Anti-Cancro: 4 Mosse Vincenti

Vi segnalo qui alcuni dei consigli di David Servan-Schreiber, autore di un libro sulla prevenzione del tumore uscito già da qualche tempo, ma che consiglio a tutti di leggere (tra l’altro scorre come un romanzo).

David Servan-Schreiber è uno psichiatra e neuroscienziato, e vive tra Parigi e Pittsburgh (dove insegna all’Università, e dove ha fondato e diretto un Laboratorio di Scienze Cognitive e un Centro di Medicina Integrata). Ha già scritto un best seller molto interessante, Guarire. Una nuova strada per curare lo stress, l’ansia e la depressione senza farmaci né psicanalisi, (Sperling & Kupfer).

Dunque un medico con una solida formazione tradizionale, che un giorno ha scoperto di avere un tumore. Lo ha curato con i metodi classici: chirurgia e chemioterapia.Poi ha avuto una recidiva, ed è stato allora che ha deciso di spingersi oltre le terapie convenzionali per studiare tutto ciò che potesse aiutare il suo corpo a difendersi. Il risultato è questo libro: Anticancro. Prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali (Sperling & Kupfer).

Un paziente particolare, dunque: grazie alle sue conoscenze di medicina Servan-Schreiber decise di lottare a fianco degli specialisti che lo avevano in cura, e ha iniziato a divorare centinaia di studi e pubblicazioni scientifiche. Voleva curarsi in modo tradizionale, ma voleva anche usufruire di tutti gli aiuti possibili, e voleva capire quali dei suoi comportamenti avevano contribuito a farlo ammalare.

Qui l’autore racconta la sua esperienza e nello stesso tempo delinea un efficace piano di prevenzione, che può essere adottato da tutti.

“Dopo essere passato attraverso la chirurgia e la chemioterapia chiesi al mio oncologo che precauzioni avrei dovuto prendere per evitare una nuova recidiva”, racconta. “’Nulla di particolare, faccia la sua vita di sempre’, gli rispose il medico, che si limitò a raccomandargli i controlli.

Servan-Schreiber capì che il luminare, impegnato com’era a tenersi al corrente dei progressi delle cure, non aveva tempo per seguire tutti gli studi e le ricerche sulla prevenzione: lui però intendeva documentarsi

“Tutti abbiamo un cancro che dorme nascosto dentro di noi. Come ogni organismo vivente, infatti, il corpo umano fabbrica in continuazione cellule difettose, ed è così che nascono le neoplasie. Il nostro organismo è però dotato di vari sistemi che gli permettono di individuarle e contenerle”, scrive. Sono questi i meccanismi che bisogna potenziare… Ed è possibile farlo, agendo sullo stile di vita.

Per esempio, sapevi che i tumori più diffusi da noi, quelli al seno, al colon o alla prostata, in Asia sono da sette a sessanta volta meno frequenti? Però se si fa l’autopsia degli asiatici morti per cause diverse dal cancro si riscontrano altrettante microlesioni alla prostata che negli occidentali: nello stile di vita degli asiatici c’è dunque qualcosa che impedisce al tumore di svilupparsi.

Per contro, fra i giapponesi residenti in Occidente l’incidenza delle neoplasie raggiunge livelli pari ai nostri nel giro di una o due generazioni: nel nostro modo di vivere c’è qualcosa che non aiuta l’organismo a difendersi…

In effetti, spiega Servan Schreiber, spesso accettiamo passivamente delle false certezze scientifiche che ci tolgono la capacità di disinnescare lo sviluppo dei tumori. Per esempio, siamo convinti che il cancro sia innanzitutto una questione di geni e non di comportamenti, mentre è vero il contrario.

Uno studio danese sorprendente, pubblicato su una autorevolissima rivista scientifica, il New England Journal of Medicine, ha indagato sulla salute di mille persone adottate alla nascita, risalendo (grazie a un registro genetico che esiste Danimarca) ai genitori biologici. Ebbene, si è visto che aver ereditato il corredo genetico di genitori morti di cancro prima dei cinquanta anni non ha una particolare influenza sulla possibilità di sviluppare un tumore maligno. Al contrario, la morte per cancro di un genitore adottivo (dal quale non si eredita alcun gene, ma che influisce sullo stile di vita del bambino) moltiplica per 5 il fattore di rischio.

Tutte le ricerche concordano: la genetica contribuisce alla mortalità per cancro in ragione del 15% al massimo. Dunque, persino chi ha familiarità con il tumore può imparare a difendersi.

Come ? Ecco, secondo Servan-Schreiber, 4 mosse irrinunciabili.

1) Combattere gli stati infiammatori.

Un cancro su sei è legato a uno stato infiammatorio cronico. Semplificando molto, possiamo dire che la risposta infiammatoria, che di per sé è una delle naturali forze di auto-guarigione dell’organismo, quando si cronicizza viene in qualche modo “usata” dal cancro a suo favore.

Ne consegue che combattere gli stati infiammatori (non trascurando le piccole patologie, usando le medicine dolci, praticando l’esercizio fisico, e prendendosi cura delle emozioni, perché anche lo stress e la collera sono dei potenti concimi per l’infiammazione) fa parte dei comportamenti preventivi.

2) Fare attenzione all’alimentazione

Tutti ne parlano, ma perché è così importante? Semplice: i nostri cromosomi si sono formati centinaia e centinaia di migliaia di anni fa, quando i nostri antenati erano cacciatori e raccoglitori.

Nonostante sia passato tanto tempo, i geni si sono evoluti pochissimo. La nostra fisiologia si attende una alimentazione simile a quella dell’era in cui vivevamo di caccia e raccolta: frutta e verdura in abbondanza, ogni tanto uova o carne di animali cresciuti liberamente, un perfetto equilibrio tra acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, pochissimo zucchero (il solo dolcificante era il miele) e poca farina… La nostra alimentazione occidentale, ben diversa, crea invece un terreno favorevole agli squilibri e al tumore.

Prendiamo per esempio il nostro consumo abnorme di zucchero. Questo alimento, dice Servan-Schreiber, è letteralmente cibo per il cancro: il premio Nobel per la medicina Otto Heinrich Warburg ha scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio, la forma che assume lo zucchero nel nostro organismo una volta digerito.

Inoltre, zucchero e farine bianche stimolano il rilascio di insulina e di un’altra molecola, detta IGF (Insulin-like Growth Factor-I) che ha la proprietà di stimolare la crescita cellulare (anche quella dei tumori) e aumenta la capacità delle cellule tumorali di invadere i tessuti vicini, e dà una sferzata ai fattori di infiammazione.

Innumerevoli studi puntano l’indice nella stessa direzione: chi vuole fare prevenzione deve limitare drasticamente il consumo di zucchero raffinato e di farine bianche.

In pratica: imparare a bere il caffé senza zucchero, consumare il dolce non più di due o tre volte alla settimana (e non da solo, perché la presenza di altri alimenti ritarda l’assimilazione dello zucchero), sostituire il riso bianco con quello integrale, basmati o thailandese, (che hanno indici glicemici meno elevati), e buttarsi su pasta e cereali integrali, frutta (non c’è limite al consumo, purché non sia spolverizzata di zucchero) e verdura (ricca di composti fitochimici in grado di contrastare la progressione del cancro). No a margarine e grassi idrogenati, sì all’olio di oliva.

Per quanto riguarda carne e latte, c’è da dire che questi alimenti sono diventati pericolosi soprattutto grazie al tipo di alimentazione e di stimolazione ormonale cui sono sottoposti gli animali: carne e latte provenienti da allevamenti biologici presentano rischi molto minori.

In ogni caso, chi non vuole diventare vegetariano (un’ottima idea, secondo Umberto Veronesi) dovrebbe almeno imparare a invertire le proporzioni degli alimenti: non più una bistecca con qualche foglia di insalata, ma tanta verdura con qualche strisciolina di carne, possibilmente non tutti i giorni (come fanno gli orientali).

Via libera a frutta e verdura: se sono biologiche è meglio, ma comunque molti studi hanno dimostrato che i vegetali trasmettono meno inquinanti degli animali (che accumulano nella massa grassa i pesticidi dell’erba che brucano).

Inoltre, sottolinea Servan-Schreiber, i benefici dei composti fitochimici anticancro dei vegetali controbilanciano il rischio rappresentato dai pesticidi (in ogni caso, lava bene la verdura e sbuccia la frutta).

Potenti alleati anticancro? Cipolla, aglio, crocifere (ovvero cavoli, cavolini, broccoli, verze…), pomodori, the verde, curcuma, frutti di bosco, spezie ed erbe come timo, maggiorana basilico e rosmarino…

3) Comprendere e superare le ferite della psiche

Nel mondo scientifico non ci sono certezze definitive, ma ormai sono molti i medici che si interessano a come la condizione psicologica influisca sui meccanismi che alimentano questa malattia.

Molti psicoterapeuti che hanno lavorato con i malati di cancro hanno coniato per loro la definizione di “personalità di tipo C” (in contrapposizione alla personalità di tipo A, aggressiva e impaziente, spesso riscontrabile nei cardiopatici).

Sembrano più esposte le persone che, a torto o a ragione, non si sono sentite pienamente accettate nell’infanzia, si sono sentite fragili e vulnerabili, hanno ricevuto pochi incoraggiamenti e, per farsi amare, hanno deciso di adeguarsi il più possibile alle aspettative altrui, anziché seguire le proprie inclinazioni.

Sono individui che si lasciano andare raramente alla collera, diventano adulti “tanto gentili”, “sempre pronti ad aiutare gli altri, “dei santi”.

Per tutelare quella sicurezza emotiva che loro sfugge, si gettano a capofitto in un solo aspetto della vita – il lavoro, il matrimonio o i figli. Quando poi questo investimento totale entra in crisi, magari per un licenziamento, un divorzio, il pensionamento, ecc., ecco che il dolore vissuto nell’infanzia rialza la testa.

Ti sei riconosciuto in questo ritratto? Niente panico: questo deve solo motivarti a fare qualcosa in più per te stesso. La via è semplice: cerca di ritrovare il contatto con le tue emozioni, impara a sentirle e a esprimerle.

Se hai subito un trauma o un grosso dispiacere cerca di rielaborarlo con l’aiuto di qualcuno, non tenerti tutto dentro.

Provi un sentimento di impotenza? Probabilmente è una falsa percezione: da bambino sì che non potevi far nulla per difenderti, ora che sei adulto ci sono mille modi per reagire alle avversità.

Anche se non hai soldi per una psicoterapia, fai qualche seduta di counseling (anche nel servizio pubblico) o unisciti a un gruppo gratuito di auto-aiuto per elaborare i tuoi traumi e riprendere una vita più felice, oltre che più sana.

E in ogni caso (il consiglio è valido per tutti, che abbiano una personalità C o no) cerca il contatto con te stesso, impara a conoscere le tue emozioni: basta scrivere un diario, o fare pochi minuti di meditazione (o preghiera) al giorno (che riducono anche un altro fattore di rischio, ovvero lo stress). E’ una semplice pratica di vita, che però può fare tantissimo per la tua salute.

Infine, non farti sopraffare dal senso del dovere: inserisci nella tua giornata, il più possibile, attività e rapporti che ti diano gioia: è la migliore prevenzione.

4) Fare attività fisica

Infine il movimento. Non è necessario praticare uno sport estremo, bastano semplici passeggiate. I numeri parlano chiaro: le donne che camminano cinquanta minuti al giorno, cinque volte alla settimana, hanno due volte in meno il rischio di ricaduta dopo un cancro al seno. Non si tratta di andare in palestra tre ore al giorno, ma di fare in modo che l’attività fisica entri a far parte integrante della tua vita.


Anticancro. Prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali , David Servan-Schreiber
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13 thoughts on “Anti-Cancro: 4 Mosse Vincenti

  1. Anche io penso che meno carne si mangi, meglio si stia… Ho iniziato a ridurla sempre di più quando ha iniziato a scrivere di salute, articolo dopo articolo. Ora per me è veramente una eccezione: Poi è anche una scelta, oltre che animalista, ambientalista: gli allevamenti consumano troppa acqua.
    Però l’autore del libro che cito, giustamente secondo me, si rivolge a tutti: non credo sia pensabile che tutto il mondo diventi vegetaraino dall’oggi al domani, ma una decisa inversione di tendenza dall’esageraziome smodata a una attentissima misura mi sembra possa essere già se non altro un inizio…. Non credi? 🙂

  2. Ah volevo dirle anche che ho pensato di mettere il suo blog tra i link esterni consigliati nella home page del mio blog (se lei facesse altrettanto ne sarei grato, ma comunque a sua discrezione).

  3. Ciao Emma.
    Io vegetariana da più di 20 anni ma sono d’accordo sul fatto che non tutti sono pronti ad abbandonare completamente la carne. Infatti il mio compagno la mangia, poca. Poca perchè io non gliela cucino volentieri. Potrebbe benissimo farne a meno, lo ammette anche lui, ma rimane attaccato alle sue credenze….
    Bellissimo questo articolo, te lo prendo in prestito anch’io…
    un abbraccio. Marju

  4. Grazie Marju! Aiutiamoci a vicenda a diffondere questi concetti importanti! E grazie per le cose belle che hai scritto su questo blog… Ricambio i complimenti per il tuo!

  5. Sei lucida e chiara …ed hai tutte le ragioni.Il percorso di inversione di abitudini antiche e non sane è difficilissimo.Ma sono d’accordo anch’io che è quello.
    Servan Schreiber è un famoso promotore dell’EMDR ed un uomo pieno di fascino…e nelle sue conferenze trasmette semplicità grande umanità e dolcezza per la vita ,dà spunti per un rapporto dolce con se stessi e con l’universo.e i suoi libri sono incoraggianti.Un abbraccio,Matelda

  6. sono ormai un mese e mezzo che non tocco piu carne e pesce e mi nutro di tutto cio che est informazione contro questi due alimenti che sono veramente il nostro suicidio. devo dire che sto benone.Cominciamo veramente tutti con il vegeterianesimo.

  7. Ho letto il libro ed è davvero interessante; anche se non sempre riesco a seguirne i consigli, ha sicuramente “rivoluzionato” il mio approccio all’alimentazione ed ha influenzato il mio modo di fare la spesa.

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