Complimenti e gaffes

Foto do Dario.sca http://www.flickr.com/photos/dariosca/

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I complimenti, abbiamo detto, sono importanti e graditi. Eppure molti, pur desiderando gratificare l’altra persona, fanno invece gaffes involontarie, pronunciano frasi che hanno il potere di urtare o deludere. Allora ricevono in cambio una smorfia anziché un sorriso, e si chiedono perché…

Quando accade, è importante chiedersi se l’intenzione iniziale era davvero limpida, o piuttosto se verso quella persona non si provino sentimenti conflittuali. Facciamo qualche esempio.

Il complimento dell’estimatore

E’ la gaffe peggiore, ed è sorprendentemente comune tra gli uomini, molto meno fra le donne. Un uomo dice ammirato alla sua bella “Mi piacciono le tue gambe…” ma subito si affretta ad aggiungere “Non sono perfette, ma a me piacciono così”. Cosa sta accadendo? E’ stato improvvisamente sopraffatto dalla paura di non essere giudicato un buon estimatore di gambe femminili?

La reazione di lei è – comprensibilmente – di irritazione, insicurezza, tristezza. La fanciulla in questione era serena, non chiedeva nulla: forse era cosciente di avere gambe apprezzabili ma non super, o forse a lei le sue gambe piacevano esattamente così. Improvvisamente si trova a sapere che sì, il suo uomo l’ammira, ma come “estimatore” sa giudicarla senza indulgenza…

In questi casi, meglio tacere…

Se qualcosa di un’altra persona non vi appare perfetta, è probabile che l’incapacità di apprezzarla parli di un vostro limite. Inoltre, l’estetica non è tutto: se provate l’urgenza di comunicare alla vostra donna che l’ammirate, ma solo sino a un certo punto, state involontariamente pronunciando una frase sottilmente aggressiva. Meglio fare un esame di coscienza: se comprendete il perché della vostra ambivalenza, forse capirete anche cosa c’è dietro.

Il complimento misero

E’ quando si dice “Sei carina” a una persona che è, e sa di essere, molto bella, ed è abituata a sentirselo ripetere, oppure quando ci si limita a un “Bravo” quando una persona ha conseguito davvero un ottimo successo. Può essere una tentazione, per distinguersi dal coro dell’ammirazione generale.

L’importante è che si sia coscienti che in quel momento non si sta porgendo un complimento, ma una piccola provocazione. Oppure che ci si sta mostrando avari di ammirazione e entusiasmo.

Perché pensare in piccolo? Se qualcosa vi piace, perché non dirlo a piena voce?

Il complimento mancato

Scena 1. Lei vi appare davanti, dopo un lungo tempo passato a prepararsi. E’ stupenda, e vi legge negli occhi l’ammirazione; ma voi non dite niente.

Scena 2. Lui vi porta in un locale splendido, oppure ha preparato per voi una sorpresa speciale, un programma orchestrato benissimo, un regalo scelto con cura. E voi non commentate….

Perché? Si tratta di una tattica? E’ sciocca. E’ timidezza? Esagerata. E’ una difesa? L’altra persona si è scoperta, perché non lo fate anche voi? E’ per non essere banali? Ma qui si tratta di un rituale affascinante, quello del corteggiamento, che si ripete da secoli e che non teme usura.

L’unica giustificazione è che la troppa emozione vi abbia legato la lingua. Ma recuperate al più presto.

Il complimento ripetitivo

Non dite sempre le stesse cose. Soprattutto se si tratta di frasi particolari, non potete ripeterle all’infinito: la vostra emozione si rinnova ogni volta che siete a contatto con la persona che vi piace, lasciate che si rinnovi anche il vostro linguaggio. Aprite il cuore, ascoltate quello che vi dice, e pronunciatelo a voce alta. Non serve altro.

Quali sono, invece, i segreti del complimento?

La sincerità: lodate qualcosa che vi piace veramente; le altre persone si accorgono subito se mentite ad arte.

Lo spiazzamento: una frase romantica a letto, nell’estasi, una più spinta sussurrata durante il concerto o a una festa.

L’esagerazione: se dite a una donna che è la più bella del mondo, o a un uomo che è un essere unico e fantastico, il vostro partner sa benissimo che non è una frase vera in assoluto, e che per voi lo è solo limitatamente all’attimo presente. Però apprezzerà. Se sentite in grande, parlate in grande.

Il rispetto: solo in rari casi può essere dolce mettere una persona in imbarazzo con un complimento.

L’universalità: perché fare complimenti solo al partner? Ci sono anche gli amici, i parenti, i figli, i genitori. O le persone sconosciute. Dire a una donna seduta davanti a voi in treno “Mi scusi se mi intrometto, ma volevo dirle che ha un gioiello meraviglioso (oppure del bellissimi occhi, o un sorriso fantastico)” può cambiare in meglio la sua giornata. Ma illuminerà anche la vostra.

Come si risponde a un complimento?

Molte persone si fanno bloccare dalla timidezza, altre addirittura lo negano. Se si sentono dire, per esempio, “Che bei capelli”, rispondono “E’ solo che oggi sono andata dal parrucchiere, in realtà in genere hanno un aspetto terribile”, e così via.

Il modo migliore per rispondere è invece sorridere, e assaporare dentro di sé il piacere ricevuto. E ringraziare….

Cari amici,

intendo portare avanti una ricerca sui complimenti che forse sfocerà in un libro. Avete voglia di aiutarmi, scrivendomi i complimenti più strani, o più originali, o più belli, o più brutti che avete fatto o ricevuto? Mi interessano anche le vostre riflessioni sull’argomento. Potete farlo nello spazio dei commenti, oppure, se volete raccontarmi qualcosa di più personale, potete scrivermi all’indirizzo e.chiaia@tiscalinet.it. Grazie mille in anticipo a chi vorrà aiutarmi!

4 thoughts on “Complimenti e gaffes

  1. COMPLIMENTI
    Credo che i complimenti siano come le barzellette: vi ricorri se non hai abbastanza spirito per una battuta personale e consona alla situazione e alla persona cui ti rivolgi, oltre che al tuo proprio sentire. I complimenti vanno bene in situazioni formali o in cui l’ipocrisia diventa educazione (es. plauso al bimbo che ha recitato la poesia, anche se brutta e mal declamata o verso la vecchietta che declina la propria età, ecc.). Ma il flirt non è obbligatorio e allora non è un paese per vecchi complimenti.
    La prima sera mi ero perso nei suoi occhi che mi avevano addomesticato ammutolendomi (e con me ce ne vuole!); le ho detto: . Questo non è un complimento, solo la capacità di cogliere l’emozione in modo chiaro e, dopo averla ben assaporata, saper trovare un modo semplice per trasferirla.
    Dopo la seconda sera vorrei dirle:

    Forse quello sui polsi potrebbe dirsi un complimento? Ma anche in questo caso non è una frase fatta, ma una circostanza che in quel momento si verifica.
    Ma se ti fidi poco del tuo spirito, allora un modesto repertorio di complimenti precotti è necessario, ma sii gentile: scegli dal repetorio solo ciò che realmnte esprime il tuo gusto, il tuo pensiero e libera nos a malo!
    Shekelesh

  2. Grazie per il commento. Ma… Chi ha detto che i complimenti debbano essere precotti? E se ti ho riconosciuto dietro lo pseudonimo, direi che in passato ho ricevuto da te un complimento bellissimo e per niente formale! Appunto come dici tu: avevi trovato un modo semplice (e bello) per trasferire un’emozione. Questo io lo chiamo un complimento riuscito!

  3. i complimenti sono utili,ma non devono essere dovuti;il corpo parla più della bocca e mentisce meno, un complimento non può sollevare il livello di ciò che comunichi con l’espressione, coi meta messagggi e con tutto il corpo;un complimento al ribasso può essere reiterpretato subito in modo corretto se hai fiducia nella tua percezione; non ci deve essere una attesa troppo spasmodica del riconoscimento, che può creare nell’altro un blocco. Una volta una donna ebbe a dirmi che in mezzo a una folla di amici era rimasta colpita e attratta prima ancora di vedere il mio volto, nel vedere di schiena il triangolo composto dal collo e le mie spalle, ho apprezzato il complimento perchè folle e originale, ma mai mi sarei azzardato a dargli un connotato di realtà per poi assaporare il beneficio legato ad un apprezzamento così forte; il complimento è più bello più si distacca da una apparenza di giudizio credibile e nell’allontanarsi dalla realtà trasmette invece una sensazione indefinita ma, poetica, non legata al binomio complimento-riconoscimento dovuto. Ciò non toglie però che a volte fa bene sentirsi dire cose carine e il linguaggio può essere molto importante.

  4. Tutte considerazioni giuste e importanti! Certo l’ideale sarebbe che, salvo casi particolari e consapevolmente cercati, parole e linguaggio del corpo fossero congruenti. Ma perché, poi, fare complimenti al ribasso? Sono d’accordo con te che se c’è troppa attesa del complimento questo possa creare un blocco. Queste frasi sono regali spontanei… Niente è dovuto… Ma le persone generose in queso senso creano piacere nell’interlocutore, e una interazione più facile e positiva.
    A proposito, bello il complimento che hai ricevuto!

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