Amicizie: il segreto per una vita felice

Stringerle non è difficile: spesso per iniziare basta un sorriso. Vediamo il valore di questi rapporti, e come coltivarli con più facilità

“Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere, anche se avesse tutti gli altri beni”: così, più di trecento anni prima di Cristo, ragionava Aristotele. La sua era una frase provocatoria: allora e oggi, invece, sono state e sono moltissime le persone che affrontano l’avventura di vivere senza quel caldo conforto che viene dall’avere compagni di percorso.

Eppure l’amicizia fa bella la vita. Alcune persone sembrano magicamente capaci di riempire la propria esistenza di affettuosi alleati. Altre, invece, paiono quasi non possedere quel tocco magico, leggero, aggraziato, capace di trasformare una semplice conoscenza in qualcosa di più significativo. Come mai? E cosa perdono, in ricchezza di esperienza, queste persone?

I vantaggi dell’amicizia

Sono incalcolabili. Alcuni tanto ovvii da non meritare neppure di essere ricordati, altri invece meno evidenti, più sottili: e sono proprio questi aspetti che nel mondo individualista di oggi tendono a essere dimenticati.

L’amicizia porta calore, allegria, compartecipazione. Il più banale degli eventi, se condiviso, può prendere un sapore nuovissimo. E poi ancora essa offre sostegno, psicologico e materiale, nei momenti difficili.

Ma non solo. La relazione amicale dà a ciascuno la possibilità di un nuovo rapporto con se stesso: gli amici “risuonano” l’uno nell’altro, si riconoscono e si ritrovano nella conversazione, come in un gioco a rimpiattino tra la propria identità e quella del compagno che è piacevole, affettivamente rassicurante, e intellettualmente vivificante.

Con un amico si possono posare le maschere, ed esercitare la trasparenza, requisito primo dell’equilibrio e della buona salute psicologica.

Queste relazioni danno l’esaltante occasione di crescere insieme. Chi è stato intimo di un’altra persona sin dagli anni della scuola, e poi all’Università, e via via sino all’età matura, sa bene di che si tratta: l’aver visto insieme mutare le proprie opinioni e i propri sogni, l’aver condiviso le nottate a parlare del futuro nelle case di studenti e poi le decisioni sulla vita, sul matrimonio, sui figli.

Eppure i cinici di oggi amano sostenere che l’amicizia vera non esista, che la natura umana non sia così nobile da permettere un sentimento disinteressato.

Ma nessuno ritiene che una tale relazione (come del resto ogni altro rapporto umano) sia priva di zone d’ombra talvolta anche molto rilevanti. Spesso nell’amicizia c’è competizione, gelosia, invidia. A volte c’è insincerità, a volte meschinità, o addirittura perfidia. E’ proprio a causa di queste zone d’ombra, che di volta in volta saranno evitate, aggirate, temute, e infine osservate e affrontate, che l’amicizia ha valore come esperienza umana non banale e scontata, ma invece significativa e profonda. Non dunque un concetto zuccheroso, ma un’occasione di crescita personale ed esistenziale.

E’ ovvio che l’amicizia, questo prisma dalle innumerevoli facce, non esiste in senso assoluto, ma solo incarnato in singole, concrete esperienze. E allora diamo un’occhiata, senza pretendere di essere esaustivi, ai più frequenti “modelli” di amicizia in circolazione. Modelli che possono essere più o meno convincenti, ma che nello stesso tempo sono tutti apprezzabili, in quanto tentativi sinceri nell’arte di amare un proprio simile.

Amicizia fra donne…

Luogo comune vuole che sia proprio il rapporto tra donne a celare le insidie peggiori tra tutte quelle che possono avvelenare l’amicizia.
E in alcuni casi è proprio così. Lo stesso luogo comune vuole che causa di tutta questa competitività sia la figura maschile, “premio” per la vincitrice. E questo storicamente ha senz’altro un senso: private per secoli di qualsiasi forma di potere reale, alle donne non restava che un potere riflesso, quello dato dalla manipolazione dell’uomo che riuscivano a conquistare.

Perché stupirsi, dunque, se nella rincorsa di questo obiettivo ogni mezzo diventava lecito, e a volte sembrava non esserci spazio per sentimenti più nobili? Quella tra donne diventava spesso una “guerra tra poveri” per non perdere quei minimi vantaggi che una seduttività ben gestita poteva garantire. C’è da chiedersi cosa allora accadesse negli harem, in luoghi cioé dove l’essere la “favorita” poteva aumentare incredibilmente l’influenza di ciascuna. Anche se proprio dal mondo arabo, paradossalmente, arriva anche il germe di un modello di amicizia femminile opposto: quello di donne che, magari anche per necessità, hanno imparato a godere a fondo della propria compagnia, e sanno stare insieme, con dolcezza e complicità.

Ma ancora. Tra donne c’è poi il “sostegno femminista”, quella particolare forma di amicizia che nasce dalla presa di coscienza di una condizione comune. Queste donne – con più o meno sincerità, con minore o maggiore profondità – guardano l’una all’altra come sorelle, che si prendono per mano e si aiutano a vivere. E’ diversa da quella complicità appena ricordata perchà si basa comunque su una consapevolezza della propria condizione. L’idea del sostegno femminista ha portato indubbiamente a molti eccessi, ma ha anche permesso che nascessero rapporti di incredibile ricchezza.

E poi c’è la relazione materna tra una donna più grande, dotata di un certo carisma o almeno di esperienza (un’insegnante, una donna che ha vissuto molte cose, una scrittrice, e così via) e quelle che si considerano le sue “allieve” se non d’arte, almeno di vita.

Infine c’è quella che si può definire l’amicizia “da pianerottolo”, anche questa tipica e meravigliosa forma di relazione femminile, basata sull’arte di chiacchierare (arte, come diremo poi, sconosciuta o quasi all’altro sesso). La vicina, la donna che s’incontra a far la spesa, la mamma che chiacchiera con noi mentre i figli giocano al giardino…

Si tratta della forma amicale più spontanea, più diffusa, e forse anche più confortante per chi la vive.

…e amicizia fra uomini

E veniamo al grande, complicato capitolo dell’amicizia al maschile. Numerose le amicizie silenziose. Inesistenti nel mondo femminile, questi rapporti si basano su una secolare cultura del silenzio virile. Per cui non è raro vedere due uomini che passano insieme l’intera giornata, magari a caccia o a pesca, senza scambiare neppure una parola, ma con un tale accordo nei gesti, negli sguardi, da far supporre che tra di loro stia passando la più completa delle comunicazioni.

Altri amici maschi, invece, parlano fin troppo. Di calcio, di politica, di economia. Discutono per ore, con foga, riducendo magari al silenzio eventuali malcapitate commensali di sesso femminile. Ma non parlano mai di se stessi. E’ il loro modo di essere amici, e va benissimo. Solo è sperabile che, nel momento in cui uno di loro viva un momento traumatico della propria storia personale, sia capace, per una volta, di spostare il discorso dall’allenatore della Nazionale a se stesso e a quanto gli sta accadendo.

E poi ci sono gli amici “oltre le donne”. Questi invece sono uomini che parlano, comunicano, si confrontano anche sulle idee più personali. Queste persone ribaltano un po’ quello che succede agli altri: anziché vivere una apertura emotiva con le donne, e una vivace ma superficiale socialità con quelli del proprio sesso, questi sono pronti a confidare al compagno tutti i moti del cuore, ma nello stesso tempo – come per compensare – si ritirano dal rapporto con le donne, lo vivono in maniera difesa, superficiale.

Sono numerosissimi, per fortuna, gli uomini che riescono a vivere interazioni più complete di quelle qui descritte. Ma si può individuare come un tratto comune del mondo maschile un rapporto complesso con la comunicazione verbale, che anche nei casi migliori rende i rapporti un po’ meno ciarlieri ( e forse un po’ più pudichi) di quelli tra donne.

Un breve cenno infine all’amicizia tra uomini e donne: un tema antico come il mondo, capace però sempre di animare qualsiasi serata. Tra speculazione filosofica e morbosità, pare che nessuno possa evitare di pronunciarsi su questo argomento. Opposti i pareri e le fazioni: c’è chi dice che un tale tipo di amicizia non possa esistere, perché tra lui e lei scatterebbe sempre la molla dell’attrazione sessuale. E invece chi sostiene che tale molla possa essere superata, aprendo il campo a rapporti molto gratificanti.

E non è un caso che un film, che tratta un tale tema con stile arguto e leggero, Harry ti presento Sally, sia ormai diventato un classico.
(L’amicizia tra uomini e donne è possibile: non lo si afferma sulla base di astratte speculazioni, ma semplicemente perché sono innumerevoli gli esempi di rapporti di questo genere. La semplice osservazione di ciò che accade intorno a noi potrebbe metter fine alla diatriba. Ma in fondo perché? Si tratta di un tema così interessante…)

“Bravi” in amicizia

Ma perché alcune persone sono capaci di circondarsi di amici e altre sembrano non riuscire a instaurare rapporti significativi?
In questo gioca qualcosa di imponderabile: la fortuna, il destino, le circostanze della vita. Ma soprattutto conta il carattere di ciascuno.

Le persone che posseggono il “tocco magico” per l’amicizia, quelle che sono sempre circondate da gente solidale hanno molti tratti in comune.E’ dunque possibile in qualche modo tracciare il profilo psicologico dei “bravi in amicizia”.

Il primo requisito per avere amici è la disponibilità. Sembra scontato, eppure tanti non si accorgono che, mentre si lamentano della propria solitudine, non sono realmente aperti a un incontro con l’altro. Si vorrebbe un amico bell’e pronto, e intanto si rifiutano inviti – a cene, a compleanni, a passeggiate – perché non sembrano interessanti, o appaiono banali. Ma è spesso da un evento banale, “piccolo”, quotidiano che nasce l’affetto.

Il secondo requisito è saper accettare – e apprezzare – proprio quella amicizia che il destino ci offre.
Molti esprimono trancianti giudizi sulla maggior parte delle persone che hanno intorno, allontanandole, e dicendo che esse “non vanno bene” per un’amicizia. Di nuovo, si desidera “l’amico” come entità astratta e ideale. Una persona del genere, però, non esiste. E’ vero che tutti noi vorremmo un rapporto privilegiato con qualcuno con cui siamo uniti da profonde affinità elettive. Ma a volte ci vengono incontro occasioni di rapporto con gente diversa da noi: se saremo così saggi da accettarle, scopriremo che un amico non è necessariamente uno specchio nel quale narcisisticamente rispecchiarci.

Il terzo requisito è voler vivere l’amicizia. E cioé essere disposti a dare all’altra persona qualcosa: affetto, vicinanza, una parte di se stessi, del proprio tempo, delle proprie energie. Offrire all’altro, cioé, quello che si vorrebbe ricevere. Lo diceva già Cicerone: “Se consideriamo che non esiste niente che tanto avvinca e tanto attragga all’amicizia quanto la somiglianza, si deve ammettere dunque subito che è vero che i buoni prediligono i buoni e li attirano a sé, vinti, per così dire, dalla vicinanza e dall’indole” (Laelius de amicitia).

Insomma, come fu detto in modo più semplice da un poeta del secolo scorso, Ralph Waldo Emerson, “il solo modo di avere un amico è di esserne uno”.

18 thoughts on “Amicizie: il segreto per una vita felice

  1. Bellissimo questo articolo.

    Ora ne approfitto per farti subito subito una domanda:

    Ma come si fa a non rimanere delusi, quando magari per diverse ragioni, l’amicizia termina ?

  2. Che bella domanda, Daniele, grazie! Forse per non rimanere troppo delusi possiamo ricordarci che siamo tutti limitati e imperfetti, e a volte incapaci, magari momentaneamente, di disponibilità e generosità. Momenti di “piccolezza” ci sono nella vita di tutti… Ma se li accettiamo lasciamo aperta la porta alla possibilità anche di riprendere l’amicizia, magari un domani, in circostanze diverse. Cosa ne dici?

  3. L’amicizia racchiude in se anche una forma di alleanza, complicita’, intesa per fare gruppo ed affrontare il mondo e la vita.
    Ma e’ anche critica aperta alle posizioni dell’amico/a, quando le circostanze lo richiedono: il vero amico e’ quello che ti dice la verita’, non quello che ami sentirti dire.

  4. La sua risposta a Daniele racchiude il segreto per non perdere e per rinnovare l’amicizia. Il 2009 è stato un anno che non potrò dimenticare a causa di una grave malattia di mia figlia di 17 anni. Con questo volevo solo dire che io ho ritrovato delle care persone che mi hanno sostenuta e che spero di non perdere. Però non posso dire di mia figlia in quanto la sua classe, a parte tre amiche, hanno innalzato una sorta di muro, forse per paura, forse per superficialità…ma la risposta purtroppo è ben diversa. Quelli che sembrano amici si scoprono diversi e nei momenti terribili e di grande bisogno di attenzioni e di affetto, poi si rivelano profondamenti Egoisti ed Insensibili. Questi sono i ragazzi di oggi: gli amici.

  5. Patrizia, grazie per aver condiviso la tua esperienza! Sono felice che tu abbia trovato delle persone care che ti hanno aiutato, e che tua figlia abbia potuto contare almeno su tre amiche vere (non sono poche…). Quanto agli altri, sì, vale ciò che ho detto a Daniele: qualche volta può capitare a chiunque un periodo di meschinità, in cui si segue la voce della paura e non quella del cuore, o della grandezza. E’ particolarmente triste quando accade in un gruppo intero, come una classe o una comunità. Però se tua figlia saprà essere superiore e non chiudere troppo il cuore, forse un domani quelle ragazze e quei ragazzi cambieranno, matureranno, capiranno…
    Ma ora tua figlia sta meglio? Ti abbraccio

  6. Grazie Emma. Chiara sta molto meglio e non possopermettermi di abbassare la guardia. Ha superato 8 mesi di chemio ed il trapianto.Siamo tre donne ed ammetto di aver bisogno di persone care intorno.Siamo cambiate, la paura non ci abbandona, ma siamo molto più forti e più legate di prima. Gli amici sono preziosi e sento che ci sono. Un grazie a coloro che ci hanno aiutato e lo fanno ancora. Grazie a te per la dolce e graditissima risposta. Ho scoperto che non sarò sola. Buona fortuna.

  7. Buona fortuna a te, cara Patrizia, e alla dolce Chiara. Dateci notizie: io, e sicuramente tante altre lettrici e lettori, facciamo il tifo per voi!

  8. ho molti amici. tuttavia, mi trovo meglio con gli amici uomini che con le amiche donne (PERO’ CON ALCUNE DONNE MI TROVO MOLTO BENE): ci sono emno invidie, rancori, calcoli e c’è + sincerità nei rapporti uomo donna secondo me.
    è possibile far nascere l’amore da una bella e profonda amicizia tra uomo e donna. e volendo coem quali sono le tattiche e le regole da seguire?
    garzie dei consigli che mi darete

  9. Niente regole e tattiche… sii spontanea, sincera e paziente… Qualche volta succede che l’amicizia evolva, e sono allora amori molto belli. Ma non è detto… E allora per te, dietro l’angolo, c’è qualcosa di ancora più bello! Tanti auguri

  10. grazie, Emma, per le tue parole che trovo molto sagge. in ogni caso credo che alla base di ogni vero amore ci sia una vera amicizia. grazie ancora degli auguri e della tua sensibilità.

  11. può esistere un’amicizia senza affinità e complicità????????? perchè??????????????????????????????????

  12. Rossella, non so la tua età né dove abiti… In generale gli amici si trovano ovunque, basta sorridere a chiunque incontri e superare un po’ di timidezza. In treno, in autobus, nelle sale d’attesa, in piscina, al supermercato, nel tuo condominio, in parrocchia, nella sezione del tuo partito, in un circolo ARCI, facendo volontariato, facendo sport, trekking, parlando con le mamme degli altri bambini ai giardini o davanti alla scuola, portando a spasso il cane, su Fecebook, ecc ecc. Un metodo fantastico è fare corsi, di qualsiasi cosa. Io amo i corsi di ballo: caribico, boogie, tango, liscio, da sala a seconda della tua età. Costano poco (ce ne sono anche di gratuiti nella grandi città) e costano poco anche i locali… Buona amicizia! 🙂
    P.S. Un consiglio: accetta amici di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Impara ad apprezzare l’amicizia comunque…. Quelle più su misura per te arriveranno presto!

  13. Volevo ringraziarti per la tua risposta…ho 45 anni e abito in prov di Milano…
    nn lavoro da molto tempo e nella mia vita ho avuto delle amicizie che nn sono durate molto…
    Ho fatto volontariato per un anno circa…
    Ho fatto delle promozioni nei centri commerciali…
    Mi piacerebbe fare un’attività fisica che mi farebbe bene sia fisicamente che mentalmente ma la mia timidezza e paura di nn essere all’altezza mi blocca…
    Da alcuni anni mi sono chiusa per paura di soffrire e ora sto molto male…

  14. io ho 50 anni e di amicizie ne ho avute ben poche;un po’per il poco tempo libero ma soprattutto perchè gli altri mi considerano noiosa.Quando sono di fronte a me si azzittiscono e come se non trovassero parole da dirmi.E’ anche vero che pure io non so dialogare; leparole si spengono subito.Eppure non sono criticona ne invadente ; rispetto la praivaci altrui.Stare con gli altri mi crea disagio, mi sento messa alla prova e non sempre la so superare.però mi sento sola.

  15. Cara Linda, ho avuto un problema con il blog e il tuo commento si era “nascosto”. Mi dispiace tantissimo!
    Mi dispiace anche di quello che scrivi. Non ti conosco e posso sbagliare, ma mi viene da pensare che forse mandi involontariamente qualche segnale di chiusura… Non so dove abiti… Hai la possibilità di andare da una psicoterapeuta o da una counselor (meglio una donna), anche solo per pochissime sedute, per verificare questo punto? A volte prendiamo senza accorgercene atteggiamenti che non ci corrispondono internamente, ma che ci sabotano. La buona notizia è che non è difficile indentificarli, e molto spesso è facile cambiarli! La vita è più bella quando si hanno tanti amici e belle relazioni… Spero che tu trovi chi possa aiutarti. Questo non significa che tu sia malata o sbagliata: capita a tantissime persone! Spesso è un problema di insicurezza che viene scambiata per alterigia, ma non ti consoco e non posso sapere se sia il tuo caso.

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