che non sia in grado di trovarsi di meglio. Parli delle persone come se fossero una merce, e il fatto di essere attratte da partner bisognosi è il primo dei sintomi di quella che descrivi come una malattia. Ma per piacere!!! Qui stiamo semplicemente precipitando nel baratro di una sottocultura che ci spinge verso l’egoismo e verso forme surrogate di esistenza. E’ questo il falso femminismo che vuol farci credere che noi donne abbiamo solo diritti e libertà, e nessuna responsabilità o impegno verso gli altri. In questo modo finiremo col diventare persone inette e incapaci, che sapranno solo piagnucolare dei loro insuccessi nella vita, e questo mentre invece gli uomini hanno sempre modelli di riferimento vincenti e motivazioni forti, anche se in amore sono sempre più complessati pure loro, sempre a causa di questa sottocultura individualista che ci tiene tutti chiusi ognuno nel proprio egoismo e nella propria incapacità di relazionarsi con gli altri. Se loro sono distanti è perché spesso percepiscono una distanza da parte nostra, e questo perchè noi siamo sempre più incapaci di amare, altro che donne che amano troppo!!!
    Carmen, 21 anni, Salerno

  • admin

    Cara Carmen, ti ringrazio del commento ma… Sei sicura di aver letto l’articolo con attenzione, tutto, e non solo qualche paragrafo? All’inizio è scritto chiaramente che questa dinamica “Non va confusa con la generosità di chi dona tanto al partner, ma in modo sano”. In un altro punto si dce che è bello dare al partner, ma con reciprocità. E questo significa che per un periodo il dare può benissimo essere sbilanciato, ma perché dovrebbe esserlo per sempre? Inoltre non c’è scritto affatto che gli alcolisti siano persone indegne di essere amate: è vero il contrario, sono degne di essere amate COME PERSONE, e non come semplici richiami a fantasmi del passato… Tuttavia la tua risposta mi fa pensare che alcuni passi dell’articolo possano essere poco chiari. Ti prometto che ci rifletterò e magari espliciterò meglio qualche concetto: non vorrei mai veicolare messaggi quali quelli che tu dici. Ti ringrazio, dunque: a presto Emma

  • angela scognamillo

    è incredibile…leggendo il libro donne che amano troppo,e al tempo stesso vivndo una relazione in cui io amavo troppo,ho capito che quello nn era amore,ma una profonda ossessione per quell uomo…un uomo che pensava solo a se stesso,un uomo 12 anni piu grande di m che avrebbe dovuto solamente prendersi cura di me…ed invece ero io a giustificare tutti i suoi malumori,la sua incapacità di lasciarsi andare ne sentimenti,i continui sbalzi d umore…davo la colpa alla sua infanzia infelice e mi prendevo carico dei suoi problemi,tralasciando i miei…l unica cosa cheper me contava è riuscire a farlo sorridere fargli capire che adesso al mondo c era una persona disposta ad annullarsi per lui,per il suo benessere!!!Mi ha lasciato,lasciandomi nella disperazione piu totale,e dicendomi..un giorno mi ringrazierai!!!Sono passati solo 20 giorni da quel momento ma piu il tempo passa piu mi convinco che è vero..un giorno lo ringrazierò di avermi abbandonato…nn sarei mai stata felice con lui…l unica preocupazione è ke bussi di nuov alla mia porta lui,o comunque un uomo simile!Io m sono resa conto di ssere una donna che ama troppo,e dicono ke il primo passo per guarire è propio il riconoscere d essere affette da questa malatti,o almeno la definisono tale!bè io voglio guarire,e ce la sto mettendo tutta!come?’iniziando a pensare un pò me stessa,prima di tutto!!!un bacio a tutte le donne come me….uno spot recente canta l inno di Mameli cambiando però la parola iniziale..SORELLE d italia…w lw donne…Angela!

  • Cristina

    Contatto il numero degli ACOA e cercherò di aprire
    un gruppo a Genova.
    Infinite Grazie per il servizio offerto, per la speranza , la forza e l’esperienza che trasmette.
    Sono la piccola Cristina che con l’aiuto dei 12 passi
    è diventata genitore di se stessa.
    Ho 45 anni e amo troppo….me stessa per non aiutare gli altri in modo sano e gratificante.
    Se lo lavori …funziona!!!! Buon Anno e buone 24 ore a Tutti!!!

  • Emma

    Cara Cristina, grazie a te per gli auguri e per l’impegno che profondi nell’aiutare gli altri. Buon anno a te… Ovvero buone 24 ore per 365 giorni!

  • valeria

    Ho appena finito di leggere il libro, che ha dato semplicemente conferma a quanto avevo già capito negli ultimi mesi. Sono una “donna che ama troppo”. Io DEVO guarire. Ho già una psicologa che segue io mio post malattia (tumore al seno), ne parlerò con lei. Vorrei però partecipare ad un gruppo di sostegno. Me ne sapreste indicare qualcuno? Vivo a Milano.
    Grazie,
    V.

  • Emma

    Cara Valeria, i gruppi di sostegno più indicati sono quelli di CODA e ACOA (gli indirizzi sono in fondo all’articolo): si basano sul modello dei 12 passi, che è quello sposato dalla stessa Robin Norwood nel suo secondo libro “Lettere di donne che amano troppo”. Puoi andare a qualche riunione (l’ideale sarebbe provare più di una sera) e vedere come ti trovi, senza impegno. Poi ci sono in giro altri gruppi, ma sono coondotti da psicologhe: non è lo spirito della Norwood, anche se magari sono utili. Infine, proprio cone dice l’autrice, poi fondare tu stessa un gruppo autogestito, seguendo le istruzioni del libro (abbastanza alla lettera… Sono frutto di anni di esperienza). Ma io fossi in te inizierei con Coda. Ti abbraccio forte

  • valeria

    Grazie, chiamerò appena finito di scrivere. Forse sono cose che dovrei raccontare al mio primo incontro di sostegno, ma inizio da qui: ho 33 anni, ho sempre pensato che la vita mi avesse donato tutto quanto potessi desiderare. Il che mi rendeva una donna perfetta, come, del resto, il mondo intero mi considera. Ma la vita mi ha dato tutto tranne l’amore, che per me è l’unica ragione di vita per cui ne valga realmente la pena, al di là del ricco e pieno contorno che ho. E mi sono tormentata per capire il perchè ad una donna come me, bellissima fuori e bellissima dentro, venisse negata proprio l’unica cosa che desiderasse. Forse l’ammirazione da parte di tutti ha ritardato il mio processo riflessivo, facendomi pertepetuare in una menzogna di “negazione e controllo”, per utilizzare il gergo tecnico della Norwood. Oggi, forse grazie alla malattia ma ancor di più all’ennesima sofferenza di cuore(ancor di più, sì, perchè per me il mio ex-cancro era molto meno importante della mia relazione e dell’uomo che avevo di fianco), ho la consapevolezza che c’è qualcosa di sbagliato in me, che mi preclude la felicità. Prima ancora di risolvere il problema, questa consapevolezza mi fa sentire già meglio. Il mio animo è profondamente sollevato, perchè ora so che non devo piacere a tutti (ovviamente si trattava di inconscio), e posso iniziare a fare ciò che mi fa stare bene. Da oggi inizio a pensare e cercare di capire cosa realmente mi piace, in tutti gli aspetti della vita, perchè mi sono accorta che non lo so e non l’ho mai saputo. Anche se in apparenza potrebbe sembrare il contrario, nell’intimo mi sono lasciata distrarre completamente dall’amore e dagli uomini. Non è facile capire oggi, dal nulla, quali sono le mie passioni assopite. Credo inizierò dai ricordi di bambina. L’aver letto il libro della Norwood mi fa sentire così meglio che quasi credo di essere guarita, semplicemente con la consapevolezza, parola meravigliosa di cui solo oggi comprendo il significato. Ma non mi limiterò ad un breve sollievo, voglio andare a fondo, con il CoDa e tutti i mezzi necessari. Ad ogni singolo compleanno, da quando ricordo, il mio desideri delle candeline è stato: “Voglio essere felice per tutta la vita”. Credo si stia per avverare.

  • Emma

    Ti auguro, con tutto il cuore, buon percorso… Troverai te stessa e sarà bellissimo. Ci darai notizie?

  • francesca

    ciao,

    mi chiamo francesca , ho 39 anni e vivo a milano. ho da due anni circa una relazione con un uomo piu’ vecchio di me di 10 anni circa al quale lascio fare il bello e il cattivo tempo da sempre. in certi periodi e’ stato con me, vicino a me dicendo di amarmi per poi fuggire di colpo dicendo che sente il bisogno di vedermi di meno e che non sopporta la quotidianita’ con me. ultimamente mi ha detto che certi giorni mi ama ed altri giorni e’ come se io nemmeno esistessi. io a livello razionale so che tutto questo e’ terribile, che non dovrei mai accettare tutto questo eppure non riesco a lasciarlo…basta un suo cenno che io corro come un cagnolino. quello che mi dice la mia testa va contro a quello che sento nel cuore che prevale. sto andando anche da una psicoterapeuta ma non mi sta aiutando molto. a milano esstono dei gruppi di aiuto con donne come me? forse confrontarmi mi servirebbe. non so piu’ che fare
    grazie

  • Emma

    Cara Francesca, grazie per aver scritto. Certo che confrontarti ti aiuterebbe, è un passo fondamentale nel processo di recupero! A Milano puoi rivolgerti ai gruppi Coda o Aca (ho modificato adesso l’articolo per inserire i riferimenti diretti).
    Se ne hai voglia, se ti trovi bene, puoi riscriverci e raccontare la tua esperienza (se ti ha aiutato): non è certo obbligatorio, fallo solo se te la senti, ma potrebbe aiutare altre donne… Intanto però un abbraccio forte e buona fortuna!

  • D.

    Ciao, trovo questo spazio davvero gentile e accogliente.
    Ho visitato i forum diverse volte ma non invogliavano a scrivere… E’ da tanto che cerco dei gruppi di auto-aiuto nel Friuli Venezia Giulia ma a quanto pare non si usano tanto, non lo so… Magari qualcuno ne sa qualcosa??
    Ho letto 2 volte il libro della Norwood. Non ho problemi così grossi, ma sto con un ragazzo da 7 anni. Lui è buono e agli occhi di tutti è perfetto, ma in realtà non sanno che ha grossi problemi di ansia e depressione, sbalzi d’umore e una tremenda insicurezza, non ha aspettative per il futuro. Non è mai stato sgarbato con me, ma vivere con lui è difficile per via della sua depressione. Io vorrei tanto aiutarlo, perchè è una persona intelligente e buona, ma sto rinunciando alla mia felicità, ai miei sogni, alla mia serenità, sono troppo disponile e mi dedico a lui forse eccessivamete… E intanto il tempo passa e non torna indietro. Ho cercato in tutti i modi di farlo parlare ma non è abituato, è andato dalla psicologa per alcuni mesi, ma non ha giovato molto e ha smesso, forse perchè gliel’ho consigliato io… La mia idea è che ha sofferto molto fin da piccolo per la separazione dei suoi genitori, e il suo disagio non sia stato gestito in modo corretto. Deve aver avuto un enorme vuoto affettivo e aver rimosso la sua infanzia (dice che praticamente non ha ricordi). Ma queste sono le mie conclusioni, lui fa fatica ad analizzare la situazione e non so se la realtà delle cose sia come penso io… Comunque mi sono chiesta diverse volte se è il caso di continuare questa storia; è un vero dilemma perchè è doloroso stare con lui, ma è doloroso anche il solo pensiero di lasciarlo. Ne ho già parlato con la mia famiglia, ma è un problema complicato, mi danno qualche consiglio, ma magari bastassero quelli…
    Comunque almeno il fatto di sfogarsi scrivendo aiuta e anche il pensiero che qualcuno lo leggerà…
    GRAZIE Emma

  • Emma

    Cara D., ti ringrazio delle fiducia…. E benvenuta! Niente consigli, sarebbero fuori luogo sapendo così poco di te… Anzi sì, uno: continua a prenderti cura di re stessa, e a volerti sempre più bene. Spero di pubblicare presto un e book su come smettere di amare troppo… Magari potreste aiutarmi voi lettrici e voi lettori, mandandomi se volete le vostre storie, e sopratutto dicendomi cosa vi ha aiutato. Che ne pensate? Vorrei che fosse anche un po’ un’opera collettiva. Lancio qui l’idea…

  • D.

    E’ un’ ottima idea…Scrivere aiuta molto, soprattutto a mettere in ordine le idee e i pensieri, e a guardarsi dentro!! Io ci proverò… ma che lo facciano anche le/gli altri! Potrebbe venir fuori qualcosa di molto buono…

  • Emma

    Vi aspetto allora. Non nello spazio dei commenti, scrivetemi a e.chiaia@tiscalinet.it. Dite anche se mi permettete di usare le vostre storie, quali dettagli voelte che cambi per l’anonimato, ecc. Che bello!

  • barbara

    Anche io ho sofferto di dipendenza affettiva e forse ne soffro ancora, ma poichè so che una donna affettivamente dipendente tende a correre, a innamorarsi subito e bruciare le tappe, ora che è passato un mese da quando esco con un ragazzo che non è ne’ innamorato ne’ attento a me, non riesco piu’ a capire se la sua richiesta di ulteriore tempo per provare qualcosa in piu’ dell’attrazione si giusta perchè dovuta, appunto, alla mia corsa, oppure se in realtà una piccola forma di sentimento avrebbe già dovuto farsi sentire. Il problema è che al secondo appuntamento ci siamo baciati perchè c’è una grandissima attrazione e questo mi aveva illusa che anche per lui ci fosse almeno il bozzolo di un sentimento. Fosse un semplice amico o conoscente, allora un mese sarebbe pochissimo per conoscersi, ma poichè c’è già intimità credo che a quest’ora unasorta di innamoramento sarebbe già nato. Sono molto confusa………..

  • Emma

    Cara Barbara, quello che mi colpisce è che scrivi che lui non solo non è innamorato, ma che non è neppure attento a te. Questo non va bene… I tempi della nascita di un sentimento ( o della voglia di impegnarsi) sono imprevedibili, e un bacio secondo me non sposta tanto le cose. Anzi, mi verrebbe da pensare che se lui non ti ha chiesto ulterore intimità, se non altro ti sta rispettando. Ma tu come tu senti quando sei con lui? Se, pur desiderando qualcosa di più, ti senti ascoltata, rispettata, coccolata, forse può valere la pena aspettare, puoi deciderlo solo tu. E magari ne nascerà solo una bella amicizia, ma forse ne sarà valsa la pena. Se invece ti senti triste e/o trascurata, perché stare lì ad aspettare chissà cosa? Comunque ti ricordo il consiglio della Norwood: non dare troppa attenzione alla relazione, investi su di te, su ciò che ti rende felice, su ciù che dimostra e fa crescere il tuo amore per te stessa. Il resto dovrebbe venire di conseguenza. Ti abbraccio

  • barbara

    Grazie mille per i preziosi consigli. Sto cercando di fare proprio questo….. Io però con i ragazzi che mi hanno baciata ho iniziato una relazione, invece questo ragazzo non ritiene di essere insieme a me e non sprizza dalla voglia di vedermi, per questo sono confusa, perchè intanto però non siamo solo amici, mi dice che gli piaccio molto e che il resto verrà, e che sbaglio a mettere fretta. Io non ho fatto pressioni, ma intanto mi trascura percio’ non so come far quadrare questo comportamento con l’intenzione di andare avanti…. Forse non vale la pena continuare. Grazie mille e buona fortuna a tutte!

  • Emma

    Buona fortuna a te e.. dacci notizie tra qualche tempo, se ti va!

  • Ho 61 anni ed il mio matrimono è durato 35 anni, negli ultimi quindici lui diceva di avere una depressione e si curava con antidepressivi. Naturalmente anche io sono una donna che ama troppo, scusavo la sua freddezza con la depressione ed i problemi da lui avuti nella famiglia primaria. Mi sono annullata pensando che con il mio amore lo avrei salvato. Lui si è innamorato di una donna più giovane di 11 anni ed è andato via dicendo che con me non si sentiva più ma che era solo, non c’era nessuna donna. Solo dopo la separazione legale (che io ho subito)è sbucata fuori la tizia. Sono passati quasi tre anni ed io sto ancora male, ho provato psicologa, farmaci, ma non è servito a niente, non riesco ad applicare la ragione al cuore, lo amo ancora. Ma alla mia eta’ quali prospettive ho? Mi basterebbe solo stare un po’ meglio, ma anche la mia autostima è andata a farsi friggere, mi sono sentita butata via come una vecchia ciabatta! Ho pensato di non valere proprio nulla. Inoltre nostra figlia ha interrotto i rapporti con lui, e lui non sta facendo niente per ricucirli, anzi si fa vedere in giro con la “tizia” che fra l’altro non abita nella nostra città, ma che lui porta qua’
    volutamente…..Non riesco a guarire almeno un po’, conosci nella mia citta’ un gruppo di sostegno? Io ho chiesto in giro ma quaggiu’ sono solo a pagamento ed io non ho più molte possibilita’ …….abito a Livorno

  • Emma

    Cara Adriana, per i gruppi devi contattare il servizi di CODA Italia o di ACOA, trovi l’indirizzo internet nell’articolo, loro ti diranno qual è il gruppo più vicino. Al limite potresti formare un gruppo tu, le istruzioni sono alla fine del libro della Norwood, ma certo sarebbe meglio trovarne uno già avviato. Non pensare che alla tua età tu non possa più essere felice, proprio ieri una mia amica mi parlava del grande amore della madre settantenne…. E non è certo l’unico caso. Ma devi riuscire a stare meglio. Lavora molto su te stessa, e sul rancore. Se non riesci a trovare un gruppo (ma io penso che ce la farai) unisciti a un gruppo di spiritualità, fai meditazioni e cose del genere, aiutano più di quanto tu non creda. Nei prossimi mesi pubblicherò un e book su tutto ciò che può servire, tieni d’occhio il blog! Cerca anche di stringere nuove amicizie. Una volta ho fatto un articolo sulla UISP Grandetà, non so se tu sei troppo giovane per loro, ma mi sembravano proprio un gran bel gruppo di persone unite e solidali, che facevvano molte cose per divertirsi, sport, ballo, camminate, incontri… Anche questo dovrebbe costare pochissimo, e penso che qualcosa ci sia a Livorno. Fammi sapere!
    Un abbraccio

  • G.

    Ho 45 anni e ho letto il libro della Norwood quando uscì per la prima volta in Italia. E’ un po’ la mia bibbia, con rispetto parlando. Eppure, nonostante sia una persona informata dei fatti, continuo a sentirmi una donna che ama troppo, nel senso che mi ostino a portare avanti relazioni pseudo-amorose anche se mi fanno soffrire. Proprio da pochi mesi, ho concluso una storia durata tre anni che posso senz’altro annoverare tra queste.
    Ciclicamente, mi sottopongo alla psicoterapia per capire da dove nasce in me tanta carenza di affetto, tanto bisogno di amore insoddisfatto che mi porto dentro da sempre ma è come se non ne venissi a capo, tanto è vero che mi ritrovo a ripercorrere sempre la stessa strada. Ho capito di essere una persona che in fondo in fondo non ha una grande stima di sé, lo capisco proprio nei rapporti affettivi, nei quali a un certo punto mi faccio schiacciare. Peraltro è molto difficile che me ne vada prima che sia troppo tardi, riaccolgo l’altro tutte le volte che va e viene e aspetto che sia lui ad andarsene definitivamente. Questo stesso copione si è riprosto anche nella mia ultima storia. Dapprima sono stata a lungo corteggiata, ma all’inizio non ero innamorata e mi tiravo indietro. Alla fine, quando i miei sentimenti sono cambiati e ho “ceduto” al suo amore sono cominciati altri problemi. Mentre io credevo che a quel punto saremmo stati entrambi felici. Per esempio, se volevo stare con lui dovevo, e sottolineo dovevo, stare anche con i suoi amici e la sua famiglia anche se questo toglievo spazio a noi due. Inoltre dovevo tener conto dei suoi impegni e dei suoi tempi, sennò non ci si riusciva a vedere (per fortuna non abbiamo convissuto). In principio ho accettato tutto per “amore” poi però non ce l’ho fatta più e sia pure con dolore mi sono allontanata perché sentivo che mi stavo annullando, visto che nemmeno osavo più chiedere qualcosa per me per paura di contrariarlo. Una volta, ero in ospedale (sono stata operata per un tumore al seno) e mi sono sentita dire che il mio non era amore bensì un bisogno “patologico”. Patologico, capisce? In una situazione brutta come quella, sa cosa si può provare a sentirsi dire una cosa del genere dal tuo compagno?
    Ora la storia è finita ma a distanza di qualche mese questa persona mi manca e tutte le volte che prova a cercarmi io ci ricasco alla grande e faccio cento passi indietro nel mio cammino verso la rinascita. Ricado nel baratro. Ma perché, gentile dottoressa, certe donne come me sono capaci di farsi così tanto male? Che tipo di educazione o modelli di comportamento abbiamo appreso per arrivare a rispettarci così poco? Quando s’impara questa benedetta lezione che prima si vuol bene a se stessi e poi agli altri? Dopo quante legnate? A che età? Non è questione di egoismo, è questione che: se non ti ami tu ma chi ti amerà mai davvero? Mi scusi per lo sfogo, ma sono rimasta scottata di recente e la ferita brucia tanto. Grazie mille per l’attenzione

  • Emma

    Cara G., grazie per la fiducia e la condivisione. Naturalmente non voglio entarre nel merito della tua storia, non pretendo di poterla capire né valutare nello spazio ristretto di una bacheca di commenti. Voglio però farti coraggio e spronarti a proseguire nel cammino della ricerca di un tuo equilibrio, e di un più grande amore di te stessa, che porterà inevitabilmente a rapporti più sereni.
    Come forse avrai letto in qualche altro commento, sto scrivendo un e boook sull’uscire dall’amare troppo, spero che possa essere pronto per l’autunno. Vuoi aiutarmi? Se sì riscrivimi utilizzando il form “contatti” e raccontami qualcosa di più della tua storia, indicando quali tentativi hai fatto per uscirne, quali cose sono stato almeno un po’ utili e quali non t sono servite a niente. Se vuoi.
    Se no, continua a seguire il blog, presto troverai altro materiale per te! E soprattutto continua, senza stancarti, a costruire la storia d’amore più importante, che è quella con te srtessa, che condiziona tutte le altre. Un grande abbraccio.

  • barbara

    Ciao a tutte!
    Dopo quasi un mese dal mio ultimo post volevo solo dare notizia di come è finita la mia storia: è, appunto, finita.
    Per fortuna ho avuto la forza di troncare con una persona che non mi rendeva per niente feice e non mi dava attenzioni, che mi accusava di correre, ma che, anche se io ero molto innamorata, volevo solo conoscere, uscirci rispettando i suoi tempi. Però non ho mai visto il minimo entusiasmo nei miei confronti, solo attrazione fisica, e quando dovevamo finalmente uscire rimandava sempre con un sms all’ultimo momento. Solo tanti sms ma niente telefonate, pochissime uscite, nulla di concreto, nemmeno una conoscenza ch dovrebbe stare alla base di qualsiasi rapporto, anche di amicizia. Ogni giorno mi sentivo dire “MI PIACI PERO’ NON SONO INNAMORATO”. Ormai era diventato un mantra. Ho conosciuto un altro ragazzo tramite internet, che ho incontrato una volta non perchè mi piacesse ma perchè ci trovavamo bene a parlare. Dopo questa prima uscita ho visto il suo volto deluso.
    Insomma, NESSUNO SI INNAMORA DI ME, nemmeno quelli che si trovano bene a parlare e a cui piaccio fisicamente.
    Altro che volersi bene, ho solo voglia di farla finita perchè ho capito da tutti questi rifiuti che ho qualcosa di grosso che non piace, non si puo’ vivere cntinuamente rifiutati e senza speranza. Scusate e grazie per l’attenzione.

  • Emma

    Ciao Barbara, ben tornata. Però, cosa stai dicendo? Se due persone stanno bene con te solo per certi aspetti e non si innamorano, non puoi dedurne che nessuno si innamori di te e tu non sia amabile.
    A volte dopo la chiusura di una storia può passare un po’ di tempo prima di incontrare un’altra persona veramente valida, ma è un tempo prezioso, da utlizzare per lasciar sedimentare il passato, per amare se stesse ancora di più, per centrarsi, per rimetttere a posto la propria vita, per ritrovare il senso del proprio valore indipendentemente da un uomo…. Chiediti quanto tu ti apprezzi. E quando finalmente risponderai “tantissimo”, potrai andare alla ricerca di un uomo cui tu piaccia altrettanto. Senza rimanerci male per gli sciocchini che incontrerai lungo la strada e che non ti capiranno. Te l’ho detto un modo un po’ semplificato (siamo pur sempre nella bacheca di un blog) ma funziona così!

  • gabriella

    Io sono stata abbandonata 2 giorni fa. Io ero innamorata di questo uomo e lo sono ancora, lui è andato via perchè dice lo assillavo perchè quando uscivamo,guardava spesso le altre ed io ero gelosa e mi arrabbiavo e così domenica dopo l’ennesima volta se ne andato. voglio premettere una cosa io mi comportavo così perchè quando uscivamo lo sentivo assente per questo avevo queste reazioni. ma ero anche gelosa perchè io mi sono annullata completamente per lui trascurando tutto quindi pretendevo attenzioni da parte sua. Ma non finisce qui lui con me era molto possessivo se andavo da qualche parte diceva che mi incontravo con qualcuno se uscivo con mia zia non ci credeva, se rimanevo sola a casa diceva che ero con qualcuno se sul cell. trovava chiamate cancellate diceva che avevo un altra scheda mi toccava sempre nella zona intima e se non ero b…. pensava che già avevo avuto rapporti mi guardava sempre gli ma questo non l’ho mai capito,e le chiamate che mi faceva io vivevo con l’angoscia di non sentirlo il tel.perchè altrimenti avrebbe pensato che stavo con qualcuno, quante volte voleva andarsene ma poi faceva retro marcia perchè lo convincevo io a rimanere, insomma lui era così ma lo perdonavo sempre, perchè anche se insoddisfatta lo volevo lo con me, in ogni cosa che facevo c’era solo lui, per questo quando uscivamo volvo le sue attenzioni, adesso penso che per colpa mia sia finito tutto, però prima che se ne andasse ho guardato il suo cell. ed ho letto il mess. di una donna, dove c’era scritto che si ero rivisti e quindi felici di essersi ritrovati,e quando sarebbe andato via da casa, però lui ha negato dicendo che era uno sbaglio, ora mi chiedo se ne andato perchè l’assillavo come dice lui anche se era lui il geloso possssivo, ho perchè ha ritrovato questa donna e quindi si è stufato di me??

  • gabriella

    Adesso sono così delusa, ho un senso di vuoto dentro che mi mi sta devastando, penso che mai e poi mai troverò un uomo da condividere tutto di amarlo ma che anche lui mi ami allo stesso modo, credo che queso non succederà mai, anche perchè ho perso fiducia sia in me stessa che negli uomini, e poi penso che non ci sono uomini in grado di farti sentire sopra il tetto del mondo, io ho tanto da dare ma……….

  • Emma

    Cara Gabriella, capisco il tuo dolore, ma da quello che racconti la tua non sembrava certo una relazione sana, né felice! Se tu ci riuscissi, l’ìideale adesso sarebbe calmarti e prenderti un po’ di tempo per riflettere e far sedimentare le emozioni. Potresti forse capire così che desideri una relazione molto diversa, in cui tu non ti annulli, ma anzi valorizzi te stessa. Rileggi il libro della Norwood e riscrivi presto per dare notizie! Un abbraccio di sostegno

  • Giò

    Ciao a tutte ragazze… il libro non l’ho ancora letto, ma credo che lo prenderò a breve…
    Ho 25 anni… Sono stata lasciata più di una settimana fa dal ragazzo che amavo e amo ancora con tutto il cuore a 5 mesi dal matrimonio… sono distrutta in questo momento e passo il tempo a piangere e non riesco nemmeno più a mangiare… Mercoledì scorso abbiamo litigato per una cosa banale… purtroppo lui ha accumulato rabbia per più di 3 anni, non sfogandosi mai, non dicendomi chiaramente quali miei atteggiamenti gli dessero fastidio… a novembre abbiamo deciso di sposarci… lui era felicissimo fino al sabato prima di lasciarci, ma per un semplice litigio ha mandato a monte non solo il nostro matrimonio, ma anche la nostra storia… purtroppo mi sto accorgendo in questi giorni che a lui non interessa proprio nulla del mio stato d’animo, continua a scrivere cose cattive su facebook per ferirmi… questo mi sta facendo capire che forse lui non è più innamorato di me e negli ultimi mesi ha finto di stare bene, ma in realtà covava tutto dentro… mi sento presa in giro… fino a qualche giorno fa ero al settimo cielo… e ora sto cadendo in una depressione devastante…
    Leggendo l’articolo mi sono accorta che rientro perfettamente tra le donne che amano troppo… ho accettato il suo carattere chiuso, anche se mi faceva molto male… e nonostante questa consapevolezza sono ancora innamorata persa di lui… perchè nonostante tutto abbiamo passato 3 anni da favola… sono confusa… amareggiata… distrutta… potrò mai uscire da questa depressione?

  • Emma

    Ciao Giò. Mi dispiace per quello che ti è successo, e non voglio commentarlo, primo perché non c’è spazio, e poi perché al momento l’unica cosa che puoi fare è fermarti, sfogarti, riprenderti piano piano, e altrettanto piano elaborare. Molto probabilmente quello che ti è accaduto ha motivazioni profonde, molto probabilmente ti sta risparmiando un fallimento successivo molto più doloroso…. Ma ora ci stai male, è comprensible ed è normale. Hai tutta la nostra solidarietà. Vuoi riscriverci tra un po’, quando sarai più serena? Nel frattempo, cerca di coccolarti molto e di volerti più bene che puoi. Un abbraccio

  • LARA

    CIAO, SONO LARA E STO FINENDO DI LEGGERE IL LIBRO DONNE CHE AMANO TROPPO…PURTROPPO FACCIO PARTE DI QUESTA CATEGORIA…CONOSCO GUIDO DA QUASI 20 ANNI E ABBIAMO DUE SPLENDIDI BAMBINI MATTIA E SONIA…LA NS. RELAZIONE HA SEMPRE AVUTO ALTI E BASSI E TUTTORA CHE ABBIAMO DUE FIGLI CI DIVIDIAMO SPESSO: IO A CASA MIA COI BIMBI E LUI A CASA DI SUA MADRE. NON ENTRO NEI PARTICOLARI PER ORA PERCHE’ DOVREI SCRIVERE PER ORE ED ORE…LEGGENDO IL SUDDETTO LIBRO PERO’ SONO RIUSCITA A CAPIRE DIVERSE COSE, TRA CUI ANCHE IL FATTO CHE LA MIA OSSESSIONE PER LUI E’ DETTATA DAL “NON AMORE” DI MIA MADRE NEI MIEI CONFRONTI, COLPA ANCHE DI UNA SUA MALATTIA (DEPRESSIONE…)…QUALCHE MESE FA SONO ANDATA ANCHE DA UN AVVOCATO PER DEFINIRE AFFIDAMENTO BAMBINI ECC., LUI E’ TORNATO ALLA RIBALTA CHIEDENDOMI DI LASCIARE PERDERE E COSI’ HO FATTO SOSPENDERE MOMENTANEAMENTE LA PRATICA…ADESSO COME PRIMA LE COSE TRA DI NOI NON CAMBIANO E NON CAMBIERANNO MAI…VORREI CHIUDERE DEFINITIVAMENTE MA NON HO LA FORZA SUFFICIENTE (E SOPRATTUTTO LA COERENZA)PER POTERLO FARE. COL FATTO CHE CI SONO DUE BAMBINI MI RENDE TUTTO MOLTO PIU’ DIFFICILE…LEI CASA NE PENSA?

  • Emma

    Carta Laura, non sarebbe corretto da parte mia dare un giudizio sulla tua situazione con i pochi elementi che si possono leggere nella bacheca di un blog. Dico solo che se hai avuto la consapevolezza di una dinamica distruttiva questo è un primo passo! Rileggi con attenzione il libro e riflettici con calma. Fare le cose giuste è importante ma è molto più importante arrivare a una maturazione interiore che ispiri le tue azioni. Il vero messaggio del libro della Norwood è che è fondamentale amare e rispettare profondamente se stesse. Non tutte noi purtroppo siamo state educate a farlo. Man mano che sviluppiamo una sana consapevolezza e un sano amore di noi stesse tutto il resto dovrebbe venire di conseguenza… Ti abbraccio. Riscrivi presto

  • laura

    ciao a tutte, non ho ancora letto il libro ma sono sicuramente una donna che ama troppo e credo che questa sia una conseguenza del cattivo rapporto che ho da sempre con mia madre. La mia storia è troppo lunga da raccontare, cercherò di sintetizzarla. Ho 42 anni, sposata con tre figli, un matrimonio in crisi da sempre. Un anno e mezzo fa ho conosciuto un ragazzo di ben 17 anni più giovane di me su facebook e siamo stati subito in sintonia. Dopo pochi mesi ci siamo conosciuti (abitiamo nella stessa città) ed è stato un colpo di fulmine! E’ iniziata questa cosa travolgente ed intensa, che ci portava a sentirci in ogni momento ed a vederci appena possibile. Da subito sono volate parole grosse: ti amo, non posso nemmeno immaginare di stare senza te. Ma allo stesso tempo non voleva correre il rischio di essere scoperta dalla sua ragazza, per la quale a sua detta non prova nulla. Il finale di questa storia? mio marito ha scoperto tutto e io ho deciso che non posso più continuare questo matrimonio ed ho deciso di separarmi. Lui? un pò c’è e quando c’è è un tripudio d’amore e un pò è in crisi, perchè si sente in colpa per quello che è successo. E io sempre in balia dei suoi cambi d’umore senza che mai mi stia vicino davvero in questo momento. Sono consapevole che questa relazione non mi sta dando niente e anzi, mi fa stare male. Ma quando riuscirò finalmente a pensare a stare meglio? e come? mi sento come svuotata al pensiero che lui non faccia più parte della mia vita.. non so da che parte iniziare.

  • Emma

    Cara Laura, ricomincia da te… E’ questo il difficile per le donne che amano troppo: ritrovare il rispetto di sé, spostare l’attenzione dal benessere dell’uomo amato al proprio benessere. Rifletti con calma se la separazione è proprio ciò che vuoi: se il tuo matrimonio è finito va bene, ma non puoi buttarlo all’aria per una storia con un ragazzo impegnato con un’altra… Rifletti con calma e fai le tue scelte pensando a te stessa. Senza trpppo romanticiscmo ma con vero amore per te stessa. Un abbraccio

  • tiziana

    grazie.grazie di esserci.sono codip da sempre e dopo una vita di tormenti sn in psicoterapia da 3anni,dopo aver conosciuto coda nel 2001.posso parlare di me cn la certezza di essere compresa,capita.provengo da una famiglia disfunsionale grave,ho sempre avuto la sensazione di essere trasparente e di nn meritare amore,o forse di dover lottare per essere amata.ho 50 anni e dopo tanti errori e compulsioni grazie a Dio sn viva e in recupero…..trovo meraviglioso questo blog

  • Emma

    Grazie Tiziana per il tuo incoraggiamento… Sono felice del tuo recupero. Un abbraccio grandissimo e… Buone 24h|

  • serena

    ciao, ho capito di recente di essere stata una donna che ha amato troppo. ho vissuto con un uomo che mi ha plagiato, trattato come uno straccio e che non mi ha mai considerato.ho capito che per lui non esistevo. ma non me ne accorgevo. ogni tanto , in ferie soprattutto, era buono e gentile, era l’uomo di cui mi ero innamorata. allora io per ben 25 anni e tre figli ho sperato che lui cambiasse e divenisse l’uomo che ogni tanto mi faceva credere di essere.
    una tortura. poi si è infine stancato della famiglia, il gioco non valeva piu’ la candela, troppo lavoro! ha ben pensato di trovarsi un’altra. l’ho scoperto o ha voluto che lo scoprissi e ho capito che sessualmente ha avuto una vita parallela. per questo non mi cercava, non mi vedeva! mi dava l’illusione di amarmi e io completamente cieca ci credevo. poi la folgorazione: non mi ha mai voluto! e non è tanto il tradimento che forse mi aspettavo, ma è stato il rendermi conto di non aver visto e capito il meccanismo perverso che applicava su di me. questo mi logora e non mi fa respirare, mi fa mancare l’aria. gli ho lasciato fare del male, psicologico, a me e ai miei figli. mi sono piombati addosso migliaia di episodi negativi di cui io mi chiedevo il perchè! ora l’ho capito! ho amato troppo e non ho visto! e adesso non lo voglio piu’ mi dico, ora lui vorrebbe tornare ed io ancora cieca mi rassereno! quando sono sola come adesso invece dico no e mi rendo conto che non potrà mai cambiare. ma ho paura del futuro. non so cosa fare

  • Emma

    Cara Serena, capisco bene la tua paura del futuro dopo tanto tempo con lui. Però questi momenti di lucidità sono importanti… Non posso certo darti consigli sapendo sosì poco di te, ma ricordati che hai diritto alla tua dignità, e ad avere accanto persone rispettose e amorevoli. Stai dalla tua parte… E prenditi per decdere tutto il tempo che ti serve: non è che se lui vuole tornare tu devi accettare subito… Ti abbraccio e ti auguro una vita pienamente felice, come meriti.

  • patrizia

    Ciao, leggendo le mail inviate da tante donne mi rendo conto di non essere purtroppo sola. Dopo 24 anni e due figli sono stata lasciata per una donna piu’ giovane, ma il peggio è stato l’essersi resa conto di aver amato troppo un’uomo che non aveva nemmeno un quarto delle qualità che nei miei sogni gli regalavo. E scoprire che in realtà è malato. Come me. Dopo 2 anni di terapia finalmente sto uscendo dal labirinto, dalle sabbie mobili. Ma proprio questa consapevolezza mi terrorizza, la consapevolezza di essermi circondata finora di persone che non hanno avuto il minimo rispetto di me. E le ho cercate io. Cosa troverò d’ora in avanti. E’ faticoso e duro imporsi alla vita, fa paura dire io esisto e ho il diritto di essere trattata con rispetto e amore.
    Sono arrivata in cima alla salita e da li cerco di insegnare ai miei figli proprio questo, perchè non accada anche a loro, perchè anche loro non desiderino dare amore ed essere ricambiati con indifferenza.

  • Emma

    Cara Patrizia, grazie del tuo commento. Il tuo percorso denota coraggio: so che non è facile guardarsi dentro e ammettere tanti errori… Che poi non sono errori, ma la tua crescita. Siine fiera, e stai dalla tua parte. Se sarai capace di amare te stessa davvero ti aspettano anni molto felici! Un abbraccio a te e ai tuoi figli

  • ciao,ho 32 anni e da 7 ho una storia con un uomo di un anno + grande.eravamo innamoratissimi inizialmente,lui mi riempiva di attenzioni.poi xò è subentrata la mamma,non era d’accordo sulla nostra storia,lui man mano si è lasciato condizionare fino a decidere di lasciarmi.ma ormai da 7 anni lui torna,sparisce,ritorna di nuovo e io non ce la faccio + xkè non riesco ad essere abbastanza forte da mandarlo via quando riappare!mi promette che cambierà tutto,ma ogni volta è sempre la stessa storia!me sento annullata,ferita e soprattutto presa in giro ogni santa volta vorrei tanto uscirne ma non so proprio da che parte cominciare.

  • lorella

    oggi mi hanno consigliato di leggere il libro”donne che amano troppo”….anche io faccio parte della schiera purtroppo!!!ho letto il suo articolo e in molte cose ho trovato riscontro!!!ho 27 anni e per 4 ,sn stat con un ragazzo che amavo tanto,più della mia setssa vita,ma che mi tradiva ripetutamente,che si creava storie parallelle…..l’ho sempre perdonato perchè pensavo mi amasse,perchè ogni tanto lo vedevo cambiato, perchè……l’ho messo sempre al 1posto,ho fatto di tutto per lui…mi sono anche annullatat come persona…ero felice,o almeno pensavo di esserlo..fino a quando 4 mesi fa mi ha lasciata ancora una volta per1altra con la quale aveva una relazione parallela da 7 mesi……l’ho scoperto per caso..lui come sempre,mi aveva detto che voleva stare 1pò da solo e invece…………sono stat male….non uscivìo,non mangiavo….. e non era la 1 volta in 4 anni!!!ma ne sono uscita….la vacanza fatta aluglio ha fatto miracoli…ho riacquistato fiducia in me stessa…ancho se ho la paura di essere l’eterna secondae anche se ogni tanto il suo pensiero mi sfiora!!soprattutto quando lo immagino con l’altra,dopo averlo anche visto!!forse non maerò più come prima..ma chi può dirlo….1 pò ho paura…..ma incrociamo le dita…sono giovane!!!

  • lidia

    ciao. oggi è una bella giornata e mi sento bene. anke io sn una ke ama troppo. nn so’ xkè. ho avuto una bella infanzia, nn mi è mancato nulla ne’ a livello affettivo ne’ materiale, ho due genitori meravigliosi ke si sn separati quando ero già grande ma ke nn mi hanno fatto mai pesare la situazione. macchine, vacanze, università, bei vestiti, begli amici, …insomma…tutto il meglio ke una persona possa desiderare. e forse x questo, x aver avuto così tanto mi sento in dovere di aiutare ki nn è stato fortunato come me.come un super eroe penso di poter salvare e cambiare tutto e tutti. ma a mie spese mi rendo conto ke nn è così. e ogni volta è un fallimento ke imputo a me stessa…garzie x lo sfogo

  • Emma

    Care Lidia, Lorella e Dò, grazie per le vostre condivisioni e scusate il ritardo nella risposta (le vacanze…). Vi abbracco tutte, ricordandovi la lezione secondo me fondamentale della Norwood: imparare ad anare se stesse. Esercitatevi ogni giorno a trattare voi stesse con riguardo, gentilezza, pazienza, attenzione. E’ questa la via per guarire…

  • Giorgia

    Buongiorno, io non ho mai amato troppo, nel senso che non ho mai amato per più di qualche giorno. Mi sento cmq una donna che ama troppo. Ma non so perché.
    Ho 36 anni, l’ultimo fidanzato l’ho avuto ( l’ho lasciato io) a 27 anni. Era una relazione “normale”, lui mi amava, mi rispettava, mi accontentava. Da allora son passati 9 anni e non ho più avuto una relazione che fosse seria: solo storie con uomini sposati in cui io facevo l’amante.
    Nell’arco di questi anni ho avuto una vita parallela a quella ufficiale di impiegata in cui io facevo quella che eufimisticamente si chiama “escort”, spinta da una ossessione che non era legata ai soldi, ma da qualcosa che devo ancora delineare. Forse desiderio di punirmi e di dimostrami che non valgo nulla?
    A 33 anni si è chiuso pian piano questo capitolo, ora ho bassa autostima di me e ho tanti pregiudizi verso gli uomini.
    Eppure ultimamente ho una piccola fiamma dentro che mi fa sperare di trovare un uomo con cui iniziare qualcosa di serio, perché ho 36 anni e voglio che qualcuno mi ami. E’ una fiamma che tutto d’un tratto divampa e diventa un’incendio… è l’ossessione di avere un uomo che mi ami. Mi sono iscritta a un sito per cercare l’anima gemella e da allora, mi sono accorta che ogni conoscenza è una fotocopia della precedente: al primo incontro, nonostante io espliciti di essere seriamente intenzionata, puntualmente questi uomini ci provano. Al mio rifiuto non mi cercano più. E quando invece mi aggradano, e faccio accadere qualcosa perché spero in cuor mio sia la volta buona, mi cercano fintanto che accetto le loro avance. Quando chiedo loro di fare cose semplici che non comprendano “il letto”, svaniscono.
    Ognuna di queste “storie” nasce e finisce nell’arco di una settimana: inizialmente io credo di aver incontrato il “mio uomo”, il mio salvatore; questi mi delude o sparisce e io cado in un baratro dove ogni volta mi sembra di aver perso la cosa più importante della mia vita, arrivo a livelli di disperazione e angoscia tali da non mangiare o dormire più. Mi comporto come se fosse finito il mondo. Con la stessa “grandiosità” con cui mi innamoro, cado nel baratro e… dopo nemmeno una settimana già mi sono dimenticata di quella persona. Sono consapevole che non c’è nessuna proporizone nelle mie reazioni. Oggi sto male di nuovo perché ho conosciuto un altro una settimana fa e lo penso in modo ossessivo. Da quando l’ho conosciuto dormo 3-4 ore a notte neanche, non mangio, aspetto telefonate o sms che non arrivano, ho questo senso di angoscia di non vederlo più, di perderlo, mi manca l’aria come se fosse l’ultimo uomo sulla terra, come se fosse la cosa più importante della mia vita. Mi rendo conto del paradosso e delle estremità delle mie emozioni, e so che fra una settimana o due sarà tutto finito, ma questa consapevolezza non riesce a mitigare i sentimenti forti ed estremi che provo in questo momento. Sono una donna che ama troppo? Sennò cosa sono? Stranamente mi quieterebbe sapere di appartenere a “un gruppo” con caratteristiche ben definite perché sapere esattamente dove si è collocati facilita il percorso verso la meta della guarigione. Mi dia una parola di conforto.

  • Baby

    Ciao.Sono stata lasciata da poco più di 2 mesi dopo 9 anni (ne ho 41) di una storia all’inizio esaltante e poi sempre più problematica. Già sposata, in piena crisi, avevo trovato quest’uomo con cui riuscivo a condividere qualsiasi cosa, un dialogo a 360 gradi, una condivisione di passioni, di mente, di anima quasi totali… Mi sono separata, mi sono preparata per la nuova vita ma disgraziatamente non ho fatto i conti con il figlio, che mi è stato parato davanti come priorità. A quel punto mi ha preso il panico…e sono rimasta dov’ero proseguendo la mia doppia vita per anni. Da una parte un rapporto ormai improntato su una serena amicizia e un tranquillo rispetto (a casa mia, con il mio ex marito) e dall’altra un rapporto vivo, passionale, ma ormai spesso conflittuale. Per anni mi sono sentita decantare quanto fosse ideale questa situazione per lui, perchè cmq aveva bisogno dei suoi spazi, di stare anche da solo…poi in altri momenti insisteva sul fatto di sentirmi cmq a casa mia, nonostante non avessi diritto di parola ne nella gestione della casa (guai se mi mettevo a fare le pulizie! lui e il figlio si alteravano subito), casa che per inciso partecipavo a sostenere con metà dell’affitto (spesso del tutto perchè la sua ditta non gli pagava lo stipendio) ne avevo diritto di intervenire nell’educazione del filio, cresciuto con un rapporto amico/amico e non genitore/figlio. Sono passati gli anni. Piano piano la sua situazione economica si è assestata, ha trovato una casa migliore…ma nel frattempo è passato attraverso la morte della madre e un periodo lavorativo devastante. Da quel momento si è alzato un muro. Quello che era un dialogo a 360 gradi si è ridotto a 0. Ovviamente la colpa era mia. Per la non scelta di convivere definitivamente con lui. Ogni volta era un trattamento sempre più duro, sempre più arido. Dichiaratamente solo sesso e niente amore. Qualche volta sono fuggita. Mi sono rintanata nella mia casa, fra le mie cose. Nell’appoggio instancabile del mio ex marito. Ma poi tornavo. E si ricominciava. Trattata come una reietta. Poi quest’estate è saltata la valvola. Messo sotto pressione, mi ha lasciata. 2 settimane in sardegna da incubo. Adesso mi ritrovo svuotata, persa in un oceano senza fine di ricordi, di rimpianti, di sensi di colpa e di disperazione. Lui quasi non si ricorda più nemmeno come mi chiamo e suo figlio – 18 anni (ero arrivata al punto di considerarlo tale per me) mi disperezza con sentimento! Vorrei poter essere come loro…premere il tasto canc e annullare tutto… magari riuscirei anche a riguadagnare i 7 chili che ho perso. Vorrei poter dire che è una consolazione sapere che ci sono altre donne come me…ma non lo è affatto. Cmq grazie.

  • Emma

    Cara Giorgia, scusa il ritardo nella risposta, avevo il computer bloccato. Sì cara, credo che tu sia una donna che ama troppo: non è certo per darti una etichetta, ma per spronarti a fare qualcosa per te stessa. Metti tutte le energie che profondi per questi uomini nel cercare aiuto. Hai probabilmente dentro di te emozioni non riconosciute, e ferite che ti spingono a cercare ossessivante distrazioni esterne, a costo di svilirti… Devi recuperare il contatto con te stessa prima di poter amare davvero.Cerca una terapeuta che possa aiutarti, e un gruppo di sostegno. Leggi gli articoli sulla co-dipendenza sul blog. Cerca un gruppo di donne che amano troppo, o un gruppo ACOA, o CODA, o SLA. Non aver paura di andare nel gruppo “sbagliato”: ogni esperienza ti aiuta a crescere, e dopo qualche riunione potrai capire se il gruppo è adatto a te o se devi chiedere indicazioni per trovarne uno più a tua misura. Fallo per te stessa, la tua vita lo merita. Ti abbraccio forte

  • Emma

    Cara Barbara, scusa il ritardo nella risposta, ho avuto problemi tecnici con il computer. Mi dispiace per qello che ti è successo, ma spero che la tua sofferenza ti sproni a cercare aiuto per te stessa. Leggi quello che ho scritto in risposta a Giorgia e a tante altre…. Vale anche per te. L’amore vero è rispetto e felicità, non umiliazione e sofferenza. Cerca aiuto per scoprire quali emozioni sepolte ti inducono a sentirti attratta da simili situazioni di tensione e dolore. Cerca una terapia, ma sprattutto un gruppo di donne come te. I gruppi sono una fonte incredibile di forza per affrontare il percorso spesso doloroso del gurdarsi dentro… Hai una lunga virta davanti, e meriti di viverla meglio. Ma devi iniziare davvero ad amare te stessa, a difendere te stessa. Datti questa chance. Un abbraccio forte

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